Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

domenica 14 novembre 2021

Sintesi - 3

 Post 362

pubblicato lunedì 15/11/2021 ore 02:00 AM

Sintesi – 3

Precisazioni olistiche su: Pandemia Covid, Xylella, Clima.

Come è noto, più aumenta il tuo successo, più aumentano i tuoi nemici. Non che io debba difendermi da loro (e qui per giunta). Le loro “argomentazioni” sono talmente vuote e deboli (sono dettate infatti dalla sola invidia) che mi viene solo da ridere …. Ma ritengo, per Voi Lettori del blog, tutti Voi lettori, che siete tanti e di diversa tipologia, ritengo, dicevo, utile qualsiasi occasione di chiarezza, che possa essere anche un punto di riferimento, visto che il blog tratta di argomenti tosti, difficili e complessi. E che per questo possono essere anche oggetto di distorsioni e/o di speculazioni. Con questo intento, e solo con questo intento, dunque, vado qui di seguito a chiarire alcuni “punti” particolarmente “vivi”, diciamo così. Lo faccio volentieri, e senza fatica per giunta.

1.io sono vaccinato (ho fatto le due dosi previste per il tipo di vaccino che mi hanno indicato) ed ho dunque il mio bel Green Pass. E allora? Io comunque non sono mai stato d’accordo su quanto è stato fatto, e non sono d’accordo su quanto ancora si fa, in merito alla Pandemia, come ho più volte già evidenziato in questo blog. Non bisogna essere necessariamente No Vax per non essere d’accordo! Le cose sono complesse. Ci sono anche le questioni paradigmatiche. Io, per esempio e per l’appunto, sono un “olista Pro Vax” (se così posso auto-etichettarmi, per farmi capire) ma in disaccordo con la gestione riduzionistica  (sanitaria ed economica) che fino ad ora ci hanno propinato. E nel Nuovo Libro mi spiegherò molto più dettagliatamente ed approfonditamente. E con supporti documentali di un certo tipo. Vedrete. Del resto, la quarta ondata in corso dimostra due cose, apparentemente contraddittorie ma che in realtà sono due facce della stessa e complessa medaglia (e che danno ragione all’Olismo e torto al Riduzionismo): a) livello individuale-personale: il vaccino serve per non contrarre forme gravi della malattia; b) livello collettivo-sociale (Società): il vaccino (vuoi per le varianti del virus, vuoi per la comunque contagiosità dei vaccinati, vuoi per la non obbligatorietà vaccinale, ecc.) non è sufficiente. Vaccino sì, e tutto il resto? Scomparso? Ammorbidito? Erroraccio da Riduzionismo! Siamo infatti e appunto alla quarta ondata e alla terza dose vaccinale. Sempre ad inseguire (induttivamente) i fatti? Mai a pensare di prevenirli (deduttivamente)? E fino a quando? E, in ogni caso, a che prezzo?

