Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

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martedì 24 marzo 2026

Lettera del Consiglio direttivo del 24 marzo 2026 - Associazione politico-culturale Forze al Centro

Post 764

Lettera del Consiglio direttivo del 24 marzo 2026 - Associazione politico-culturale Forze al Centro




Referendum Giustizia (....e conseguenze di giustizia, facendo di necessità virtù)

Tra gli elettori italiani residenti all'estero vince il SI. Questa la dice tutta sul maggior distacco obiettivo, sul minore condizionamento psicologico ecc. condizioni che favoriscono maggiore consapevolezza, che favoriscono la testa e non la pancia. Gli italiani "interni" hanno dato un voto di pancia e non di testa. Una forma di Riduzionismo tanto emotivo quanto semplicistico e che nulla ha a che vedere con l'Olismo. Lo diciamo con rispetto ma con lucidità. Quando poi tale Riduzionismo viene condito pure con comportamenti bizzarri, incoerenti, d'eccesso, di tifoseria, ecc. così come - in alcuni casi ristretti ma esistenti - condito da "convenienze" di vario tipo, "opportunismi" di varia natura, ecc. allora diventa per noi una forma inaccettabile. Il tempo dimostrerà tante cose. Intanto le nostre determinazioni, come Associazione politico-culturale Forze al Centro:

- studiare e promuovere la prossima e nuova riforma, necessaria anche e soprattutto in merito alle carriere dei magistrati;

- aprire alla collaborazione con chi - come noi - ha votato SI ma senza tifoseria ed eccessi

- chiudere con chi ha votato SI ma con tifoseria ed eccessi

- aprire a chi ha votato NO ma senza tifoseria ed eccessi

- chiudere con chi ha votato NO ma con tifoseria ed eccessi

- decisa 1 espulsione (socio "bizzarro" "irrazionale" e "confliggente con i valori statutari e fondativi" di Forze al Centro)

- decisa 1 esclusione (partecipante esterno "incoerente", "ambiguo" e "silenzioso", "omissivo" che aveva tra l'altro manifestato volontà di diventare socio di Forze al Centro)

- accettati 15 nuovi soci (ricordiamo che il tesseramento ci sarà in ottobre; intanto i futuri nuovi soci saranno nostri graditi ospiti negli incontri che svolgeremo in generale come Associazione; altri cittadini esterni (ospiti, simpatizzanti, ecc.) che volessero aderire in ottobre come soci ordinari possono dunque già manifestare la loro volontà e frequentare già come ospiti l'Associazione per tutti i diversi progetti e su diverse tematiche che abbiamo. Contattateci per tutte le info sulla nostra mail popolo.olistico@gmail.com Grazie).

Matera, 24/03/2026

L'attuale Consiglio direttivo:

Presidente - Luca Fortunato

Vicepresidente - Bruno Dua

Segretario Tesoriere - Fabio Pisanelli

P.S. invitiamo a visionare i post e i video precedenti (tra l'altro il secondo video di ieri - con Bruno Dua e Luca Fortunato - ha appena raggiunto le 1000 visualizzazioni con like anche di numerosi e nuovi cittadini che si ringrazia).


foto: 23/03/2026 

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lunedì 23 marzo 2026

2 Nuovi Video - Referendum Giustizia: commenti al risultato (Luca Fortunato e Bruno Dua)

Post 763

N.B. post aggiornato con nuovo video 

2 Nuovi Video - Referendum Giustizia: commenti al risultato (Luca Fortunato e Bruno Dua) 






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Video 23 marzo - Referendum Giustizia

Post 762

Video 23 marzo - Referendum Giustizia 




vedi post precedente sempre di oggi sul programma incontri associativi.

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AGGIORNAMENTO - Programma generale incontri associativi - Settimana 23 - 29 marzo

Post 761

AGGIORNAMENTO - Programma generale incontri associativi - Settimana 23 - 29 marzo

 


Venerdì 27 in sede e online:

ore 19:00 "Focus olistico Basilicata" su Scuola, Formazione, Università - presso Associazione tecnica Matera Olistica e Associazione politica Forze al Centro;

ore 20:00 - Giustizia e Magistratura: esito del Referendum e prosieguo del lavoro olistico (per promuovere una nuova riforma se avrà vinto il NO, per seguire la riforma se avrà vinto il SI) - presso Associazione politica Forze al Centro.

