Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

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domenica 11 gennaio 2026

Frontiere d'Olismo

Post 692

Frontiere d'Olismo




(Scienza-clima; Politica-a Matera; Cultura-origini Olismo)

Pubblicato anche sul mio profilo Facebook

Nella mia attività di olista (specialistico, per l'Agraria; e generale, grazie a oltre 20 anni di appassionato studio in merito alla questione paradigmatica Riduzionismo/Olismo), attività variamente declinata (agronomo, autore libri, nascente imprenditorialità in editoria e formazione, associazioni, ecc.), attività già di per sé pionieristica (in una Società ancora per la maggiore nel Riduzionismo, ma sempre meno, per fortuna), si sono aperte ulteriori e ancora più avanzate frontiere!

Ve ne do una breve sintesi:

- Scienza: l'attuale cambiamento climatico, a differenza di quelli avvenuti nella Storia del Pianeta Terra, potrebbe essere spiegato con l'ipotesi Gaia ma rivisitata. Rivisitata in che modo? A esperti del settore, ho lanciato (da profano olista generale) una mia intuizione. Mi dicono sia fondata! Son saltati dalla sedia.....La troverete già nel Manuale Tecnico Applicare l'Olismo - volumi specialistici (aprile e dicembre 2026. Il primo volume, quello generale e introduttivo, ricordo esce il 27 di questo mese di gennaio 2026, ne avrete notizia anche su questo profilo Facebook). E vedremo che sviluppi avrà.

- Politica: circa lo scenario politico nella Città di Matera (come "rimedi"? all'anatra zoppa, come "superamento"? dell'anatra zoppa, ecc.), a esperti di Diritto ho lanciato (da profano olista generale) una ipotesi di lavoro. Solo una ipotesi. Ma sembrerebbe fondata! Stiamo valutando, dunque, una eventuale ricerca, un caso-studio, in merito. Lo scenario materano, infatti, e a differenza di altri simili nella Storia d'Italia, ha presentato e presenta delle vere peculiarità (negative) tali che ..... Ne parlerò in dettaglio sabato 24 gennaio nell'incontro previsto del Popolo olistico;

- Cultura: studiando le antichissime origini dell'Olismo (5.000 anni fa in Oriente; 2.500 anni fa in Occidente) avrei trovato un "legame" particolarissimo. Sono in contatto con un esperto di settore (storico) per vedere se trattasi di qualcosa di realistico. E mi sa che qui ne vedremo davvero delle "belle"!

Buon proseguimento di domenica.

Luca Fortunato (Matera) - WhatsApp 389.4238195  

venerdì 18 luglio 2025

Forze al Centro: su abbattimento condotta idrica in Piazza Visitazione in Matera

Post 628

Forze al Centro: su abbattimento condotta idrica in Piazza Visitazione in Matera




Non si placano le polemiche in città. Molti i cittadini sentiti direttamente, tantissimi i cittadini che ci hanno segnalato i loro commenti - non anonimi - sui social, ecc.

Pertanto, dedicheremo, al caso, un incontro straordinario (nell'ambito del nostro programma 2025). Anche perché la vicenda (riduzionistica, svoltasi nel Riduzionismo) non è chiusa con l'abbattimento della condotta. Pensare questo è, a sua volta, Riduzionismo, altro Riduzionismo. Hanno abbattuto anche le coscienze dei cittadini che volevano conservare la condotta - sebbene "non di pregio" ma comunque storica e identitaria della Città e della sua comunità?

Avranno abbattuto, tra qualche tempo, la memoria di questa (ennesima) ferita al popolo di Matera? Con aumentata distanza tra il palazzo di città e la Città vera?

Mah.....

E davvero non si poteva trovare un'altra soluzione?

(....certo che c'era: venite all'incontro olistico e "vedrete" .....).

L'incontro pensiamo di farlo in settembre ma, nel caso ci fosse una esigenza particolarmente sentita, anche prima.

