Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

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mercoledì 26 agosto 2026

Video 26 agosto - Nuova attività, Tecnica, Politica

Post 883

Video 26 agosto - Nuova attività, Tecnica, Politica 

Pubblicato anche sul profilo Facebook "Luca Fortunato" 

Scaletta argomenti:

1.premessa (su mia nuova attività);

2.Tecnica: tecnologia, AI, marketing;

3.Politica: destra e sinistra. 

Buona visione del filmino (10:13 minuti) e alle prossime olistiche!

🤗🍹



lunedì 13 aprile 2026

L'Ungheria, la distorsione della realtà e un'idea per il Futuro.

Post 790

L'Ungheria, la distorsione della realtà e un'idea per il Futuro.

Che Orban sia andato a casa è un fatto del tutto positivo. Oggettivamente positivo per l'oggettiva negatività del personaggio e sua politica. Ma da questo a manipolare e a distorcere il senso politico reale di quanto accaduto e le prospettive o non-prospettive future ce ne vuole!

Ricordiamo i fatti su cui magari cucire interpretazioni sensate, razionali, ma soprattutto non-comiche, con almeno un pizzico di serietà e onestà. Ma tant'è:

Peter Magyar ha vinto portando la sua destra (liberal-cristiana, europeista certamente ma anche un bel po' conservatrice, rappresentata dal partito Tisza) a ottenere il 53.6% e 138 seggi, sconfiggendo il partito di destra Fidesz - da cui egli comunque proviene - che ha come leader Viktor Orban, appunto, e che ha conseguito dopo 16 anni di governo tirannico solo il 37.7% e 55 seggi. E qui finisce il buono. Tant'è che l’altro partito entrato in Parlamento con il 5.9% dei voti e 6 seggi è Hazank ed è molto nazionalista e molto di destra.

Se ne deduce che l'intera Sinistra ungherese è rimasta fuori. Malissimo.

Certo, una cosa sarebbe stato continuare ad avere a che fare con Orban (e meno male che non sarà più così), altra cosa sarà confrontarsi con Maygar. Ma da questo a vedere Democrazia, Europa e "paradisi progressisti" di vario genere .......

Fate voi, ragazzi, io torno alle mie cose  

P.S. qui in Italia delirio politico! da cure urgenti! Necessarie tanto per chi tifava Orban - e ne esce male ovviamente - tanto per chi tifa per tifare, per compensare - illudendosi - storiche ed ancora presenti falle di visione politica, di programma politico e di leadership politica. Come volevasi dimostrare, del resto. In Italia - ed ora con il risultato ungherese e conseguenti, scomposte e trasversali reazioni tragicomiche è altra occasione per affermarlo - una cosa sarebbe sensata: far nascere una nuova e vera Sinistra - scomparsa da ogni radar ! - e sempre nell'ottica olistica di dialogo e di sintesi con la Destra, per l'Italia stessa ma anche per l'Europa, almeno per quel che mi riguarda e riguarda i miei soci e amici con la schiena dritta. Ma questa eventualmente sarà un'altra storia. Vedremo....)

 

giovedì 1 giugno 2023

Olismo e Politica

Post 431

Olismo e Politica

Piero, Francesca, Luisa, Antonio, Raffaele: mi hanno scritto (e ringrazio). E avendo notato tratti comuni nei loro messaggi, esigenze comuni, ecc. rispondo a tutti con questo post. Lo faccio volentieri, trovando il tempo pur tra mille impegni! Il tema merita, è molto importante, per loro, per me, per tutti.  Riflessioni, dunque, in seguito alla cronache politiche (nazionali e locali) di questi ultimi giorni:

fermo restando il fatto che l’Olismo non sia né di sinistra né di destra o meglio è presente (consapevolmente o inconsapevolmente) sia a sinistra sia a destra e che dunque sia patrimonio di tutti o può essere patrimonio di tutti (come ho mostrato e dimostrato diverse volte in questo blog);

fermo restando che legittimamente io abbia la mia collocazione politica (per cultura, storia, idee, valori, intenzionalità, ecc.) a sinistra (come è ampiamente dichiarato e noto ai più);

