Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

sabato 27 novembre 2021

Sintesi - 5

 Post 365

Sintesi – 5

…. anticipo la pubblicazione di questo post (la settimana, infatti, decorrerà particolarmente ricca di impegni lavorativi. Per merito e per fortuna. Un bel “concentrato” prima della meritata pausa natalizia…. E ad maiora!

Cari Lettori, chi di voi conosce bene questo blog (così come il mio vecchio blog, così come i miei 3 attuali libri) sa bene quanto io citi ed utilizzi lo straordinario lavoro di Albert Einstein. Mostrando di esso anche i caratteri olistici: 

intuizione; deduzione, dal generale al particolare; dalla mente umana alla Natura; dalla teoria ai fatti; dall’intero ai dettagli; immaginazione euristica; il singolo individuo chi intuisce ed elabora da solo e poi mostra i risultati alla comunità; un tecnico – dell’Ufficio Brevetti - di fatto scienziato divenuto solo poi - a risultati già avuti - formalmente scienziato – nell’Università; la Matematica che subentra dopo, a formalizzare intuizioni e concetti liberamente creati; la sintesi intuitiva sempre maggiore delle analisi di essa, delle sue razionalizzazioni; la presenza di un quid intuitivo-conoscitivo in più, “sfuggente” ma determinante; gli aspetti biografici, personali e caratteriali determinanti nel lavoro; sguardo unitario, sintetico e univoco sulla Natura: equivalenza massa-energia, tempo quarta dimensione dello spazio, ecc. ecc.).  

Oggi, riprendiamo (ed ampliamo) un approfondimento in merito alla relatività einsteiniana (che tornerà utile anche per la lettura del Nuovo Libro che vado scrivendo. Vedrete poi, in esso, le particolarità dei collegamenti, la loro attinenza e la loro importanza). Ma ora, domandiamoci:

la relatività einsteiniana (ristretta e generale), c’entra anche con il nostro quotidiano? Riguarda anche le nostre scale dimensionali? Ha a che fare anche con le nostre basse velocità? Con la nostra “normale” vita? E con l’esistenza di ciò che “normalmente” ci circonda (oggetti, piante, animali, ecc.)?

La risposta è SI.

Contro l’ignoranza e la superficialità di molti, la risposta è SI.

Albert Einstein non c’entra solamente con le stelle, i pianeti, le galassie, l’Universo, la velocità della luce, ecc.. L’errore (scientifico ma soprattutto culturale) di molti (anche addetti ai lavori, aimè) è quello di credere che Einstein valga solo nell’infinitamente grande e nell’infinitamente veloce e per certi aspetti anche nell’infinitamente piccolo. Quando, invece, le cosa è ben diversa, e precisamente:

nell’infinitamente grande e nell’infinitamente veloce, e per certi aspetti anche nell’infinitamente piccolo, gli effetti relativistici previsti dalle teorie di Einstein sono facilmente, o comunque maggiormente, comprensibili e/o evidenti. Ma essi ci sono sempre e ovunque. Anche su scala quotidiana. Nostra e delle nostre cose, diciamo così. Dove sono certamente più difficili da comprendere e/o da rilevare. Ma non è che non esistano! O non ci siano! O non agiscano! Anzi, ….. E su certi fenomeni anche del Nostro Tempo e dello nostre Cronache, è davvero un brutto erroraccio – di stampo riduzionistico, guarda un po’ – ignorarli. Non sono affatto trascurabili. Erroraccio da parte dell’Establishment – guarda un po’……. I cui conti, previsioni, gestioni e quant’altro proprio non tornano.

(…. ma gli accademici dell’Establishment … di che cosa si occupano? E i giornalisti dell’Establishment … che cosa e come comunicano? E i professionisti dell’Establishment …. ma cosa diavolo mai vanno applicando? E tutti gli attuali politici? Qui lasciamo perdere, stendiamo un pietoso velo, e ridiamo …… Ad ogni modo, considerando l’intero “panorama” tratteggiato, speriamo solo che ad incontraci sia il caso positivo – cioè la Fortuna – e non il caso negativo – cioè la Sfortuna. Perché a vedere la “scienza” che circola in giro – in merito alla Pandemia più galoppante e più mutante rispetto alle loro “previsioni”; in merito agli alberi in Città; in merito al Territorio inzuppato d’acqua, ecc. ecc. ecc. – non ci resta che affidarci ad “entità superiori extra-umane” – siano esse religiose o meno ….. siano esse per atei o per credenti …..)   

Ma ecco degli esempi (qui solamente indicati o brevemente commentati, che poi il lettore volenteroso potrà approfondire per conto proprio sia nel Web, sia su un buon libro di Fisica, ecc.) di “relatività einsteiniana quotidiana” …. che definiamo così solo per capirci. Perché, in verità, la Realtà è unica ed intera:  

1.il funzionamento dei sistemi GPS (dell’auto, dello smartphone, della trattrice agricola, ecc.);

2.il colore giallo dell’oro (tenete presente una fede nuziale?, una catenina?, ecc. ecc.);

3.lo stato liquido del mercurio (tenete presente il classico termometro per misurare la nostra temperatura corporea?);

4.il funzionamento degli elettromagneti (per esempio, quelli dei tralicci della luce);

5.il funzionamento dello schermo dei vecchi televisori (a raggi catodici);

6.l’energia nucleare (e qui abbiamo un bel problema. Benché sia una prova - e che prova! - dell’esattezza delle intuizioni di Einstein, era il caso di farne una tecnologia? Arrivare addirittura a creare bombe nucleari? E centrali nucleari? No, certamente.  Come esemplificato dal comportamento - non affatto contraddittorio ma anzi enormemente saggio ed etico - dello stesso Einstein che - più volte, nella sua vita – si è opposto allo “sfruttamento” energetico e/o militare di  E=mc2 . Una equazione bellissima, che spiega anche altre mille cose della Realtà, che può essere applicata in altre e per altre mille cose, ……);

7.un sasso (o qualsiasi altra cosa: goccia d’acqua, albero, mela, ecc.) che cade a terra. Su questo ascoltiamo direttamente A. Einstein: “Se lasciamo cadere a terra un sasso e ci chiediamo il perché del fenomeno, in genere rispondiamo: perché esso è attratto dalla terra. La fisica moderna dà una risposta alquanto diversa, giacché lo studio dei fenomeni elettromagnetici ci impone di concludere che in natura in ogni azione a distanza interviene un mezzo intermediario. Per esempio, se una calamita attrae un pezzo di ferro non ci si deve limitare a credere che essa abbia una diretta azione sul ferro attraverso lo spazio vuoto, ma si deve immaginare, con Faraday, che esso suscita nello spazio circostante una certa realtà fisica che si chiama "campo magnetico. Ed è questo campo che agisce sul pezzo di ferro, e lo fa muovere verso la calamita. In modo analogo si concepisce anche la forza di gravitazione. La terra agisce sul sasso indirettamente: essa produce intorno a sé un campo di gravitazione che agisce sul sasso e ne provoca la caduta”.

