Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

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lunedì 11 settembre 2017

Livorno - 2 (... colori burocratici?)


Post 155
Livorno – 2 (... colori burocratici?)

Causa maltempo, ho dovuto rinviare un impegno di campo. Ne approfitto per scrivere un breve approfondimento. Valevole per Livorno ma anche in generale.
 
Allerta GIALLA, allerta ARANCIONE, allerta ROSSA. I colori, ovviamente, traducono, in un modo giustamente comprensibile a tutti, delle fondate considerazioni tecnico-scientifiche. Tuttavia restano delle semplificazioni della realtà, delle riduzioni della realtà a tre entità (tecnico-scientifiche tradotte in colori). Sono solo indicative, non vanno prese alla lettera! Certamente utili, ma come tutte le semplificazioni del genere (schemi, classificazioni, tabelle, convenzioni, algoritmi ecc.) da sole non bastano. La realtà è complessa, molto più complessa, sempre più complessa dei tentativi del Riduzionismo di inquadrarla solo razionalmente, analiticamente, algoritmicamente ecc. Le decisioni (tecniche, amministrative, politiche ecc.) non vanno mai prese basandosi solo su schemi, classificazioni, tabelle, convenzioni ecc. Le decisioni (grandi o piccole, personali o collettive, ordinarie o straordinarie, di routine o di emergenza) vanno prese in funzione di una sintesi di correlazione euristica tra ciò che schemi, classificazioni, tabelle, convenzioni e colori indicano e ciò che il buon senso, l’intuito, la percezione diretta, l’osservazione diretta, la casistica storica e il contesto specifico suggeriscono. Ah! Quando si dice la formazione e la Scuola! La preparazione! L’informazione! La Cultura! I Paradigmi (Riduzionismo e Olismo)! L’Olismo! Luca Fortunato, cittadino italiano

domenica 10 settembre 2017

Livorno



Post 154
Livorno

Oggi, vedendo le tragiche immagini di Livorno, devastata da un nubifragio (di quelli atipici giustamente definiti “bombe d’acqua”) mi sono venuti in mente 2 post che scrissi qualche tempo fa. Li ripropongo. Integrali. Perché le cose, in Italia, purtroppo, continuano a ripetersi uguali nel loro senso e significato teorico (di errore paradigmatico generale) e dunque in pratica (di fatto, nello specifico). Buona e rinnovata riflessione. Luca Fortunato, cittadino italiano
   
1.Post n. 8 (del 02/11/2015):
 
L’acqua non ha colpa
 
Piove diversamente dai tempi passati. I cambiamenti climatici sono in corso e sono un fenomeno nuovo, per noi di Oggi, e complesso. Occorre dimensionare le strutture territoriali e gli interventi territoriali diversamente. Compensando in modo olistico. Inutile aggiungere altro in merito al dissesto idrogeologico d’Italia. Siamo stufi delle solite immagini, siamo stufi delle solite notizie, siamo stufi delle solite chiacchiere. Sperando di raccontare, invece, e in un futuro non tanto lontano, in merito allo specifico tema del dissesto idrogeologico nel Nostro “Bel Paese”, di opere e di interventi fatti e realizzati all’interno del Paradigma giusto. Ma prima che fatti e realizzati, intuiti, immaginati e pensati all’interno del Paradigma giusto. Non fare, non agire, non intervenire è grave e continuerebbe ad essere grave. Ma fare, agire, intervenire ancora nel paradigma del Riduzionismo, inadeguato di per sé di fronte a fenomeni complessi e “strani”, voi come lo giudichereste? Del resto, le avanzatissime strumentazioni tecnologiche di cui Oggi disponiamo, potrebbero essere gioielli di realtà nell’Olismo, ma sono gioielli d’illusione nel Riduzionismo. Clicca sul disegno in basso e ingrandisci. Alle prossime cronache (su altri temi …).  
2.Post n. 110 (del 25/11/2016):

L’acqua diversa

Da sempre l’acqua fa il suo mestiere. E sempre lo farà. Magari, anzi certamente, con modalità diverse. Ma sempre senza colpa. Il dissesto idrogeologico è certamente colpa dell’uomo. Ma questa banalità va resa meno banale. Va inquadrata paradigmaticamente, innanzitutto. E correttamente in tal senso. Altrimenti tutto ciò che ne potrà discendere sarà sbagliato. Qui, ora, da parte mia, giusto una piccola riflessione, un piccolo contributo di riflessione. Da cittadino italiano non posso non essere toccato dalle notizie e dalle immagini che giungono dal Nord Ovest del “Bel Paese" e, purtroppo, a seguire anche dall'estremo Sud.  Nel mio Primo Libro, invece, – che esce per Natale – vi è il 5° capitolo dedicato ad un particolare aspetto e ad una particolare cronaca del dissesto idrogeologico italiano che ritengo essere emblematici anche sul piano generale. Avendola comunque avuta l’idea paradigmatica in merito, l’ho scritta. Poi se gli addetti ai lavori ne vorranno approfittare, ci faranno un piacere. Altrimenti, la mia idea resterà comunque scritta. Ed esisterà anche nota al pubblico. Ma veniamo al mio breve, anzi brevissimo, contributo di oggi:  una volta pioveva in un certo e regolare modo. Certo con qualche eccezione. Ma il regime era e rimaneva regolare. E dunque tutte le progettazioni territoriali e le realizzazioni territoriali (canali, argini, briglie, strade, ponti, assetti urbanistici ecc.) erano, ed in modo sensato, concepite, dimensionate, realizzate e collaudate tenendo conto del rapporto lineare – effettivamente esistente e ragionevolmente prevedibile – tra le piogge (quantità, frequenza, stagionalità, intensità ecc.) e gli spazi e le superfici ed i contesti a terra (città, campagne, boschi, fiumi, laghi ecc.). Ed Oggi? Con i cambiamenti climatici? Oggi piove in un certo ed irregolare modo. Il regime è atipico. E dunque tutte le nuove progettazioni territoriali e tutte le nuove realizzazioni territoriali (canali, argini, briglie, strade, ponti, assetti urbanistici ecc.) andranno, ed in modo sensato, concepite, dimensionate, realizzate e collaudate tenendo conto del rapporto non lineare, non più lineare – effettivamente esistente e ragionevolmente imprevedibile  – tra le piogge (quantità, frequenza, stagionalità, intensità ecc.) e gli spazi e le superfici ed i contesti a terra (città, campagne, boschi, fiumi, laghi ecc.). Quanto alle esistenti entità territoriali (canali, argini, briglie, strade, ponti, assetti urbanistici ecc.) divenute inidonee e per le quali non sono e non sarebbero più sufficienti nemmeno le solo azioni di pulizia e manutenzione – che dove avvenissero sarebbero comunque le benvenute, sia chiaro, se non altro per migliorare la situazione ma non certo per risolvere il problema – è necessario ri-dimensionarle tenendo appunto conto del nuovo rapporto non lineare tra le piogge e gli spazi e le superfici ed i contesti a terra. L’aritmetica e la classica geometria analitica vanno incluse in un più ampio contesto di matematica superiore. E la fisica classica va considerata come un certamente utile trampolino per compiere, però, un tuffo.