fermo restando che pur in una precisa collocazione identitaria di sinistra, io veda il discorso politico sinistra-centro-destra in un modo alquanto particolare che specificatamente è un modo integrato ma anche e ancor di più olistico e secondo una dialettica ispirata ad Hegel e quindi con contrasto alle identità politiche deboli  (pseudo-sinistra, pseudo-destra, centro) ma nello stesso tempo con confronto critico ma costruttivo tra sinistra e destra (specie per le regole comuni e per le cose oggettivamente giuste da fare);

fermo restando che il mio lavoro sia indipendente dalla “mia politica”, mai da essa influenzato o influenzabile, ma che insieme possano coesistere;

credo sia del tutto fisiologico e normale che almeno nella mia testa (per ora) io lavori ad una alternativa alla destra (altrimenti come avverrebbe la dialettica ispirata ad Hegel tra tesi ed antitesi?). E credo, ancora, sia del tutto fisiologico e normale che almeno nella mia testa (per ora) io lavori al confronto-incontro tra sinistra e destra (altrimenti come avverrebbe la sintesi ispirata ad Hegel tra tesi ed antitesi che si badi bene è, deve essere, superiore, maggiore – olistica, dunque – rispetto alle stesse tesi ed antitesi? Sintesi vera, diciamolo pure ….).

Questo, sia per confermare l’esattezza della comprensione circa la “mia politica” di coloro i quali (particolarmente in questi giorni) sono entusiasti anche di questi aspetti della mia vita (oltre quelli professionali, di agronomo, di autore di libri, ecc. ). Ringrazio, per tutto (primi aspetti, secondi aspetti, terzi aspetti, ecc.). E su tutto e ci vedete giusto;

sia per “tranquilizzare” tutti coloro che abbiano potuto scorgere contraddizioni o esclusioni. Le contraddizioni non esistono: si tratta, invece, di aspetti di una olistica complessità. È ben diverso. Certo, anche questa è una cosa mia (almeno per ora), nuova, inedita, originale, ecc. Ed è comprensibile, da parte di alcuni, avere dubbi iniziali o anche dubbi curiosi (ci mancherebbe. Anzi, ben vengano). E ne possiamo parlare, anche di persona, per “studiare” la cosa ancora meglio (ci mancherebbe. Anzi ….). Stesso discorso per le esclusioni: non esistono, e ci si può incontrare … per dimostrarlo!

sia per mostrare e dimostrare (ancora una volta) lo stretto legame tra teoria e pratica, tra filosofia e realtà, tra paradigmi e riuscita, tra sostanza e forma, tra contenuti e strumenti, tra metodologia e risultati, tra ideologia ed efficacia, tra identità e soluzioni, ecc. (a trascurare teoria, filosofia, paradigmi, sostanza, contenuti, metodologia, ideologia, identità, ecc. è facile prevedere scenari! No? Nessuna veggenza o magia, solo logica nel giusto paradigma).  

E come sempre, ad maiora!, amici, ad maiora!  

Luca Fortunato (Matera)

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giovedì 9 marzo 2023

Un Mare di Riduzionismo (Cutro e non solo: Covid, Xylella, alberi urbani, ecc.)

Post 421

Un Mare di Riduzionismo  (Cutro e non solo: Covid, Xylella, alberi urbani, ecc.)

Oggi, a Cutro (Crotone), luogo dell’ormai e purtroppo nota strage-tragedia dei migranti, si svolgerà il Consiglio dei Ministri … capirai! Che cosa importante! Che genialata! Che soluzione, soprattutto!

Il che, comunque, ad ogni modo, suggerisce una riflessione di carattere più ampio (perché davvero si possano evitare scenari del genere. Buttarla sempre e solo su cifre, dettagli, procedure, norme, burocratismi, ecc. così come sulle demagogiche manifestazioni di dolore, non aiuterà di certo).  