Insomma, l’idea è ben resa.

E specialmente per le scienze non esatte (Biologia, Medicina, Agraria, Geologia, ecc.) continuare – da parte della maggior parte degli addetti ai lavori – a contestualizzarle e a viverle nella cornice della Fisica Classica e non invece come dovrebbe essere fatto nella cornice delle Fisica Moderna (relatività einsteiniana, appunto, ma anche fisica quantistica) va ad aggiunge alla loro già costitutiva ed ineliminabile non-esattezza ulteriori fattori di non-esattezza (e questi, sì che invece sono eliminabili). La Società può ancora permettersi questo?  

E come se non bastasse, la Società può permettersi anche alcune contraddizioni? Una per esempio: ci sono persone che (nella loro vita, nel loro lavoro, nella loro professione, ecc.) utilizzano il GPS ma disattendono Einstein! Utilizzano una tecnologia che funziona grazie ad Einstein ma disattendono Einstein sul piano teorico, paradigmatico, metodologico, scientifico, tecnico, culturale, ecc. La Società può ancora permettersi queste tipologie di “schizofrenia” ? 

Arrivederci alla settimana del 6 dicembre, con la Sintesi n. 6.

Luca Fortunato (Matera).

 

 

domenica 21 novembre 2021

Sintesi - 4

 Post 364

Sintesi – 4

pubblicato il 22/11/2021 ore 08:50 AM

Anche quest’anno la Giornata Nazionale degli Alberi (21 novembre) è passata nella più totale demagogia, con i soliti “bla bla bla”. Mentre e paradossalmente le cronache, sia locali sia nazionali, ci restituiscono le solite e tristi notizie in merito agli alberi, in particolare in merito agli abbattimenti arborei. In calce al post, ri-propongo il fondamentale schema paradigmatico e metodologico in merito agli alberi, ma ora vi dico di più:

nel Nuovo Libro, mostrerò, dimostrerò e denuncerò un aspetto particolare e molto grave in merito agli alberi e che è collegato anche al numero sempre significativamente alto di abbattimenti arborei. E cioè questo: ci sono dei Committenti (sia privati sia pubblici) che in merito alla valutazione di stabilità degli alberi indicano una particolare metodologia, un particolare protocollo, un particolare schema, ecc. (tra i tanti esistenti) che il tecnico incaricato dovrà seguire per il suo lavoro di valutazione degli alberi. Un “obbligo di fatto” che è illegittimo (lo dimostrerò nel Nuovo Libro); un condizionamento professionale che è grave sotto l’aspetto sia scientifico sia deontologico (lo dimostrerò nel Nuovo Libro). La scelta metodologica e paradigmatica è e deve essere una prerogativa del tecnico incaricato, sotto ovviamente la sua piena responsabilità, ma sempre e comunque libera (tutto nel Nuovo Libro, con documenti e supporti anche di un certo tipo. Vedrete).

Ma vi dicevo anche di un altro aspetto della questione: il numero sempre significativamente alto di abbattimenti arborei, che le cronache ci restituiscono. Che va valutato ovviamente in percentuale e non in assoluto. Su tot alberi valutati quanti ne sono stati valutati da abbattere? Ebbene, come ben sapete (anche dai miei libri) la mia metodica olistica assicura una percentuale di abbattimento intorno al 10% (su 10 alberi – di un filare arboreo, per esempio, 1 albero da abbattere; su 30 alberi - di un gruppo arboreo, per esempio, 3 alberi da abbattere; su 1000 alberi – di una Città, per esempio – 100 da abbattere). Il 10%.

 Ma vi siete presi la briga di vedere quant’è la percentuale di abbattimento delle altre metodologie? Dalle cronache che io ho seguito (e che mostrerò nel Nuovo Libro, con dovizia di particolari) siamo su percentuali che mediamente vanno dal 40% all’80% !!! e in alcuni casi – sempre più frequenti, vedrete – addirittura dal 90% al 100% !!!??!!

Il motivo? Si tratta sia del solito Riduzionismo tecnico-scientifico (vedere schema in calce al post) ma anche di qualcos’altro (come ho fatto intravedere al lettore in questo post). Comunque, leggerete tutto nel Nuovo Libro. Abbiate fede!  

Vi saluto con lo schema di sempre, dandovi appuntamento alla settimana prossima con la Sintesi n. 5. Sperando che lo schema entri nella zucca dura di alcuni. Per il bene degli Alberi (ma anche per il bene Nostro, che sotto gli alberi, camminiamo, sostiamo, ecc.):

posti: A (albero), C (chioma: branche, rami, foglie ecc.), F (fusto: corteccia, libro, legno ecc.), R (apparato radicale), abbiamo:

1. Paradigma del Riduzionismo: l’albero è un sistema vivente di tipo biomeccanico. Pertanto, l’albero è una entità riducibile, riconducibile, uguale alla somma delle sue parti costitutive: A = C + F + R . I fondamenti teorici si trovano nella Filosofia e nella Scienza avutesi dal Seicento fino alla fine dell’Ottocento/primi anni del Novecento (Meccanicismo: abiotico e biotico). Le metodologie di studio e di indagine sull’albero e sulle sue caratteristiche e dinamiche (classificazione botanica, morfologia, anatomia, fisiologia, patologia, salute, malattia, stabilità, instabilità, relazioni ambientali ecc.) sono di tipo analitico, induttivo, algoritmico, razionale, lineare (esempi: divisione in generi e specie, per la classificazione botanica; metodologie VTA, SIA, SIM, TSE, per la valutazione di stabilità; nesso di causa/effetto tra microorganismo e malattia, per la patologia vegetale). Caratteristiche cognitivo-metodologiche: uso della vista, uso dell’analisi, uso dell’induzione, uso integrativo della tecnologia, uso dell’algoritmica anche per le conclusioni (si inquadra il caso in esame in schemi prestabiliti: tabelle, classi ecc.). Scienze di base: fisica classica, biologia, bio-fisica;