Per iscriversi, contatto mail: popolo.olistico@gmail.com

Chi non potesse partecipare né in sede né online potrà partecipare ugualmente inviando sulla nostra mail un contributo che verrà letto in riunione.

Vi aspettiamo!

P.S. settimana prossima incontri su: Verde urbano a Matera, Permacultura, Giardino dei Giusti (se il meteo lo consentirà con abbinate passeggiate tecniche, altrimenti solo online e ancora prossimamente le uscite).

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giovedì 19 marzo 2026

Video 19 marzo - Referendum Giustizia - Magistratura (punto finale)

Post 757

Video 19 marzo - Referendum Giustizia - Magistratura (punto finale) 

Il mio personale ed umile punto di vista (richiestomi, lo do semplicemente. Non mi interessano le tifoserie. Ma siccome a molti cittadini ed esperti interessa il mio punto di vista finale, eccomi qui).

 


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lunedì 16 marzo 2026

2 VIDEO "Miscellanea olistica" (Giustizia; Matera 2026; ecc.)

Post 755

2 VIDEO - "Miscellanea olistica" (Giustizia; Matera 2026; ecc.) 

N.B. Post aggiornato il 17 marzo

1. Primo video del 16 marzo (prima parte):  


2. Secondo video 17 marzo (seconda parte): 


Alcuni commenti sul profilo Facebook "Luca Fortunato": 
 




venerdì 6 marzo 2026

Sintesi incontro politico del 6 marzo 2026 – Forze al Centro

Post 743 

Sintesi incontro politico del 6 marzo 2026 – Forze al Centro




1. Referendum Giustizia: l'Associazione nella sua maggioranza democratica come già detto in precedenza voterà SI (per una questione oggettiva di applicazione del paradigma olistico - su base bibliografica - corroborato, in più, da diverse osservazioni anche di cronaca, in più punti d'Italia e da diversi anni a questa parte, almeno 20 anni). Precisiamo tuttavia che non ci riconosciamo in nessun comitato, colore politico, contingenza politica, tifoseria, paternità politica governativa, ecc. Il nostro SI (separare le carriere) è per avere - dal nostro punto di vista - il male minore. Con il NO le cose non cambierebbero (e non ci sta bene), con il SI si aprirebbe ad un cambiamento ma sarebbe tutto da vedere e valutare in pratica. Pertanto anche la vittoria al Referendum (che vinca il SI o che vinca il NO) è molto relativa. Ovviamente questa è una estrema sintesi di un discorso estremamente complesso. Per approfondire, potete venirci a trovare in Associazione o contattarci via mail. Abbiamo anche materiale di bibliografia in tema di Olismo giuridico, che supporta la nostra posizione, e che possiamo girare.

2. Progetto "Per Luca Fortunato candidato Sindaco di Matera": avviato in concreto il progetto, costituito il nucleo selezionato e operativo. Per noi c'è da scrivere già il futuro di Matera. Le prossime elezioni comunali saranno subito nel 2026, saranno un po' più in là nel 2027 o saranno anche dopo la scadenza naturale e cioè nel 2030, noi siamo già oltre, distanti dall'attuale Amministrazione in carica e Consiglio comunale tutto, distanti da eventi da Capitale (e cose del genere), così come distanti dall'andazzo politico-amministrativo degli almeno ultimi venti anni! Promuoviamo un cambio di Paradigma totale. Ogni venerdì sera ore 19:00 appuntamento fisso (online e/o in presenza in sede). Informatevi, seguite, partecipate, lavorate con noi, costruite con noi.

L'attuale Consiglio direttivo

Presidente Luca Fortunato

Vicepresidente Bruno Dua

Segretario-Tesoriere Fabio Pisanelli

Contatto mail

popolo.olistico@gmail.com

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REMIND – incontro politico stasera - Forze al Centro

Post 742 

REMIND – incontro politico stasera - Forze al Centro




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Ai soci fondatori,

Ai soci ordinari,

Ai sostenitori,

Agli ospiti riconosciuti,

Ai cittadini simpatizzanti,

Stasera online

Incontro politico presso Associazione Forze al Centro

- prima parte ore 19:00: Referendum Giustizia: un tema oggettivo, da anni in campo e a prescindere dai colori politici.

