Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

sabato 21 ottobre 2017

La Rivoluzione che ci vuole



Post 188
La Rivoluzione che ci vuole 
La stupenda canzone “Talkin’ bout a Revolution” della stupenda Tracy Chapman. Per me, l’immagine olistica dei Nostri Tempi. Ascoltarla nella versione originale high quality su YouTube è grande. Suonarci su, con la chitarra classica o con il basso acustico, è più grande. Ma sempre, la prospettiva che offre è quella giusta, quella che ci vuole (in campagna, in città, ovunque). Prima di dare, in questo blog, in Novembre, l’Anteprima del mio 2° libro, saluto tutti voi, miei lettori, con una pausa, riempita del testo tradotto della canzone, invitando ad ascoltarla, magari a suonarla pure, a comprenderne il significato sempre. La nuova serie di post continuerà dopo l’uscita del libro. Ciao a tutti. E grazie. Andiamo, insieme, e andremo, insieme, sempre, nella Rivoluzione che ci vuole. Luca Fortunato
  
“ Non lo sai
Stanno parlando di una Rivoluzione
Sembra un sussurro
Non lo sai
Stanno parlando di una Rivoluzione
Sembra un sussurro

Mentre fanno la coda per il sussidio
Piangendo alla porta degli eserciti della salvezza
Sprecando tempo agli uffici di collocamento
Aspettando una promozione

La povera gente si ribellerà
E si prenderà la sua parte
La povera gente si ribellerà
E si prenderà ciò che le appartiene

Non lo sai
faresti meglio a correre, correre, correre
Ho detto che dovresti correre, correre, correre
Finalmente la situazione si capovolgerà
Parlando di Rivoluzione ”

L'Olismo nelle Scienze Agrarie - 11



Post 187
L’Olismo nelle Scienze Agrarie – 11

…. continuando la serie (vedi):

sintetizzo la mia risposta data ad un neolaureato in Agraria che l’ha trovata risolutiva e che mi chiedeva, giustamente, “dove nasce l’equivoco sulla Genetica visto che è una Scienza bellissima ed utilissima”. Buona lettura. E a presto. Luca Fortunato

