Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

martedì 29 marzo 2016

La mappa non è il territorio



Post n. 39: 
La mappa non è il territorio 
La mappa non è il territorio, diceva giustamente Alfred Korzybski. Ma, olisticamente, dobbiamo andare oltre. Le analisi di un qualcosa (aria, terreno, acqua, linfa ecc.) non sono quel qualcosa. Lo schema di un qualcosa (edificio, azienda, organismo ecc.) non è quel qualcosa. Una foto, una tac ecc. non sono quel qualcosa o una sua parte o qualcosa che gli sta succedendo. E in laboratorio non si ricrea qualcosa (ambiente, campo, ecosistema, dinamiche, interazioni ecc.). La realtà è sempre più complessa delle semplificazioni (riduzionistiche). Esse potrebbero eventualmente fornire indicazioni parziali. E queste potrebbero eventualmente anche risultare utili all’interno però del più generale contesto e tentativo di conoscenza. Ma, nel caso, ci vorrebbe una tale saggezza che a guardare il Mondo (nelle sue piccole cose  così come nelle sue grandi cose) c’è quantomeno da essere dubbiosi. Del resto, i cartesiani sono sconfitti dell’evidenza storica. L’ostinazione riduzionistica è solo il loro residuo. Meglio direttamente l’Olismo. Non fa perdere tempo. Non illude. Ci rende sicuramente migliori. Ci pone nella realtà. Non in semplificazioni di essa. Non ha la bacchetta magica ma è la cosa migliore che Oggi abbiamo. Ciao a tutti. E a nuovi successi. Luca Fortunato.

Lo "svago" e le "cose serie" (?)



Post n. 38: 
Lo “svago” e le “cose serie” (?)  
Oggi ultimo giorno di “vacanza”, ultimo “svago”. Da domani si ritorna alle “cose serie”. Ma ne siamo sicuri? Siamo sicuri di riconoscere, di considerare, di distinguere, di intendere, di “classificare” simili momenti o periodi o tempi o fasi o durate o attività? Ed anche: siamo sicuri di riconoscerne, di determinarne il rapporto, il rapporto funzionale, la relazione, la correlazione? I Grandi ci possono aiutare. Gli altri lasciamoli nei loro muri (.. e se di muri provassero a cingere anche gli altri, di costoro l’allegra difesa subiranno …). Ad ogni modo, godiamoci i liberi paesaggi della saggezza … Qui ed ora con due esempi. Ad maiora! Luca Fortunato 

1.Lo svago e le cose serie di Fedro: “Un ateniese, vedendo Esopo che giocava a noci in mezzo a una frotta di ragazzi, si fermò sui due piedi e lo prese in giro quasi fosse un demente. Appena il vegliardo se ne accorse, lui, fatto più per deridere che per essere deriso, pose un arco allentato nel bel mezzo della via: “Ehi, tu!” disse “sapientone, spiegami perché l’ho fatto”. Accorre molta gente. Quello si tormenta a lungo le meningi, ma non capisce il motivo della domanda così posta. Alla fine si arrende. Allora il saggio, vincitore: “ Ben presto spezzerai l’arco, se lo avrai tenuto sempre teso, ma se lo metterai a riposo, te ne potrai servire quando vorrai”. Così qualche svago si deve pur concedere allo spirito ogni tanto, perché tu torni poi più idoneo a pensare”. 

2.Leonardo da Vinci: “Ogni tanto distaccati, concediti un momento di rilassamento, perché quando ritornerai al lavoro il tuo giudizio sarà più sicuro; rimanere costantemente al lavoro ti fa perdere la capacità di discernimento”.  