Anche in questa tematica dei migranti (Cutro e non solo Cutro) c’entrano i Paradigmi di Conoscenza e di Metodo (Riduzionismo e Olismo), c’entra la questione paradigmatica. Eccome se c’entra!

Nell’Olismo, per gli olisti (come il sottoscritto), secondo una visione olistica, seguendo un approccio olistico, il fenomeno dei migranti è inevitabile, è storico, ciclicamente storico. Ed è, altresì, talmente complesso, multifattoriale e multidimensionale (nelle cause quindi, ma anche negli effetti) da avere più che mai dinamiche di tipo non-lineare, improvvise, emergenti, imprevedibili, e quant’altro del genere. Dunque, è un fenomeno che è inutile pensare o tentare di prevenire così come è inutile pensare o tentare di contrastare se non addirittura di risolvere! Lo si può solo accettare, il fenomeno dei migranti, convivendo con esso, e portando la convivenza ad essere sempre più virtuosa. Il che vuol dire (applicando concretamente tali principi):

1. soccorrere e salvare (sempre e prontamente da parte del Paese più prossimo) le persone in mare (con flessibilità,  intelligenza ed umanità, tanto nelle proprie teste ed animi quanto nelle “catene di comando” - queste ultime evidentemente da ripensare e da riscrivere! – quanto ancora nella valutazione di dati meteo, dati “navali”strutturali, e quant’altro – magari ci vorrebbero un po’ più di capacità olistiche quali l’intuizione, l’euristica, la sintesi e la deduzione e non sempre e solo le (in)capacità riduzionistiche quali l’analisi, le induzioni, l’algoritmica, ecc.);

2. una volta a terra, ricordarsi che trattasi di persone (di esseri umani) e procedere a tutto ciò che occorre e gli occorre (sia come primo tempo, sia come secondo tempo: destinazioni future). Ma cosa vuol dire “a terra”? Sulla terra di chi? Se, per esempio, trattasi di una spiaggia italiana allora trattasi di una spiaggia europea. E quindi il tutto a cui dover procedere è a carico dell’Europa (tutta) con specifico coinvolgimento di un suo Paese membro (l’Italia, in questo caso-esempio), riguardo al primo tempo. Questo aspetto (Europa/Paese membro) che sembra scontato, banale addirittura, purtroppo scontato e banale non è.

Bene (… si fa per dire, ovviamente!) Ma la domanda (conclusiva) è questa:

specialmente (ma non solo) riguardo al punto 2, è mai possibile pensare di arrivare a concretizzare qualcosa di buono e di migliore, nel Riduzionismo? Ancor prima di vedere il fenomeno migranti politicamente (Destra, Sinistra, ecc.), occorre vederlo paradigmaticamente (Riduzionismo/Olismo).

Che poi su questo specifico (ma comunque gigantesco) fenomeno-problema dei migranti il Riduzionismo si trova (di fatto) quasi tutto a Destra così come l’Olismo si trova (di fatto) quasi tutto a Sinistra, è cosa certamente da tener conto, ma non deve permettere di distorcere la diagnosi sulla vera natura del fenomeno-problema. Così come non devono permetterlo le parole (schifose e disumane) di Piantedosi, Feltri, Salvini, e compagnia bella, (contro le quali ci sta bene tutta l’indignazione del mondo), e le eventuali responsabilità (che sono e saranno oggetto del lavoro della Magistratura).  

La vera natura del problema è paradigmatica, specificatamente riduzionistica.

E si badi bene che il Riduzionismo non è solo questo (esempi di definizioni valide più che altro nella Scienza e nella Tecnica):  

Riduzionismo: teoria in base alla quale tutti i fenomeni vitali devono essere ricondotti a leggi fisiche e chimiche, spec. con riferimento alle proprietà di un organismo riconducibili alla somma delle caratteristiche delle sue singole parti (De Mauro – Vocabolario)