La Genetica è tra le scienze più attive e più vivaci degli ultimi 100 anni. Dopo notevoli resistenze da parte degli ambienti conservatori e religiosi, divenne, anche in Italia, e lo è tuttora, insegnamento fondamentale nei corsi di laurea in Scienze Agrarie, Scienze Forestali, Scienze Naturali, Scienze Biologiche, Medicina, Veterinaria ecc. Essa è stata, e lo è tuttora, scienza fondamentale nei campi di attività relativi ai corsi di laurea evidenziati. Ancora oggi, resta valida e condivisa la definizione data nel 1906 dal biologo inglese William Bateson: “La Genetica è la scienza che studia l’eredità e la variazione cercando di scoprire le leggi che governano le somiglianze e le differenze negli individui che sono in rapporto di discendenza. I fenomeni dell’eredità e della variazione sono implicitamente rilevanti per i problemi teorici propri dell’evoluzionista e del sistematico, oltre a offrire una applicazione ai problemi pratici dell’allevatore di animali o di piante”. 
La Genetica è passata attraverso le seguenti principali ed evolutive tappe: leggi di Mendel – aspramente combattute ed avversate - e loro riscoperta; teoria cromosomica (i geni sono localizzati nei cromosomi): aspramente combattuta ed avversata fu, poi, dimostrata da Th. H. Morgan e collaboratori; teoria sintetica dell’evoluzione (grazie ai dati della Genetica applicati all’interpretazione teorica delle cause del processo evolutivo): aspramente avversata soprattutto da parte di ambienti religiosi, costituisce una bussola nelle Scienze e nei Fenomeni della Vita; la scoperta del DNA e la teoria della doppia elica velocemente dimostrata; decifrazione del codice genetico. Ebbene fino a questo punto, il quadro di insieme della Genetica (l’armonia in seno ad essa, tanto teorica quanto di attività con, ad esempio, la pratica intelligente e pacifica dell’incrocio; gli scopi, il significato, il contenuto conoscitivo di essa, coerenti e integrati) restava intatto. Ad un certo punto si è arrivati a comprendere - prima teoricamente, poi sperimentalmente - che a livello molecolare, vi è la divergenza tra i fatti puramente fisico-chimici e i fenomeni vitali. Arrivati a comprendere. Cosa ottima. Sempre ottima. Nella realtà, però, tale divergenza non avviene. Resta, in seno alle cellule e all’organismo, l’unità inscindibile tra i fatti fisico-chimici e i fenomeni vitali. Ed anche ciò è conquista conoscitiva (teorico-sperimentale), scientifica in senso puro. Ottima. Luminosa. Ma ecco che, approfittando di tali conoscenze, arriva l’ingegneria genetica …. cioè la manipolazione diretta del genotipo! Del patrimonio genetico! Dei geni! L’andare a toccare e manipolare l’intimo della materia vivente!!! Ed ecco spiegato l’equivoco. Il lato “cattivo” della Genetica. Che a ben vedere non esiste. Nel senso che l’ingegneria genetica è una esagerazione. “…. cercando di scoprire le leggi che governano le somiglianze e le differenze negli individui …. “ dice Bateson (a cui l’odierna Genetica ancora si riferisce, notare bene!). Se bisogna scoprirle le leggi, l’intimo della materia non va sfottuto. O no? Ecco spiegato l’equivoco. La Genetica è buona. L’ingegneria genetica, molto meno! 
Del resto, quando si dice che chi è contro l’ingegneria genetica ed in particolare contro gli OGM si fa prendere dall’ ”ideologia”, si dice una cosa non corrispondente al vero. Come abbiamo visto, infatti, si tratta di fare la storia di una scienza e constatarne gli sviluppi, compatibili o in contraddizione con la natura della scienza stessa. 
Mia madre (campionessa d’Olismo), che 10 anni fa, ha avuto il Male del Secolo, da anni gode di ottima salute, avendo superato il tutto. Oggi è come tutti gli altri, tutti noi. Con le stesse probabilità di salute o di malattia di tutti. Il tutto l’ha superato. E come ha imparato dalla sua esperienza, ed io sono d’accordissimo, esistono da una parte i medici (che le hanno salvato la vita) e dall’altra – come dice lei – i “medici meccanici” (che chissà che fine le avrebbero fatto fare!). Ebbene io credo che bisogna imparare a distinguere proprio questo: tra medici e medici-meccanici, tra biologi e biologi-meccanici, tra agronomi e agronomi-meccanici, tra naturalisti e naturalisti-meccanici. E la Genetica (con la sua bontà che rischia spesso d’essere alterata dal meccanicismo o bio-meccanicismo che dir si voglia) può essere un buon terreno di allenamento. E se poi ci aggiungiamo lo studio dei Paradigmi di Conoscenza (l’Olismo - nemico del Meccanicismo - e il Riduzionismo - compagno di merenda del Meccanicismo) ancora meglio.  

venerdì 20 ottobre 2017

L'Olismo nelle Scienze Agrarie - 10




Post 186
L’Olismo nelle Scienze Agrarie – 10

…….. continuando la serie (vedi): 

di una risposta lunga e articolata che ho dato ad un laureando in Agraria e cittadino impegnato, che mi è venuto a trovare, cercherò ora di farne una sintesi. Essa si inscrive perfettamente in questa serie di post ed ha una valenza oltre che specialistica anche generale e culturale. Pertanto, buona lettura e buona riflessione. A presto. E ad maiora! Luca Fortunato 