2.riguardo agli ulivi che ancora disseccano in Puglia, nella mia teoria olistica – precisamente nel pool multifattoriale – che in formula matematica è P - c’è – e c’è sempre stato - anche il batterio Xylella fastidiosa e il suo principale vettore sputacchina (basta leggere per bene e per intero i miei 3 libri “Esempi d’Olismo”, 2016- 2017- 2018). Ma nonostante questo, io spiego la cosa in modo diverso dal riduzionistico (meccanicistico e deterministico) rapporto lineare di “causa-effetto” (batterio-disseccamento), come è noto. E mi dispiace per i miei “nemici”, ma come già vi erano indizi di validità della mia teoria (negli anni 2016-2018), ora, anni 2020- 2021, sono arrivate anche ben 3 prove della sua validità. Prove.  Avete letto bene. Due prove di validità in merito alla teoria in sé (spiegazione del disseccamento, poi formalizzata anche in modello matematico) ed una prova di validità in merito ai rimedi tecnico-agronomici (che dalla teoria discendono). Il tutto, nel Nuovo Libro. Vedrete (vedranno). E forse altre prove, su altri ulivi pugliesi, arriveranno per la fine dell’anno prossimo, per l’uscita del Nuovo Libro. Chissà. Per dire, ad ogni modo, che non bisogna essere necessariamente complottisti e/o negazionisti per pensarla diversamente sul disseccamento degli ulivi. Io, per esempio e per l’appunto, che non sono né un complottista  né un negazionista sono però un olista (e agronomo, quindi sto nel mio mestiere sugli ulivi e loro malattia) e del batterio vedo certamente un ruolo nell’insorgenza del disseccamento su alcuni ulivi, ma è un ruolo diverso e secondario, con relative implicazioni, significati, ecc. Come è noto. Altri fattori, a mio avviso, sono ben più determinanti nell’insorgenza del disseccamento. Come è noto. Ma ora, dicevo, sono giunte anche prove di validità (non solamente indizi di validità) in merito alla mia teoria, al mio protocollo sperimentale, ecc. Sapevo di essere nel giusto, ma ora ne ho la certezza. Così come ne hanno certezza coloro che hanno sempre creduto in me e/o coloro che hanno sempre e comunque lasciato una porta aperta alla mia teoria (e coloro, invece, che l’hanno sempre tenuta chiusa? Nonostante la teoria venisse da un addetto ai lavori (agronomo)? Nonostante i numerosi indizi di validità? Per qualcuno di responsabilità, si configurano reati per questi suoi comportamenti evitanti? Vedrete nel Nuovo Libro). D’altra parte, ci sono ancora media (anche professionali, vedrete nel Nuovo Libro) che chiamano “virus” la Xylella fastidiosa! Tra batteri e virus vi è una tale e abissale differenza, che tali “tastiere umane” più che andare dietro a fantasie di complotto o di negazione, farebbero bene ad aprire qualche libro di Scienze (anche delle Scuole Medie, andrebbero bene. Non è necessario che si sforzino su testi universitari di Biologia o di Agraria, ecc.). Così come, sia non-addetti ai lavori, sia addetti ai lavori (sorprendente, vero?) farebbero bene ad aprire qualsiasi libro diverso ma altrettanto autorevole in merito ai concetti di “salute” e di “malattia” (giusto per rimanere nel mio campo, cioè la salute e la malattia delle piante, e giusto per ri-dare l’idea a Voi lettori: per l’Olismo, non esistono “malattie radicali”, “malattie fogliari”, “malattie dei frutti”, “malattie dei vasi” ecc. Esistono piante malate cioè malate per intero che manifestano - a volte anche a seconda del contesto - segni e sintomi a carico di parti (foglie, radici ecc.). E’ ben diverso. La malattia (da non confondere ovviamente con la lesione) è sempre sistemica, totale. Così anche la guarigione. La cosa ovviamente ha ricadute metodologiche e operative enormi. La diagnosi viene completamente rivista. Così come la prognosi (previsione), così come la terapia. Ovviamente, la cosa davvero enorme e rivoluzionaria è che non è corretto nemmeno inquadrare la cosa in modo riduzionistico dal punto di vista delle cause. Secondo l’Olismo, infatti, non esistono “malattie virali”, “malattie batteriche”, “malattie fungine” ecc. Ci sono i virus, i batteri, i funghi ecc. Li troviamo effettivamente sulle piante malate e nelle piante malate ecc. Ma  quali sono i rapporti di causa/effetto? O anche di causa/effetti? O ancora di cause/effetto? Se non di cause/effetti? L’Olismo non commette l’errore di  ridurre tali rapporti a rapporti lineari ma li intende in modo non-lineare perché intesi in modo emergente (vedi Emergentismo) anche e soprattutto per l’enorme ruolo che gioca sempre la componente ambientale (che è sempre molto complessa ed eterogenea e comprende anche l’aspetto antropico) nell’insorgenza della malattia. E che va sempre rapportata alla componente genetica. Ma anche una lesione (a cui accennavo prima, sempre e comunque distinta dalla malattia propriamente intesa) è sempre sistemica, totale: se taglio le radici, anche le lontane foglie ne risentono. Se taglio le foglie, anche le lontane radici ne risentono. Se urto il fusto, anche i fiori ne risentono. E così via ……. Non esistono lesioni “localizzate”. Esiste una pianta intera lesionata in un punto. È ben diverso. Ma non esistono nemmeno trattamenti “localizzati”. Se irroro le foglie ne risente l’intera pianta. Se concimo il suolo ne risente l’intera pianta. Se poto un ramo ne risente l’intera pianta (figuriamoci se  ne “capitozzo” la chioma !). Se non poto un ramo da potare ne risente l’intera pianta (e sia se cade tutta intera, sia se a cadere è  solo quel ramo). Figuriamoci se tratto l’ambiente o rado al suolo un intero ambiente o ecc. ecc. ecc.).  