Riduzionismo: tesi epistemologica secondo cui entità e fenomeni complessi possono essere ridotti alla somma di entità più semplici, analizzabili singolarmente, che li costituiscono e li spiegano dal punto di vista ontologico e causale; p.e. la temperatura viene spiegata interamente con la cinetica dei gas, o nella sociobiologia si tende a riportare fenomeni sociali complessi a unità semplici (geni). In base a questo principio, i concetti di discipline come la biologia, la chimica o l’ecologia sarebbero traducibili nei concetti della fisica classica, considerata la disciplina fondamentale (Garzanti – Scienze)

ma è anche e (purtroppo) questo (esempi di definizioni valide sempre):  

Riduzionismo: tendenza a limitare, a semplificare, anche arbitrariamente, il valore di un avvenimento (De Mauro – Vocabolario)

Riduzionismo: ipotesi che riconduce le manifestazioni dei fenomeni a un unico substrato (Garzanti Linguistica)

a cui si contrappone (fermamente e fortunatamente) l’Olismo definito sia specificatamente per la Scienza e per la Tecnica, come per esempio:

-olismo: Teoria secondo la quale l'organismo non è la semplice somma delle parti che lo compongono, ma una totalità a essa superiore (Hoepli – Dizionario)

 - olismo: s. m. [der. del gr. ὅλος «tutto, intero, totale»]. – Teoria biologica generale derivata dal vitalismo, proposta negli anni Venti in contrapp. al meccanicismo, secondo la quale le manifestazioni vitali degli organismi devono essere interpretate sulla base delle interrelazioni e delle interdipendenze funzionali tra le parti che compongono l’individuo, il quale nel suo complesso presenta caratteristiche proprie, non riconducibili alla somma delle sue parti (Vocabolario Treccani);

sia più in generale (come ad esempio):

-olismo: ogni concezione filosofica e sociologica secondo cui la società è una totalità non riducibile alla somma degli individui e delle loro azioni (De Mauro – Vocabolario)  

Abbiamo visto, in tutti questi anni, di cosa è stato responsabile il Riduzionismo:

-inadeguata gestione della pandemia Covid (che certamente avrebbe avuto i suoi morti ma non così tanti come si sono purtroppo avuti);

-inadeguata gestione (per ora in Puglia ….!?!) della malattia del disseccamento rapido degli ulivi attribuita esclusivamente e riduzionisticamente al batterio Xylella fastidiosa (e che dunque ha portato e porta ancora oggi ad inutili abbattimenti, ad utopistiche lotte all’insetto vettore, ad illusori utilizzi di genotipi d’ulivo resistenti o tolleranti al batterio, ecc. nonché, per altro verso, ad una “fiera-mercato” di rimedi tanto infondati quanto speculatori);

-schianti arborei in Città (di alberi non periziati ma anche di alberi periziati! Ma nel Riduzionismo! appunto), e purtroppo anche con vittime (Napoli, Firenze, ecc.); nonché “capitozzature” di alberi e/o di filari arborei (che vorrebbero rendere più sicuri gli alberi rendendoli invece più pericolosi! Un paradosso tutto in seno al Riduzionismo!, appunto, e che continua anche nella mia Città, ed ancora Oggi! …. mah … “mistero della fede” .. direbbero i miei amici credenti ….);  

 e l’elenco potrebbe continuare per molto ….

Facciamo che Cutro segni l’inizio di una vera svolta paradigmatica.

Certo, sui guai, su tutti, del Riduzionismo state certi, possiamo essere tutti certi, che prima o poi la Magistratura farà il suo lavoro. Per fortuna. Come è giusto che sia. In alcuni casi già lo sta facendo. In altri, lo farà (o lo rifarà). Io ho fiducia. Del resto, che indossino una tuta o indossino giacca e cravatta; che siano singoli o in gruppo; ecc. la cosa non cambia. La legge è uguale per tutti (c’è scritto nelle aule dei Tribunali).  

Ma occorre anche altro: un moto ed un movimento di coscienza e di cultura contro il Riduzionismo (e quindi a favore dell’Olismo).

Ad maiora!