2. Paradigma dell’OLISMO: l’albero è un sistema vivente di tipo complesso cioè è un organismo vivente e quindi è dotato anche di proprietà e dinamiche di tipo emergente (come da Emergentismo). Pertanto, l’albero è una entità maggiore della somma delle sue parti costitutive: A = (C + F + R) + q . Dove q simboleggia il quid emergente (semplice o composto) dell’albero. Ed ogni albero ha il suo quid, sia se è un albero isolato sia se è un albero come componente di un nucleo arboreo (gruppo, filare, bosco, pineta ecc.). In quest’ultimo caso il quid dell’albero singolo è particolarmente determinato influenzato dalle caratteristiche del collettivo, del Tutto (nucleo arboreo). I Fondamenti teorici si trovano nella Filosofia e nella Scienza avutesi dai primi del Novecento a tutt’oggi (Organicismo e Vitalismo). Le metodologie di studio e di indagine sull’albero e sulle sue caratteristiche e dinamiche (classificazione botanica, morfologia, anatomia, fisiologia, patologia, salute, malattia, stabilità, instabilità, relazioni ambientali ecc.) sono di tipo sintetico, deduttivo, euristico, intuitivo, non-lineare (esempi: esistenza di “tipi”, per la classificazione botanica; metodica V.O.S.A. - autore Luca Fortunato - per la valutazione di stabilità; pool di cause e concause per l’insorgenza di una malattia, per la patologia vegetale). Caratteristiche cognitivo-metodologiche: uso della vista anche ed eventualmente integrata dall’uso degli altri 4 sensi, uso della percezione, uso dell’intuizione, uso della deduzione, uso discrezionale della tecnologia, uso dell’euristica anche per le conclusioni (in funzione della specificità del caso in esame si valuta se è possibile inserirlo in schemi prestabiliti o se è possibile inserirlo in schemi prestabiliti da modificare o se occorre creare nuovi schemi interpretativi). Scienze di base: fisica moderna, biologia, ecologia, teoria dei sistemi, neurobiologia vegetale, teoria della complessità.

Luca Fortunato (Matera)

 

venerdì 19 novembre 2021

Aggiornamento su Xylella

 Post 363

Aggiornamento su Xylella

Cari Lettori, Vi informo cha da oggi in poi, l’argomento Xylella-CoDiRO lo troverete solo nel mio Nuovo Libro e con novità davvero importanti (dunque protetto dal diritto d’autore, così come lo è già nei miei libri precedenti). E lo troverete eventualmente (se qualcuno vorrà) nell’ambito del mio lavoro d’agronomo (e dunque protetto dalle leggi del caso). Il motivo è presto detto (bellissimo ma anche delicato):

come ho evidenziato nel precedente post n. 362, nel punto 2, dall’anno scorso, ma di più nel corso di quest’anno, e ancor di più proprio in questi ultimi giorni, sono arrivate prove di validità della mia teoria olistica in merito al disseccamento degli ulivi.  Così come è arrivata prova di validità del mio protocollo sperimentale circa i rimedi tecnico-agronomici (che, ricordo sempre, non sono rimedi curativi. Sono invece rimedi per una convivenza la più virtuosa possibile con la malattia in atto cioè per prolungare il più possibile la vita degli ulivi colpiti e/o per contenere il più possibile la percentuale di perdita di ulivi. Non c’è cura per il disseccamento degli ulivi, né ci potrà mai essere come si deduce dal concetto di stress medio presente nella mia teoria, in formula matematica Sm). È tutto nel Nuovo Libro. Non vi preoccupate! Un anno di pazienza e leggerete tutto.

E circa la prevenzione della malattia? Malattia non ancora in atto? Dunque sempre sul fronte non-curativo? E che per la particolarità della mia teoria, la prevenzione è sempre una forma di convivenza? E,…. qui, amici cari, novità nella novità! Ed anche qui, è tutto nel Nuovo Libro. Non vi preoccupate! Un anno di pazienza e leggerete tutto, anche in merito a ciò.

Insomma, è bellissimo, come dicevo. Ma è anche cosa delicata. No? Per questo ultimo aspetto, quindi, ho anche contattato un legale di mia fiducia, che è stato informato di tutto, che ha tutte le mie carte, foto, calcoli, ecc., e che è pronto ad intervenire casomai a qualcuno gli venisse in mente di fare il furbo o di agire comunque in modo scorretto. Ho depositato tutto e depositerò man mano la cosa si aggiorna (in termini di miei scritti, di miei lavori, di ulteriori prove dovessero sopraggiungere, di sviluppi vari, di notizie, ecc.) ecc. Non si sa mai.

Al contempo, invito ancora una volta, e anzi ora a maggior ragione, chiunque volesse contattarmi, a farlo. Se mi si vuole contattare, ma vi sono timidezze o scetticismi o  credenze di doversi attenere a formalismi, ecc., invito a vincere eventuali timidezze o scetticismi o false credenze, ecc. Basta muoversi con lealtà, rispetto e correttezza, e niente è precluso. Anzi, tutto si apre! Poi ci si siede ad un tavolo e, insieme, ci si viene incontro, nei limiti del possibile. Per quanto mi riguarda, fermo restando la teoria, il protocollo e la sua applicazione in funzione del singolo uliveto (aspetti che già per loro definizione non si potevano modificare, ma che ora, con prove della loro validità, sono giustamente diventati intoccabili!), su tutto il resto (di operativo, di logistico, di strumentale, di organizzativo, di commerciale, di comunicativo, ecc. ecc. ecc.), avoglia a trovare compromessi! Nel senso positivo del concetto, ovviamente. Sintesi delle esigenze. Perché no?

Bene.

Ora, nel salutarvi, vi ricordo il prosieguo della Nuova Rubrica “Sintesi”, con la n. 4, la settimana prossima. A prestissimo, quindi. E come sempre ….. ad maiora! (… ma stavolta, …. è proprio il caso di dirlo!)

Luca Fortunato (Matera)

fortunato.luca73@libero.it

lucaf73x@gmail.com

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domenica 14 novembre 2021

Sintesi - 3

 Post 362

pubblicato lunedì 15/11/2021 ore 02:00 AM

Sintesi – 3

Precisazioni olistiche su: Pandemia Covid, Xylella, Clima.

