Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

sabato 26 febbraio 2022

Sintesi - 19

Post 387

Sintesi – 19

(N.B. la rubrica Sintesi proseguirà nella settimana del 7 marzo)

In tempi non sospetti (da anni …) ho sostenuto (come anche altre persone e molto più autorevoli di me hanno fatto) che occorreva superare i concetti di “normalità”, da una parte, e di “sviluppo sostenibile”, dall’altra (e di conseguenza tutti i programmi, i progetti, i protocolli, gli impegni, le prospettive, le azioni, ecc. basati su di essi).

Ebbene, con una Pandemia e con una Guerra, ci ha pensato la Realtà a dimostrare l’esattezza di quella duplice necessità. L’Establishment non ne ha voluto sapere (in tutti questi anni). Ed Oggi, tutti, ci ritroviamo con la lezione sbattutaci in faccia!

Tra il doverci salvare la pelle sotto il profilo sanitario, da una parte, e sotto il profilo militare, dall’altra, sarebbe ridicolo continuare con i concetti di “normalità” e di “sviluppo sostenibile”. Anche perché, nel prossimo futuro ce ne saranno di problemi del genere, altri problemi del genere. Nessun pessimismo, solo realismo. Supereremo l’attuale Pandemia e finirà l’attuale Guerra. Certo. A prezzi altissimi, però. E in parte evitabili. Ad ogni modo, speriamo – in entrambi i casi – di superare il Male il prima possibile. Ma cose del genere, purtroppo, sono da mettere in conto, ancora da mettere in conto. È nella dinamica oggettiva delle cose, fare una previsione del genere. E non certo per “palla di cristallo”. O pessimismo, appunto. Le ragioni dei microorganismi, da una parte, e dei popoli, dall’altra, restano comunque, e resteranno a lungo comunque. Al di là delle contingenze (positive e negative), delle miopi narrazioni giornalistiche, delle politiche riduzionistiche, della scienza da  “2+2=4”, della tecnologia che crea una mentalità da PlayStation, ecc. ecc. ecc.

Senza andare in quell’al di là, sì che l’Aldilà del Mondo sarà sempre più vicino!   

Sono, di fatto, cambiate le priorità. In verità, erano già cambiate e da un bel pezzo. Ma appunto l’Establishment è stato sordo e cieco. Ci sono stati tanti segnali, in tutti questi anni, che indicavano, da una parte, come la Scienza e la Tecnologia non siano poi queste grandi forze risolutive per i problemi ecologici, sanitari, economici, ecc.  (come invece le ha dipinte - e le va ancora dipingendo - il Riduzionismo razionalista-cartesiano) e, dall’altra parte, come la Diplomazia e la Politica non siano poi questi grandi rimedi per garantire la Pace (come invece la ha dipinte – e le va ancora dipingendo – il Riduzionismo buonista-moralista). L’Olismo, invece, è più saggio e più attrezzato: fa riferimento alla Scienza e alla Tecnologia, così come alla Diplomazia e alla Politica, ma poi ci mette del suo, in più. Del suo in più, di tipo euristico, intuitivo, e sintetico per cogliere il quid emergente e specifico di ogni problema, situazione, scenario, ecc. (quid che nessuna analisi, nessun ragionamento, nessun calcolo, nessun strumento tecnologico, nessun algoritmico potrà mai cogliere). Per poi, da quel quid, dedurre, fare deduzioni logiche. Intuizione e Razionalità, insieme nell’Olismo (solo Razionalità – presuntuosa! - nel Riduzionismo. Ma va be’, ‘ste cose le sappiamo. Andiamo avanti ….).  

Sarebbe stupido, continuare sulle vecchie strade, su quelle vecchie strade, dicevo. Ma si sa, siamo circondati da molti stupidi! Per cui, non è scontato che le si abbandoni – almeno facilmente - quelle strade. Per prenderne altre e diverse:

la “normalità” va sostituita con l’eccezionalità permanente (è il Secolo dell’eccezionalità permanente). E lo “sviluppo sostenibile” con la decrescita sostenibile (se si vuole davvero garantire un Domani – energetico, ecologico, economico, sociale, psicologico, ecc. - alle attuali e future generazioni). Inutile ricordare che per tutto ciò, anche per tutto ciò, occorre: abbandonare il Riduzionismo, adottare l’Olismo, combattere lo pseudo-olimo. No?