- seconda parte ore 19:45: progetto "Per Luca Fortunato candidato Sindaco di Matera" (quando saranno saranno le prossime elezioni, nel 2026 o nel 2030, non importa, importa occuparcene sin d'ora per il bene dei materani).

- ore 20:30 fine incontro.

Il link per il collegamento online può essere richiesto scrivendo sulla mail

popolo.olistico@gmail.com

Chi non potesse partecipare online può inviare contributo di idee sempre sulla mail indicata.

N.B. La partecipazione, stasera così come nei prossimi incontri su questi specifici temi così come su altri (partecipazione on line o inviando contributo di idee via mail, è ugualmente valida) darà diritto a fare parte del nucleo interno operativo che andiamo selezionando e formando (vedasi il post precedente, di ieri, dal titolo "Lettera del Consiglio Direttivo di Forze al Centro").

Vi aspettiamo!

P.S. foto significativa di stanotte ..... clicca: 




 

 


sabato 26 novembre 2022

Xylella, Covid, dissesto idrogeologico, schianti arborei, ecc. : tra errori culturali e Giustizia.

Post 409  

Xylella, Covid, dissesto idrogeologico, schianti arborei, ecc.: tra errori culturali e Giustizia.

( N.B. per sopraggiunto impegno, pubblico in anticipo il post che avrei dovuto pubblicare lunedì. Pertanto, la nuova serie di post "Generàlia" proseguirà la settimana del 5 dicembre )

Ed ecco la solita tipologia di notizie (che la “libera”, “pluralistica” e “obiettiva” stampa italiana, come sempre, ci dà con tempistiche atomiche! e grandi profondità di pensiero cultural-scientifico …):   

-ad Ischia, dissesto idrogeologico, frane, ecc. (capirai! E dispiace per le vittime);

-in Puglia, “nuova” zona infetta per Xylella-CoDiRO (capirai. Per giunta, che è inutile dal punto di vista tecnico-scientifico, come spiego nel mio ultimo libro. Per giunta, che la nuova denominazione “Valle d’Itria” relativamente ai luoghi interessati e alla Storia e alla Geografia - almeno finora conosciute  - sembra essere una “fantasia burocratica”. Per giunta, che essa derivi - come le altre ed inutili zone infette - dal solito lavoro di consulenze esterne  – monitoraggio ARIF – che la Corte dei Conti ha giudicato, pochi giorni fa, come irregolari);

-nuovo aumento dei casi Covid (ma va … ma davvero ….Ma non era finita?);

-a Roma, a Monselice (PD), ecc. schianti arborei (capirai. E con tragedie sfiorate per un pelo, per fortuna);

ecc.

Dunque, fenomeni, questioni, tematiche, problematiche, cronache, ecc. di tipo scientifico e tecnico che hanno risentito, e che stanno ancora risentendo, spesso, troppo spesso, di tanti errori (non si fa; quando si fa si fa nel Riduzionismo; ecc.). Ma non si tratta “solo” di questo. Tutti questi diversificati scenari hanno anche un altro tratto in comune, vale a dire la presenza di errori di tipo culturale e di base che complicano non poco le cose. In questo post, uno schematico, sintetico ma molto significativo “elenco” di questi errori culturali e di base in seno alla Scienza,  certamente non esaustivo (… la questione è sconfinata, purtroppo!) ma idoneo a rendere bene l’idea. Con spirito critico ma assolutamente costruttivo. Per migliorarci. Tutti. Anche perché, fino a quando sono per davvero errori di tipo culturale e di base, si tratta di cose certamente brutte e negative e a cui comunque bisogna porre rimedio, se non altro perché essi conducono poi a danni veri, reali (N.B. l’Olismo aiuta a non compiere tali errori, il Riduzionismo facilita il compimento di tali errori).