Come è noto, più aumenta il tuo successo, più aumentano i tuoi nemici. Non che io debba difendermi da loro (e qui per giunta). Le loro “argomentazioni” sono talmente vuote e deboli (sono dettate infatti dalla sola invidia) che mi viene solo da ridere …. Ma ritengo, per Voi Lettori del blog, tutti Voi lettori, che siete tanti e di diversa tipologia, ritengo, dicevo, utile qualsiasi occasione di chiarezza, che possa essere anche un punto di riferimento, visto che il blog tratta di argomenti tosti, difficili e complessi. E che per questo possono essere anche oggetto di distorsioni e/o di speculazioni. Con questo intento, e solo con questo intento, dunque, vado qui di seguito a chiarire alcuni “punti” particolarmente “vivi”, diciamo così. Lo faccio volentieri, e senza fatica per giunta.

1.io sono vaccinato (ho fatto le due dosi previste per il tipo di vaccino che mi hanno indicato) ed ho dunque il mio bel Green Pass. E allora? Io comunque non sono mai stato d’accordo su quanto è stato fatto, e non sono d’accordo su quanto ancora si fa, in merito alla Pandemia, come ho più volte già evidenziato in questo blog. Non bisogna essere necessariamente No Vax per non essere d’accordo! Le cose sono complesse. Ci sono anche le questioni paradigmatiche. Io, per esempio e per l’appunto, sono un “olista Pro Vax” (se così posso auto-etichettarmi, per farmi capire) ma in disaccordo con la gestione riduzionistica  (sanitaria ed economica) che fino ad ora ci hanno propinato. E nel Nuovo Libro mi spiegherò molto più dettagliatamente ed approfonditamente. E con supporti documentali di un certo tipo. Vedrete. Del resto, la quarta ondata in corso dimostra due cose, apparentemente contraddittorie ma che in realtà sono due facce della stessa e complessa medaglia (e che danno ragione all’Olismo e torto al Riduzionismo): a) livello individuale-personale: il vaccino serve per non contrarre forme gravi della malattia; b) livello collettivo-sociale (Società): il vaccino (vuoi per le varianti del virus, vuoi per la comunque contagiosità dei vaccinati, vuoi per la non obbligatorietà vaccinale, ecc.) non è sufficiente. Vaccino sì, e tutto il resto? Scomparso? Ammorbidito? Erroraccio da Riduzionismo! Siamo infatti e appunto alla quarta ondata e alla terza dose vaccinale. Sempre ad inseguire (induttivamente) i fatti? Mai a pensare di prevenirli (deduttivamente)? E fino a quando? E, in ogni caso, a che prezzo?

2.riguardo agli ulivi che ancora disseccano in Puglia, nella mia teoria olistica – precisamente nel pool multifattoriale – che in formula matematica è P - c’è – e c’è sempre stato - anche il batterio Xylella fastidiosa e il suo principale vettore sputacchina (basta leggere per bene e per intero i miei 3 libri “Esempi d’Olismo”, 2016- 2017- 2018). Ma nonostante questo, io spiego la cosa in modo diverso dal riduzionistico (meccanicistico e deterministico) rapporto lineare di “causa-effetto” (batterio-disseccamento), come è noto. E mi dispiace per i miei “nemici”, ma come già vi erano indizi di validità della mia teoria (negli anni 2016-2018), ora, anni 2020- 2021, sono arrivate anche ben 3 prove della sua validità. Prove.  Avete letto bene. Due prove di validità in merito alla teoria in sé (spiegazione del disseccamento, poi formalizzata anche in modello matematico) ed una prova di validità in merito ai rimedi tecnico-agronomici (che dalla teoria discendono). Il tutto, nel Nuovo Libro. Vedrete (vedranno). E forse altre prove, su altri ulivi pugliesi, arriveranno per la fine dell’anno prossimo, per l’uscita del Nuovo Libro. Chissà. Per dire, ad ogni modo, che non bisogna essere necessariamente complottisti e/o negazionisti per pensarla diversamente sul disseccamento degli ulivi. Io, per esempio e per l’appunto, che non sono né un complottista  né un negazionista sono però un olista (e agronomo, quindi sto nel mio mestiere sugli ulivi e loro malattia) e del batterio vedo certamente un ruolo nell’insorgenza del disseccamento su alcuni ulivi, ma è un ruolo diverso e secondario, con relative implicazioni, significati, ecc. Come è noto. Altri fattori, a mio avviso, sono ben più determinanti nell’insorgenza del disseccamento. Come è noto. Ma ora, dicevo, sono giunte anche prove di validità (non solamente indizi di validità) in merito alla mia teoria, al mio protocollo sperimentale, ecc. Sapevo di essere nel giusto, ma ora ne ho la certezza. Così come ne hanno certezza coloro che hanno sempre creduto in me e/o coloro che hanno sempre e comunque lasciato una porta aperta alla mia teoria (e coloro, invece, che l’hanno sempre tenuta chiusa? Nonostante la teoria venisse da un addetto ai lavori (agronomo)? Nonostante i numerosi indizi di validità? Per qualcuno di responsabilità, si configurano reati per questi suoi comportamenti evitanti? Vedrete nel Nuovo Libro). D’altra parte, ci sono ancora media (anche professionali, vedrete nel Nuovo Libro) che chiamano “virus” la Xylella fastidiosa! Tra batteri e virus vi è una tale e abissale differenza, che tali “tastiere umane” più che andare dietro a fantasie di complotto o di negazione, farebbero bene ad aprire qualche libro di Scienze (anche delle Scuole Medie, andrebbero bene. Non è necessario che si sforzino su testi universitari di Biologia o di Agraria, ecc.). Così come, sia non-addetti ai lavori, sia addetti ai lavori (sorprendente, vero?) farebbero bene ad aprire qualsiasi libro diverso ma altrettanto autorevole in merito ai concetti di “salute” e di “malattia” (giusto per rimanere nel mio campo, cioè la salute e la malattia delle piante, e giusto per ri-dare l’idea a Voi lettori: per l’Olismo, non esistono “malattie radicali”, “malattie fogliari”, “malattie dei frutti”, “malattie dei vasi” ecc. Esistono piante malate cioè malate per intero che manifestano - a volte anche a seconda del contesto - segni e sintomi a carico di parti (foglie, radici ecc.). E’ ben diverso. La malattia (da non confondere ovviamente con la lesione) è sempre sistemica, totale. Così anche la guarigione. La cosa ovviamente ha ricadute metodologiche e operative enormi. La diagnosi viene completamente rivista. Così come la prognosi (previsione), così come la terapia. Ovviamente, la cosa davvero enorme e rivoluzionaria è che non è corretto nemmeno inquadrare la cosa in modo riduzionistico dal punto di vista delle cause. Secondo l’Olismo, infatti, non esistono “malattie virali”, “malattie batteriche”, “malattie fungine” ecc. Ci sono i virus, i batteri, i funghi ecc. Li troviamo effettivamente sulle piante malate e nelle piante malate ecc. Ma  quali sono i rapporti di causa/effetto? O anche di causa/effetti? O ancora di cause/effetto? Se non di cause/effetti? L’Olismo non commette l’errore di  ridurre tali rapporti a rapporti lineari ma li intende in modo non-lineare perché intesi in modo emergente (vedi Emergentismo) anche e soprattutto per l’enorme ruolo che gioca sempre la componente ambientale (che è sempre molto complessa ed eterogenea e comprende anche l’aspetto antropico) nell’insorgenza della malattia. E che va sempre rapportata alla componente genetica. Ma anche una lesione (a cui accennavo prima, sempre e comunque distinta dalla malattia propriamente intesa) è sempre sistemica, totale: se taglio le radici, anche le lontane foglie ne risentono. Se taglio le foglie, anche le lontane radici ne risentono. Se urto il fusto, anche i fiori ne risentono. E così via ……. Non esistono lesioni “localizzate”. Esiste una pianta intera lesionata in un punto. È ben diverso. Ma non esistono nemmeno trattamenti “localizzati”. Se irroro le foglie ne risente l’intera pianta. Se concimo il suolo ne risente l’intera pianta. Se poto un ramo ne risente l’intera pianta (figuriamoci se  ne “capitozzo” la chioma !). Se non poto un ramo da potare ne risente l’intera pianta (e sia se cade tutta intera, sia se a cadere è  solo quel ramo). Figuriamoci se tratto l’ambiente o rado al suolo un intero ambiente o ecc. ecc. ecc.).  