3.riguardo alle cause degli attuali cambiamenti climatici, di fatto, esiste lo scenario che segue. Le varie e diverse posizioni in merito, possono essere così riassunte: tesi n. 1: origine naturale (ciclo naturale di cambiamento del clima, come altre volte nella Storia del Pianeta); tesi n. 2: origine antropica (le attività umane – in particolare con le emissioni di CO2– hanno causato il cambiamento climatico); tesi n. 3: origine ibrida (naturale e antropica: l’attività umana e la presenza umana, particolarmente accentuate negli ultimi 100 anni, hanno provocato una reazione naturale – di difesa, una specie di “febbre” - dell’Ecosistema, come compatibile con l’Ipotesi Gaia). Personalmente, mi ritrovo nella tesi n. 3. Che, non a caso, è una tesi olistica. Anzi, è l’unica tesi olistica. Ma a parte questo, a parte la mia personale precisazione-collocazione, quanti sono i media che si occupano dell’intero scenario? Di tutte e 3 le tesi? Che mi risulti, nessuno. Nessun media. E forse anche di questo dovremmo iniziare a occuparci seriamente. Tutti noi, ….. cittadini! O no? Che sintesi mai si potrebbe trovare se non si dà voce a tutte le voci? Sono 30 anni infatti che abbiamo solo dei “bla bla bla”. Anche a causa di una informazione parziale e, di conseguenza, di una coscienza collettiva parzialmente informata e quindi parzialmente formata. Anche perché una cosa sono i rimedi e le prospettive che discendono dalla tesi 1 (in pratica, accettare il corso degli eventi …!); altri sono i rimedi e le prospettive che discendono dalla tesi 2 (“sviluppo sostenibile” in generale e riduzione delle emissioni di CO2 in particolare, con calcoli deterministici! e tempi medio-lunghi ma prevedibili! di rimedio…..); altri ancora sono i rimedi e le prospettive che discendono dalla tesi 3 (vedasi, ad esempio, il mio Terzo Libro “Esempi d’Olismo” – 2018). Si tratta di enormi differenze teoriche che hanno enormi e differenti risvolti (pratici, applicativi, tecnici, progettuali, strategici, sociali, economici, umanitari, psicologici, comportamentali, ecc.).   

Morale della Favola:

questo tipo di precisazioni, tutte e 3 le precisazioni (in medicina umana in merito alla Pandemia, e vi ho parlato da cittadino; in medicina vegetale in merito al fenomeno Xylella-CoDiRO, e vi ho parlato da agronomo quindi da addetto ai lavori; in“medicina planetaria” in merito ai cambiamenti climatici in sé, e vi ho parlato e basta … tanto gli altri son sempre e comunque dei “bla bla bla”), è bene siano avvenute, visto che ignoranti e/o speculatori in tal senso, ci sono in giro. Superficialoni (spesso da tastiera, anche professionale purtroppo) che meriterebbero una lezione (di Olismo e non). E l’avranno. Tempo al tempo. E nelle sedi opportune.

Certo, esistono soggetti (e tra i più disparati) che fanno un uso distorto e modaiolo del sostantivo olismo e del suo relativo aggettivo, olistico, legandoli in modo superficiale, e più che altro secondo una furbizia commerciale e comunicativa, a cose che sono invece molto serie e importanti (filosofie orientali, per esempio).

Così come esistono soggetti pseudo-olistici che usano, per esempio, l’aggettivo olistico slegandolo dal significato del sostantivo olismo e dunque usano l’aggettivo olistico solo come falso sinonimo di “integrato” o di “globale” o di “360°” o di “completo”, o di “multidisciplinare”, ecc. distorcendone e depotenziandone il vero significato (una fesseria tanto lessicale, quanto sostanziale, ma che per qualcuno potrebbe configurasi anche come reato, vedrete nel Nuovo Libro). Di questi pseudo-olisti, c’è chi addirittura definisce “olistico” lo sviluppo sostenibile! Niente di più sbagliato. Lo sviluppo sostenibile è certamente integrato ma non è anche olistico. È  facile da dimostrare (anche con supporto bibliografico autorevole). Vedrete nel Nuovo Libro (vedranno).

Ma tutte queste forme di distorsione che cosa vogliono dire? Cosa vorrebbero dire? Assolutamente nulla rispetto agli altri, cioè ai veri olisti – come me - che invece fanno un uso corretto, documentato, bibliografico, proprio, storico, scientifico del sostantivo olismo e del relativo aggettivo, olistico.

I superficialoni si occupassero di altro, di tanto altro, ma non certo di Paradigmi di Conoscenza e di Metodo (Riduzionismo, pseudo-olismo, Olismo). Si tratta di cose serie, troppo serie. Su cui la Società si sta giocando troppe cose. Troppe.