L'incontro, sia per argomentare - nell'Olismo - sul caso specifico della condotta, sia per prevenire casi del genere che, a Matera specialmente, potranno non essere infrequenti e che comunque scuotono (non poco) le coscienze di molti cittadini. E questo è un aspetto ed un problema di tipo politico, anche e soprattutto politico (oltre che tecnico, culturale, professionale, ecc.).

Del resto, Forze al Centro ha saputo essere lungimirante (e in tempi non sospetti, ad inizio 2025) su alcuni "particolari" della vicenda. Ed anche l'Associazione tecnica Matera Olistica, nostra gemella (ed in questo caso già nella sua fase costituente a fine 2023).

Intanto, invitiamo i soci, gli amici, i lettori del blog, ecc. che volessero esprimersi in merito a questo caso a inviarci sintetiche note sulla nostra mail lucaf73x@gmail.com per raccogliere e portare a sintesi i diversi punti di vista e avere così materiale utile e coordinato per l'incontro.

Invitiamo anche a scrivere e a inviarci eventuali idee, proposte, tempi, disponibilità, ecc. per organizzare lo stesso incontro.

Il report dell'incontro sarà poi pubblicato.

Il caso ha, sì, una validità specifica (e negativa) ma da esso è possibile tirar fuori un metodo più generale (e positivo) per affrontare "ritrovamenti problematici" futuri che in una città storica come Matera è probabile non saranno ancora  infrequenti, anzi .... considerando, da una parte, l'intero tessuto urbano (e suo agro) e,  dall'altra parte, i lavori di cantiere che in una città molto amante del cemento e del mattone (con un verde spesso solo iniziale e giustificatorio che poi tipicamente, nel tempo, si perde nell'incuria) è probabile che anch'essi saranno molto e ancora presenti.

Grazie per la sensibilità che anche all'interno di Forze al Centro è già molto presente ed operativa:

il vicepresidente Bruno Dua (architetto ed ex Assessore alla CULTURA - Comune di Alessandria), il tesoriere-segretario Fabio Pisanelli, il socio fondatore e referente Ambiente Nicola Montemurro, la neo socia ordinaria Mariaconcetta Di Lecce, l'attivo sostenitore Teodoro Mongelli, l'attenta sostenitrice Cinzia Di Pede, sono già "sul pezzo", seguono tutta la questione e azionano materia grigia e sensibilità d'animo (da bravi - e completi - olisti).

Unitevi a loro. E ai tanti cittadini che sono in contatto con noi.

Il Presidente - Luca Fortunato (Whatsapp 389.4238195)

·          




Associazione politico-culturale “Forze al Centro”

Sede: via Caduti di Nassiriya n. 1 – zona Giada – 75100 MATERA

Costituzione: 27 dicembre 2024 

Registrazione: 9 gennaio 2025 - Codice Fiscale: 93070510776

Mail lucaf73x@gmail.com

Soci Fondatori:

Luca Fortunato, Bruno Dua, Fabio Pisanelli, Nicola Montemurro, Domenico Petronella, Enzo Fortunato, Pina Lepore.

Soci ordinari (al 17 luglio 2025): n. 36

Esterni riconosciuti (sostenitori e ospiti; al 1° febbraio 2025): oltre n. 1000 (Basilicata, Puglia, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, ecc.)

Consiglio direttivo:

- Presidente - Luca Fortunato  (WhatsApp 389.4238195)

- Vice Presidente - Bruno Dua

- Segretario e Tesoriere - Fabio Pisanelli

Attuali referenti di settore:

- Agricoltura e Ambiente: Nicola Montemurro

- Pubblica Amministrazione: Enzo Fortunato

- Energie rinnovabili sostenibili: Bruno Dua

- Urbanistica: Bruno Dua - (ad interim)

- Grafica: Domenico Petronella

- Scuola e Università: Giuseppe Tataranni.