Il modello generale di Agricoltura inscritta nel Riduzionismo - che si esprime in varie forme: convenzionale, integrata, biologica ecc.- è, in fin dei conti, caratterizzata da una concezione strutturista e statica, a blocchi separati e separabili, delimitati e delimitabili di masse, di organismi, di energie, di tempi, di periodicità, di spazi ecc. Con interruzioni, fratture, spezzettamenti, separazioni, sostituzioni ecc. di masse, di organismi, di energie, di tempi, di periodicità, di spazi  ecc. Ovviamente la Scienza moderna e contemporanea (relatività di Einstein, meccanica quantistica, modello olografico, teoria dei sistemi, proprietà emergenti ecc.) ha sconfessato e sconfessa tutti i presupposti teorici di tale modello agricolo. Ed infatti, nella realtà, in pratica, se nel breve termine risultati possono anche aversi, è dimostrato che nel lungo termine (ma nemmeno tanto lungo) i risultati svaniscono (perdita di biodiversità, erosione genetica, perdita di sostanza organica dei suoli, perdita di fertilità e stabilità dei suoli, perdita di qualità organolettiche dei prodotti, perdita della capacità di resistenza-resilienza degli agro-ecosistemi, eccessivo consumo idrico, risvolti inquinanti da fitofarmaci, diserbanti ecc.). Dunque anche il costo energetico-ecologico-economico-salutistico-sociale di quegli stessi risultati è insostenibile.

Invece, il modello generale di Agricoltura inscritta nell’Olismo – che si esprime attualmente e compiutamente nella Agroecologia – vedi in particolare i post n. 181 e 182  -  con esperienze di successo in diversi Paesi del Mondo, ma che si esprime anche in altre forme in corso di definizione teorica per poi poter essere sperimentate – è, in fin dei conti, caratterizzata da quanto segue:

dal noto libro “Il punto di Svolta” del fisico Fritjof Capra:

[….] Nella futura elaborazione della nuova visione del mondo olistica, è probabile che la nozione di ritmo sia destinata a svolgere un ruolo molto fondamentale. L’approccio sistemico ha dimostrato che gli organismi viventi sono intrinsecamente dinamici, le loro forme visibili essendo manifestazioni stabili di processi sottostanti. Processo e stabilità sono però compatibili solo se i processi formano modelli ritmici: fluttuazioni, oscillazioni, vibrazioni, onde. La nuova biologia dei sistemi dimostra che le fluttuazioni sono cruciali nella dinamica della auto-organizzazione. Esse sono la base dell’ordine nel mondo vivente: le strutture ordinate derivano da modelli ritmici. Il passaggio concettuale dalla struttura al ritmo può essere estremamente utile nei nostri tentativi di trovare una descrizione unificante della natura. Modelli ritmici pare siano manifesti a tutti i livelli. Gli atomi sono modelli di onde di probabilità, le molecole sono strutture vibranti, e gli organismi sono modelli multidimensionali, interdipendenti, di fluttuazioni. Piante, animali ed esseri umani sono soggetti a cicli di attività e di quiete, e tutte le loro funzioni fisiologiche oscillano in ritmi di varia periodicità. I componenti di ecosistemi sono interconnessi attraverso scambi ciclici di materia e di energia; le civiltà ascendono e cadono in cicli evolutivi, e il pianeta nella sua totalità ha i suoi ritmi e i suoi ricorsi mentre ruota attorno al suo asse e orbita intorno al Sole. [….] 

Riprendendo il mio discorso del post:
è ovvio che la cattiva politica cioè quella dallo sguardo breve, corto, da elezioni, dal consenso facile ecc. va a favorire il modello generale di Agricoltura inscritta nel Riduzionismo, continuando a fargli fare danno. Quando e se, invece, avremo la Buona Politica, vedremo che sarà il modello generale di Agricoltura inscritta nell’Olismo ad essere favorito, modello che intanto continua a lavorare e ad avere risultati veri. E questo è il vero paradosso agricolo di Oggi. 