Che bella Sfida!

Luca Fortunato (Matera)

martedì 22 febbraio 2022

Intermezzo (di cronaca) - Russia / Ucraina

Post 386

N.B. aggiornamento del 25/02/2022: in azzurro, in calce (vedi)

Intermezzo (di cronaca) - Russia / Ucraina 

Riporto qui nel blog una sintesi del mio pensiero in merito alla crisi Russia-Ucraina, che ho manifestato ieri con alcune persone che avevano chiesto la mia opinione in merito. E alla prossima. Luca Fortunato (Matera)

A mio parere di cittadino liberamente pensante, il motivo della crisi tra Russia ed Ucraina è solamente uno. È un motivo complesso, si badi bene, ma è solamente uno. E cioè: il possibile tradimento (o tradimento già di fatto) degli storici e contemporanei accordi internazionali secondo i quali la NATO non si sarebbe dovuta espandere ad Est, in questo caso Ucraina nella NATO.

Stop.

Che poi le implicazioni di una simile questione siano gigantesche e multidimensionali (politiche, geografiche, territoriali, economiche, sociali, etniche, ecc.) è cosa verissima, ma sono gli effetti e non la causa del problema. Esse non devono far sbagliare la diagnosi (e dunque la possibile, ma giusta, cura, soluzione, risoluzione, ecc.).

Per una volta, lascerei fuori dal problema “diagnosi/terapia”, il denaro, l’interesse economico, il potere economico, l’interesse economico anche di tipo territoriale- geografico, ecc. ecc. ecc. Non che non ci siano. Ma essi sono implicati diversamente e secondariamente. Anche perché ponendoci la domanda: ma quale interesse economico avrebbe mai la Russia in una crisi-tensione con l’Europa visto che l’Europa è un grandissimo importatore della sua Energia?, la tesi riduzionistico-economica (di chi fa i conti facili ma decontestualizzati, di chi fa i conti in modo solamente “ragionieristico” senza considerare anche e soprattutto l’“anima” della questione) diventa neve al sole.

L’“accerchiamento” della Russia da parte della NATO in espansione (con ben 8 allargamenti! dal 1952 al 2020!) e che vorrebbe continuare ancora! pure Oggi! con l’Ucraina! , come pensiate che possa essere vista, percepita e giudicata dai russi?

Ed è ovvio che in un simile contesto generale (in cui la ragione internazionale della Russia è fin troppo evidente), lo specifico riconoscimento delle repubbliche separatiste del Donbass ci sia andata proprio a fagiolo (materializzando, così, la ragione della Russia anche a livello “locale”).  

Ci vuole rispetto per i popoli. E tra i popoli. Questo è il punto.

L’Occidente (Europa e America) farebbe bene ad essere olistico. Per una volta! Almeno stavolta! Nella diagnosi del problema e quindi nella conseguente e deduttiva terapia. Per giunta, farebbe bene ad essere meno arrogante o a non esserlo proprio più! E magari ad avere anche un po’ di memoria storica (ottobre 1962: Crisi dei Missili di Cuba). Infine, non sfugga all’arrogante e “spericolato”  Occidente che Russia vuol dire anche Cina (amica della Russia).

Si rischia davvero tanto, qualcosa di molto brutto. Per Tutti (Occidente e Oriente).

Con la guerra sarebbe il Male assoluto. Per Tutti.

Ma anche senza guerra, la sola tensione geopolitica, il permanere della sola tensione geopolitica, sarebbe insostenibile (economicamente, energeticamente, logisticamente, socialmente, ecc.). Per Tutti. Specialmente ora, dopo due anni di Pandemia (e che non è ancora finita. Le ondate, le singole ondate, salgono e scendono, arrivano e scompaiono. Ma la Pandemia? Il tutto? Un giorno è arrivato e un giorno certamente scomparirà. Ma quando scomparirà? Nel 2022? Nel 2023? …. E le varianti del virus? Sono finite? ….).

