Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

giovedì 1 dicembre 2022

L’ufficialità serve … ma non garantisce proprio niente! (Ischia, Xylella, PA, ecc.)

Post 410

L’ufficialità serve … ma non garantisce proprio niente!(Ischia, Xylella, PA, ecc.)

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Avviso ai lettori: per sopraggiunti e positivi impegni, pubblico anticipatamente questo post (che avrei dovuto pubblicare la settimana prossima). Per quanto riguarda, poi, in generale, il prosieguo di questa nuova rubrica - “Generàlia”- ci dobbiamo aggiornare nei prossimi giorni. Un caro saluto a Tutti e a presto. Luca Fortunato (Matera) – Per qualunque cosa, scrivere su WhatsApp: 389.4238195 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 12. Grazie).

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Noto con soddisfazione che il pubblico (italiano ed estero) dei miei lettori si sia ben evoluto negli ultimi tempi. I miei contenuti (del blog così come dei miei libri) hanno contribuito molto, ma sono le cronache che hanno favorito tale evoluzione (critica, di coscienza critica, paradigmatica, ecc.). Certo, ne faremmo volentieri a meno di certe cronache e dai risvolti sempre più tragici, ma purtroppo è un dato di fatto: le persone maturano anche e soprattutto con il dolore e nel dolore.

Una delle evoluzioni, riguarda il concetto e l’esistenza dell’ufficialità:

l’ufficialità è un dato di fatto ma essa non garantisce né la legalità né la validità scientifica. L’ufficialità deve esserci, è una oggettiva e funzionale esigenza in senso all’organizzazione della Società. Ma essa non è sinonimo di legalità né di scientificità. L’ ”italiano medio” purtroppo si lascia fuorviare e abbagliare in tal senso. Ma tant’è.

Quanto appena detto sull’ufficialità, è questione di pura logica (favorita nell’Olismo, sfavorita nel Riduzionismo). Direi pure di intelligenza ….. Ma tant’è.

Purtroppo è solo attraverso le cronache (scandalose e/o tragiche) che questa “evidenza logica” si fa coscienza individuale ma soprattutto collettiva. C’è poco da fare. La maggior parte degli esseri umani non perviene spontaneamente a conquiste intellettuali del genere. Del resto, mi sembra che valga ancora un detto che ascoltai da ragazzino sui monti della mia Basilicata (traduco in italiano dal dialetto del posto): “dialogo, discussione, tribunale, strada”. Che vuol dire: “Io prima te lo spiego con le parole buone. Poi, se non hai ancora capito, te lo spiego con le parole arrabbiate. Poi, se non hai ancora capito, ti porto in tribunale. Stop. Ma metti il caso che la Giustizia tale non sia stata, ci penserò quando ti incontro – per caso o apposta – in mezzo alla strada”.

Ad ogni modo, arricchisco il blog con il buono che abbiamo (sperando ovviamente in una ulteriore evoluzione delle cose):

1. Mi scrive Marco, da Napoli, sulla tragedia di Ischia (ne sintetizzo il pensiero): fossero anche case in regola, ufficialmente apposto (qualche casa in regola a Ischia ci sarà pure, no?), la loro esistenza-collocazione è comunque sbagliata da un punto di vista scientifico: ai piedi di un monte fatto di terra vulcanica (fertilissima ma fragilissima). Giustissimo, dico io. È un esempio di come la Scienza sia stata subordinata – nel corso del tempo - all’ufficialità (politica, istituzionale, burocratica, ecc.). E quindi che l’ufficialità (esistente, valida, ecc.) non sia stata e non sia garante della scientificità delle scelte/azioni. Anzi, in questo caso, le è stata e le è proprio contro! Ed il risultato non poteva che essere tragico. Come lo è stato da sempre, ad Ischia. A parte, l’abusivismo (che certamente esiste, che certamente va combattuto, che certamente ha aggravato un quadro già e di per sé negativo, “naturalmente” negativo). Stesso discorso – riprendo il discorso di Marco – per le case sul Vesuvio e attorno al Vesuvio (interi Comuni): abusivismo a parte (che – anche qui - certamente esiste, certamente va combattuto, certamente  aumenta il pericolo ed il rischio di tragedie in un quadro-contesto già e di per sé negativo, “naturalmente” negativo,  ecc.), le case regolari, ufficialmente a posto, (e ce ne sono. O tutte le case – anche di interi Comuni – sono abusive?), non dovrebbero proprio essere lì dove sono (per criteri scientifici). Ed io, anche qui, dico giustissimo. Dunque la questione è molto complessa e non va ridotta all’abusivismo, al condono, ecc. (che certamente sono parti del problema ma non sono l’intero problema. A Ischia la frana si è originata sulla sommità del monte a causa di una pioggia eccezionale che ha impattato su un terreno fragilissimo di suo e per di più pieno d’alberi lungo tutto il monte-percorso di frana. Le case – abusive o non abusive – giù, in basso, hanno subìto il tutto. Certo è, che le case lì proprio non dovevano essere costruite, abusive o regolari che siano state. È diverso. Anche la storia dell’isola non ha insegnato proprio niente). Il problema, dunque, è culturale e la soluzione non può che essere culturale: non solo la Scienza non va mai subordinata a niente e a nessuno ma l’ufficialità di per sé non garantisce proprio niente in termini di Scienza;    