Anche perché, almeno per gli argomenti di questo post, è da notare che siamo sempre nell’ambito della Scienza. E a tal proposito vanno spese due significative parole: una cosa è la Scienza, altra cosa sono le Istituzioni scientifiche. Non si faccia confusione. Una cosa è la Scienza, che è libera, (lo dice anche la Nostra Costituzione). E chiunque può farla. Chiunque può intuire verità scientifiche. E chiunque ha il diritto di ragionare su di esse, di manifestare il suo pensiero in merito, ecc. E le competenze? Sono  molto relative: lo sappiamo, no, che, per esempio, vi sono illustri veterinari che si occupano non solo dell’origine della Pandemia (dovendosi trattare di una zoonosi, ci può stare) ma anche e proprio della salute umana in Pandemia! E quindi a meno di non volere sostenere una certa forma di “abusivismo professionale”, non resta che riconoscere l’assoluta relatività ed indicatività delle competenze. Altra cosa sono le Istituzioni scientifiche, che possiedono e gestiscono, più che altro, gli apparati spesso tecnologici per un certo tipo di sperimentazioni e/o produzioni. Non si faccia confusione. Una cosa sono le conoscenze scientifiche e il loro progresso (che può avvenire da parte di chiunque) altra cosa è la loro validazione sperimentale, la loro applicazione, ecc. (che non può avvenire da parte di chiunque, ovviamente). Ma anche su questo, sarò più preciso nel Nuovo Libro. E con risvolti davvero inediti quanto fondati. Vedrete.  

Insomma, è giunto il Tempo (per Tutti) del vero cambiamento paradigmatico (abbandonare il Riduzionismo, adottare l’Olismo, combattere lo pseudo-olismo) e, contemporaneamente, il Tempo di pagare il conto (per coloro che è giusto che lo paghino). Personalmente, ho sempre dato, e ora con il Nuovo Libro darò ancora di più, il mio contributo.  

Ad maiora! E vi ricordo, il prosieguo di questa Nuova Rubrica “Sintesi”, con la numero 4, la settimana prossima. Un carissimo saluto e a prestissimo.

Luca Fortunato (Matera).   

 

lunedì 8 novembre 2021

Sintesi - 2

 Post 361

Sintesi – 2

…. proseguendo con la Nuova Rubrica (vedi precedenti post n. 359 e n. 360):

Della mia personale biblioteca, ri-segnalo Oggi, a Tutti Voi Lettori, un libro grazie al quale ho appreso cose nuove ma grazie al quale ho anche trovato  conferma di tanti miei cavalli di battaglia. Il libro si intitola “Quando i numeri ingannano – Imparare a vivere con l’incertezza” di Gerd Gigerenzer, scienziato cognitivo, psicologo, dell’Istituto Max Planck di Berlino ed edito da Cortina. Il libro – che consiglio davvero a tutti  – mette in luce un problema enorme: medici, avvocati, magistrati, politici, professionisti, imprenditori, amministratori pubblici, giornalisti, comuni cittadini usano, citano, manipolano, portano a prova dati statistici senza avere le giuste competenze per valutarli criticamente.

Presentati come “oggettivi” e “certi”, in realtà di quei dati statistici se ne ignora o se ne dimentica – da parte di comuni cittadini ma anche da parte di addetti ai lavori ed è qui il vero guaio - l’origine o meglio la natura dell’origine e dunque il significato o meglio il vero significato. La maggior parte delle persone, non riuscendo a staccarsi dal bisogno ossessivo ed iper-razionalistico di certezze e di avere certezze – così caratteristico della cultura occidentale e del Riduzionismo specialmente scientifico – guardano a tutto ed anche ai dati statistici in modo distorto cioè “certo”, “oggettivo”, “vero”, “determinato”, “preciso” ecc. arrivando- come evidenzia il libro – all’”illusione di sapere”. E arrivando a prendere decisioni sbagliate. Che, come ben evidenzia il libro, soprattutto in certi ambiti della Società come l’ambito medico e l’ambito giuridico possono avere conseguenze gravi.

Tutto ciò perché la maggior parte delle persone  (cittadini e professionisti e ad ogni livello) non è attrezzata ad affrontare l’incertezza, il probabile, il ragionamento probabilistico, le previsioni probabilistiche, il relativo ecc. Vere essenze dei dati statistici perché vere essenze della Realtà.

Del resto, ho sempre pensato e ho sempre sostenuto – per studi uniti ad esperienze ma soprattutto al buon senso - che la Statistica e i suoi dati sono neutri e neutrali. Tutto dipende da come li si usa, da come li si contestualizza, da come li si interpreta. Ed il libro conferma proprio questo.