Ci vuole la Pace. Certo. E in ogni caso: sia per evitare la guerra militare sia per evitare la guerra di fatto (economia, sanzioni, ecc.). Certo è, che della Pace la “gente media” sia interessata soprattutto alle bollette meno care, ai prezzi bassi delle materie prime e dell’energia, alla “normalità”, ecc. (…. mi verrebbe da dire: che banalità! ….). Ma se non si comprende (non banalmente) che anche la Pace è un concetto olistico (con tutte le implicazioni anche operative della natura del concetto), faremmo solamente retorica e demagogia. Lasciando, così, spazio facile al Male assoluto.

Speriamo bene.

Aggiornamento del 25/02/2022: purtroppo la Russia per difendere le proprie ragioni (che ci sono tutte e restano tutte) ha scelto il mezzo sbagliato: la guerra. Ma perché la guerra finisca (e al più presto) occorre considerarle quelle ragioni. E non mi sembra che ciò stia accadendo. La Pace (anche la Pace) richiede Olismo. Speriamo bene. 

Luca Fortunato (Matera)

    

lunedì 21 febbraio 2022

Sintesi - 18

 Post 385

Sintesi – 18

Come da programma, vado a pubblicare alcune Sintesi (questa di oggi e alcune delle prossime) in merito all’Arte e specificatamente in merito agli aspetti paradigmatici in seno ad essa. Nel Nuovo Libro, infatti, vi è anche questo tema. E per due motivi:

1.per una questione biografica: per chi non lo sapesse o non se lo ricordasse, sono anche un artista: pittore e musicista. Qui, oggi, parliamo di arte pittorica. Ecco una piccola nota biografica in merito: ho iniziato a studiare e ad esercitare sistematicamente l’arte pittorica astratta dal 1996. Dipingo su tela con colori acrilici ed ho all’attivo la partecipazione a diverse mostre collettive in Italia - Lecce, Roma, Bologna, Cortona (Arezzo), Milano - nonché una partecipazione con foto delle mie opere in una mostra collettiva in Argentina a Buenos Aires;

2.anche nell’Arte, fondamentale è la questione paradigmatica (Olismo/Riduzionismo) e spesso con “sorprese” da parte del grande pubblico! Vedrete. Leggerete.

Intanto, vi ripropongo parte di quanto già scrissi in merito all’Arte pittorica e all’Olismo, dandovi  appuntamento alla settimana prossima per il prosieguo della Rubrica. E come sempre, ad maiora, amici, ad maiora! - Luca Fortunato (Matera).

 

Arte pittorica e Olismo

L’arte astratta, nello specifico la pittura astratta, è complessa ma il discorso sulla sua natura paradigmatica è paradossalmente molto semplice. Ovviamente, l’avrete già intuito, la pittura astratta è olistica. Il motivo cercherò di spiegarlo qui di seguito:

se osserviamo un dipinto figurativo (un ritratto oppure un paesaggio oppure una natura morta, ecc.) il suo significato (che è soggettivo per ognuno di noi, positivo o negativo che sia) è dato da un mix di categorie comprensibili e riconducibili alla normale esperienza quotidiana. La pittura figurativa usa il “linguaggio” comune. La genialità dei pittori figurativi consiste nelle tecniche, nelle proporzioni, nelle prospettive, negli equilibri visivi, ecc. Ma il “linguaggio” è quello comune.

Se, al contrario, osserviamo un dipinto astratto (astrattismo lirico come quello di Kandinsky, neoplasticismo come quello di Mondrian, suprematismo come quello di Malevic, espressionismo astratto - o “action painting” - come quello di Pollock, ecc.) il suo significato (che è sempre soggettivo per ognuno di noi, positivo o negativo che sia) è dato da un emergente quid che se noi volessimo provare a tradurre, a spiegare, con le sole categorie riconducibili alla normale esperienza quotidiana mai ci riusciremmo. La genialità dei pittori astratti (o astrattisti, che dir si voglia) consiste certamente nelle tecniche, nelle proporzioni, nelle prospettive, negli equilibri visivi, ecc. ma non solo. Vi è anche la traduzione sulla tela di una intuizione diversa, più profonda, quasi misteriosa.

La pittura astratta, dunque, è olistica perché essa va oltre la somma, qualunque somma, di concetti e vocaboli che mai si possa trovare per spiegarla. E proprio perché astratta (nelle forme e nei colori) ma reale (fisicità, tangibilità, presenza e concretezza dell’opera d’arte) essa ha qualcosa in più  e non in meno - paradossalmente - della pittura figurativa. Ed è anche questo in più a renderla olistica.