Luca Fortunato (Matera)

  

giovedì 2 marzo 2023

L’Olismo del “Che”

Post 419

L’Olismo del “Che”

(ricollegandomi al post 408 e al post 418 – vedere)

Non solo per fronteggiare la Destra (specialmente quella di Piantedosi, di Valditara, di Nordio, ora pure di Feltri! ecc. e di tutti i loro simili … mamma mia! Per quel che riguarda l’Italia; e di Trump – che non è affatto finito politicamente, anzi …. - per quel che riguarda gli Stati Uniti d’America);

ma soprattutto per far ritornare la vera Sinistra (anche rimarcando la differenza dall’attuale pseudo-Sinistra, PD in primis … anche ora con la “nuova” segreteria/segretaria),

arricchisco e ri-arricchisco questo blog con alcuni aspetti del pensiero olistico di Ernesto “Che” Guevara.

E poi ditemi – in tutta coscienza e in tutta onestà intellettuale - se ancora Oggi e in rapporto ai fatti di Oggi, non vi è bisogno di cose del genere, di ispirarsi a cose del genere! Che sembrano cose lontane da noi (sia in termini di tempo – secolo scorso – sia in termini di luoghi – America Latina) ed invece sono vicine, vicinissime, attuali ed attinenti come non mai.

Di trarne, poi, le conseguenze (deduttivamente). E di applicarle - con estrema intransigenza ed energia - alla realtà e nella realtà, tutta (Politica, Scuola, Cultura, Economia, Lavoro, Scienza, Tecnica, Media, Giustizia, ecc.)!

La gente, il popolo, ha compreso che, per quel che riguarda l’Italia per esempio, la tragedia-strage di Cutro (Crotone) è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso (già pieno, pienissimo).

Altro che chiacchiere (del PD, per esempio) e altro che disumane, indegne, inadeguate, animalesche, vili e pericolosissime idee e pratiche fascistoidi (dell’attuale Governo italiano, per esempio!).

Buona lettura, Luca Fortunato (Matera)

·         

“L’uomo non può venir incasellato entro i rigidi modelli in cui vengono classificati separatamente i suoi meriti e vengono sommati, in modo aritmetico, i valori parziali di questa classifica per ottenere il totale, perché l’uomo è una totalità.”  

“Il fatto che si sia levato l’intero popolo cubano per difendere la Rivoluzione dimostra come il calcolatore, la macchina elettronica cha sa fare bei conti, non serve a misurare lo spirito umano.”

“Non mi nutro di quello di cui si nutrono i turisti. No, non si arriva a conoscere un paese o a trovare una spiegazione della vita in questo modo. Questa è una faccenda di lusso, la vera anima si rivela nel malato dell’ospedale, nel detenuto nel posto di polizia.”

“L’uomo nel socialismo, a onta della sua apparente standardizzazione, è più completo; a onta della mancanza di un meccanismo diretto a questo fine, la sua possibilità di esprimersi e di far sentire la propria voce nell’apparato sociale è infinitamente maggiore. Noi socialisti siamo più liberi perché siamo più completi e siamo più completi perché siamo più liberi.”

“Non importano più le ore di lavoro, non importa quello che si guadagna, non interessano i premi, ciò che importa è la soddisfazione morale di contribuire all’ingrandimento della società, la soddisfazione morale di dare il proprio contributo individuale all’impegno collettivo e di vedere come grazie al lavoro di ciascuno, si può fare un lavoro collettivo, organico, che è il riflesso di una società che progredisce. “

“[…] non vi possono essere tecnici che si limitano a parlare di tecniche, quando c’è di mezzo il destino dei popoli […]”

“Dobbiamo unire l’entusiasmo di tutti e lo studio attento. L’agricoltura è una scienza che va trattata con rispetto. […] fin dall’inizio della riforma agraria i grandi latifondi per l’allevamento e la coltura dello zucchero non furono suddivisi tra i singoli contadini, non furono intaccati, ma incominciarono ad essere coltivati collettivamente.”

“La macchina deve essere accettata da tutti gli operai con un senso di liberazione della loro energia. La macchina si pone al servizio dell’uomo quando si annulla lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. E noi stiamo cercando proprio questo: che la macchina diventi uno strumento di liberazione del contadino, che gli consenta di avere più tempo libero e di dedicare più tempo alla sua istruzione.”

