Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

venerdì 15 gennaio 2021

Flash d'Olismo - 11

 

Post 349

Flash d’Olismo – 11

Italia, Crisi di Governo: andrà a finire come andrà a finire saranno solamente dettagli irrilevanti (buoni solo per i giornali, eventualmente) se non cambierà la questione sostanziale di fondo e cioè imparare la lezione di un Cattivo Passato per costruire un Buon Futuro.

Durante una pandemia (che è tutt’altro in via di risoluzione, sia sul piano medico-sanitario sia su quello economico-sociale) una crisi di governo (per quante ragioni possa avere) è del tutto inopportuna, è una forma di acuta e pericolosa irresponsabilità che, infatti, sta gettando nella più seria preoccupazione il 90% dei cittadini italiani e sta facendo fare all’Italia una figuraccia di inaffidabilità sul piano internazionale. Ovviamente, le ripercussioni economiche, finanziarie, politiche, diplomatiche ecc. (interne ed esterne) non tarderanno a materializzarsi (anzi qualcosa sta già accadendo).

Durante una pandemia occorre tenersi il Governo che c’è, cercando di correggerlo il più possibile. Qualunque altra cosa, qualunque altra strada (la cui genesi va davvero cercata con l’aiuto della Psicoanalisi!) è qualcosa di sbagliato. Il Governo Conte ne ha fatti di errori. Eccome! Ma è il caso, proprio ora, con una pandemia in corso, di sostituirlo o di modificarlo?

La questione paradigmatica (Riduzionismo/pseudo-olismo/Olismo) la tirerei in ballo non tanto per spiegare la genesi di un simile scenario (è evidente che trattasi di una tipica decontestualizzazione da Riduzionismo ma che, come dicevo prima, non può che avere anche motivazioni profonde un po’ più serie: egocentrismo, narcisismo, egoismo, gelosia, rivalità, invidia, cinismo, amoralità, solipsismo, ecc. ….) quanto per altro. E precisamente per questo:

è chiaro oramai che le Società andranno sempre più scontrandosi con problematiche di enorme portata e spesso anche di tipo emergenziale: epidemie e pandemie, effetti dei cambiamenti climatici (dissesti idrogeologici, in primis), crisi di mercato, crisi energetiche, immigrazioni e integrazioni, ecc. Pertanto mi chiedo:

in questa nuova Epoca che richiede come non mai Governi stabili, pienamente operativi e veloci nel capire e nel fare nonché assetti parlamentari chiari e definiti, in nome della Politica, e precisamente della libertà politica, è tutto possibile? Non è invece il caso di introdurre dei limiti? Che non suonino come dei limiti alla libertà ma anzi, al contrario, siano un qualcosa per riportarla alla sua vera e sana natura distinguendola dal puro e irresponsabile arbitrio? Possiamo permetterci i Renzi? I “demolition man”come ha giustamente detto la stampa estera?

Ed è chiaro come in questa nuova Epoca (appunto caratterizzata da una enorme portata dei fenomeni e da una loro natura spesso di tipo emergenziale), il contesto e la contestualizzazione siano importantissimi come non mai, siano strategici e salvifici. E cosa, se non l’Olismo, può garantire una buona cultura del contesto e della contestualizzazione e poi, sul piano pratico, tecnico e operativo, una buona presa d’atto e conoscenza del contesto e una efficace, corretta e deduttiva contestualizzazione delle scelte e delle azioni?

E cosa, se non l’Olismo, può scongiurare, anche sul piano più specificatamente politico, derive “egoistico-analitico-puntiformi” a favore invece di scelte “altruistico-sintetico-sistemiche”?

Perché, signore e signori, siamo sempre lì! Anche stavolta! Questione paradigmatica! Riduzionismo/pseudo-olismo/Olismo!  

(…….. psicoanalisi a parte!).

Luca Fortunato (Matera)

 

P.S. per impegni positivi (sia di lavoro, sia di famiglia) che ci sono e proseguono (per merito e per fortuna, nonostante la Pandemia), la rubrica verrà sempre e certamente aggiornata (nel caso di notizie particolarmente significative) anche se potrà capitare un ritardo nei tempi di pubblicazione dei post rispetto all’uscita delle stesse notizie. Ok?

