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Gli alberi nelle città: piantiamone tanti ma con criterio.
Articolo pubblicato anche sul mio profilo Facebook
Mi scrive la studentessa Giulia (maturanda, dalla provincia di Ravenna, prossima alla scelta universitaria) in quanto interessata al tema degli alberi in città, avendo trovato che la figura professionale di riferimento è quella dell'Agronomo e avendo trovato altresì nel decreto CAM sul verde pubblico (del 10 marzo 2020 - Ministero Ambiente) l'aggettivo "olistico".
Mi fa molto piacere che la sintesi ....abbia portato a me😁!
Le ho girato i miei attuali libri per approfondire il tutto, l'ho invitata a iscriversi ai corsi (saranno anche e soprattutto online) che terrò da gennaio (come sapete, nella mia nuova veste professionale) e ne approfitto per salutare tutti voi ricordando dei punti essenziali sull'argomento.
E come sempre, ad maiora!
Le temperature di questi giorni "riaccendono" il tema sugli alberi in città.
Occorre piantare tanti alberi nelle città.
Per mitigare gli effetti dell'isola di calore urbana, gli alberi sono i nostri più preziosi alleati. Con benefici diretti sulla qualità della nostra vita e sulla nostra salute ma con vantaggi anche sui consumi energetici e altri numerosi aspetti (suolo, acqua, ecc.).
Il punto è che piantare e gestire gli alberi, specialmente in contesto urbano, è una vera e propria Scienza complessa. Non si può improvvisare con gli alberi. Occorrono criteri, scelte, progettazioni, programmazioni, pianificazioni, gestioni, attenzioni, controlli, continuità, sistematicità, ecc. di un certo tipo (e sia a livello scientifico, tecnico, economico ed istituzionale e sociale. Sia su ogni scala temporale: breve termine, medio termine, lungo termine).
Al di fuori dell'Olismo, poi, sarebbe, ed è, semplicemente demagogia, vetrina, speculazione, e chi più ne ha più ne metta (confermo a Giulia: anche su questo punto mi trova perfettamente d'accordo).
Molti alberi nelle città sono stati piantati e gestiti, e vengono piantati e gestiti, o non professionalmente o anche professionalmente ma nel Paradigma del Riduzionismo. E i risultati sono scarsi, poco incisivi, discontinui, non significativi. Si salvano rare eccezioni olistiche (consapevoli o inconsapevoli, ma olistiche lo sono). Il problema è avere una regola virtuosa e non eccezioni virtuose. Del resto, gli alberi in città (e ci si augura sempre più numerosi contro anche gli abbattimenti facili, sempre idonei contro anche le sostituzioni o compensazioni alla buona, sempre più rispettati contro anche le potature severe e drastiche fino ad arrivare alle estreme "capitozzature") vanno visti in combinazione e sinergia con i tetti verdi, le pareti verdi, ecc.
Insomma, il discorso non cambia anche su un tema del genere: occorre fare ma fare nel Paradigma giusto. E al netto di tutta la buona e avanzata Tecnologia (il punto è cosa inserisci nella Tecnologia, come interpreti cosa la Tecnologia ti restituisce, come inserisci la Tecnologia all'interno del ventaglio di strumenti, mezzi, ecc. E qui la differenza tra Olismo e Riduzionismo è abissale).
W gli alberi e W l'Olismo!
🌳🌲🌳🌲Sempre.
Ed inscindibili 🤝, sempre. 😉
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