Per quanto riguarda specificatamente la mission di questo blog, vedo - ancora una volta  - l’Olismo essere più saggio e più attrezzato del Riduzionismo. Se infatti i dati statistici vanno non solo interpretati (e mai usati tal quali) ma vanno per giunta interpretati correttamente, vuol dire che essi vanno soprattutto contestualizzati. E cosa se non l’Olismo è maestro della contestualizzazione? Cosa se non il Riduzionismo è, invece, maestro della decontestualizzazione?

E per quanto riguarda specificatamente la mission del Nuovo Libro, in esso mostrerò, dimostrerò e denuncerò diversi fatti ed episodi di Riduzionismo e di pseudo-olismo (che ho incontrato specialmente come professionista, ma anche come cittadino) in merito sia all’uso tal quale di dati statistici sia all’uso distorto di essi:

dati numerici utilizzati tal quali e non contestualizzati;

dati numerici medi non adeguati al caso specifico;

dati numerici presentati come “certi”, “inconfutabili”, come Verità Assolute, “divine”!;

dati numerici presentati e considerati “precisi” e “affidabili” perché derivanti da macchine e tecnologie (…. senza considerare, però, che l’Uomo ha usato macchine per misurare cose che non servivano! Tralasciando di valutare, invece, quelle che servivano per davvero!);

non pretese da parte dell’Autorità dell’interpretazione e dell’adeguamento di dati numerici bibliografici medi e generici ai casi specifici in questione (dunque comportamenti omissivi dell’Autorità, molto gravi, come tutti possiamo intuire, che fanno passare cose a dir poco “non vere” …. Il tutto, per incompetenza tecnico-scientifica e/o per voluto silenzio …..);

vere e proprie cantonate di interpretazione numerica;

sfruttamento di convenienti percentuali ma errate perché slegate e/o volutamente slegate dal vero intero, dal reale 100%; 

ecc.

Chiudo questa Sintesi -2 con due bellissime (e molto attinenti) frasi:

“Non esistono fatti, solo interpretazioni” (F. W. Nietzsche)

“Non tutto ciò che può essere contato, conta. E non tutto ciò che conta, può essere contato” (Albert Einstein)

 Alla prossima settimana. Con la prossima Sintesi.

Luca Fortunato (Matera) 

                                                                                           

  

 

 

sabato 6 novembre 2021

Sintesi - 1

 Post 360

 Sintesi – 1

 …. proseguendo, dunque, dal precedente post 359 (vedi):

Tipiche del Riduzionismo sono le fallacie argomentative, particolari errori del ragionamento. Ce ne sono tante e diverse, note e meno note, e di diversa tipologia. Hanno tutte, però, un tratto in comune: riducono la complessità della questione, del caso, del fatto, ecc. E riducendo (arbitrariamente) la complessità (che invece va affrontata e conservata tutta e tutta intera, come fa l’Olismo), riducendo la complessità ad un solo criterio e che per giunta risulta essere un criterio “brutto” (cioè superficiale o furbo o pigro o stolto o vile o immorale, ecc.) giungono a conclusioni o a prassi sbagliate ma anche molto dannose. Lasciando al lettore la briga (ma anche un po’ il divertimento, vedrete) di approfondire il tema interessantissimo, ne riporto, di seguito, 5 di fallacie argomentative. Sono quelle che più spesso, più di altre, ricorrono – esplicite o implicite – nelle cronache. Anche di questo periodo e in vari ambiti (Politica, Economia, Lavoro, Scienza, Tecnica, Società, Giustizia, Giornalismo, ecc.). E a cui l’Olismo, anche l’Olismo, può certamente contribuire a porre rimedio. E per ognuna di esse, nel Nuovo Libro, mostrerò, dimostrerò e denuncerò alcuni fatti ed episodi particolarmente significativi (e gravi), a cui ho assistito lungo la mia strada (tanto di professionista quanto di cittadino) da parte di diversi e discutibili soggetti, a cui ho saputo e hanno saputo far fronte, e con successo, certo, ma mi chiedo: è mai possibile che ci siano ancora cose del genere? Se iniziassimo tutti (con competenza e coraggio) a contrastare cose del genere, appunto, forse la Società migliorerebbe per davvero. La vera sostenibilità della Società è diventata quella  paradigmatica (abbandonare il Riduzionismo, adottare l’Olismo, combattere lo pseudo-olismo). Solo la sostenibilità paradigmatica (e solo nel triplice senso precisato) potrà poi garantire la altre sostenibilità: ecologica, economica, sociale, ecc. Se no, solo “bla bla bla” per un verso, e reati impuniti, per l’altro verso. O no?