Ma purtroppo essi, a volte, sono recitati, messi in scena appositamente, utilizzati per confondere, manipolare e influenzare la pubblica opinione, portare acqua al proprio mulino in modo scorretto, ecc. (in questi casi, ovviamente, questi “errori” possono essere oggetto del lavoro della Magistratura. E così già è, in parte. E lo sarà sempre di più, in modo sempre più completo).

Buona lettura e soprattutto buona riflessione. Quanto a noi, alla prossima. E ad maiora! Luca Fortunato, cittadino olistico (Matera).

1 - identificare la Scienza con le Istituzioni scientifiche: non sono per forza e automaticamente la stessa cosa. In altri termini, non è che se un lavoro viene svolto al di là e al di fuori delle Istituzioni scientifiche, esso non è scientifico! Così come non è detto che un lavoro solo perché svolto in una Istituzione scientifica, sia scientifico! La questione oltre che essere logica è sancita dalla Nostra Costituzione all’art. 33 e le autorevoli interpretazioni di esso (di giuristi, avvocati, ecc.) determinano il quadro che segue: la libertà di fare scienza è di tutti i cittadini;  non esiste una scienza ufficiale; non esistono fonti scientifiche ufficiali, ecc. Ma anche la Storia ci viene in aiuto: le istituzioni scientifiche, infatti, sono nate, sono state create, esistono, per iniziativa individuale o per iniziativa politica (dunque e in ogni caso per libera scelta – poi ovviamente normata, legiferata, burocratizzata, ecc. – ma mai e poi mai esistono per una oggettiva necessità di “ufficializzare” gnoseologia, epistemologia, metodologia, gestione, ecc. in merito alla conoscenza scientifica e al suo avanzare;  

2 - identificare il prestigio scientifico con le riviste scientifiche: non sono per forza e automaticamente la stessa cosa. Basti pensare che il diritto d’autore nasce per tutte le opere letterarie,  drammatiche,  scientifiche,  didattiche, ecc. e qualunque ne sia il modo o la forma di espressione: scritta o orale (legge 22 aprile 1941, n. 633). Giustamente la legge riconosce e tutela l’opera dell’ingegno (scientifico, artistico, ecc.) in quanto esistente e in quanto tale, indipendentemente dalla fonte di pubblicazione, divulgazione, ecc. Anche perché in tutto il mondo, oramai, e da diversi anni, come è ampiamente noto, la prassi della revisione paritaria (peer review) è messa sotto critica, sotto accusa (anche da parte di premi Nobel, pensate, come ad esempio Randy Schekman). Le vengono contestate tante cose alla “peer review”: prevalenza del formalismo sui contenuti; conservatorismo: si tendono ad escludere lavori che possano mettere o di fatto già mettono in discussione interessi consolidati, posizione consolidate, poteri vari, a discapito ovviamente della verità scientifica, del progresso delle conoscenze, ecc.; favorisce le gerarchie e i collettivi accademici, istituzionali, editoriali, mediatici, ecc. a discapito ovviamente degli esterni, dei singoli, ecc. e che magari hanno più talento, più capacità, ecc.; 

3 - identificare la scienza con i ricercatori (istituzionali). A tal proposito basta ricordare autorevoli interpretazioni dell’art. 33 della Costituzione come la seguente: “la libertà di fare scienza è di tutti, con la esclusione di ogni aprioristica ed esclusiva incorporazione in categorie privilegiate” - fonte: Treccani, in Diritto costituzionale, la ricerca scientifica – Diritto on line – 2019). Il “dottorato di ricerca”, ad esempio, è necessario se si vuol fare la carriera accademica ma non è necessario per fare ricerca! Che è una libera e creativa attività della mente umana e di ogni cittadino (e che come tale rimane almeno fino a quando ci saranno saggezze come quelle dell’art. 33 della Nostra Costituzione! E che prescrive l’Esame di Stato – per fare il medico, l’ingegnere, l’agronomo, il geologo, ecc. – …. ma non prescrive altro!);   

4 - utilizzare il principio di autorità. Nella Scienza non vale. Vale nell’Esercito, nella Chiesa, nella Burocrazia, ecc. ma non nella Scienza (conseguenza logica dell’art. 33 della Costituzione, a parte l’aspetto storico-culturale in seno alla Scienza che ha sempre visto la lotta di donne e uomini contro l’ipse dixit;