Mentre nella pittura figurativa vi è una interpretazione creativa da parte dell’artista che interpreta la realtà visiva, comunque la realtà visiva (persone, animali, piante, cielo, paesaggio, oggetti vari, ecc.) nella pittura astratta vi è una creazione totale ed una creatività totale da parte dell’artista (da non confondere con l’arbìtrio totale che quando presente fa si che la tela dipinta in astratto non sia un’opera d’arte ma un’accozzaglia di forme e colori).

Provate ad osservare le seguenti opere d’arte astratta, che indico a titolo puramente esemplificativo ma molto significativo essendo stati i loro autori i capiscuola all’interno dell’Astrattismo del Novecento, e ve ne renderete conto (dotati della giusta predisposizione e sensibilità, ovviamente). Anche osservarle su internet va bene (ma non è la stessa cosa che osservarle dal vivo presso un museo o una galleria, ovviamente):

A)-“Accento in rosa” – olio su tela – 100,5 x 80,5 cm - (1926) di Vassilij Kandinsky;

B)- “Fuoco nella sera” – olio su cartone – 33,8 x 33,4 cm – (1929) di Paul Klee;

C)-“Composizione suprematista” – olio su tela – 88,5 x 71 cm – (1916) di Kazimir Malevich;

D)-“Grande composizione A” – olio su tela – 91 x 91 cm – (1919-20) di Piet  Mondrian;

E)-“One: Number 31” – olio e altre tecniche - 2,7 x 5,31 m – (1950) di Jackson Pollock.  

L’Olismo si esprime anche attraverso meraviglie del genere!

 

 

 

sabato 19 febbraio 2022

Sintesi - 17

Post 384

Sintesi – 17

Uno degli effetti peggiori del Riduzionismo è la mentalità burocratica che porta, nella maggior parte dei casi, alla cattiva burocrazia. Vecchio, vecchissimo problema d’Italia. Tutti se ne lamentano, tutti vorrebbero risolverlo, ma quanti poi, alla fine, combattono o sono disposti a combattere contro la cattiva burocrazia? La maggior parte delle persone, purtroppo, alla fine “attacca il ciuccio dove vuole il padrone” o pretende che si “attacchi il ciuccio dove vuole il padrone” anche quando ci sono tutte le condizioni per contestare la cattiva burocrazia, per controbattere, per fare ricorso, addirittura per sporgere querela. Ma questo attiene al coraggio o alla vigliaccheria della gente. E poco si può fare. Quel che invece si può fare, in ogni caso e anche in un secondo tempo, è mostrare, dimostrare e denunciare gli errori, gli eccessi, gli abusi, le false competenze, ecc. della cattiva burocrazia (anche e soprattutto sul piano metodologico e paradigmatico).

Va detto che di per sé la Burocrazia non è un male, sia chiaro. Ma la maggior parte delle volte lo è. Purtroppo. E questo anche per scenari del genere: una cosa è lavorare in un Ufficio e rimanere se stessi (architetto, ingegnere, agronomo, geologo, economista, avvocato, ecc.) facendo così della buona burocrazia, altra cosa invece è alienarsi in una mentalità burocratica snaturando se stessi creando così problemi ai cittadini (imprenditori, commercianti, ecc.), problemi che si sarebbero certamente potuti evitare rimanendo liberi nel pensare per trovare soluzioni di sintesi tra i regolamenti, le leggi, ecc. da una parte, e le specificità e le peculiarità di ogni caso, dall’altra parte. Perché ogni caso è un caso a sé, e pretendere di ridurre ogni caso agli schemi burocratici, negli schemi burocratici, ecc. non solo è ridicolo (dal punto di vista realistico, logico e scientifico) ma è anche problematico, anzi spesso inutilmente problematico.