3.riguardo alle cause degli attuali cambiamenti climatici, di fatto, esiste lo scenario che segue. Le varie e diverse posizioni in merito, possono essere così riassunte: tesi n. 1: origine naturale (ciclo naturale di cambiamento del clima, come altre volte nella Storia del Pianeta); tesi n. 2: origine antropica (le attività umane – in particolare con le emissioni di CO2– hanno causato il cambiamento climatico); tesi n. 3: origine ibrida (naturale e antropica: l’attività umana e la presenza umana, particolarmente accentuate negli ultimi 100 anni, hanno provocato una reazione naturale – di difesa, una specie di “febbre” - dell’Ecosistema, come compatibile con l’Ipotesi Gaia). Personalmente, mi ritrovo nella tesi n. 3. Che, non a caso, è una tesi olistica. Anzi, è l’unica tesi olistica. Ma a parte questo, a parte la mia personale precisazione-collocazione, quanti sono i media che si occupano dell’intero scenario? Di tutte e 3 le tesi? Che mi risulti, nessuno. Nessun media. E forse anche di questo dovremmo iniziare a occuparci seriamente. Tutti noi, ….. cittadini! O no? Che sintesi mai si potrebbe trovare se non si dà voce a tutte le voci? Sono 30 anni infatti che abbiamo solo dei “bla bla bla”. Anche a causa di una informazione parziale e, di conseguenza, di una coscienza collettiva parzialmente informata e quindi parzialmente formata. Anche perché una cosa sono i rimedi e le prospettive che discendono dalla tesi 1 (in pratica, accettare il corso degli eventi …!); altri sono i rimedi e le prospettive che discendono dalla tesi 2 (“sviluppo sostenibile” in generale e riduzione delle emissioni di CO2 in particolare, con calcoli deterministici! e tempi medio-lunghi ma prevedibili! di rimedio…..); altri ancora sono i rimedi e le prospettive che discendono dalla tesi 3 (vedasi, ad esempio, il mio Terzo Libro “Esempi d’Olismo” – 2018). Si tratta di enormi differenze teoriche che hanno enormi e differenti risvolti (pratici, applicativi, tecnici, progettuali, strategici, sociali, economici, umanitari, psicologici, comportamentali, ecc.).   

Morale della Favola:

questo tipo di precisazioni, tutte e 3 le precisazioni (in medicina umana in merito alla Pandemia, e vi ho parlato da cittadino; in medicina vegetale in merito al fenomeno Xylella-CoDiRO, e vi ho parlato da agronomo quindi da addetto ai lavori; in“medicina planetaria” in merito ai cambiamenti climatici in sé, e vi ho parlato e basta … tanto gli altri son sempre e comunque dei “bla bla bla”), è bene siano avvenute, visto che ignoranti e/o speculatori in tal senso, ci sono in giro. Superficialoni (spesso da tastiera, anche professionale purtroppo) che meriterebbero una lezione (di Olismo e non). E l’avranno. Tempo al tempo. E nelle sedi opportune.

Certo, esistono soggetti (e tra i più disparati) che fanno un uso distorto e modaiolo del sostantivo olismo e del suo relativo aggettivo, olistico, legandoli in modo superficiale, e più che altro secondo una furbizia commerciale e comunicativa, a cose che sono invece molto serie e importanti (filosofie orientali, per esempio).

Così come esistono soggetti pseudo-olistici che usano, per esempio, l’aggettivo olistico slegandolo dal significato del sostantivo olismo e dunque usano l’aggettivo olistico solo come falso sinonimo di “integrato” o di “globale” o di “360°” o di “completo”, o di “multidisciplinare”, ecc. distorcendone e depotenziandone il vero significato (una fesseria tanto lessicale, quanto sostanziale, ma che per qualcuno potrebbe configurasi anche come reato, vedrete nel Nuovo Libro). Di questi pseudo-olisti, c’è chi addirittura definisce “olistico” lo sviluppo sostenibile! Niente di più sbagliato. Lo sviluppo sostenibile è certamente integrato ma non è anche olistico. È  facile da dimostrare (anche con supporto bibliografico autorevole). Vedrete nel Nuovo Libro (vedranno).

Ma tutte queste forme di distorsione che cosa vogliono dire? Cosa vorrebbero dire? Assolutamente nulla rispetto agli altri, cioè ai veri olisti – come me - che invece fanno un uso corretto, documentato, bibliografico, proprio, storico, scientifico del sostantivo olismo e del relativo aggettivo, olistico.

I superficialoni si occupassero di altro, di tanto altro, ma non certo di Paradigmi di Conoscenza e di Metodo (Riduzionismo, pseudo-olismo, Olismo). Si tratta di cose serie, troppo serie. Su cui la Società si sta giocando troppe cose. Troppe.

