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Quando l'Etica diventa concretezza
Pubblicato anche sul profilo Facebook "Luca Fortunato"
Questo articolo di oggi (14 luglio) è un prosieguo ed un approfondimento del video di ieri (13 luglio), vedasi. Mi fa molto piacere fare questo prosieguo ed approfondimento. Belle interazioni nelle scorse ore che porterò presso soci e simpatizzanti e di cui daremo prossimamente progettualità.
Buona lettura e a presto.
Luca
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Non sempre ciò che è legale è opportuno e non sempre ciò che è opportuno è legale.
La Legge non sempre riesce a includere ciò che è opportuno dal punto di vista etico che sebbene e appunto non contemplato dalla Legge resta ugualmente valido. Così come non sempre la valutazione etica risponde a criteri realistici che invece la Legge identifica.
Ad ogni modo, l'esistenza tanto della Legge quanto dell'Opportunità rende la realtà complessa.
Semplificare o in un senso ("rispetta la Legge dunque va bene") o nell'altro ("è eticamente opportuno dunque va bene"), sono forme di Riduzionismo.
Nell'Olismo, al contrario, è naturale portare a sintesi, bilanciamento ed equilibrio i 2 aspetti: rispettare sempre la Legge ma porsi anche il problema se la cosa è opportuna. Se ad esempio si va vestiti di bianco o a pois colorati ad un funerale di certo non si infrange alcuna legge ma francamente è eticamente discutibile e sebbene la scelta sia perfettamente legale e legittima potrebbe avere futuri risvolti negativi sul piano personale. Se, altri esempi, nella sfera politica, si vota in modo disgiunto, o si compie il salto della quaglia, o si cambia partito politico in modo molto disinvolto, o si costruisce una maggioranza o una giunta con chi elettoralmente stava dall'altra parte, o si favoriscono parenti stretti, o si rimandano elezioni di cariche perché tanto il meccanismo funziona, ecc. non si infrangono le leggi ma francamente sono comportamenti eticamente discutibili. Con anche un concreto danno politico-democratico: far aumentare l'astensionismo per l'aumentato risentimento per la dimensione politica.
Ma vi è un particolare fenomeno che desta particolari preoccupazioni:
se per esempio da un punto di vista strettamente giuridico e legale non vi è alcun conflitto di interesse tra un ruolo politico che si assume e una propria attività lavorativa o imprenditoriale, ecc. la cosa potrebbe ugualmente generare diffuso risentimento e malcontento in una comunità per l'oggettiva assonanza tra il ruolo pubblico e i propri affari che potrebbe portare a sua volta a tensioni da non sottovalutare in seno alla comunità di riferimento e che osserva.
Insomma, la questione dell'opportunità specialmente sotto il profilo etico-morale non è qualcosa da relegare alla sola sfera dell'idealismo, ha spesso risvolti pratici e non di poco conto. Anche perché non è detto che fare qualcosa in palese contrasto con l'opportunità etica non possa essere comunque sottoposta all'attenzione e al giudizio della Magistratura che potrebbe pronunciarsi anche in modo differente.
Mi fa molto piacere constatare che sempre più cittadini (a Matera città, in Basilicata, in Italia) se ne accorgano e si orientino in tal senso. Nella sfera politica in particolare, ma non solo. Anche in ambiti scientifici, tecnici, progettuali, dirigenziali ecc. (puri o correlati alla politica) vi sono inopportunità etiche (che sebbene siano legali e legittime o che risultano essere poi legali e legittime dopo indagini, inchieste, processi, ecc.) sono inaccettabili dal comune sentire del popolo, dalla sana moralità della gente (edilizia sproporzionata, quartieri senza verde o con "verde demagogico", cantieri troppo lenti, abbattimenti arborei troppo frequenti, canoni elevati, tasse esose, spese esagerate per cose effimere, le inguardabili e dannose capitozzature arboree "tecnicamente facili" ed "economicamente convenienti", l'assurdo paradosso dei paesaggi violentati in nome della "sostenibilità", l'eterno problema del dissesto idrogeologico tamponato sull'emergenza ma mai strutturalmente affrontato, le eterne e "libere" speculazioni sul prezzo del grano, ecc.).
Anche perché le leggi (che vengono fatte dalla politica) quando esistono vanno rispettate ma possono essere pure cambiate (sempre dalla politica) specialmente quando esse sono palesemente ingiuste, scritte male, ecc. Mentre l'Etica presente nella testa e nel cuore dell'Essere umano (per origine divina o esclusivamente naturale che sia) è certamente ed anch'essa modificabile ma occorrerebbero i Titani!
Ed ecco perché chi si "rifugia nella norma" senza considerare la palese violazione dell'opportunità etica è percepito come persona ascrivibile al regno della furbizia e dell'egoismo (se non addirittura, in certi casi, a quello della vilta'). E se fino a qualche tempo fa, specialmente in Italia, i furbi e gli egoisti venivano addirittura ammirati, emulati, desiderati, ecc. Oggi le cose sono molto cambiate. Perché con l'uso dell'intelligenza le persone si rendono conto che generazioni di furbi e di egoisti (specialmente politici o comunque persone di vertice) ci hanno dato ecosistemi fragili ed inquinati, società violente e insicure, sanità che devi solo sperare di non averne mai bisogno, ancora guerre nel mondo, pubblica amministrazione quasi sempre inefficiente specialmente per la stragrande presenza di raccomandati incompetenti, diffuso clientelismo politico, ecc.
Conviene l'Etica. Senza alcun dubbio. Chi sostiene il contrario o chi etichetta questa tesi come idealismo utopistico o chi di fatto si muove in direzione contraria o chi è indifferente all'impegno in tal senso, è parte del Male che affligge la Società, compresi i complici (diretti e indiretti).
Ma il Futuro sarà diverso. Ci sono, fortunatamente, nella Società, degli "anticorpi olistici" che stanno dimostrando di "imparare", di "aver imparato", una "difesa" diversa.
Ad maiora!
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