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Una piccola storia
Pubblicata anche sul profilo Facebook "Luca Fortunato"
Una piccola storia, di una nota a piè di pagina (che ha fatto la differenza)
Che bello oggi! Un incontro casuale mi ha permesso di ricordare e di parlare di una cosa a me cara, di un percorso a me caro.
Vi racconto la cosa in sintesi.
Buona lettura e alle prossime.
Quando ho frequentato io l'Università, Facoltà di Agraria, il corso di laurea in Scienze Agrarie era di 5 anni. C'era un biennio generale di base comune e un successivo triennio di indirizzo ed orientamento. Nel biennio di base esami quali: Matematica, Fisica, Chimica generale ed inorganica, Chimica organica, Chimica del Suolo, Biochimica agraria, Genetica agraria, Botanica generale, Botanica sistematica, Zoologia, Istituzioni di Economia e Statistica agraria, Costruzioni rurali e Topografia, ecc. Nel successivo triennio, dipendeva da indirizzo e orientamento scelti. Nel mio caso, indirizzo Produzione vegetale, orientamento Ecologico con esami quali: Agronomia generale, Coltivazioni erbacee speciali, Orticoltura, Arboricoltura generale, Arboricoltura speciale, Miglioramento genetico delle piante agrarie, Patologia vegetale, Entomologia agraria, Industrie agrarie, Meccanica agraria, Economia e politica agraria, Estimo rurale e contabilità, Difesa del Suolo, Paesaggistica parchi e giardini, Micologia, Apicoltura, Lotta biologica e integrata, ecc.
35 esami in totale, tutti belli tosti, più un esame idoneità di inglese, un tirocinio pratico applicativo, e la tesi (sperimentale, nel mio caso), per un corso di laurea fortemente formativo e multidisciplinare e interdisciplinare.
Il biennio l'ho seguito presso la Facoltà di Agraria di Bologna, il successivo triennio presso la Facoltà di Agraria di Bari dove poi mi sono laureato.
Ebbene, il mio 1° esame fu Botanica generale (scritto e orale), a Bologna, febbraio 1994. Lo superai al primo colpo (molti lo facevano 2, 3 volte). E capii che mi sarei laureato! 😅 Il tasso di abbandono a Scienze Agrarie era altissimo, tra i più alti tra tutte le Facoltà italiane (Ingegneria, Medicina, ecc.) soprattutto a causa della severità scientifica degli studi, della numerosità degli esami da affrontare ma soprattutto per la capacità richiesta di passare da esami di scienze di base a esami di economia, da esami naturalistici a esami ingegneristico-industriali, da esami incentrati sulla vita dei campi a quelli incentrati sulle provette di laboratorio, ecc. e di farne poi sintesi, soprattutto. Ed eravamo comunque già in pochi come iscritti al primo anno rispetto alle altre Facoltà italiane.
Dicevo, del 1°esame: dei pochi ammessi all'orale (molti furono i bocciati allo scritto), fui l'unico che lesse una nota nel libro di oltre 500 pagine che usavamo (ricordo ancora il titolo del testo edito nel 1986 da UTET, un "classico" per i futuri agronomi, biologi, ecc: "Biologia vegetale - morfologia e fisiologia") e la professoressa se ne accorse, me lo chiese pure, ed io confermai. Notai che il suo sguardo si illuminò. Soddisfatta come a dire: finalmente uno studente che non trascura niente!
La nota riguardava la teoria scientifica fisico-matematica che spiega il moto dell'acqua in una pianta (in un albero, in particolare, portato ad esempio-modello) ed il rapporto, nella Scienza, tra la teoria e la sperimentazione, tra il momento teorico e il momento sperimentale, tra il ruolo del teorico e il ruolo dello sperimentale, tra la necessaria intuizione-creativita' scientifica nel momento teorico e la necessaria precisione nella misurazione tecnica e tecnologica nel momento sperimentale, ma soprattutto che vi è bisogno tanto di ricercatori e di professionisti tecnici nel momento teorico quanto di ricercatori e di professionisti tecnici nel momento sperimentale. Senza gli sperimentali, i teorici non potrebbero vedere utilmente applicate le conoscenze avute; senza i teorici, gli sperimentali girerebbero su se stessi in un dato regno pratico ma che non avanzi e che non progredisca più; senza gli sperimentali, i teorici non avrebbero nuovi dati da spiegare e nuovi stimoli per creare nuova conoscenza; senza i teorici, gli sperimentali non sarebbero consapevoli dei rapporti tra le varie aree di una disciplina o tra diverse discipline perdendo occasioni di sviluppo; senza gli sperimentali, i teorici non saprebbero se le loro intuizioni o ipotesi o modelli o teorie siano giusti o sbagliati e senza i teorici gli sperimentali non saprebbero il vero significato e le vere implicazioni delle loro cose pure e magari funzionanti.
Di tutto ciò, di una nota a piè di pagina, ne ho fatto la mia vita, il mio stile professionale, la mia fortuna.
E la cosa c'entra tantissimo con l'Olismo😄
In questi giorni di relativo relax (dopo le positive fatiche delle scorse settimane, come sapete, e la bella e nuova ripresa che mi attende dai primi di settembre, sapete anche ciò) non riesco a non pensare a questo mio percorso, anche perché al mio nuovo studio scientifico sull'energia e le fonti energetiche (che pubblicherò in autunno e successivo aspetto tecnologico-industriale brevettabile) ci sono arrivato grazie al senso e all'insegnamento di quella nota a piè di pagina unitamente al successivo studio dell'Olismo metodologico generale; anche perché se posso permettermi di tirar su l'attività imprenditoriale editoriale e formativa (perché ho certi contenuti olistici da proporre e che sono appetiti dal mercato) e che da gennaio 2027 sarà il mio nuovo lavoro
è grazie al senso e all'insegnamento di quella nota a piè di pagina unitamente al successivo studio dell'Olismo metodologico generale; e se molti cittadini caldeggiano l'idea di vedermi anche in ruoli politici (loro caldeggiano, io valuto 😅) i motivi sono sempre gli stessi.
Insomma è la mia virtuosa atipicità. E quando mi sono congedato dagli amici con cui ho preso il caffè improvvisato di oggi e di cui vi ho raccontato, e mi sono sentito dire: "Luca, sei rimasto te stesso. Non cambiare mai, che di te c'è bisogno", comprendi che nonostante i 1000 difetti che ho avuto e che ho, la mia strada è sempre stata, ed è tuttora, davvero quella giusta!
E come sempre, ad maiora! 🤗
Luca Fortunato (Matera)