5 - utilizzare il principio di maggioranza. Nella Scienza non vale. Vale in Politica, nelle assemblee condominiali, ecc. Ma non nella Scienza. Le verità scientifiche non si decidono a maggioranza! Ciò che viene sostenuto da un singolo individuo vale tanto quanto ciò che viene sostenuto da più individui. Se poi quanto sostenuto dal singolo viene dimostrato, comprovato, ecc. e per giunta contro quanto sostenuto dai più, è la verità scientifica del singolo che va considerata (grandissimi esempi storici sono stati Galileo Galilei e Albert Einstein);

6 - enfatizzare il carattere internazionale dei lavori, delle scoperte, delle sperimentazioni, dei ricercatori, delle pubblicazioni, ecc. C’è da ricordare – come insegnano gli addetti ai lavori – che in uno Stato vale una legge, una norma, un regolamento, una tecnica, ecc. di carattere internazionale, sovranazionale, comunitario, ecc. sempre e solo se non in contrasto, non in conflitto, con la Costituzione dello Stato. Altrimenti, o si cambia la Costituzione o buonanotte al carattere “internazionale”. E qui in Italia abbiamo appunto l’art. 33. Pertanto, se un lavoro internazionale viene presentato e/o considerato internazionale come puro dato di fatto, bene. Altrimenti, se viene presentato e/o considerato perché internazionale (come se valesse di più perché internazionale, come se fosse degno perché internazionale, ecc.) ciò, in Italia, non è possibile;

7 - se funziona è scientifico. La cosa non è scontata. Una tecnica, una tecnologia, un prodotto, un composto, una sostanza, un protocollo, ecc. possono anche funzionare, produrre fatti positivi, ecc. ma non per questo sono scientifici. Possono essere benissimo delle tecniche, o dei prodotti, o dei protocolli, ecc. funzionanti ma empirici (non scientifici). Come per esempio tutto ciò che inventarono gli Antichi Egizi, gli Antichi Romani, gli Antichi Greci, ecc. Dov’è dunque il discriminante tra cose funzionanti empiriche e cose funzionanti scientifiche? A parità di fatti positivi, il discriminante risiede nella teoria. Senza una teoria scientifica di spiegazione dei fatti (pur positivi), si è solo nell’Empirismo (non si è nella Scienza). Con una teoria scientifica di spiegazione dei fatti, invece, si è nella Scienza (o si entra nella Scienza). Ma allora il cittadino (paziente, imprenditore, commerciante, agricoltore, ecc.) potrebbe chiedersi? Ma se la cosa funziona che mi interessa a me sa sia “empirica” o “scientifica”? In realtà, vi è una enorme differenza: solo nella Scienza (e non anche nell’Empirismo) si ha la garanzia di trovarsi di fronte ad un vero e sano funzionamento (con anche tutti i suoi limiti, oggettivi) ma vero e sano funzionamento (e non solo apparente - pensiamo all’effetto placebo, per esempio -  e/o non solo apparentemente sano – pensiamo al doping, per esempio, pensiamo all’accanimento terapeutico, altro esempio, ecc.). Certo, poi ognuno è libero di affidarsi o alla Scienza o all’Empirismo (ognuno si assume le proprie responsabilità). Ma nessuno è libero di presentare come “scientifiche” cose che in realtà sono solo empiriche (fossero anche funzionanti e/o elaborate e presentate in “veste scientifica”): e non perché i fatti non siano veri e/o non siano positivi ma perché lo status del tutto non è scientifico in quanto privo di teoria. È diverso);

8 – basta la spiegazione dei fatti. Non è così, non è sufficiente. Una teoria scientifica è una spiegazione dei fatti ma è una spiegazione dei fatti molto particolare, che deve avere determinate caratteristiche (storicamente determinatesi e conservatesi perché funzionanti e risolutive). Sintetizzando da diverse e autorevoli fonti (Treccani, Garzanti, testi di Albert Einstein, Popper, ecc.) possiamo definire teoria scientifica come un insieme complesso, coordinato, unitario e organico di varie ipotesi (di origine intuitiva o logica o ibrida), insieme che spiega diversi aspetti, dati, fatti, dinamiche, ecc. di un determinato fenomeno (o addirittura l’intero fenomeno), che ha parametri misurabili, che permette di fare previsioni (logico-deduttive), che sia sperimentabile e verificabile, che abbia la possibilità di essere tradotto in un modello matematico o che sia già tradotto.