Dallo statuto: […] “Forze al Centro” promuove un approccio olistico alla politica, con obiettivi, metodi, orizzonti temporali, strategie e priorità specificati nel libro fondativo “Una Nuova Politica e un nuovo Partito” – Autore: Luca Fortunato, settembre 2024, self-publishing. In particolare: promuove una visione che parte dal contesto di fatto della Società e della Politica, caratterizzato per un verso da un crescente astensionismo, per l’altro da complessità; promuove un cambiamento culturale e antropologico per individuare le persone politiche; promuove un laboratorio politico per portare a progetto le diverse anime e i diversi colori della Politica, attraverso il metodo pragmatico e il metodo olistico; promuove un programma politico di massima per il Paese, con criteri sistemici e olistici, da declinare poi specificatamente, caso per caso, andando dal generale al particolare; promuove una scuola olistica di politica per formare una nuova classe dirigente, al di là delle contingenze elettorali, secondo un approccio di lungo periodo, ma per partecipare alle competizioni elettorali e di ogni livello offrendo una reale alternativa ai cittadini. […] “Forze al Centro” promuove anche un graduale avvicinamento al progetto politico (in virtù della peculiarità olistica dello stesso) da parte di tutti i cittadini esterni (interessati e/o simpatizzanti), prevedendo la categoria “ospiti” e la categoria “partecipanti-sostenitori”. Gli appartenenti ad esse non hanno alcun vincolo formale con “Forze al Centro” ma da “Forze al Centro” sono riconosciuti, censiti, e resi noti a tutti gli altri partecipanti. Verranno citati per i loro contributi di idee e per loro eventuali e liberi sostegni materiali. Sarà cura di “Forze al Centro” formalizzare nel più breve tempo possibile il loro passaggio a soci (ordinari), qualora lo desiderassero. […]

 

 

giovedì 30 novembre 2023

Incontro su Studi di Futuro e Olismo

Post 464

Incontro su Studi di Futuro e Olismo

Grazie alla nostra Mimma Giovinazzo (dottoressa forestale e guida escursionistica e ambientale) per la splendida locandina! 


Venerdì 1°dicembre, ore 17.00, in Matera (Sasso Barisano)

Incontro (su invito):

STUDI DI FUTURO e OLISMO

Ore 17:00 - 17:20 

Relazione introduttiva:

temporalità e sistemi nell'Olismo e sinergia con gli Studi di Futuro

a cura di Luca Fortunato - referente Collettivo Matera Olistica

Ore 17:20 - 18:15

GLI STUDI DI FUTURO

>Relatrice: BRUNELLA GUIDA – LIFE e BUSINESS COACH e FUTURISTA

Ore 18:15 – 18:45

Domande dei partecipanti e conclusioni

Si evidenzia come i contenuti dell'incontro siano significativi sia sul piano culturale e generale sia sul piano applicativo, metodologico e lavorativo.

Info: 

389.4238195 WhatsApp - Luca Fortunato (referente Matera Olistica)

348.3014670 - WhatsApp Brunella Guida (relatrice incontro) 

lunedì 5 ottobre 2020

L'esistenza del dualismo metodologico (per fortuna)

 Post 337

L’esistenza del dualismo metodologico (per fortuna)

In Occidente, la tradizione storica e filosofica ci consegna, fino ai nostri giorni, due concezioni della Società, che costituiscono anche e soprattutto due diversi approcci metodologici:

da una parte, l’individualismo metodologico e liberale, dall’altra il collettivismo o olismo metodologico.

Ora, chi voglia far davvero e bene Politica e a qualsiasi livello (comunale, regionale, nazionale, ecc.) non può non confrontarsi con esse, se non altro per serietà, scegliendo chiaramente uno dei due campi e comportandosi di conseguenza. Anche perché tutti i tentativi di mediazione o ibridazione tra le due opposte concezioni sono risultati, nel corso di diversi secoli e fino ad oggi, infruttuosi, inefficaci, inefficienti. Ma andiamo ad approfondire: 