Anche perché, almeno per gli argomenti di questo post, è da notare che siamo sempre nell’ambito della Scienza. E a tal proposito vanno spese due significative parole: una cosa è la Scienza, altra cosa sono le Istituzioni scientifiche. Non si faccia confusione. Una cosa è la Scienza, che è libera, (lo dice anche la Nostra Costituzione). E chiunque può farla. Chiunque può intuire verità scientifiche. E chiunque ha il diritto di ragionare su di esse, di manifestare il suo pensiero in merito, ecc. E le competenze? Sono  molto relative: lo sappiamo, no, che, per esempio, vi sono illustri veterinari che si occupano non solo dell’origine della Pandemia (dovendosi trattare di una zoonosi, ci può stare) ma anche e proprio della salute umana in Pandemia! E quindi a meno di non volere sostenere una certa forma di “abusivismo professionale”, non resta che riconoscere l’assoluta relatività ed indicatività delle competenze. Altra cosa sono le Istituzioni scientifiche, che possiedono e gestiscono, più che altro, gli apparati spesso tecnologici per un certo tipo di sperimentazioni e/o produzioni. Non si faccia confusione. Una cosa sono le conoscenze scientifiche e il loro progresso (che può avvenire da parte di chiunque) altra cosa è la loro validazione sperimentale, la loro applicazione, ecc. (che non può avvenire da parte di chiunque, ovviamente). Ma anche su questo, sarò più preciso nel Nuovo Libro. E con risvolti davvero inediti quanto fondati. Vedrete.  

Insomma, è giunto il Tempo (per Tutti) del vero cambiamento paradigmatico (abbandonare il Riduzionismo, adottare l’Olismo, combattere lo pseudo-olismo) e, contemporaneamente, il Tempo di pagare il conto (per coloro che è giusto che lo paghino). Personalmente, ho sempre dato, e ora con il Nuovo Libro darò ancora di più, il mio contributo.  

Ad maiora! E vi ricordo, il prosieguo di questa Nuova Rubrica “Sintesi”, con la numero 4, la settimana prossima. Un carissimo saluto e a prestissimo.

Luca Fortunato (Matera).   

 

lunedì 8 novembre 2021

Sintesi - 2

 Post 361

Sintesi – 2

…. proseguendo con la Nuova Rubrica (vedi precedenti post n. 359 e n. 360):

Della mia personale biblioteca, ri-segnalo Oggi, a Tutti Voi Lettori, un libro grazie al quale ho appreso cose nuove ma grazie al quale ho anche trovato  conferma di tanti miei cavalli di battaglia. Il libro si intitola “Quando i numeri ingannano – Imparare a vivere con l’incertezza” di Gerd Gigerenzer, scienziato cognitivo, psicologo, dell’Istituto Max Planck di Berlino ed edito da Cortina. Il libro – che consiglio davvero a tutti  – mette in luce un problema enorme: medici, avvocati, magistrati, politici, professionisti, imprenditori, amministratori pubblici, giornalisti, comuni cittadini usano, citano, manipolano, portano a prova dati statistici senza avere le giuste competenze per valutarli criticamente.

Presentati come “oggettivi” e “certi”, in realtà di quei dati statistici se ne ignora o se ne dimentica – da parte di comuni cittadini ma anche da parte di addetti ai lavori ed è qui il vero guaio - l’origine o meglio la natura dell’origine e dunque il significato o meglio il vero significato. La maggior parte delle persone, non riuscendo a staccarsi dal bisogno ossessivo ed iper-razionalistico di certezze e di avere certezze – così caratteristico della cultura occidentale e del Riduzionismo specialmente scientifico – guardano a tutto ed anche ai dati statistici in modo distorto cioè “certo”, “oggettivo”, “vero”, “determinato”, “preciso” ecc. arrivando- come evidenzia il libro – all’”illusione di sapere”. E arrivando a prendere decisioni sbagliate. Che, come ben evidenzia il libro, soprattutto in certi ambiti della Società come l’ambito medico e l’ambito giuridico possono avere conseguenze gravi.

Tutto ciò perché la maggior parte delle persone  (cittadini e professionisti e ad ogni livello) non è attrezzata ad affrontare l’incertezza, il probabile, il ragionamento probabilistico, le previsioni probabilistiche, il relativo ecc. Vere essenze dei dati statistici perché vere essenze della Realtà.

Del resto, ho sempre pensato e ho sempre sostenuto – per studi uniti ad esperienze ma soprattutto al buon senso - che la Statistica e i suoi dati sono neutri e neutrali. Tutto dipende da come li si usa, da come li si contestualizza, da come li si interpreta. Ed il libro conferma proprio questo.

Per quanto riguarda specificatamente la mission di questo blog, vedo - ancora una volta  - l’Olismo essere più saggio e più attrezzato del Riduzionismo. Se infatti i dati statistici vanno non solo interpretati (e mai usati tal quali) ma vanno per giunta interpretati correttamente, vuol dire che essi vanno soprattutto contestualizzati. E cosa se non l’Olismo è maestro della contestualizzazione? Cosa se non il Riduzionismo è, invece, maestro della decontestualizzazione?

E per quanto riguarda specificatamente la mission del Nuovo Libro, in esso mostrerò, dimostrerò e denuncerò diversi fatti ed episodi di Riduzionismo e di pseudo-olismo (che ho incontrato specialmente come professionista, ma anche come cittadino) in merito sia all’uso tal quale di dati statistici sia all’uso distorto di essi:

dati numerici utilizzati tal quali e non contestualizzati;

dati numerici medi non adeguati al caso specifico;

dati numerici presentati come “certi”, “inconfutabili”, come Verità Assolute, “divine”!;

dati numerici presentati e considerati “precisi” e “affidabili” perché derivanti da macchine e tecnologie (…. senza considerare, però, che l’Uomo ha usato macchine per misurare cose che non servivano! Tralasciando di valutare, invece, quelle che servivano per davvero!);

non pretese da parte dell’Autorità dell’interpretazione e dell’adeguamento di dati numerici bibliografici medi e generici ai casi specifici in questione (dunque comportamenti omissivi dell’Autorità, molto gravi, come tutti possiamo intuire, che fanno passare cose a dir poco “non vere” …. Il tutto, per incompetenza tecnico-scientifica e/o per voluto silenzio …..);

vere e proprie cantonate di interpretazione numerica;

sfruttamento di convenienti percentuali ma errate perché slegate e/o volutamente slegate dal vero intero, dal reale 100%; 

ecc.