Saluti a Tutti. E a presto.

sabato 9 gennaio 2021

Flash d'Olismo - 10

 

Post 348

Flash d’Olismo – 10

Alcuni siti lucani idonei per il deposito delle scorie nucleari? No, assolutamente no.

Un sito non è una entità astratta dal suo contesto. Cosa vuol dire? Oltre alle sue caratteristiche pedo-geologiche il sito si trova in un territorio. Per cui l’idoneità non può essere ridotta alle sole caratteristiche pedo-geologiche ma deve necessariamente scaturire dalla correlazione, dalla sintesi, tra le caratteristiche pedo-geologiche e le caratteristiche del territorio quali le peculiarità ambientali, paesaggistiche ed ecologiche ma anche quelle economiche, sociali, occupazionali e  culturali, visto che quando si tratta di nucleare l’impatto cognitivo sui cittadini e l’impatto in termini di immagine e credibilità salutistica di un territorio e di un Paese è quasi sempre negativo.

Ebbene, per la Basilicata (tutta), se anche qualche sito avesse idonee caratteristiche pedo-geologiche, la sintesi finale (per stabilirne l’intera idoneità, l’idoneità complessiva e reale), sarebbe comunque e del tutto negativa visto che la Basilicata vive, e vuole giustamente vivere per oggettive vocazioni territoriali, di Agricoltura e di Turismo in primis.

L’inidoneità di tutto il territorio lucano ad ospitare scorie nucleari è talmente evidente, palese, intuitiva, assiomatica, già prima di ogni sorta di analisi d’approfondimento (che sarebbe un esercizio del tutto inutile, privo si senso, di perdita di tempo) che il discorso è essenzialmente tutto qui.

La carta CNAPI è semplicemente sbagliata. Non una carta tecnica, ma una carta tecnicistica. Cosa molto e ben diversa, ahimè. Se fosse stata una carta tecnica, la Basilicata non avrebbe avuto nemmeno un pallino evidenziato! (per tutto quanto appunto argomentato in questo post!). Nemmeno come “potenzialità” ! (per tutto quanto appunto argomentato in questo post!!).

Stavolta non andiamo a scomodare nemmeno la questione paradigmatica (Riduzionismo/Olismo/pseudo-olismo), sebbene essa ci sia tutta (ed il lettore si è certamente accorto, anche in merito a questa scottante tematica, dove è il Riduzionismo – con i suoi guai certi - e dove invece è l’Olismo – con i suoi possibili rimedi).

Occorre solo opporsi con fermezza ad una prospettiva criminale del genere. Ed è quello che certamente si farà. Anche perché è già la seconda volta! No? Ora basta.

Il discorso semmai dovrebbe continuare su altro. E cioè:

ma è mai possibile che la Politica (anche lucana! Ahimè) possa (ancora) permettere l’esistenza di una prospettiva del genere per la Basilicata anche a livello di lontanissima e iperuranica ipotesi? Ma stiamo scherzando? E dei politici che oggi si “sollevano” con comunicati stampa, convocazioni, iniziative varie, ecc. ecc. ecc., quanti sono direttamente o indirettamente coinvolti con una scelleratezza del genere? Questo sì che sarebbe davvero interessante scoprire e perseguire. Altro che chiacchiere.

Luca Fortunato (Matera)

venerdì 8 gennaio 2021

Flash d'Olismo - 9

 Post 347

Flash d’Olismo – 9

La Democrazia è sia una forma di governo sia un ideale etico. Le due cose sono inscindibili.

Sia che si tratti di democrazia indiretta o rappresentativa, sia che si tratti di democrazia diretta – quella che ci vorrebbe Oggi, nel Mondo di Oggi, per depurare e ripulire la Società da decenni e decenni di Potere incrostato e marcescente -, forma di governo e ideale etico sono intimamente correlati, integrati e sinergizzati.

Proprio perché la forma di governo democratica (in qualsiasi tipo di Democrazia) consiste nel “governo del popolo”, nel “potere nel popolo”, nella “sovranità popolare” essa è inscindibile dall’ideale etico democratico (garanzia di uguaglianza, libertà e rispetto per tutti i cittadini e per le loro idee, opinioni, esigenze, volontà, ecc.).

Ideale etico come “stella polare” che non deve essere mai persa di vista dal popolo (da ogni cittadino) essendo esso stesso, il popolo, (soggetto collettivo e multiforme) al potere. Terribile ma stupenda complessità! No?