Ad ogni modo, come già sapete nel Nuovo Libro è prevista una apposita sezione dedicata alla questione paradigmatica – Riduzionismo/Olismo - in seno alla Burocrazia. E di fatti da raccontare ne avevo già. Ma di recente se ne è aggiunto un altro, un altro scenario burocratico, che vale davvero la pena raccontare. È una sintesi perfetta di cosa si intende per cattiva burocrazia, cattiva amministrazione, mentalità burocratica, vigliaccheria burocratica, arroganza burocratica, ecc. Quando voi lettori lo leggerete nel Nuovo Libro (con tutti i dettagli sconcertanti e ingiusti della vicenda – di stampo riduzionistico, ovviamente - e poi con tutti i rimedi – di stampo olistico, naturalmente - che invece si sarebbero potuti attuare per evitare lo stesso scenario) stenterete a crederci. Eppure è accaduto davvero. Ovviamente, a livello di danno personale e/o materiale, nessun danno. Alla fine si risolve sempre tutto. Ma la domanda è:

è mai possibile che la cosa pubblica, che il bene pubblico, che l’interesse pubblico, ecc. vengano ancora messi nella mani di gente che è da definire certamente come “alienata” (nel senso spiegato prima)? Ma anche: “rubastipendio”, sarebbe il minimo termine; “pseudo-competente” sarebbe il medio termine; “stupida” sarebbe, invece, il termine effettivamente giusto! A cui aggiungere anche, ancora e a volte i termini: “falsa”, “mistificatrice”, “manipolatrice”, “tendenziosa”, ecc.

Vedrete nel Nuovo Libro.

Intanto (anche per prepararvi!) su questa grande tematica della Burocrazia, vi lascio delle definizioni e delle frasi che oltre ad avere una validità sul piano generale, vanno ad inquadrare perfettamente gli specifici e singoli episodi che racconto nel Nuovo Libro (compreso l’ultimo episodio! di cui ho iniziato a raccontarvi, che ha davvero dell’incredibile ma che è anche una fortuna dal punto di vista editoriale, per il Nuovo Libro intendo. Capita proprio a fagiolo!). Buona lettura (e buona riflessione), dunque. E alla prossima! Luca Fortunato (Matera):

 [….] la parola burocrazia può indicare anche il potere assunto dalla massa dei funzionari, e soprattutto la lunga e complessa serie di formalità e procedure, spesso avvertite come eccessive e inutili, attraverso cui una pratica deve passare per essere portata a termine (la lentezza, le lungaggini della b.).  […] il termine burocrazia sta ad indicare un’osservanza esagerata e inflessibile dei regolamenti, specialmente quando essi vengono osservati più negli aspetti formali che nella sostanza. – (Vocabolario Treccani)

La differenza  tra  management ed  amministrazione (che è esclusivamente quello che i  burocrati sono soliti fare) è la differenza tra scelta e rigidità – (Robert Heller)

 I burocrati temono la responsabilità personale e cercano riparo dietro le loro regole - (Erich Fromm)

Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Ringrazia vivamente. Deplora l’assenza del modulo “H”. Conclude che passerà il progetto, per un sollecito esame, all’ufficio competente, che sta creando – ( Ennio Flaiano)

Burocrazia, una difficoltà per ogni soluzione - (Herbert Samuel)

La burocrazia è un meccanismo gigante mosso da pigmei – (Honoré de Balzac)
 

 

martedì 15 febbraio 2022

Sintesi - 16

 Post 383

Sintesi – 16

Comunicazione ai Lettori: tengono banco (e positivamente) certe discussioni (in particolare dal post 378 in poi). Era inevitabile, del resto. Bene. Anzi, benissimo. Ma vista l’estrema importanza di esse, non mi andava di farVi attendere oltre (qui nel blog intendo), cari lettori, per la conclusione di tale linea tematica (nel Nuovo Libro poi, approfondimenti). Viste anche le vostre “pressioni” via WhatsApp! Scherzo, ovviamente. Anticipo dunque la Sintesi in questione. Dalla settimana prossima, comunque, la Rubrica Sintesi proseguirà (ovviamente) ma sugli aspetti generali circa tutti gli altri temi del Nuovo Libro (sono diversi e non sono meno importanti: Arte, per esempio; Città di Matera e mie idee – olistiche e inedite - in merito, altro esempio; ecc. ecc. ecc. ). Ma ora veniamo al post odierno:

Il grande (e geniale) fisico, cosmologo e matematico Stephen Hawking (1942-2018) diceva (e in un certo senso ricordava a tutti noi):  