2. Mi scrive Silvia, da Taranto, sullo scandalo delle consulenze ARIF Puglia su Xylella (ne sintetizzo il pensiero): i 160 consulenti esterni dell’ARIF Puglia impegnati nel monitoraggio del batterio Xylella fastidiosa hanno firmato un regolare, ufficiale, contratto di lavoro. Eppure, la Corte dei Conti ci dice – dopo anni, con quelli che sono i tempi della Giustizia purtroppo – che quelle consulenze sono state e sono irregolari (con tutte le conseguenze che ci saranno. Quasi 2 milioni di euro spesi irregolarmente …..). Qui l’ufficialità non ha garantito la legalità, è evidente. Ma la domanda è: lo si poteva capire prima? Rispondo: sul piano legale, solo un esperto avvocato avrebbe potuto intuire e poi comprendere approfonditamente la cosa. Pertanto, è sempre bene, prima di firmare qualsiasi e ufficiale contratto, farlo visionare, quel contratto, da un avvocato. Non si sa mai! Sul piano, invece, della pura intuizione personale (e olistica): siccome sul nesso di causa effetto tra batterio e disseccamento vi è sempre stata e vi è ancora oggi un postulato di Koch insoddisfatto cioè coperto da percentuali inferiori al 100%, è chiaro che si andava a implementare un sistema di lavoro dubbio sul piano scientifico. Pure al netto di tutte le giustificazioni fornite sul perché il postulato non sia stato e non sia soddisfatto al 100%, di fatto si andava a implementare un sistema di lavoro dubbio in termini di reale scientificità. Ma allora uno potrebbe chiedere: ma cosa c’entra questo con la legalità? Infatti, io ho esordito dicendo “sul piano della pura intuizione personale (e olistica)”: a buon intenditor poche parole o meglio pochi segnali …. Come mai io, personalmente, ho proprio e sempre ignorato i bandi ARIF? Sesto senso? Sesto senso olistico? Boh … fate voi, etichettate voi. L’importante è capire il senso delle cose: se gente è stata disposta a “compromessi” su una cosa oggettiva e chiara come l’universale 1° postulato di Koch, figuriamoci a che altro tipo di “compromessi” sarebbe potuta arrivare! O no? E infatti …. Ed oggi, siamo in grado di fare altre previsioni? Certo che sì: ad esempio, le “resistenze” e/o le “tolleranze” di genotipi di olivi in merito al batterio sono viziate - allo stesso modo - sul piano scientifico. Dunque, le spese pubbliche, i soldi pubblici (non privati), i progetti pubblici (non privati), ecc. in tal senso, sono legittimi? Fate voi, prevedete voi cosa “potrebbe” accadere nei prossimi anni ….). Problema culturale, soluzione culturale: nella Scienza non ci possono essere compromessi, mediazioni, ecc. O dentro o fuori. O bianco o nero. E se si costruiscono – anche ufficialmente – azioni, progetti, investimenti, ecc. basati su “compromessi scientifici” si può esser certi che - prima o poi -  si finirà nei guai (sia in termini di non funzionamento delle cose, sia in termini di legge. Sembra che le leggi della Natura richiamino le leggi della Società, e viceversa. In una sorta di “equilibrio olistico” tanto misterioso quanto giusto e anche bello!);