E con l’ideale etico democratico (come con ogni altro ideale), non è più possibile la sola dimensione razionale-analitica-induttiva-algoritmica-lineare ma occorre aggiungervi anche quella intuitiva-sintetica-deduttiva-euristica-non lineare.  

Pertanto, una lettura intera, olistica e realistica della Democrazia e delle sue vicende e dinamiche tiene sempre presenti e sempre uniti i due aspetti (forma di governo e ideale etico) come fossero due facce della stessa e complessa medaglia e che, intera, è maggiore della semplice somma delle sue due facce.  

Al contrario, una lettura parziale, riduzionistica e arbitraria, considera solo la forma di governo (scadendo così in un arido tecnicismo politico-elettorale con annessa istanza di conquista o di conservazione del Potere in sé) oppure considera solo l’ideale etico (scadendo così in un’inutile ed utopistica astrattezza e in un buonismo fuori luogo).

Ebbene, la causa di quello che è accaduto in America, negli U.S.A., l’assalto al Congresso con morti e feriti da parte dei sostenitori di Trump che non hanno accettato la sconfitta delle urne, va ricercata in una lettura parziale e riduzionistica della Democrazia e delle sue vicende e dinamiche e precisamente nel “concentrarsi” sul solo aspetto politico-elettorale “dimenticandosi” dell’ideale etico (e questo prima da parte di Trump – il vero responsabile - e poi, per una sorta di effetto domino in coscienze malate, da parte dei suoi sostenitori più estremisti ma anche più gretti).

Sono dinamiche psicologiche e culturali profonde, di tipo cognitivo e di tipo metodologico, di cui poi vediamo gli effetti superficiali spesso drammatici e quando ormai è già troppo tardi.

Si combattono, si possono combattere, con l’Olismo, da insegnare a scuola, in famiglia, all’università, ecc., da applicare nel lavoro, nell’impresa, nella vita sociale, ecc. La Legge, la forza della Legge, della polizia, ecc. agisce dopo, a fatti accaduti. Ed è perfettamente giusto. Punire i colpevoli. Certamente. Ci mancherebbe. Ma la questione è ben altra, e va giocata prima, a livello preventivo, culturale, formativo, civico, sociale, professionale, etico. 

Anche l’America, dunque, ha scritto - nel Riduzionismo, notare bene - una pagina bruttissima della Sua Storia.

In particolare, una pagina bruttissima della Sua Democrazia, perché quei personaggi violenti e pericolosi (ed anche folkloristici) sono parte della Democrazia americana, una parte malata e deviata certamente, che ha appunto scisso e separato (in modo riduzionistico) la forma di governo democratica dall’ideale etico democratico, ma che è sempre e comunque parte di Essa (non sono mica extraterrestri o abitanti di qualche altro Paese terrestre. No?).

Del resto tale scissione cognitivo-metodologica in seno alla Democrazia (tra la forma di governo e l’ideale etico) è avvenuta e avviene anche nelle altre Democrazie del Mondo (compresa la Nostra, la Democrazia qui in Italia ….. il “Bel Paese” che tira a campare senza mai risolvere per davvero i suoi eterni problemi attraverso riforme rivoluzionarie ….. è dovuto anche e soprattutto a questo. No?). Quello che c’è di nuovo stavolta, nel caso americano, è il livello, il grado, di tale scissione, evidentemente elevatissimo e profondissimo e tale da degenerare addirittura in un assalto violento alle Istituzioni. 

Che sia un monito per tutte le Democrazie del Mondo?

Anche perché dispiace per l’altra parte della stessa Democrazia americana sebbene sia vincitrice e vittoriosa (i Democratici, appunto! Biden e i suoi). Perché il contesto in cui si va ad agire è fondamentale. Sempre. E questo non è solo un cardine dell’Olismo, è anche buon senso. Il trumpismo ha certamente accusato un bel colpo di credibilità e di immagine con gli ultimi accadimenti. Ma non c’è da farsi illusioni. Altra parte (democratica), dicevo, che, io credo, non avrebbe mai reagito in quel modo (polemica ideologica Sinistra/Destra? Fate voi …..).