“L’industria è il futuro. Ma per sviluppare l’industria dobbiamo sviluppare la tecnica e per sviluppare la tecnica ai livelli che desideriamo dobbiamo sviluppare contemporaneamente la coscienza. Dobbiamo fare di ognuna delle nostre fabbriche una grande scuola collettiva.”

“Sono moderati tutti quelli che hanno paura o tutti quelli che pensano in qualche modo di tradire. Il popolo non è in nessun modo moderato.”

“Sono marxista, sono ateo, non ho dunque il problema di Dio. Ma se Dio fosse esistito per davvero, il mio sogno non avrebbe potuto che essere: avere un posto nel Suo cuore”

 Ernesto “Che” Guevara

(1928 – 1967)

(rivoluzionario, guerrigliero, politico, medico,

scrittore, viaggiatore, fotografo, sportivo, ecc.

argentino e cubano, cittadino del mondo) 


 

domenica 6 novembre 2022

Sovranità alimentare (e Paradigmi)

Post 405

Sovranità alimentare (e Paradigmi)

(inizio della nuova serie di post “Generàlia”, vedi post 404)

(post pubblicato lunedì 07/11/2022 ore 08:53) 

Per conoscere la (vera) nascita e la (vera) natura della sovranità alimentare dobbiamo tenere presente il decennio 1986 - 1996:

a partire dal 1986, infatti, e nel corso di diversi e successivi negoziati internazionali, si pervenne alla decisione di includere la produzione primaria all’interno dell’Accordo Generale sulle Tariffe Doganali e sul Commercio. Apriti cielo! L’effetto di tale decisione, infatti, sarebbe stato che il neoliberismo (che è cosa di Destra) avrebbe influenzato la produzione e il commercio del cibo, l’accesso alla terra da coltivare, ecc. nel senso specifico (tecnico-economico) di renderli subordinati alle regole e alle logiche del Mercato internazionale (scenario perfettamente di Destra).

Contro questo, come reazione a questo, in opposizione a questo, in lotta dialettica a questo (e dunque contro quella cosa e quello scenario di Destra, sopra descritti) a livello mondiale sorsero diversi movimenti contadini con lo scopo principale di difendere il cibo come diritto (di tutti) slegandolo dal concetto (riduzionistico) di sola merce, sola entità commerciale, sola entità economica, ecc.

Questa nuova (e olistica) dimensione concettuale (diritto, alimentazione, salute, economia, ecc.) venne poi, nel 1996, chiamata sovranità alimentare (appunto). In particolare, fu l’organizzazione internazionale di agricoltori-contadini “Via Campesina” (fondata nel 1993, in Belgio) a coniare l’espressione sovranità alimentare.   

Dunque niente di più lontano dalla Destra, così come dal sovranismo, così come dall’autarchia. Non si confondano le cose. E non si facciano confondere le cose. Del resto, è Storia. Ed è Vocabolario. Non si può sfuggire.

Ma se è facile confondersi e/o far confondere (se non altro per una certa assonanza) tra il sovranismo politico (Fratelli d’Italia, Lega, Front National, ecc.) e la sovranità alimentare (cose quanto mai distinte e lontane, come abbiamo appunto ed appena visto), è semplicemente ridicolo confondersi e/o far confondere tra sovranità alimentare ed autarchia (quest’ultima semplicemente impossibile nel Mondo moderno. Giusto o sbagliato che sia, è altro discorso. L’impossibilità autarchica è diventata oggettiva. Giusto per ricondurre il discorso a Noi Italiani, basta ricordarci che l’Italia è auto-sufficiente solo per il vino, il riso ed il pollo! Mentre il 40% del grano - per fare la pasta - ci arriva dall’Estero! Così come dall’Estero ci arriva anche il 40% delle carni per la preparazione dei salumi! Oltre il 90% del pesce in scatola! Il 100% del caffè! E la lista estera potrebbe continuare per molto. Ma l’idea è resa. Ricordiamocelo quando consumiamo semplicemente un “caffè italiano”(?!?) al bar! Giusto per fare un esempio emblematico e “identitario”!).