3. Mi scrive Tommaso, da Rimini (ne sintetizzo il pensiero su un tema generale): tutto ciò che viene fatto, emesso, rilasciato, prodotto, ecc. dalla Pubblica Amministrazione è ufficiale. Eppure, ci sono migliaia e migliaia di cause contro la Pubblica Amministrazione (cause che spesso la Pubblica Amministrazione perde) il che dimostra che l’ufficialità della Pubblica amministrazione non è sinonimo, garanzia automatica, di legalità (e ancor più in generale di cosa giusta, fatta bene, sicura, intoccabile, ecc.). E’ proprio così, caro Tommaso (… mi sembra di sentirmi in tanti anni di battaglie su cose del genere! Bravo). Ma aggiungo questo. Tu hai colto giustamente sul lato della legalità. Se ci aggiungi anche la questione della scientificità, ottieni il quadro completo. Anzi, ti dirò di più: spesso la Pubblica Amministrazione finisce in causa giudiziaria proprio per mancanza di scientificità nelle cose, per mancanza di sostanza scientifica delle cose (più che per errori di altra natura): pensiamo all’uso di fonti - ufficiali certamente - ma anacronistiche rispetto a ciò di cui si tratta (e quindi oggettivamente, scientificamente, inidonee al caso in questione, benché ufficiali); pensiamo all’uso di fonti - ufficiali certamente - ma generiche, astratte, medie,  rispetto alle specificità di ciò di cui si tratta (e quindi oggettivamente, scientificamente, inidonee al caso in questione, benché ufficiali); pensiamo alle casistiche burocratiche (in moduli, format, ecc.) che spesso risultano essere ridotte rispetto alle casistiche reali e spesso e per giunta senza nemmeno prevedere virtuose e flessibili possibilità di adattamento al reale … Apriti cielo! O meglio apriti aula di Tribunale! Per fortuna, per tutti i cittadini che meritano rispetto (anche della propria intelligenza). Ma c’è anche un altro aspetto (forse più grave) collegato a tutto ciò: ci sono esterni alla Pubblica Amministrazione (che sbaglia) che pur di non mettersi contro il Potere (sono dunque dei vigliacchi) fanno lo stesso gioco della Pubblica Amministrazione (che sbaglia). Trincerandosi dietro l’”ufficialità” si giustificano nell’uso di fonti inidonee (anacronistiche e/o generiche e/o ridotte, ecc.) ma non si rendono conto di una cosa (paradossale): è proprio facendo così (pensando di “mettersi al sicuro”  - vigliacchi - o di “mettere al sicuro” – vigliacchi di sistema) che invece si espongono e si esporranno ai guai  (che prima o poi arriveranno). Ma tant’è. Come sempre, … ci godremo lo spettacolo!;

4. Mi scrive Federica, da Padova, su scandali in merito a concorsi pubblici: quello del 2017 per dirigenti scolastici (su cui indaga la Procura di Roma), quello annullato presso il Comune di San Donà (VE), ecc. (ne sintetizzo il pensiero): tutto ciò che viene predisposto, svolto ed applicato in merito ad un concorso pubblico è ufficiale. Eppure,  succede quel che leggiamo. Per fortuna, perché chi imbroglia va punito. Ma il punto è un altro: si può prevenire questo tipo di fenomeni? La domanda è giustissima e pure bellissima. Ma è una domanda da 100.000.000 di dollari! La risposta io non ce l’ho, ovviamente, la lascio agli esperti in materia, ovviamente. Ma per quel che posso, da cittadino olistico, mi limito ad un solo spunto di riflessione portando una mia testimonianza (se così di può intendere): recentemente, avrei potuto benissimo partecipare ad un concorso pubblico. Per giunta che con il mio curriculum e con le mie esperienze in merito avrei potuto benissimo vincere. Ma ho proprio ignorato la cosa. Per due motivi: il primo, è che sono un libero professionista per scelta, per scelta convinta, per vocazione; il secondo: era fin troppo evidente che il concorso era stato “costruito a tavolino”, “su misura”, ecc. per chi poi infatti ha “vinto” e anche per chi ha “vinto per estensione” (immaginate un po’ …. Più posti finali per un concorso ad 1 posto!). Ed è chiaro che nel tempo, prima o poi, nei prossimi anni, la cosa uscirà, salterà fuori, con tutte le conseguenze. Ma come ho fatto a ipotizzare l’imbroglio? Ma scusate: c’è stato nel corso degli anni uno “sponsorizzatore” (diciamo così) per far fare sto benedetto concorso. E guarda caso un intimo amico (che poi ha vinto il concorso) dello sponsorizzatore si aggirava ultimamente in zona! Poi, escono i nomi della commissione d’esame e guada caso, anche qui, tutti amici dello sponsorizzatore e dunque amici del futuro vincitore! Morale della Favola: la gente osserva, ascolta, ricorda, porta a sintesi le cose, ecc. Dunque, gente del genere o è ingenua (candidi sprovveduti) o è furba (stupidi che si credono intelligenti). Fate voi. Ad ogni modo, dovranno rispondere dell’imbroglio (questo è poco ma sicuro. Vedrete. Vedranno). Ma quel che voglio dire – per rispondere parzialmente a Federica – è questo: una parte della soluzione di prevenzione è certamente questo: osservare, ascoltare, ricordare, portare a sintesi i dati, i fatti, le notizie, le cose. E poi avere il coraggio di comportarsi di conseguenza.

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Un giorno, l’Italia potrà diventare per davvero il Bel Paese, se solo ognuno di noi facesse la sua parte (etica, legale, scientifica). E l’Olismo può certamente favorire la cosa. Questo dobbiamo pretendere da noi stessi ed insegnare ai nostri figli. Il resto è, e deve essere, chiacchiera o galera.

 

    

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