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🇮🇹 Politica - Montanelli docet
Pubblicato anche sul profilo Facebook "Luca Fortunato"
Come promesso, nei weekend troverò il tempo per rispondere alle diverse mail che sempre più numerose mi giungono durante i giorni settimanali.
La mia nuova attività lavorativa (libri & lezioni) in essere da agosto è già a pieno regime ed anzi - avete letto i post precedenti di questa settimana - con sviluppi e prospettive davvero importanti. Dunque, mi perdonerete se dilaziono e dilazionero' un po' i miei impegni extra-lavorativi (associativi, politici, ecc.) ma che assicuro ed assicurerò sempre. Ricordando che per me la Politica sarebbe qualcosa in più, di cui non ho bisogno né cerco, ma avendo ben 5.000 cittadini che gradirebbero un mio impegno anche nella dimensione politica, non mi sottrarrei (alle mie condizioni che - ricordo anche questo - sono questioni oggettive attinenti al Paradigma dell'Olismo).
Bene.
La signora Rossella (della provincia di Matera) come sapete dalla scorsa settimana, mi ha gentilmente inviato, onorandomi, 2 saggezze del grande intellettuale Indro Montanelli, ritenendole attinenti a quanto io spesso ho detto e sostenuto, in termini olistici soprattutto, ed in rapporto alla Malapolitica (nei comuni, nelle regioni, nella nazione, ecc.) che non migliora se stessa né migliora le condizioni di cittadini e città, imprese e territori, ecc. se non solo in apparenza o per brevi durate (di vere visioni politiche, di veri indirizzi politici, di vere scelte politiche, di vere decisioni politiche, di vere programmazioni e pianificazioni, ecc., strutturali e di lunga vita, nemmeno l'ombra da parte di tutti gli attuali politici - dai sindaci ai governatori ai premier; dagli assessori comunali a quelli regionali ai ministri; dai consiglieri comunali a quelli regionali ed ai parlamentari - tutti da mandare a casa e da non votare mai più. Sostituzione integrale! (il sempre montanelliano "turarsi il naso" Oggi è improponibile).
Costruendo alternative ma in modo diverso, con un fare diverso, una partecipazione diversa (a cosa hanno portato, e in tanti anni, le piazze, i gazebo, i flash mob, i convegni, i seminari, i cortei, ecc.? A nulla). Occorrono, invece, percorsi associativi e continuativi di tipo culturale, informativo, formativo, programmatico, ecc. E le cose verranno da sé. Impegni a prescindere dalle elezioni ma che possono cogliere occasioni elettorali. È ben diverso. Chi comprende e/o accetta tale approccio e tale strategia è idoneo all'Olismo e può impegnarsi per il vero Cambiamento. Chi invece no, andasse a fare le cose praticone e attivistiche nel Riduzionismo, come sempre, ma si tenesse la Società così com'è! Ebbe'.
Vi riporto, dunque, le 2 saggezze di Montanelli. Davvero grandi. Ed attualissime.
E umilmente, ed onorato, confermo alla signora Rossella che proprio l'Olismo (che va studiato e non improvvisato) può essere la giusta strada anche e soprattutto per raccordare la dimensione privata con la dimensione pubblica portandole entrambe, ed insieme, a livelli elevati, così come proprio l'Olismo (che va sempre studiato e mai improvvisato) può tenere, specialmente Oggi, insieme la Politica con la Tecnica, senza però confonderle (come Oggi invece accade), ma portandole alle giuste interazioni e sinergie, ognuna operante nel suo campo, come organi diversi ma di un unico organismo.
Ma leggiamo il grande Montanelli. E alle prossime:
"L’italiano è furbissimo nella gestione dei suoi affari privati, quello che Guicciardini chiamava il suo “particulare”, ed è completamente fesso per quello che riguarda gli affari collettivi: il funzionamento della comunità. Negli affari privati può ricorrere a tutte le astuzie, è attento, è accorto. E non si rende conto - e non ci rendiamo conto - che se non funziona la comunità, non funzionano nemmeno, alla fine, i nostri affari privati. È assolutamente fesso nel non rendersi conto che, se i suoi affari privati rimangono immessi in una società che non funziona, cioè dove gli interessi generali vengono trascurati e negati, i suoi interessi privati finiscono con il soffrirne e con il condurlo al fallimento. Ecco dove comincia la “fessaggine” di noi italiani".
"Nessun governo è puramente tecnico. Esistono governi politici che non includono alcun tecnico al loro interno, ma non conosco governi tecnici che non abbiano anche un orientamento politico".