lunedì 28 marzo 2016

Pasquetta



Post n. 37:  
Pasquetta 
Di buon’ora, caffè e cornetti (crema e amarena per me, ed alla nutella per mia moglie) presso un buon bar-pasticceria della mia città (Matera). Preparatori per la successiva e lunga e piacevolissima passeggiatona di tour integrale dei Sassi. Un classico da rifare ogni volta che le circostanze lo permettono. Loro, i Sassi, sempre uguali. Cambiano, ogni volta, le nostre sensazioni. Più mature, ogni volta. Direi. In ogni caso, bellezza. Valorizzata o meno, è un altro discorso. Sera: continuo con “Le Storie” di Erodoto. Leggo alcune pagine sempre selezionate dalle “orecchiette” che a suo tempo misi. Arricchisco ancora questo blog. Solo un po’, anche stasera. Mi aspettano, stavolta, matite e fogli di album per fissare alcune fortunate intuizioni di forme che ho avuto come un dono di primavera: ne farò i soggetti (in stile assolutamente inedito, come sempre) di mie prossime opere di pittura astratta per nuove mostre. Il Tempo è circolare (per fortuna). Un saluto a tutti, e a presto. Luca Fortunato 

[…] Mi accingo, invece, a sviluppare il mio racconto sull’Egitto perché, a preferenza di ogni altro paese, sono innumerevoli le meraviglie che contiene e le opere che presenta superiori a ogni descrizione: per questi motivi saranno più abbondanti i particolari che lo riguardano. Gli Egiziani, in conformità, appunto, del clima che presso di loro è diverso che altrove e del Nilo che offre caratteristiche insolite agli altri fiumi, in generale hanno adottato usi e costumi tutti contrari a quelli degli altri uomini …… Gli uomini indossano due vestiti ciascuno, le donne uno. Gli anelli e le corde per le vele gli altri li legano all’esterno dell’imbarcazione, gli Egiziani all’interno. I Greci scrivono le lettere dell’alfabeto, e fanno i calcoli portando la mano da sinistra a destra, gli Egiziani, invece, da destra a sinistra e, pur facendo così, sostengono di scrivere essi verso destra e i Greci verso sinistra. Usano due generi di scrittura: una sacra, l’altra popolare …. Gli Egiziani non celebrano le grandi solennità nazionali una sola volta all’anno ma, ne celebrano parecchie. In primo luogo, e con straordinario zelo, si radunano nella città di Bubasti, in onore di Artemide, per la seconda festa si recano nella città di Busiride, in onore di Iside: infatti, c’è un importantissimo tempio della dea in questa città, che sorge nel centro del Delta Egiziano: Iside è la dea che, in lingua greca, si chiama Demetra. La terza festa, per Atena, viene celebrata nella città di Sais; la quarta, per onorare il Sale, in Eliopoli; la quinta a Buto, in onore di Latona; la sesta a Parmei in onore di Ares […]

domenica 27 marzo 2016

Pasqua



Post n. 36:
Pasqua 
Mattina: lavori nel giardino di casa (finalmente qualcosa di prevalentemente manuale che non sia la tastiera del computer ed all’aria aperta … Alla grande il mandorlo ed il susino. Gli ulivi, anch’essi. I tulipani dicono, tramite le crepe nel  terreno, che stanno per conoscere, a giorni, anche il Mondo epigeo). Pranzo in famiglia: antipasto all’italiana, pasta al forno (mezzi ziti) rigorosamente con le polpettine. Vino rosso del Salento (regalatomi. Ringrazio anche per la bontà del nettare rosso). Agnello al forno con patate e lampascioni. Crudités di ortaggi freschi. Melone (ultima origine: frigorifero). Dolce tiramisù, rigorosamente fatto in casa. E cioccolato fondente a volontà (da uova rotte a pugno) accompagnato rigorosamente da rum cubano invecchiato. Primo pomeriggio: pennichella con mia moglie. Tardo pomeriggio: passeggiata sportiva in un parco pubblico cittadino con cuffie mp3 con la musica del grande Fabrizio De André. Sera: riprendo in mano, dopo 15 anni, “Le Storie” di Erodoto. Sempre bellissime ed utilissime. E paradossalmente … attuali! Abbiamo bisogno di Grandi. Leggo alcune pagine selezionate dalle “orecchiette” che a suo tempo misi. Arricchisco questo blog. Solo un po’. Mi aspettano strimpellate blues di basso acustico e chitarra classica. E domani, meteo permettendo, passeggiatona per tutto il giorno. Buona Pasqua e Pasquetta a tutti. Luca Fortunato.