9 – se non è nei canali ufficiali e/o secondo modalità standard, ecc. non sono tenuto a conoscere, a considerare, a studiare, ad approfondire, ecc. quel lavoro, quel libro, quella teoria, quella scoperta, quella tecnologia, quell’autore, ecc. Qui l’errore è tanto semplice da capire e trovare, quanto grave - sul piano civile e penale - per chi lo dovesse effettivamente compiere (specialmente per i soggetti pubblici). Come mi hanno insegnato amici di Legge (avvocati, giuristi, ecc.). Semplice da capire e trovare: non esistendo una scienza ufficiale, esistendo sempre il diritto d’autore e con qualunque mezzo, ecc. ecc.  – come abbiamo visto nei punti precedenti – va da sé che non esistano “canali ufficiali”. Grave (sul piano civile e penale): colpa, colpa generica, colpa specifica,  colpa grave? Non vi dicono niente queste espressioni? Non dolo, ma colpa. Si è puniti lo stesso. E in questioni tecnico-scientifiche più che in altre -  dove infatti è più evidente il discrimine tra il potere/non potere salvare vite (umane, animali, vegetali); tra il potere/non potere limitare i danni (ambientali, territoriali, urbani, agricoli, ecc.); e così via, tutto il discorso assume un carattere più forte; 

10 – la critica come attacco personale. La Scienza non è mai un fatto personale nel senso che se la persona X attraverso la sua teoria Y critica, confuta, supera, ecc. la teoria Z della persona W, vuol dire che X ha esercitato solamente il legittimo diritto di critica su Z e non su W! (sebbene compaia il nome di W). La cosa è talmente logica e trasparente che chi se la prende o se la prendesse sul personale non solo non sa più cosa sia la Scienza e come essa debba progredire, ma ha certamente seri problemi psicologici (da far curare. Si può guarire da debolezze caratteriali del genere. La scienza Psicologia moderna ci riesce);      

(…. l’elenco ovviamente potrebbe continuare. I punti sono davvero tanti. Ma ho reso l’idea. Del resto, i punti esposti sono più che sufficienti – come assicurato dagli esperti - per portare anche un po’di Giustizia in tante e delicate vicende - Covid, Xylella, dissesto idrogeologico, schianti arborei, ecc. – che purtroppo necessitano di azioni mirate anche in sede giudiziaria. Infatti e purtroppo, ci sono persone (a vario titolo) e associazioni (di varia tipologia) che fanno lo sporco gioco di compiere apposta quegli elencati errori, cercando di confondere e di manipolare la pubblica opinione. Bisogna smascherarli e farli punire. Lo si deve a tanti che hanno subito perdite e/o danni evitabili. O che potrebbero subirli. Perché hanno seguito o potrebbero seguire vie “ufficiali”, “maggioritarie”, “collettive”, “ben volute”, “accreditate”, “sponsorizzate”, “patrocinate”, “istituzionali”, “internazionali”, “premiate”, ecc. ma che per tutto ciò non è detto, non è scontato, non è automatico, che siano scientifiche (come abbiamo visto nel corso di tutto il presente post). Anzi, in alcuni casi si hanno le prove, si hanno già le prove, che non siano scientifiche e/o che siano superate da altre esistenze scientifiche (per giunta, in alcuni casi, ritenute “non-scientifiche”, “anti-scientifiche”, “pseudo-scientifiche”, ecc.  – e qui ci sono gli estremi pure per le querele -  e che invece scientifiche lo sono, eccome).  

Dunque: attenzione gente! Attenzione! …. Non fatevi confondere, ingannare, non fatevi manipolare, andate a fondo nelle cose, informatevi ascoltando tutte le campane, usate la testa oltre le apparenze, verificate, chiedete, non abbiate paura del Potere ma sfidatelo …. La Giustizia prima o poi punisce gli imbroglioni, i manipolatori, ecc. specialmente quando a essere spesi sono soldi pubblici, specialmente quando si danneggia l’ambiente (bene pubblico e collettivo), ecc. Però prima che arrivi la Giustizia - che ha i suoi tempi – fate attenzione.