1.individualismo metodologico e liberale: dovuta a John Locke (ripresa e sviluppata poi da altri: Max Weber, Joseph Schumpeter, Friedrich von Hayek, ecc.), vede la Società come da Riduzionismo vale a dire come somma di individui: ogni persona, ogni individuo, ha diritti pre-sociali cioè immanenti all’individuo stesso a prescindere dal suo essere in Società, dal suo ruolo in Società, ecc. Per questo, la Società è somma di individui, solo somma di individui. Caratteri, dinamiche e poteri della Società sono riconducibili, riducibili, agli individui e loro aggregati di settore (corporazioni professionali, ad esempio). Di conseguenza, lo Studio della Società prevede un metodo inizialmente di tipo analitico, algoritmico, lineare e settoriale e successivamente, a conclusione, di tipo sommatorio, induttivo, quantitativo. Sotto il profilo etico-morale, la libertà dell’individuo (libertà personale e libertà economica, specificatamente) è assoluta, naturale, sacra, inviolabile ed è la Società che deve adattarsi ad essa (regolamentando, legiferando, organizzandosi, ecc. in funzione della liberà individuale);    

2.collettivismo o olismo metodologico: presente già in Aristotele (che poneva prima la polis e poi l’individuo), ripresa da Rousseau, Durkheim, Marx, ecc. vede la Società come da Olismo vale a dire come maggiore della somma degli individui: ogni persona, ogni individuo, ha diritti sociali cioè derivanti dall’essere in Società, dall’avere un ruolo in Società, ecc. Per questo, la Società, che conferisce significato agli individui, è una entità superiore agli individui stessi che pur l’hanno generata ma che in seguito ha acquisito caratteri, dinamiche e poteri propri e indipendenti, non più riconducibili, non più riducibili, agli individui e loro aggregati. Di conseguenza, lo Studio della Società prevede un metodo inizialmente di tipo direttamente globale, sistemico, qualitativo, sintetico, intero, intuitivo, euristico e successivamente, a sviluppo e a conclusione, di tipo deduttivo. Sotto il profilo etico-morale, la libertà dell’individuo (libertà personale e libertà economica, specificatamente) è  relativa alla Società in cui vive (Società che regolamenta, legifera, si organizza, ecc. in funzione dell’interesse generale - e non di intersessi particolari - e in funzione della Libertà di Tutti: ricchi e poveri, forti e deboli, occupati e disoccupati, sani e malati, ecc.).

Ora, entrambe le concezioni hanno dignità e legittimità (anche storica e culturale) ad esistere e ad essere scelte, seguite, praticate, applicate, ecc. E a contendere l’una contro l’altra. Specie in Democrazia. E a vincere, a volte l’una a volte l’altra. Soprattutto in Democrazia. Ad alternarsi.

Ma se la prima concezione è “carne” e la seconda è “pesce”, vi è un problema ancora più grande, peggiore, più grave: l’esistenza di entità politiche che non sono “né carne né pesce”. Nel caso, nel caso di una loro affermazione, la battaglia sarà ancora più dura. Certo. Ma sempre possibile da vincere. Nessuno impressiona nessuno.

Detto questo, però, per amor del vero, va detta anche un'altra cosa: è un fatto, storicamente determinato ed accertato, che solo la seconda concezione (collettivismo o olismo metodologico) trovi conforto e corrispondenza nella Scienza moderna (dai primi del Novecento in poi: relatività einsteiniana, fisica quantistica, teoria della complessità, teoria dei sistemi, proprietà emergenti della materia, ecc.). Il perché è argomento troppo specifico e troppo vasto per questa sede. Ma nel mio nuovo libro, che vado scrivendo, dedico un intero capitolo proprio all’approfondimento di questa tematica (e che comunque, chiunque può approfondire, già approfondire, nel Web o su qualche buon testo di Filosofia, di Sociologia, di Filosofia della Scienza, di Metodologia scientifica, ecc.):

una sorprendente corrispondenza, amicizia, tra il moderno progresso delle Scienze Naturali (fisica, chimica, biologia, geologia, ecc.) e una parte delle Scienze sociali ed umane (sociologia, diritto, psicologia, economia, politologia, ecc.).  