“Questa è l’esposizione che fa delle sue ricerche Erodoto di Turi, affinché gli avvenimenti umani con il tempo non si dissolvano nella dimenticanza e le imprese grandi e meravigliose, compiute tanto dai Greci che dai Barbari, non rimangano senza gloria; tra l’altro, egli ricerca la ragione per cui essi vennero in guerra tra loro”[…] 
[…]“Questo è quanto dicono Persiani e Fenici. Per conto mio, non intendo affermare che la cosa sia avvenuta in questo o in qualche altro modo; ma, dopo che avrò posto nel giusto rilievo colui che, lo so di preciso, fu il primo ad aprire le ostilità contro i Greci, proseguirò la mia narrazione, trattando delle città degli uomini, senza differenza, sia piccole sia grandi. Poiché quelle che un tempo erano grandi, ora per lo più sono diventate di scarsa importanza; mentre quelle che ai tempi miei sono grandi, prima erano trascurabili. Essendo, quindi, persuaso che la prosperità umana non rimane mai fissa nello stesso luogo, io ricorderò allo stesso modo sia le une sia le altre” […]
[…] “Sul paese degli Assiri cade poca pioggia ed è questa che nutre la radice del frumento; tuttavia siccome è irrigato con l’acqua del fiume, crescono le messi e giunge a maturazione il grano  …… In questo paese le foglie del frumento e dell’orzo raggiungono facilmente la larghezza di quattro dita; e dal miglio e dal sesamo sorgono piante di tanta grandezza che, pur essendone pienamente a conoscenza, non ne accennerò nemmeno, ben sapendo che a quelli che non sono andati a Babilonia, anche ciò che ho detto riguardo ai cereali ha incontrato molta incredulità ….. Per tutta la pianura poi crescono naturalmente le palme, la maggior parte delle quali portano frutti e da essi ricavano alimenti solidi, vino e miele”[…]
[…] Naturale, quindi, che i venti che spirano da quella regione, il Noto e il Libeccio, siano fra tutti di gran lunga i più carichi di pioggia. Non credo, però, che ogni volta il sole rimandi tutta l’acqua del Nilo che ha assorbito durante l’anno. Ma penso che ne trattenga una certa quantità intorno a sé. Quando, poi, l’inverno va mitigandosi, il sole se ne torna indietro, verso il centro del cielo e da allora attira a sé, allo stesso modo, l’acqua da tutti i fiumi “ […].

giovedì 24 marzo 2016

L'Europa olistica contro il terrore



Post n. 35: 
L’Europa olistica contro il terrore 
L’attuale Europa non è un organismo (olistico) di Stati. L’attuale Europa è soltanto un aggregato, un mucchio (riduzionistico e/o pseudo-olistico) di Stati. L’attuale Europa, pertanto, risulta debole ed impreparata per le grandi sfide a cui è chiamata come, ad esempio, la difesa dei suoi cittadini nella guerra in corso. L’attuale Europa o saprà diventare - al di là della mera moneta unica e delle altre sue trovate totalmente inadeguate per il Nostro Tempo -  un organismo (olistico) di Stati e dunque con un’unica politica, un’unica politica fiscale, un’unica economia, un unico esercito, un’unica intelligence, un unico confine, un’unica politica di accoglienza, un’unica cultura ecc. ecc. e da cui dovrà emergere un quid in più di fortissimo sentimento comunitario da tradurre tanto nella vita istituzionale quanto nella vita quotidiana di tutti i suoi cittadini oppure andrà sempre peggio. La guerra in corso vede il nemico con un quid negativo ma ultra efficace per i suoi tremendi scopi: i kamikaze, disposti a farsi saltare in aria per un’idea. Siamo capaci, noi europei, di non farci far saltare in aria per una Nostra Idea? L’Olismo (vero) è difficile. Ma è l’unica speranza che abbiamo. Anche per questo. Luca Fortunato, cittadino europeo.