Io,onorato e orgoglioso di contribuire – per quel che posso: con questo mio blog, con i miei libri, con il mio lavoro, ecc. – a farvi fare attenzione).

 

 

domenica 16 febbraio 2020

Alberi (e persone) tra i Paradigmi


Post 326 

Alberi (e persone) tra i Paradigmi

Qualche tempo fa mi è stata chiesta la mia opinione professionale (in qualità di tecnico agronomo con nota esperienza in materia) su una questione molto complicata e delicata (peraltro finita in ambito giudiziario e lì è stata chiesta la mia opinione professionale). L’ho data volentieri e sono felice di aver appreso, nella giornata di ieri, come essa sia stata determinante per la soluzione positiva del problema. Visto che il senso del tutto è di enorme importanza generale, ed anche culturale direi (anche contro le tante inesattezze che purtroppo ancora si sentono in giro, in materia) ho pensato di arricchire il blog con questo ulteriore contenuto. Quanto a noi, ad maiora! E a presto (impegni e nuovi impegni permettendo). Luca Fortunato (Matera) WhatsApp 389.4238195 

Un albero è schiantato al suolo. Una perizia diceva che era da abbattere. Domanda: la perizia era giusta, è giusta? Risposta: non è detto. La cosa non è scontata, semplice, lineare. Dipende dalla tipologia dei contenuti della perizia. Mi spiego meglio:
se la perizia presenta concetti in linea con quanto indica il progresso ultimo della Scienza, allora la perizia è giusta. Essa ha effettivamente colto lo stato dell’albero. E si può parlare di Scienza e di Tecnica.
Ma se la perizia presenta concetti che il progresso ultimo della Scienza indica come superati, allora la perizia è inadeguata, comunque inadeguata. E il rapporto che vi è tra l’albero schiantato e la perizia che ne prescriveva l’abbattimento è di pura coincidenza (l’albero si è comportato in quel modo per altre ragioni, altre ragioni rispetto a quelle avanzate e argomentate in perizia e che magari un’altra perizia, fatta in altro modo, avrebbe invece colto). E quindi, in questo caso, non si può parlare propriamente di Scienza e di Tecnica.
Ovviamente, il discorso vale anche nel caso contrario e cioè di albero rimasto in piedi ed integro e di perizia che escludeva avesse dei problemi. Non è detto che la perizia sia giusta. Dipende, appunto. Come abbiamo visto. L’albero potrebbe essere rimasto in piedi ed integro per le ragioni avanzate in perizia oppure per altre ragioni non avanzare in perizia e che, anche qui, un’altra perizia, fatta in altro modo, avrebbe invece e magari colto. Occorre capire, sempre, come stanno le cose.
Questo sia perché una perizia deve presentare oltre agli elementi oggettivi (foto, descrizioni tecniche, dati, rilievi, misure, numeri, ecc.) anche concetti (interpretativi degli elementi oggettivi), sia perché nella Scienza e nella Tecnica esistono (devono esistere) i fatti correlati alla spiegazione, i fatti unitamente alla loro spiegazione, i fatti con motivazione. Sempre. Fatti e teoria: insieme. Inscindibili. Sempre.
Se ci sono solo i fatti o gli elementi oggettivi (positivi o negativi che siano) è solo Empirismo (ma non esercizio di Scienza e Tecnica). Se ci sono solo spiegazioni (evolute o non evolute che siano) è, nel migliore dei casi, Teoria da sperimentare oppure, nel peggiore dei casi, solo Filosofia (ma in ogni caso non esercizio di Scienza e Tecnica).
Ebbene, i fatti sono i fatti (evidenti. Che dire?) ma riguardo alla loro spiegazione sorge il problema perché c’entrano i Paradigmi di Conoscenza (Olismo o Riduzionismo) entro cui la spiegazione è collocata (consapevolmente o inconsapevolmente, da parte di chi spiega i fatti).