Buon week-end. A tutti.  

giovedì 19 ottobre 2017

L'Olismo nelle Scienze Agrarie - 9



Post 185 

L’Olismo nelle Scienze Agrarie – 9

….. continuando la serie (da tenerla tutta presente – vedi):

Olismo e Tecnologia 

Il lettore di oggi esplorando il presente blog così come il mio vecchio blog potrà rendersi conto dell’atteggiamento positivo che ho sempre avuto nei riguardi della Tecnologia. Del resto qui siamo nel Web. E dunque come potrebbe essere il contrario? Ma la cosa merita una specificazione in più. O meglio una maggiore esplicitazione. Mi è stata chiesta. La faccio volentieri. La Tecnologia è un mezzo, uno strumento. Intanto di essa, della sua esistenza, vanno comunque ringraziati e lodati tutti coloro che la ideano, la progettano, la creano, la producono, la promuovono, la collaudano e ce la rendono disponibile. Tuttavia come ogni mezzo ed ogni strumento va considerata appunto un mezzo ed uno strumento e non un fine in sé. La cosa sembra una stupidità ma non lo è. Questo aspetto lo lascio comunque agli storici e ai sociologi e agli psicologi. E alla lettura dei loro libri. Come ogni mezzo e ogni strumento, e qui è la riflessione propria di oggi, essa è neutra e neutrale. In sé non è né buona né cattiva. Quello che può essere buono o cattivo, positivo o negativo è l’uso di essa, il suo impiego. Ma, in fondo, di questa considerazione si potrebbe dire che è banale. In realtà, approfondendo la cosa, andiamo in una dimensione estremamente significativa e determinante. E cioè: l’uso di essa, il suo impiego diventano negativi se collocati all’interno del Paradigma del Riduzionismo ed invece diventano positivi se collocati all’interno del Paradigma dell’Olismo.
Per capirci, immaginiamo di usare la Tecnologia più evoluta, dei veri e propri gioielli hi-tech, per conoscere, ad esempio, le dinamiche di un agro-ecosistema o di un vigneto o di un uliveto e così via. Ebbene la stessa tecnologia se viene usata nel Paradigma del Riduzionismo ci permetterà una migliore indagine al fine di una conoscenza o migliore conoscenza dell’agro-ecosistema o del vigneto o dell’uliveto ecc. di tipo bio-meccanicistico (il tutto è uguale alla somma e alla relazioni delle parti costitutive). Il che, come dimostra la Storia, è un guaio; se invece viene usata nel Paradigma dell’Olismo ci permetterà una migliore indagine al fine di una conoscenza o migliore conoscenza dell’agro-ecosistema o del vigneto o dell’uliveto ecc. di tipo organicistico (il tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti costitutive). Il che, come dimostra la Storia, è meglio. Immaginiamo, ancora, di usare la Tecnologia più evoluta, dei veri e propri gioielli hi-tech, per effettuare, ad esempio, l’irrigazione o la lavorazione del terreno o la fertilizzazione e così via. Ebbene la stessa tecnologia se viene usata nel Paradigma del Riduzionismo ci permetterà una migliore efficacia ed efficienza delle azioni tecniche (che sono anche e sempre economiche) con un fine bio-meccanicistico (il tutto è uguale alla somma e alla relazioni delle parti costitutive). Il che, come dimostra la Storia, è un guaio; se invece viene usata nel Paradigma dell’Olismo ci permetterà una migliore efficacia ed efficienza delle azioni tecniche (che sono anche e sempre economiche) con un fine  di tipo organicistico (il tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti costitutive). Il che, come dimostra la Storia, è meglio.
Insomma, è la premessa teorico-paradigmatica (riduzionistica o olistica) unitamente allo scopo teorico-paradigmatico (riduzionistico o olistico) che rende positivo o negativo l’uso della Tecnologia (di per sé neutra e neutrale). In particolare, le conoscenze olistiche (anche per mezzo della più bella ed evoluta tecnologia) sono anche ecologiche in senso proprio; e le azioni tecnico-economiche olistiche (anche per mezzo della più bella ed evoluta tecnologia) sono anch’esse ecologiche in senso proprio. Non può dirsi lo stesso per il Riduzionismo. Anzi, …..
Ciao a tutti. Ad maiora! E a presto. Luca Fortunato