Ma guardiamolo un po’ meglio il vero, positivo, importante (e certamente non di Destra) concetto olistico di sovranità alimentare:

esso è ricompreso nel più ampio e generale concetto di autodeterminazione dei popoli (approfondisca il lettore);

con esso si mira a produrre quello che serve, che basta, per soddisfare i reali bisogni delle persone e delle comunità e non per soddisfare i bisogni - spesso “gonfiati” - del Mercato. Sovranità alimentare è soprattutto in questo senso (del resto la sovrapproduzione di cibo è anche la principale causa della crisi della GDO, sempre per raccordare i grandi temi al nostro quotidiano …… Così come dello spreco alimentare, ecc.);

con esso si mira al rispetto e alla valorizzazione del lavoro umano che c’è dietro e durante la produzione mettendo in secondo piano la proprietà, il capitale, la tecnologia, ecc.: lavoro contadino, dunque. Questo è un altro pilastro del concetto di sovranità (… e  ritornano i grandi principi del grande Karl … Anzi, non se ne sono mai andati!);

con esso si mira a produrre con il minor danno possibile all’Ambiente e all’Ecosistema (e quindi: agro-ecologia, no alla monocoltura, no ai fitofarmaci, ecc.);

con esso si mira a superare la pratica ma soprattutto la “filosofia” della cosiddetta “Rivoluzione Verde” che dal 1944 in poi ha visto l’impiego, in Agricoltura, di varietà vegetali geneticamente selezionate (poi anche modificate, gli OGM) e di enormi quantità di fertilizzanti, di fitofarmaci, di acqua, di mezzi meccanici, di tecnologie, di capitali, ecc: tale approccio quantitativo-industriale (molto di Destra …, caro all’Establishment, al mondo accademico, ai “poteri forti”, ecc. ecc.) benché sia riuscito ad incrementare notevolmente le quantità di cibo prodotto, non è mai riuscito a risolvere – e nell’arco di diversi decenni, si noti bene – il problema della Fame nel Mondo e questo specialmente per la mancanza, in esso, di essenziali aspetti etico-qualitativi vale a dire l’accesso al cibo, la distribuzione – anche solidaristica ed altruistica – dello stesso, una vera e sistemica lotta allo spreco alimentare, ecc.

con esso si mira a superare la pratica ma soprattutto la “filosofia” della WTO che - per sintetizzarla brutalmente ma efficacemente - prevede la subordinazione dell’integrazione politico-diplomatica tra gli Stati del mondo alla loro integrazione commerciale!  

con esso si mira a superare il concetto, la logica e la pratica della “sicurezza alimentare” (non a caso, infatti, alcune delle storiche proteste – tra il 1986 e il 1996 – dei movimenti contadini internazionali hanno fatto leva sulla disillusione circa il sistema della sicurezza alimentare che, difatti, non ha portato, non ha garantito, ciò che si prefiggeva);     

mira a integrare in modo positivamente dialettico, realistico ed olistico la dimensione locale con la dimensione globale (facendosi carico di entrambe, e quindi rifuggendo tanto il Riduzionismo che vede solo globalizzazione, tanto il Riduzionismo che vede solo localizzazione);

Ecc. ecc. ecc.

La Treccani definisce così la sovranità alimentare:

“il diritto dei popoli a gestire le proprie risorse alimentari avendo come fine primario esclusivamente la soddisfazione delle esigenze delle persone, sulla base di una produzione sostenibile, rispettosa del lavoro di chi produce il cibo, fondata sulle economie locali, in modo da ridurre lo spreco e la dipendenza dal circuito della grande produzione e distribuzione a carattere multinazionale”.

Discende anche che la “tutela delle eccellenze”, la “difesa delle proprie produzioni”, la “lotta ai falsi”, ecc. siano ovviamente tutte cose positive, condivisibili ed augurabili ma sono cose che non c’entrano propriamente con la sovranità alimentare o c’entrano in modo molto indiretto. Perseguire certamente anche esse, anche queste cose, ma si evitino i “minestroni” concettuali e operativi.