Se il Mondo avrà ancora un Futuro non potrà che essere nell’Olismo. Questa sembra essere l’unica certezza in un Mondo impazzito e gravemente ammalato (non solo di virus).

Nella Democrazia, l’ideale etico ti permette di accettare, ad esempio, una sconfitta sul piano elettorale. Così come la contabilità elettorale ti permette di dare concretezza e senso realistico, ad esempio, ai sogni umanitari.

Separare le cose, scinderle, è oggettivamente sbagliato e porta ad un’inefficacia e ad un’inefficienza della stessa Democrazia ma anche a situazioni pericolose. Da oggi possiamo dirlo.

Quest’ultimo aspetto (il pericolo, fisico e materiale addirittura) che appunto si aggiunge inedito e certamente sconvolgente, paradossalmente per giunta, perché proprio in seno all’America “La più grande Democrazia del Mondo” (…. almeno fino all’altro giorno!), dovrebbe indurre – americani e altri democratici del Mondo - a serie riflessioni (paradigmatiche) e a conseguenti e diverse azioni (in merito ad approcci e metodi). Chissà.

Consiglieri comunali, consiglieri regionali, sindaci, governatori, deputati, senatori, assessori comunali e regionali, ministri, ecc. ecc. ecc., “rappresentanti del popolo” o soggetti comunque coinvolti in Politica, saranno in grado di fare – anche sulla scorta del gravissimo accadimento americano, esempio negativo per il Mondo intero - serie riflessioni (paradigmatiche) e dar vita a conseguenti e diverse azioni (in merito ad approcci e metodi)? La probabilità che ciò avvenga è bassissima. La probabilità, invece, che continuino con il solito e mediocre andazzo è altissima. Ma la svolta, appunto, non è impossibile. Statisticamente improbabile ma comunque possibile! Auguriamocela Tutti.  

 Luca Fortunato (Matera)

martedì 5 gennaio 2021

Flash d'Olismo - 8

 

Post 346 

Flash d’Olismo – 8

Matera: lo scenario dei lavori in corso a Murgia Timone – Parco della Storia dell’Uomo è di una tale bruttezza e grossolanità ed è così gravemente fuori tema secondo una fin troppo palese decontestualizzazione a 360° (ambientale, ecologica, storica, culturale, estetica, ecc.) da aver giustamente sollevato l’indignazione popolare, sia in merito alla grossolana e impattante cantierizzazione (che poteva essere pensata e realizzata in maniera certamente più soft vista la delicatezza generale dei luoghi), sia in merito ai singoli interventi materiali quali muretti, passerelle, affacci, sentieri, cancelli, strutture varie, ecc. (che sembrano, anzi già si vede, si intuisce, che sono e saranno, del tutto avulsi dal quid dei luoghi e dunque stridenti con lo stesso quid dei luoghi).

Ma la diagnosi del problema, di quel che è accaduto, va ricercata ad un livello sostanziale più profondo e più complesso del solito livello (formale e formalistico, istituzionale e normativo, di confini di competenze e di altre scuse) nel quale anche stavolta, ahimè, si sono esercitate analisi e motivazioni banali e semplicistiche tanto lontane dalla vera verità quanto inutili e inefficaci. Soprattutto a scopo preventivo, per il futuro, per evitare che cose del genere possano ancora accadere. Certo, la preventiva presentazione del progetto alla comunità cittadina sarebbe stata cosa buona, avrebbe evitato o quantomeno contenuto significativamente il terribile scenario di oggi. Ma avrebbe solo spostato il problema su un altro gradino e differendolo nel tempo. Non lo avrebbe certamente affrontato per davvero.

E’ chiaro, poi, che una volta accaduta una cosa del genere si corra o si cerchi di correre ai ripari e ai rimedi (che banalità è mai questa?). Il punto è che una cosa del genere non doveva proprio accadere! Che Matera non poteva proprio permettersela – per giunta su un bene così delicato e importante - una figuraccia del genere (davanti ai suoi cittadini e al mondo intero)! Anche perché per quanti rimedi si potranno mai trovare, alcuni danni (alla flora, alla fauna, al suolo, alle rocce, ecc. così come nella psicologia e nella sensibilità della gente, nell’immaginario collettivo) si sono ormai materializzati (e rimarranno scolpiti nel tempo dei luoghi e delle coscienze).  

