Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

domenica 30 settembre 2018

La praticità delle teorie


Post 252

La praticità delle teorie   

Bei confronti con belle persone, in questi giorni. Sono emerse riflessioni davvero utili e per questo, ho voluto, con questo post, offrire a voi, lettori del mio blog, una sintesi di esse. Vi ricordo che a novembre pubblicherò l’anteprima di copertina del mio 3° Libro “Esempi d’Olismo”, libro conclusivo del mio Progetto Editoriale e che sarà disponibile (in versione PDF) per chiunque me ne farà richiesta (sull’e-mail lucaf73x@gmail.com) a partire dal 20 dicembre. Ciao a Tutti. E’ stata un’avventura davvero utile e bella! Luca Fortunato (Matera) 
   
Nei confronti di tutte le teorie, e dunque nei confronti anche delle mie teorie, così come nei confronti dei teorici, e dunque anche nei miei confronti, da sempre il popolo si divide almeno in due parti: coloro che considerano normale il fatto che le teorie abbiano risvolti direttamente pratici, concreti, applicativi, risolutivi (specialmente in ambito scientifico e tecnico) e che i teorici siano persone anche pratiche e concrete e coloro che, invece, si sorprendono di questi aspetti pratici, concreti, applicativi e risolutivi in merito alle teorie e ai teorici.
Ora, lasciando da parte il fatto evidente che i secondi abbiano un bel po’ di ignoranza in più rispetto ai primi, la questione riguarda (come per ogni altra cosa) il paradigma attraverso il quale si guarda alle cose, alle persone e così via.   
Ebbene, di paradigmi culturali attraverso cui guardare e giudicare le teorie e i teorici ce ne sono tanti e diversi. Personalmente, a proposito di teorie e teorici, mi sono sempre collocato nel paradigma del Pragmatismo ed in particolare in quello del filosofo e psicologo americano William James (1842 – 1910) che consiglio a tutti: ai primi per arricchire la loro già bella e saggia consapevolezza, ai secondi per evitare che si sorprendano di cose normali!
E riporto, poi qui di seguito alla fine del post, un passo di testo tratto appunto dal famoso libro “Pragmatismo” di William James che è davvero illuminante ed esplicativo.
Mi piace il fatto che sempre più persone inizino a rendersi conto, finalmente, che i piccoli e i grandi problemi che affliggono la Natura (riconosciuta dalla Scienza del Novecento come entità complessa quindi dotata di proprietà emergenti e dunque  come un’entità non riducibile alla somma e alle relazioni delle sue parti costitutive) e che i piccoli e i grandi problemi che affliggono la Società (divenuta complessa nel corso del Novecento) richiedano sempre più teoria e teorici (e non pratica e praticoni). Che il fare e l’agire vanno direzionati secondo teoria. E che quando non si punta alla teoria e ai teorici i problemi o non si risolvono o si risolvono solo in apparenza (il che forse è ancora peggio, specialmente quando vi è anche consenso populista, “democratico”, mediatico che rallenta l’emergere della verità). Proprio per questo i Paradigmi sono essenziali. Ma tra questi occorre utilizzare quelli che i fatti, e i fatti storici, dimostrano essere i migliori e cioè l’Olismo e il Pragmatismo (archiviando i loro opposti e di fatto superati cioè il Riduzionismo e il Razionalismo).
L’establishment, invece, nel suo complesso, non solo non punta alla teoria e ai teorici, non solo dimentica (o fa finta di dimenticare) i Paradigmi ma resta nei Paradigmi sbagliati cioè il Riduzionismo, lo pseudo-olismo (interdisciplinarità, multidisciplinarità, 360°, lavoro collettivo ecc.) e il Razionalismo (pretesa di purezza razionale, pretesa di oggettività, pretesa di superiorità dell’indagine strumentale rispetto all’indagine clinico-diretta, pretesa di verità assoluta). Con assenza di risultati o con pseudo-risultati o con approdi francamente risibili. Con un fare senza teoria (a tentativi: proviamo questo, proviamo quello ….); o con un fare secondo teorie riduzionistiche (rapporto di causa/effetto, che è stato superato dalla Fisica moderna); o con un fare