 Buona lettura:    

 1.Appello all'autorità (Argumentum ab auctoritate): si accetta una tesi o qualunque altra cosa solo per il prestigio o per il rispetto di colui che la sostiene. Lo ha detto il ministro, lo sostiene il presidente, lo dice il direttore, lo sostiene l’onorevole, lo dice il capo gruppo, lo afferma il consigliere, lo dice il professore, lo ha detto il sindaco, lo sostiene la commissione, lo afferma il consiglio, lo ha detto l’Istituto, lo ha detto il vertice singolo X, lo ha detto il vertice collettivo Y ecc. E allora? Il ministro, il presidente, il direttore, l’onorevole, il capo gruppo, il consigliere, il professore, il sindaco, la commissione, il consiglio, ecc. come tutti possono sostenere tesi giuste o sbagliate. Occorre verificarle e vagliarle. Sempre e comunque. L’essere un’autorità non implica di per sé l’avere ragione! Specialmente nella Scienza. Anche perché non dobbiamo mai dimenticare che una tesi potrà anche avere 10, 100, 1000 prove a suo favore ma ne basta solamente 1 di prova contraria per farla cadere del tutto. Del resto, è proprio sfruttando l’autorità che spesso si cerca di far passare contenuti, tesi e quant’altro comodi al Potere ma lontani dalla realtà dei fatti.  

 2.Argumentum ad hominem: ci si riferisce non alle tesi e ai loro contenuti ma alle caratteristiche personali di chi le sostiene. Attaccando le sue caratteristiche personali si cerca di screditare le sue tesi e i loro contenuti. Si attaccano, ad esempio, l'età, il carattere, lo status famigliare, l'etnia, lo status sociale ed economico, l'aspetto, il vestiario, il comportamento, l’orientamento sessuale, il credo politico, il credo religioso, la professione ecc. Esempio: “Ha solo 20 anni, cosa mai potrà capire del Mondo?” - il fatto che la persona attaccata abbia 20 anni non è detto che non possa avere delle giuste intuizioni sul Mondo (e che magari qualche volpone di 50 anni le rubi e le sfrutti pure ….) - altro esempio: “E’ un contadino, cosa mai potrà capire lui di una grande città?” - il fatto che la persona attaccata eserciti il nobile lavoro di coltivare la terra (e di cui beneficiano anche i manager nei palazzi di vetro, perché anch’essi mangiano cibo ….) non le può impedire di capire le dinamiche sociali in una grande città. Oppure, un’altra versione di questo tipo di fallacia argomentativa,  consiste nel confutare una tesi attaccando chi la propone per il fatto che anche lui è nell'errore:  “Quell’esperto mi ha detto che per mangiare sano bisogna fare questo, bisogna scegliere questo e non quello, bisogna leggere questo, bisogna acquistare lì e non là. Ma io non gli darò retta …. perché ha la pancia! E’ in sovrappeso!” - l’esperto avrà sicuramente i suoi problemi di linea e di metabolismo ma non è detto che i suoi consigli alimentari non siano giusti.

3.Argomento a maggioranza: specialmente nella Scienza e nella Tecnica, in questioni scientifiche e tecniche, è semplicemente assurdo riferirsi al numero, e specificatamente al numero maggioritario, di chi sostiene o fa una certa cosa. Non si è mica in una assemblea condominiale! O in un consiglio comunale o regionale! O in Parlamento, ecc. dove il criterio della maggioranza è giusto e sacrosanto. Le verità scientifiche e/o tecniche non si possono stabilire a maggioranza, o per altrui esempio, o per mainstream, ecc. Ci sono, devono esserci, altri criteri ed in linea con il senso e la natura della Scienza e della Tecnica: funzionamento, efficacia, efficienza, sperimentabilità, utilizzabilità, fondatezza bibliografica, coerenza teorica, traducibilità in pratica, aggiornamento, ecc. Del resto, basta guardare alla Storia delle questioni scientifiche e tecniche per essere smentiti in merito all’argomento a maggioranza: il progresso (delle conoscenze e/o delle metodiche) è quasi sempre avvenuto (ed a qualsiasi livello, grande o piccolo che sia stato) per merito del singolo individuo (singolo scienziato, singolo ricercatore, singolo tecnico, singolo professionista, ecc.) e spesso in controtendenza e in contrasto rispetto alla massa dei colleghi o comunque dei simili.   