Insomma, sembra che il Mondo debba oggettivamente “nutrirsi” più di “pesce” che di “carne”! Se vuole restare in “salute” (sociale, politica, economica, ecologica, ecc.)! No? E che le “specializzazioni” e le “competenze”, specialmente lavorative, vadano intese oggettivamente in maniera più flessibile e relativa piuttosto che rigida e assoluta. No?

E poi vi è, appunto, la grande questione del metodo o meglio dei metodi (al plurale): infatti, come nella Sociologia e nella Politica moderne vi è l’esistenza di due metodi (e non solamente di uno), anche nelle Scienze Naturali moderne non esiste più “il metodo scientifico” (come ai tempi del buon Galileo Galilei e successivi quattro secoli) ma esistono i metodi scientifici (come da Albert Einstein in poi, fino a tutt’oggi): l’induttivo e il deduttivo. Entrambi a carattere sperimentale, entrambi legittimi, entrambi con punti di forza e punti di debolezza, sono però molto diversi:

1.metodo scientifico induttivo: osservazione, individuazione del problema o del quesito, ipotesi, previsione/i, misurazione-esperimento, risultati, analisi ed elaborazione dei risultati, teoria. Tale metodo è tipico (ma non esclusivo) del Riduzionismo.  

2.metodo scientifico deduttivo: nascita di un problema o di un quesito, ipotesi e/o teoria (di tipo razionale o di tipo intuitivo; con osservazione o senza), deduzioni logiche, previsione/i da verificare tramite osservazione-misurazione-sperimentazione. Tale metodo è tipico (ma non esclusivo) dell’Olismo.  

Pertanto, chi continua a parlare di “metodo” (al singolare) e sia nell’ambito delle scienze naturali che nell’ambito delle scienze sociali, o non conosce la Storia o fa finta di non conoscerla. Ed è giusto che la sua ignoranza o il suo imbroglio vengano denunciati (culturalmente, scientificamente, tecnicamente, professionalmente. Esercizio del diritto di cronaca e del diritto di critica. Uno degli scopi del mio Nuovo Libro). Se poi si tratta di imbroglio (e non di ignoranza), è giusto che la denuncia abbia seguito anche sul piano legale-giudiziario (uno degli scopi del Movimento nascente). 

Anche perché (e concludo) il dualismo metodologico è una fortuna, non è divisione ma ricchezza: l’avere due metodi nell’ambito delle Scienze (rispettivamente naturali e sociali, dunque 4 metodi in totale, 2 nelle une, 2 nelle altre) permette la scelta metodologica, l’alternativa metodologica cosa che potrebbe davvero tornare utile specialmente quando uno dei due metodi ha condotto l’individuo o la comunità in un vicolo cieco, ad arenarsi, a bloccarsi, a ritardare soluzioni, a peggiorare la situazione, ecc. La Storia delle Scienze insegna anche in tal senso. No?

Un carissimo saluto, veramente a Tutti!

Luca Fortunato (Matera) 

cliccare sull'immagine ....
 

 

 

 

 

giovedì 23 gennaio 2020

Cambiamenti climatici: la Storia potrebbe ripetersi.


Post 324

Cambiamenti climatici: la Storia potrebbe ripetersi.

I miei impegni (di lavoro e di famiglia) sono aumentati. Per merito e per fortuna. Il mio tempo libero, di conseguenza, è diminuito. Ma nei limiti del possibile, qualcosa in questo blog riuscirò sempre a pubblicarla. State tranquilli, lettori miei! Ora, qui di seguito, qualcosa che merita davvero di essere trattata da questo mio blog e dal mio Olismo. Buona lettura, dunque. E come sempre ad maiora!, amici. Ad maiora! Luca Fortunato (Matera) WhatsApp 389.4238195   