Chiudo questa Sintesi -2 con due bellissime (e molto attinenti) frasi:

“Non esistono fatti, solo interpretazioni” (F. W. Nietzsche)

“Non tutto ciò che può essere contato, conta. E non tutto ciò che conta, può essere contato” (Albert Einstein)

 Alla prossima settimana. Con la prossima Sintesi.

Luca Fortunato (Matera) 

                                                                                           

  

 

 

sabato 6 novembre 2021

Sintesi - 1

 Post 360

 Sintesi – 1

 …. proseguendo, dunque, dal precedente post 359 (vedi):

Tipiche del Riduzionismo sono le fallacie argomentative, particolari errori del ragionamento. Ce ne sono tante e diverse, note e meno note, e di diversa tipologia. Hanno tutte, però, un tratto in comune: riducono la complessità della questione, del caso, del fatto, ecc. E riducendo (arbitrariamente) la complessità (che invece va affrontata e conservata tutta e tutta intera, come fa l’Olismo), riducendo la complessità ad un solo criterio e che per giunta risulta essere un criterio “brutto” (cioè superficiale o furbo o pigro o stolto o vile o immorale, ecc.) giungono a conclusioni o a prassi sbagliate ma anche molto dannose. Lasciando al lettore la briga (ma anche un po’ il divertimento, vedrete) di approfondire il tema interessantissimo, ne riporto, di seguito, 5 di fallacie argomentative. Sono quelle che più spesso, più di altre, ricorrono – esplicite o implicite – nelle cronache. Anche di questo periodo e in vari ambiti (Politica, Economia, Lavoro, Scienza, Tecnica, Società, Giustizia, Giornalismo, ecc.). E a cui l’Olismo, anche l’Olismo, può certamente contribuire a porre rimedio. E per ognuna di esse, nel Nuovo Libro, mostrerò, dimostrerò e denuncerò alcuni fatti ed episodi particolarmente significativi (e gravi), a cui ho assistito lungo la mia strada (tanto di professionista quanto di cittadino) da parte di diversi e discutibili soggetti, a cui ho saputo e hanno saputo far fronte, e con successo, certo, ma mi chiedo: è mai possibile che ci siano ancora cose del genere? Se iniziassimo tutti (con competenza e coraggio) a contrastare cose del genere, appunto, forse la Società migliorerebbe per davvero. La vera sostenibilità della Società è diventata quella  paradigmatica (abbandonare il Riduzionismo, adottare l’Olismo, combattere lo pseudo-olismo). Solo la sostenibilità paradigmatica (e solo nel triplice senso precisato) potrà poi garantire la altre sostenibilità: ecologica, economica, sociale, ecc. Se no, solo “bla bla bla” per un verso, e reati impuniti, per l’altro verso. O no?

 Buona lettura:    

 1.Appello all'autorità (Argumentum ab auctoritate): si accetta una tesi o qualunque altra cosa solo per il prestigio o per il rispetto di colui che la sostiene. Lo ha detto il ministro, lo sostiene il presidente, lo dice il direttore, lo sostiene l’onorevole, lo dice il capo gruppo, lo afferma il consigliere, lo dice il professore, lo ha detto il sindaco, lo sostiene la commissione, lo afferma il consiglio, lo ha detto l’Istituto, lo ha detto il vertice singolo X, lo ha detto il vertice collettivo Y ecc. E allora? Il ministro, il presidente, il direttore, l’onorevole, il capo gruppo, il consigliere, il professore, il sindaco, la commissione, il consiglio, ecc. come tutti possono sostenere tesi giuste o sbagliate. Occorre verificarle e vagliarle. Sempre e comunque. L’essere un’autorità non implica di per sé l’avere ragione! Specialmente nella Scienza. Anche perché non dobbiamo mai dimenticare che una tesi potrà anche avere 10, 100, 1000 prove a suo favore ma ne basta solamente 1 di prova contraria per farla cadere del tutto. Del resto, è proprio sfruttando l’autorità che spesso si cerca di far passare contenuti, tesi e quant’altro comodi al Potere ma lontani dalla realtà dei fatti.  

 2.Argumentum ad hominem: ci si riferisce non alle tesi e ai loro contenuti ma alle caratteristiche personali di chi le sostiene. Attaccando le sue caratteristiche personali si cerca di screditare le sue tesi e i loro contenuti. Si attaccano, ad esempio, l'età, il carattere, lo status famigliare, l'etnia, lo status sociale ed economico, l'aspetto, il vestiario, il comportamento, l’orientamento sessuale, il credo politico, il credo religioso, la professione ecc. Esempio: “Ha solo 20 anni, cosa mai potrà capire del Mondo?” - il fatto che la persona attaccata abbia 20 anni non è detto che non possa avere delle giuste intuizioni sul Mondo (e che magari qualche volpone di 50 anni le rubi e le sfrutti pure ….) - altro esempio: “E’ un contadino, cosa mai potrà capire lui di una grande città?” - il fatto che la persona attaccata eserciti il nobile lavoro di coltivare la terra (e di cui beneficiano anche i manager nei palazzi di vetro, perché anch’essi mangiano cibo ….) non le può impedire di capire le dinamiche sociali in una grande città. Oppure, un’altra versione di questo tipo di fallacia argomentativa,  consiste nel confutare una tesi attaccando chi la propone per il fatto che anche lui è nell'errore:  “Quell’esperto mi ha detto che per mangiare sano bisogna fare questo, bisogna scegliere questo e non quello, bisogna leggere questo, bisogna acquistare lì e non là. Ma io non gli darò retta …. perché ha la pancia! E’ in sovrappeso!” - l’esperto avrà sicuramente i suoi problemi di linea e di metabolismo ma non è detto che i suoi consigli alimentari non siano giusti.

3.Argomento a maggioranza: specialmente nella Scienza e nella Tecnica, in questioni scientifiche e tecniche, è semplicemente assurdo riferirsi al numero, e specificatamente al numero maggioritario, di chi sostiene o fa una certa cosa. Non si è mica in una assemblea condominiale! O in un consiglio comunale o regionale! O in Parlamento, ecc. dove il criterio della maggioranza è giusto e sacrosanto. Le verità scientifiche e/o tecniche non si possono stabilire a maggioranza, o per altrui esempio, o per mainstream, ecc. Ci sono, devono esserci, altri criteri ed in linea con il senso e la natura della Scienza e della Tecnica: funzionamento, efficacia, efficienza, sperimentabilità, utilizzabilità, fondatezza bibliografica, coerenza teorica, traducibilità in pratica, aggiornamento, ecc. Del resto, basta guardare alla Storia delle questioni scientifiche e tecniche per essere smentiti in merito all’argomento a maggioranza: il progresso (delle conoscenze e/o delle metodiche) è quasi sempre avvenuto (ed a qualsiasi livello, grande o piccolo che sia stato) per merito del singolo individuo (singolo scienziato, singolo ricercatore, singolo tecnico, singolo professionista, ecc.) e spesso in controtendenza e in contrasto rispetto alla massa dei colleghi o comunque dei simili.   