4.Falsa pista (Non sequitur): si assume come rapporto di causa-effetto un rapporto che in realtà non è valido o non è necessariamente valido. Esempio: “Se non mi inviti vuol dire che non hai rispetto per me”. – Potrebbe essere, ma non è detto. Ci potrebbero essere altri motivi. Semplice distrazione, ad esempio. Altro esempio: “Gli ecosistemi sono sotto la mannaia dell’Inquinamento. Occorre dunque innovare tecnologicamente i processi produttivi” - l’argomento è fallace perché benché gli ecosistemi siano effettivamente sotto la mannaia dell’Inquinamento non è detto che per risolvere il problema dell’Inquinamento bisogna necessariamente innovare tecnologicamente i processi produttivi. Potrebbero essere valide anche altre vie: cambiare paradigma economico-sociale, ad esempio. Selezionando, sempre per esempio, cosa produrre ancora (e certamente con tecnologie innovative più pulite) e cosa non produrre proprio più. In funzione, magari, delle reali esigenze della gente in un Mondo che è cambiato (cambiamenti climatici, migrazioni ecc.) e non secondo le reali ma immutate esigenze della finanza, delle banche, dell’economia dei pochi ricchi e potenti, delle morali e degli stili di vita dei pochi ricchi e potenti ecc. ecc. ecc. O no?

5.Generalizzazione indebita: si induce, si arriva ad una conclusione riguardante un'intera classe di oggetti a partire dai dati e dalle informazioni su uno solo o su alcuni dei suoi componenti. Esempio: dieci ragazzi incontrati in quel paese portano i jeans quindi tutti i ragazzi in quel paese o la maggior parte di essi portano i jeans. Altro esempio: tre imprese di un determinato territorio hanno certe caratteristiche dunque tutte le imprese del determinato territorio o la maggior parte di esse hanno certe caratteristiche. E’ ovvio che sulla base di pochi casi non si possa comprendere l’ampiezza e la complessità dei relativi fenomeni. Eppure quanti commettono un errore del genere? E quante decisioni vengono prese su errate conclusioni del genere? Celebre, del resto, la metafora del tacchino induttivista del geniale Bertrand  Russell a proposito della generalizzazione indebita: “Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell'allevamento dove era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un'inferenza induttiva come questa: "Mi danno il cibo alle 9 del mattino". Questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla Vigilia di Natale  quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato“.

 Alla prossima settimana, dunque. Con la prossima Sintesi.

 Luca Fortunato (Matera)

 

 

giovedì 4 novembre 2021

Novità - Nuova Rubrica

 Post 359

Novità – Nuova Rubrica

Carissimi Lettori, Vi annuncio una novità importante e interessante. I lavori del Nuovo Libro, compatibilmente con gli impegni professionali e di famiglia (che non mancano entrambi, … anzi!) procedono molto bene. E, come già sapete, uscirà e sarà disponibile (solo in formato PDF ed acquistabile solo tramite mail personalizzata e pagamento elettronico – avrete tutti i dettagli) l’anno prossimo e precisamente il 29/12/2022.  Detto e confermato ciò, sono accaduti numerosi fatti (nella mia professione e non), per me e per chi ha creduto in me molto positivi,  e molto positivi per le tesi e per la mission del Nuovo Libro, che meritano certamente di essere trattati. Per questo motivo il Libro diventerebbe molto, troppo corposo se alla struttura già prevista aggiungessi anche tanto altro che le recenti cronache e fatti mi hanno consegnato e mi stanno consegnando. Per la mia gioia ma contemporaneamente per il dolore di chi ha sostenuto o sostiene cose diverse, certo, vi è, ad ogni modo, la necessità di alleggerirlo (conservando la stessa struttura, però) e vista anche l’esigenza da parte di molti di Voi di avere una rubrica che sintetizzi (e prontamente) le mie migliori “chicche” (diciamo così) di tutti questi anni di blog (e che si sono rivelate essere particolarmente sagge e in sintonia con la realtà), Vi annuncio che nei prossimi giorni e fino all’uscita del nuovo Libro, a cadenza settimanale (se riesco!), pubblicherò dei post in tal senso. Si chiameranno così: Sintesi 1, Sintesi 2, Sintesi 3, ecc. Il risultato sarà duplice: 1. il Nuovo libro verrà alleggerito e snellito nei suoi contenuti generali, introduttivi e teorici (ma che, appunto, avrete, già avrete, disponibili nel blog e che verranno citati e segnalati nello stesso libro) per fare spazio, maggiore spazio (diciamo così), ai fatti, alle cronache, ai riscontri di fatto e di esperienza alquanto positivi delle mie teorie, intuizioni, metodiche, tecniche, ecc., ai documenti, alle testimonianze, ai riferimenti bibliografici, ecc.; 2. verrete ancora e sempre meglio accompagnati verso l’uscita del Nuovo Libro e preparati ancora e sempre meglio alla lettura dello stesso, che sembra sarà davvero importante – oltre quello che fino ad ora si era potuto immaginare - per l’impatto che avrà in Società. Quando numerosi fatti – da quelli strettamente professionali e lavorativi a quelli più scientifici e generali a quelli, ancora, più culturali, sociali, politici, ecc. - (mi) danno ragione, mi dispiace per i (miei) nemici, ma il (mio) Sole sarà meritato (cosi come le loro Tenebre).  