Ed il progresso ultimo della Scienza (da non confondere con il progresso ultimo della Tecnologia) indica come valido l’Olismo e come superato il Riduzionismo. In particolare, il progresso ultimo della Scienza (specialmente con la Teoria dei Sistemi, con la Teoria della Complessità, con le proprietà emergenti della Materia, ecc. e con relativa e corposa bibliografia anche da parte di Premi Nobel) dà ragione all’Olismo (e torto al Riduzionismo) indicando l’impossibilità di studiare un sistema (e l’albero è un sistema per giunta di tipo complesso) per mezzo dell’analisi. E siccome la stabilità dell’albero è una proprietà sistemica (dell’intero sistema albero ed è dovuta all’intero sistema albero anche considerando le stabilità delle sue singole parti -apparato radicale, fusto, chioma - e loro componenti - ramo, branca, radice, legno, ecc.), ne consegue che per valutarla adeguato risulti l’Olismo, inadeguato risulti invece il Riduzionismo.   
Inoltre, l’utilizzo di Tecnologia (strumentazioni e quant’altro) è una eventuale scelta e preferenza personale (discrezionale) a servizio dell’indagine e della spiegazione che in ogni caso (o per via solamente clinico-visiva o per via clinico-visiva e strumentale) alla fine avranno o un habitus olistico (intuitivo, sintetico, euristico, deduttivo, ecc.) o un habitus riduzionistico (analitico, algoritmico, induttivo, esclusivamente razionale, ecc.). Il primo habitus (olistico), in linea con il progresso ultimo della Scienza. Il secondo habitus (riduzionistico), superato dal progresso ultimo della Scienza.   
E tutto questo con consapevolezza o inconsapevolezza di chi ha svolto il lavoro. E qui emerge l’importanza di una vera Formazione e di un vero Aggiornamento (universitario e post-universitario professionale) incentrati sui Paradigmi di Conoscenza e non su tanto altro che o non serve affatto o che serve davvero a poco. La consapevolezza paradigmatica è fondamentale. Ma quanti ce l’hanno? Quanti la insegnano? Quanto la promuovono? Quanti si fanno carico di farsene una o di chiederne una?
Inoltre, vi è il paradosso dei paradossi:
il Riduzionismo (non più valido sul piano scientifico) è anche molto costoso, molto oneroso dal punto di vista economico. Non ha sostenibilità economica. I riduzionisti analitici spesso si affidano a strumentazioni costose e le cui misurazioni costano molto ma sono del tutto prive di significato scientifico-paradigmantico relativamente alla valutazione di stabilità. Se, ad esempio, si vogliono conoscere la resistenza e la sanità del legno del fusto di un albero – per soddisfare alcune necessità di conoscenza da parte dell’Industria del Legno, ad esempio – si possono benissimo utilizzare il martello ad impulsi, il resistografo, ecc. Ma cosa c’entrano queste misurazioni in punti legnosi dell’albero relativamente alla valutazione di stabilità dell’albero essendo la stabilità dell’albero un qualcosa di sistemico (interazione radici-fusto-chioma)? Ed infatti, alberi dal legno sano si schiantano ugualmente (magari per un problema radicale o per uno sviluppo squilibrato della chioma) così come alberi dal fusto cavo resistono in piedi (magari per una riuscita compensazione fisio-energetica tra il fusto cavo e la chioma sana o tra il fusto cavo e le radici sane). Come la mettiamo con questi fatti? E con la loro spiegazione? Il Riduzionismo non li spiega, mentre l’Olismo lo fa.  
Al contrario, l’Olismo (valido sul piano scientifico) è anche poco costoso, poco oneroso dal punto di vista economico. Se si usa l’Olismo, dunque, si usa un paradigma scientificamente valido e per giunta economicamente (ed eticamente) sostenibile.
Insomma, la verità (spesso complessa e articolata) prima o poi emerge. Sempre. E sempre emergerà. Basta, ad esempio, qualcuno esperto di Paradigmi e di Metodi che, con anche il supporto di adeguata e aggiornata bibliografia scientifica, mostri e dimostri (a chi di dovere) come stanno veramente le cose. Come è successo nel caso appena citato in apertura e che per ovvie ragioni di privacy non è possibile dettagliare oltre. Basta, però, averne dato il senso (importantissimo).  
Auguri.