4.Falsa pista (Non sequitur): si assume come rapporto di causa-effetto un rapporto che in realtà non è valido o non è necessariamente valido. Esempio: “Se non mi inviti vuol dire che non hai rispetto per me”. – Potrebbe essere, ma non è detto. Ci potrebbero essere altri motivi. Semplice distrazione, ad esempio. Altro esempio: “Gli ecosistemi sono sotto la mannaia dell’Inquinamento. Occorre dunque innovare tecnologicamente i processi produttivi” - l’argomento è fallace perché benché gli ecosistemi siano effettivamente sotto la mannaia dell’Inquinamento non è detto che per risolvere il problema dell’Inquinamento bisogna necessariamente innovare tecnologicamente i processi produttivi. Potrebbero essere valide anche altre vie: cambiare paradigma economico-sociale, ad esempio. Selezionando, sempre per esempio, cosa produrre ancora (e certamente con tecnologie innovative più pulite) e cosa non produrre proprio più. In funzione, magari, delle reali esigenze della gente in un Mondo che è cambiato (cambiamenti climatici, migrazioni ecc.) e non secondo le reali ma immutate esigenze della finanza, delle banche, dell’economia dei pochi ricchi e potenti, delle morali e degli stili di vita dei pochi ricchi e potenti ecc. ecc. ecc. O no?

5.Generalizzazione indebita: si induce, si arriva ad una conclusione riguardante un'intera classe di oggetti a partire dai dati e dalle informazioni su uno solo o su alcuni dei suoi componenti. Esempio: dieci ragazzi incontrati in quel paese portano i jeans quindi tutti i ragazzi in quel paese o la maggior parte di essi portano i jeans. Altro esempio: tre imprese di un determinato territorio hanno certe caratteristiche dunque tutte le imprese del determinato territorio o la maggior parte di esse hanno certe caratteristiche. E’ ovvio che sulla base di pochi casi non si possa comprendere l’ampiezza e la complessità dei relativi fenomeni. Eppure quanti commettono un errore del genere? E quante decisioni vengono prese su errate conclusioni del genere? Celebre, del resto, la metafora del tacchino induttivista del geniale Bertrand  Russell a proposito della generalizzazione indebita: “Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell'allevamento dove era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un'inferenza induttiva come questa: "Mi danno il cibo alle 9 del mattino". Questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla Vigilia di Natale  quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato“.

 Alla prossima settimana, dunque. Con la prossima Sintesi.

 Luca Fortunato (Matera)

 

 

giovedì 4 novembre 2021

Novità - Nuova Rubrica

 Post 359

Novità – Nuova Rubrica

Carissimi Lettori, Vi annuncio una novità importante e interessante. I lavori del Nuovo Libro, compatibilmente con gli impegni professionali e di famiglia (che non mancano entrambi, … anzi!) procedono molto bene. E, come già sapete, uscirà e sarà disponibile (solo in formato PDF ed acquistabile solo tramite mail personalizzata e pagamento elettronico – avrete tutti i dettagli) l’anno prossimo e precisamente il 29/12/2022.  Detto e confermato ciò, sono accaduti numerosi fatti (nella mia professione e non), per me e per chi ha creduto in me molto positivi,  e molto positivi per le tesi e per la mission del Nuovo Libro, che meritano certamente di essere trattati. Per questo motivo il Libro diventerebbe molto, troppo corposo se alla struttura già prevista aggiungessi anche tanto altro che le recenti cronache e fatti mi hanno consegnato e mi stanno consegnando. Per la mia gioia ma contemporaneamente per il dolore di chi ha sostenuto o sostiene cose diverse, certo, vi è, ad ogni modo, la necessità di alleggerirlo (conservando la stessa struttura, però) e vista anche l’esigenza da parte di molti di Voi di avere una rubrica che sintetizzi (e prontamente) le mie migliori “chicche” (diciamo così) di tutti questi anni di blog (e che si sono rivelate essere particolarmente sagge e in sintonia con la realtà), Vi annuncio che nei prossimi giorni e fino all’uscita del nuovo Libro, a cadenza settimanale (se riesco!), pubblicherò dei post in tal senso. Si chiameranno così: Sintesi 1, Sintesi 2, Sintesi 3, ecc. Il risultato sarà duplice: 1. il Nuovo libro verrà alleggerito e snellito nei suoi contenuti generali, introduttivi e teorici (ma che, appunto, avrete, già avrete, disponibili nel blog e che verranno citati e segnalati nello stesso libro) per fare spazio, maggiore spazio (diciamo così), ai fatti, alle cronache, ai riscontri di fatto e di esperienza alquanto positivi delle mie teorie, intuizioni, metodiche, tecniche, ecc., ai documenti, alle testimonianze, ai riferimenti bibliografici, ecc.; 2. verrete ancora e sempre meglio accompagnati verso l’uscita del Nuovo Libro e preparati ancora e sempre meglio alla lettura dello stesso, che sembra sarà davvero importante – oltre quello che fino ad ora si era potuto immaginare - per l’impatto che avrà in Società. Quando numerosi fatti – da quelli strettamente professionali e lavorativi a quelli più scientifici e generali a quelli, ancora, più culturali, sociali, politici, ecc. - (mi) danno ragione, mi dispiace per i (miei) nemici, ma il (mio) Sole sarà meritato (cosi come le loro Tenebre).  

Ad maiora! E a prestissimo, quindi.  

Luca Fortunato (Matera)  

P.S. per chiunque volesse contattarmi e per qualsiasi motivo (informazioni, curiosità, approfondimenti, voglia di partecipare o aiutare, ecc.) ricordo i miei contatti (e con pragmatiche precisazioni per gestire al meglio e più velocemente le comunicazioni):

fortunato.luca73@libero.it  oppure  lucaf73x@gmail.com

WhatsApp (di mattina, lunedì-venerdì):  tel. cell. 389.4238195