secondo teorie pseudo-olistiche (rapporto allargato di causa/effetto); o con un fare che approda a compromessi, accordi, mediazioni, presa di parti comuni, pseudo-sintesi, convenienze diplomatiche, sostituzioni fantasiose ecc. (che possono andar bene per le dinamiche di comportamento tra esseri umani ma non certo per le dinamiche di microorganismi, piante, animali, corpo umano, clima, terreno ecc.); o con un fare secondo un Razionalismo che pretende di ordinare e di ridurre la complessità dei fenomeni e l’eterogeneità dei contesti e delle situazioni in schemi lineari e geometrici e in tabelle e in classificazioni rigide e perentorie (badi bene il lettore che Razionalismo non vuol dire uso della Ragione – che è cosa ottima e che è presente nell’Olismo e nel Pragmatismo coniugata ed integrata con l’Intuizione propriamente intesa e non comunemente intesa – vuol dire invece uso esclusivo della Ragione e quindi estremizzazione della stessa, vuol dire uso parziale della mente che nella sua interezza è, invece, intuitiva e razionale). N.B. nel mio 3° Libro, dettagli ed esempi di questi brutti aspetti generali di riduzionismo-razionalismo in merito a noti fatti di cronaca (locali e nazionali) e come, invece, li avrebbe visti e gestiti l’Olismo e, in particolare, il mio Olismo. Insomma, critiche con proposte.
Ma le brutte realtà (Riduzionismo, pseudo-olismo, Razionalismo) sono ormai solo un temporaneo dato di fatto. Sempre più persone, infatti, hanno finalmente aperto gli occhi e le orecchie e le menti. Questa volta, la svolta è davvero iniziata. Non corre, non potrebbe. Ma avanza costantemente ed inesorabilmente. La verità emerge sempre e sempre emergerà. Anche nell’establishment qualcosa inizia a cambiare. Finalmente. Ma la gente è attenta e sa distinguere chi dell’establishment per davvero vuol passare all’Olismo (ha conosciuto, si è documentato, ha capito) e chi invece vuol passare all’Olismo solo per convenienza e opportunismo. I primi troveranno braccia aperte, i secondi troveranno pugni chiusi.
Ed infine (prima di lasciarvi a William James) rispondo (pubblicamente) ad una richiesta che sempre più mi viene fatta: tenere dei corsi, degli incontri, sull’Olismo e sul rapporto Teoria/Pratica, Teoria/Sperimentazione ecc. (visto che sono 20 anni che studio queste cose e che da 11 anni le esercito e le pratico pure e che ora, ultimamente, ne ho pure fatti 3 libri!). In verità, in precedenti post ho già risposto e ho già dato la mia disponibilità. Ribadisco, dunque: accetto proposte da valutare e che riguardino gli ambiti dei miei studi, delle mie competenze e delle mie esperienze (Scienze Agrarie, pittura astratta, musica blues). Ovviamente, le esplorazioni in altri ambiti (Filosofia, Storia, Sociologia, Psicologia, Fisica moderna, Fisica teorica, ecc.) non sarebbero degli sconfinamenti o degli allargamenti impropri ma, al contrario, sarebbero un qualcosa di assolutamente necessario, di didatticamente appropriato, di culturalmente adeguato, di legittimamente utilizzato, di pragmaticamente  (e paradossalmente) utile. L’e-mail per queste cose è sempre la stessa: lucaf73x@gmail.com . Ed ora il passo di testo (breve ma enormemente significativo ed esplicativo) che vi avevo annunciato:  

Dal libro “Pragmatismo” di William James: [….] Non c’è differenza teorica che non si esprima in una differenza di fatto e nella condotta conseguente verso di esso. [….] far prevalere un’attitudine empiristica su quella razionalistica, la libertà e la possibilità contro il dogma, l’artificialità e la pretesa di una verità definitiva. Il Pragmatismo non prende posizione per alcun risultato particolare.  Esso è soltanto un metodo. […] Le teorie diventano strumenti e non già risposte ad enigmi di cui possiamo appagarci. Noi non ci appoggiamo ad esse, ci muoviamo in avanti e, all’occasione, trasformiamo la realtà con il loro aiuto. Il Pragmatismo non cristallizza le nostre teorie, dà loro un valore di guida e le mette all’opera. […]

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