Ad maiora! E a prestissimo, quindi.  

Luca Fortunato (Matera)  

P.S. per chiunque volesse contattarmi e per qualsiasi motivo (informazioni, curiosità, approfondimenti, voglia di partecipare o aiutare, ecc.) ricordo i miei contatti (e con pragmatiche precisazioni per gestire al meglio e più velocemente le comunicazioni):

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lunedì 23 agosto 2021

Verso l'uscita del nuovo libro: (ultimo) aggiornamento - 5

 

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Verso l’uscita del nuovo libro: (ultimo) aggiornamento – 5

I lavori del Nuovo Libro procedono e alla grande. Che dire prima dell’arrivederci ufficiale? Che i fatti danno ragione al mio Nuovo Libro. Lo vedrete, leggendolo.

Le intuizioni, le ipotesi, le teorie, le idee, le tesi, le argomentazioni, le affermazioni, ecc. quando avvalorate dai fatti e dimostrate da essi, e quando anche supportate da autorevole bibliografia e documentazione, diventano un mondo bellissimo: per il teorico che le ha concepite ed avanzate e per tutti coloro che vogliano o debbano applicarle ed utilizzarle.

Diventano, contemporaneamente, aimè, un mondo amaro per tutti coloro che, invece, hanno sostenuto o continuano a sostenere il contrario o altro. Pazienza.

La Società, certo, potrebbe esistere e muoversi unita ed in pace se solo vi fosse più onestà intellettuale, più coraggio per chiedere scusa, ecc. ecc. Ma saremmo in un Mondo Ideale. In questo mondo reale, purtroppo, le divisioni ci saranno sempre. Poco male. Ma quando esse arrivano a delinquere o sono frutto del delinquere, occorre attivarsi nella denuncia. Intanto, sul piano sostanziale (scientifico, metodologico, tecnico, paradigmatico, culturale, editoriale, deontologico, documentale, ecc.). Poi, il resto verrà da sé. E verrà. Siatene certi:

…. avete visto le ultime cronache? Negli scandali e nei guai ci sono finiti proprio tutti i settori della Nostra Società – Chiesa, Magistratura, Politica, ecc. - e di essi, e in essi, pure chi è - o era - molto in alto. La caduta degli dei, verrebbe da dire. E non è mica tutto un male, anzi! Per dire e per dimostrare, però,  che solo gli stupidi possono davvero pensare di farla franca. Che poi anche gli stupidi arrivino ad occupare posizioni importanti è un paradosso di cui la pubblica opinione farebbe meglio ad occuparsi con serietà, intelligenza ed etica. Ed in fretta, prima che sia troppo tardi.

Inoltre, è sempre più evidente, in questa nostra Società post moderna, come sia persone positive (serene, felici, oneste, competenti, risolutive, ecc.) sia persone negative (preoccupate, depresse, infelici, delinquenti, incompetenti, ecc.) siano presenti in tutte le “categorie”: credenti, agnostici, atei; di sinistra, di centro, di destra; single, conviventi, sposati; con figli, senza figli; liberi professionisti, autonomi, dipendenti; privati, pubblica amministrazione; ecc. E che pertanto ci sono categorie divenute ormai dei falsi miti (che possono avere ancora un valore come scelta o condizione individuale ma che non hanno più alcun valore per la Società e che quindi non sono più modelli di riferimento, esempi da considerare, ecc.). E cosa c’entrano i Paradigmi in ciò? C’entrano, eccome. E lo vedrete.

Arrivederci, dunque, in questo blog, l’anno prossimo, periodo ottobre-novembre, per l’anteprima di copertina del Nuovo Libro la cui uscita e disponibilità di acquisto (esclusivamente in formato PDF ed esclusivamente tramite mail personalizzata e pagamento elettronico) sarà dal 29/12/2022.

Sui miei contatti, invece, sempre disponibile (per Tutti e per Tutte le Cose).

Luca Fortunato (Matera)

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