Sulle cause del crollo improvviso e drammatico, nell’arco di pochi decenni, dell’Impero Assiro in Mesopotamia, Siria, Palestina ed Egitto, circa 2700 anni fa, gli storici si sono sempre divisi.
Tuttavia, un recente studio pubblicato il 13/11/2019 sulla rivista Science Advances dimostra come un ruolo determinate sia stato giocato dal cambiamento del clima che si configurò soprattutto con prolungati e ripetuti periodi di siccità.
Essendo la società assira una società agricola elementare, in particolare senza l’utilizzo della tecnica dell’irrigazione, essa dipendeva quasi del tutto dalla stagionalità, in particolare dalle precipitazioni stagionali.
E quindi alteratosi il clima, divenuto particolarmente siccitoso, esso contribuì in maniera determinante all’indebolimento dell’Impero Assiro nella sua componente fondamentale (l’agricoltura) e quindi alla sua conseguente scomparsa. Infatti, i vicini Babilonesi che avevano un’agricoltura più progredita, in particolare con l’utilizzo della tecnica irrigua, ebbero una sorte diversa, almeno in merito al cambiamento climatico di allora.
La ricostruzione storico-climatica è stata possibile grazie al rinvenimento di alcune stalagmiti nella grotta di Kuna Ba (a 300 Km a Sud-Est dell’attuale Mosul, dove sorgeva Ninive):
crescendo, le stalagmiti fossilizzano nella loro struttura calcarea i rapporti isotopici di ossigeno ed uranio presenti nell’acqua percolante. La variazione del rapporto degli isotopi dell'ossigeno è in correlazione all’intensità delle piogge, mentre l’uranio decade secondo tempi calcolabili permettendo una certa datazione.

Ad ogni modo, da questo interessante studio si può trarre almeno una  importantissima considerazione:
il fatto che 2700 anni fa, senza industrie, con un impatto minimo, anzi ultra-minimo, dell’Uomo sull’Ambiente, ci sia stato un cambiamento climatico (uno dei tanti, a quanto sembra, nel corso della Storia del Pianeta Terra), dimostra che i cambiamenti climatici pre-industriali avevano cause solamente naturali.
Dunque sbaglia quel Riduzionismo antropocentrico che considera i cambiamenti climatici causati solamente dall’Uomo (industria, agricoltura, urbanizzazione, popolazione, ecc.) e a cui l’Uomo stesso può porre rimedio (riduzione delle emissioni, fonti energetiche alternative, sviluppo sostenibile, ecc).
Ma sbaglia anche quel Riduzionismo naturalistico che considera anche Oggi, ancora Oggi, in piena civiltà industriale, con un impatto estremo dell’Uomo sull’Ambiente, i cambiamenti climatici causati solo da dinamiche naturali (….. come se ci trovassimo ancora al Tempo degli Assiri!) e che l’Uomo deve ineluttabilmente subire.
E quindi l’Olismo, che invece sostiene la natura ibrida e complessa dei cambiamenti climatici moderni cioè dovuti sia a dinamiche naturali sia ai fattori umani e precisamente a fattori umani che hanno innescato una reazione naturale (vedi, ad esempio, l’Ipotesi Gaia), ha ricevuto un ulteriore conforto in merito alla sua validità. Ne discende la giusta sintesi: noi, Oggi, possiamo certamente fare qualcosa e dobbiamo certamente fare qualcosa, ma secondo realismo non secondo demagogia o stolto ottimismo. Considerate le enormi scale di grandezza in gioco (va fermato o rallentato sensibilmente il cambiamento del clima del Pianeta Terra …. e non in qualche punto del Pianeta Terra …..) e considerata altresì la natura appunto ibrida e complessa dell’attuale cambiamento climatico, solo intere Società ecologiste, le Nazioni e i Paesi ecologisti nella loro interezza e totalità, possono davvero ed eventualmente fare qualcosa. Come? Con politiche (nazionali coordinate a livello internazionale) di un certo tipo, vale a dire riforme rivoluzionarie (complete, intere, totali, profonde, radicali, severe, repentine, veloci, sinergiche, contemporanee, simultanee) improntate alla Decrescita con il supporto della Scienza moderna e olistica e delle Professioni Tecniche esercitate nell’Olismo moderno.