Ad ogni modo, da tempo (dal 2008), la (vera) “sovranità alimentare” è presente nelle carte costituzionali e/o nelle leggi nazionali di diversi Paesi del mondo: in America Latina abbiamo l’Ecuador, il Venezuela, la Bolivia; in Africa, il Mali, il Senegal; in Asia, il Nepal; in Nord-Africa/Medio Oriente, l’Egitto. Inoltre, un documento governativo del Quebec (Canada) datato 2013 indica la sovranità alimentare come una priorità da perseguire al fine di  “mettere al centro la soddisfazione delle esigenze alimentari delle persone e non la massimizzazione del profitto economico, incoraggiare lo sviluppo delle realtà locali ed eliminare gli sprechi”.

Ora, in Italia si è creato un fatto curioso: la sovranità alimentare (che certamente non è cosa di Destra) è stata istituzionalizzata – almeno sotto il profilo di nuova nomenclatura ministeriale, peraltro già esistente in Francia - da un Governo di Destra. Il che non è un male. Sia chiaro. Anzi. È stata fatta una cosa oggettivamente giusta. Per tutti. E va bene per tutti. Ben venga. E ben venga un suo buon uso. Occorre riconoscere alla Destra di governo di aver fatto bene su questa specifica istituzionalizzazione. Perché no. Vi sono però 2 punti critici che la pubblica opinione, i cittadini tutti, devono conoscere:

il primo, è la chiarezza su cosa sia effettivamente la sovranità alimentare (come è nata, quando è nata, chi l’ha creata, i suoi veri scopi, ecc.). E questo blog, con questo post, contribuisce, nel suo piccolo, a questa operazione di chiarezza-verità (anche per evitare indebite appropriazioni, meriti non propri, strumentalizzazioni, illegittime rivendicazioni, furbizie, demagogie, ecc.);

il secondo, è sintetizzabile in queste domande: saprà la Destra governare, ben gestire, non s-naturalizzare, non compromettere, questa sua stessa istituzionalizzazione? Che, certo, è oggettivamente buona ma che non è nel suo DNA politico-culturale? In pratica: come farà la Destra a portare avanti la sovranità alimentare? Con quale modus operandi? Anche questo lo prederà dalla Sinistra? Perché la legittima natura della Destra:

non prevede il soddisfacimento dei reali bisogni delle persone e delle comunità (prevede, al contrario, il soddisfacimento dei bisogni del Mercato, della Finanza, del Profitto economico, ecc. Legittimamente. Per carità. È Destra);

non prevede l’agricoltura ecologica (prevede, al contrario, l’agricoltura capitalistica. Legittimamente. Per carità. È Destra);

non prevede la complessa e olistica integrazione locale-globale (prevede, al contrario, o la riduzione alla sola dimensione localistico-nazionalistica o la riduzione alla sola dimensione globalistico-finanziaria. Legittimamente. Per carità. È Destra);

ecc.

(….. la dormiente ed attuale pseudo-Sinistra si è fatta scippare qualcosa di buono ma soprattutto di suo … Un’altra bella lezione che mi auguro serva - anch’essa - a farla sparire del tutto - almeno dalla scena politica nostrana - per dare la possibilità alla vera Sinistra di ritornare, di rinascere. Sotto lo sguardo attento di Marx (perché senza Karl non è mai vera Sinistra). Facendomi anche ritornare la voglia di riprendere in mano la tessera elettorale, di recarmi alle urne e di votare in modo sensato …. Anche contribuire alla rinascita-ritorno della vera Sinistra? Perché no. Ci sto pensando. Sto valutando inviti, proposte, ecc. Si vedrà …. Per Tutti, i miei contatti sono sempre questi:  lucaf73x@gmail.com ; fortunato.luca73@libero.it ; WhatsApp 389.4238195 Anche per queste cose! …. E alla prossima! La settimana prossima ….)