Livello più profondo e più complesso di diagnosi, dicevo, a cui dedicherò un apposito ed intero capitolo nel mio nuovo libro che vado scrivendo. Perché tale livello c’entra eccome con la questione paradigmatica Olismo/Riduzionismo/pseudo-olismo che si snoda, in tal caso, con quel che è (e deve essere) Oggi la Tecnica (purtroppo ancora pensata ed esercitata dalla maggior parte degli addetti ai lavori – ingegneri, architetti, geologi, agronomi, ecc. - in modo inadeguato alla complessa Società di Oggi. Un modo, cioè, ancora e solamente analitico-induttivo e formalistico-normativo e che ha tra le sue tristi conseguenze la scissione dal nucleo tecnico classicamente inteso (scelta e/o studio dei materiali e delle cose e/o loro impiego, collocazione, lavorazione, gestione, utilizzo, stima, ecc.) di altri aspetti – estetici, percettivi, artistici, culturali, sociologici, etici, storici, antropologici, di senso, di significato, di concetto, di contesto, di scopo, ecc. - che invece sono, devono essere, parte integrante della stessa Tecnica di Oggi, della moderna professione tecnica. E questo già a livello del singolo tecnico, del singolo professionista, della singola persona coinvolta che deve essere già lei multidisciplinare, interdisciplinare, ecc. a prescindere da eventuali e comunque sempre auspicabili tavoli collettivi, gruppi di lavoro, ecc. che semmai dovrebbero avere la funzione di sinergizzare ed integrare ad un livello ancora maggiore diverse competenze e sensibilità multidimensionali già esistenti. È diverso. Molto diverso).

È un po’ il discorso che ho già affrontato in tema di verde pubblico (vedi ad esempio il post n. 297 del 12/05/2019) ma che in questo caso (Murgia Timone – Parco della Murgia materana) va ad assume un significato ancora più ampio e ancora più forte (e più grave in termini di Riduzionismo e mancato Olismo).

E nel libro darò anche un fondamento, a sostegno della mia tesi olistica, molto particolare ed anche recente (grazie ad una penna che ho sempre letto con stima e ammirazione). E con un collegamento alla vicenda inedito ma davvero calzante. Si dice che la fortuna favorisca la mente preparata. Mi sa che è proprio vero!

Possono stare tranquilli, dunque, coloro che mi hanno chiesto di trattare della vicenda dei lavori su Murgia Timone – Parco della Storia dell’Uomo: non solo lo farò ma lo farò in modo significativo. Qualcuno si risentirà? Pazienza, e si ricordasse che qui in Italia esiste tanto il diritto di cronaca quanto il diritto di critica. Del resto, sono un materano che sin da piccolo, con mio padre, è solito passeggiare in quei luoghi. Vederli così offesi, mi offende. Del resto, sono un tecnico, un agronomo, che sia per piano di studi di laurea (ad orientamento ecologico), sia per competenze di legge, sia per esperienze di lavoro (in Rete Natura 2000), non è per nulla distante da certe problematiche con notevole componente ecologico-ambientale-paesaggistica. Anzi. Del resto, sono un cultore della questione paradigmatica (Olismo/Riduzionismo/pseudo-olismo) e specialmente in ambito tecnico-scientifico da oltre 20 anni e so quindi riconoscere l’attinenza di certe cose.

Insomma sarà un piacere, ma anche un dovere morale, scrivere in proposito, dare il mio contributo anche su questo. Anche perché la cittadinanza, i cittadini, sono tutti i cittadini! Non solo quelli che appartengono a partiti o a movimenti o ad associazioni o a fondazioni o a corporazioni, ecc. Sono anche quelli del tutto liberi, autonomi ed indipendenti. Le tasse vengono pagate anche da loro, ed anche loro è la Murgia (così come ogni altra cosa pubblica). Nessuno è padrone, tutto appartiene a tutti. E nessuno ha la precedenza o un favore di posizione. Se qualcuno crede il contrario, avrà modo di ricredersi. Anche grazie alla pagine del mio libro.

Anche perché, come nel caso in questione, non è proprio l’“ufficialità”, l’Establishment, a generare i guai? Guai per tutta la Società? Se non è stato l’Establishment,  chi? I marziani, babbo Natale, le renne volanti, gli elfi, la Befana? Chi?

Luca Fortunato (Matera)