Ne saremo (tutti) capaci?

La Storia, intanto, e come sempre, ci avverte.


  


giovedì 3 gennaio 2019

Un inizio d'anno culturalmente diverso (per fortuna!) - seconda parte


Post 260
Un inizio d’anno culturalmente diverso (per fortuna!) – seconda parte 

Il precedente post 259 ha suscitato particolare interesse, da parte di voi lettori. Ne sono felice. Anche per questo, l’approfondisco brevemente ma significativamente.
Ebbene, quanto alla definizione o meglio alle definizioni (cosa ottima la pluralità) di Olismo in generale e, vista la mia professione, specificatamente riguardo alle entità vitali, naturali, biologiche ed agronomiche (piante, animali, microorganismi ecc.) e ai loro fenomeni, tanto nel blog quanto nei miei 3 libri, la questione è stata ampiamente trattata (con anche l’uso di fonti autorevoli).
Quanto invece alle definizioni di Olismo in merito agli aspetti sociali, sociologici, storici, politici ecc., nel blog vi sono già significativi accenni (anche riportando il pensiero degli olisti storici in merito) ma vi aggiungo il contenuto di questo post, più pratico, più orientativo, più spendibile (diciamo così).
Poi, come è proprio del muoversi nell’Olismo, occorre dedurre, occorre che ognuno deduca, aspetti particolari anche e soprattutto in merito alla specifica situazione da studiare o nella quale deve agire. Ma sarà subito evidente una cosa:
la maggior parte dei politici di oggi non fa Olismo; la maggior parte degli amministratori di oggi non fa Olismo; la maggior parte delle organizzazioni di oggi (sindacali, professionali, formative, produttive ecc.) non fa Olismo; la maggior parte degli economisti di oggi non fa Olismo; la maggior parte dei docenti di oggi non fa Olismo; ecc. Ed è per questo che siamo tutti nei guai! Ed è necessario invertire la rotta.
Buona lettura, dunque. Ma soprattutto buon esercizio (e di rimedio, si spera). Ciao a Tutti. E come sempre, ad maiora! Amici. Ad maiora! Luca Fortunato (Matera). 

Da La biblioteca di Repubblica:
Dal Dizionario di italiano:
Olismo: ogni concezione filosofica e sociologica secondo cui la società è una totalità non riducibile alla somma degli individui e alle loro azioni.
Dall’Enciclopedia:
Olismo:  […] Nell’ambito delle discipline storico-sociologiche l’Olismo esprime una particolare interpretazione dei fenomeni sociali secondo la quale la società costituisce qualcosa di irriducibile alla somma degli individui che la compongono. […]
Storia: l’insieme degli eventi che riguardano l’Uomo, presentati in modo cronologicamente concatenato e sulla base dei metodi critici elaborati dalla storiografia.
Storiografia: disciplina che ha per oggetto la ricostruzione attraverso metodi critici e l’interpretazione degli eventi storici (dai fatti politico-militari, all’economia, alla cultura, alla vita materiale, alla mentalità). [...] Oggi si parla piuttosto di Storiografia globale, in cui agli avvenimenti, ai documenti sono accomunati gli studi di statistica, di economia, di sociologia, che contribuiscono a definire un quadro integrato non soltanto pieno di suggestione, ma di informazione ad ampio raggio.
Economia: […] L’ecologia ci insegna che “tutto si tiene con tutto” e che le semplificazioni introdotte dall’approccio scientifico iper-specializzato in tutti i campi del sapere, fanno perdere tutta la complessità e perciò la ricchezza dei fenomeni reali. […] Per fare un solo esempio del diverso approccio degli economisti ecologici, si prenda uno dei pilastri dell’Economia tradizionale, l’ipotesi coeteris paribus, cioè di invarianza delle condizioni di contorno o del contesto in cui l’azione si svolge: l’ecologia ci insegna, invece, che per capire il funzionamento di un ecosistema occorre fare l’ipotesi di “interdipendenza circolare”. […]