“[…] il nostro cervello interpreta i segnali provenienti dagli organi sensoriali costruendo un modello del mondo esterno. Ci formiamo così concetti mentali della nostra casa, degli alberi, delle altre persone, dell’elettricità che fluisce dalle prese nelle pareti, degli atomi, delle molecole e degli altri universi. Questi concetti mentali sono l’unica realtà che possiamo conoscere. Non esiste nessuna verifica di realtà indipendente dai modelli […]”  

Bene. Ricordata questa verità fondamentale, e fermo restando essa, i macro-modelli (paradigmi di conoscenza, di interpretazione, di metodo, ecc.) attualmente esistenti al Mondo, sono il Riduzionismo e l’Olismo. È la Storia, care e dolci bellezze! (storia della scienza, storia della tecnica, storia dell'economia, storia-storia, ecc.).

Alcune persone ne sono consapevoli, altre non lo sono, altre ancora e invece giocano su queste cose (fanno finta, recitano per portare acqua al proprio mulino o perché non sanno come uscir fuori da certe ed imbarazzanti situazioni-condizioni). Ad ogni modo, esistono il Riduzionismo e l’Olismo. Di conseguenza, tutti gli eventuali micro-modelli o sono riduzionistici o sono olistici. Non si sfugge. Di conseguenza, i fatti, le evidenze, i dati, le esperienze, ecc. vengono interpretati, sempre interpretati, non è possibile non farlo, alla luce o del Riduzionismo o dell’Olismo. Non si sfugge per niente. Chi crede che esistano fatti, evidenze, dati, esperienze, ecc. indipendenti dall’interpretazione paradigmatica (e dalla soggettività di chi interpreta seppure in un mare di oggettività), crede il falso. E chi cerca di far passare una falsità del genere, o è uno sprovveduto (se è in buona fede) o è un imbroglione (se è in mala fede). Ad ogni modo, crea un danno. E la Società non può più permettersi di non metter mano a fenomeni del genere. Specialmente in tempi di Complessità come questi (e come quelli futuri, non vi è dubbio): cambiamenti climatici, pandemia, crisi geopolitiche anche e ancora di stampo militare, migrazioni, ecc. richiedono anche e soprattutto una consapevolezza paradigmatica (che è anche metodologica) e successivamente, per completare (a ragion veduta):

1. l’abbandono del Riduzionismo;

2. l’adozione dell’Olismo;

3. il contrasto allo pseudo-olismo:  anche in sede legale, uno degli scopi del Movimento che nascerà in seguito alla pubblicazione del mio Nuovo Libro. Perché, si badi bene, lo pseudo-olismo è anche ufficiale, istituzionale, è nelle carte ufficiali ed istituzionali. Vedrete. Vedrete nelle carte ufficiali ed istituzionali comparire, per esempio, l’aggettivo olistico ma senza che poi vi sia olismo (metodologico, epistemologico, gnoseologico, teorico, scientifico, tecnico, pratico, ecc.), senza coerenza. Così come vedrete comparire l’aggettivo olistico usato come solo sinonimo di “integrato” o di “sistemico” o di “globale” o di “multidisciplinare”, ecc. ma senza, anche qui, che poi vi sia olismo (metodologico, epistemologico, gnoseologico, teorico, scientifico, tecnico, pratico, ecc.). E ancora: vedrete comparire l’aggettivo olistico in un contesto di metodologia analitica o esclusivamente analitica (senza sintesi). Così come in un contesto di metodologia esclusivamente razionale cioè senza anche l’intuizione (niente di più sbagliato e di più falso, in entrambi i casi, tecnicamente e culturalmente, come ben sapete cari lettori). Ecc. ecc. ecc. In ogni caso, che si tratti di sviste o di superficiali ed errate mode lessicali o di veri, voluti e furbeschi imbrogli (slegare l’aggettivo olistico dal sostantivo olismo, slegare l’aggettivo olistico dal significato e dalle implicazioni del sostantivo olismo, ecc.), essi, intanto, come prima istanza, vanno mostrati, dimostrati e denunciati. Non vi pare? È l’idea (e lo scopo) di fondo del mio progetto (Nuovo Libro + Movimento). Stiamo arrivando!

Luca Fortunato (Matera)

Ricordo il contatto (per Tutti), per info, adesioni, ecc.:

WhatsApp tel. cell. 389.4238195

(preferibilmente, dalle ore 9 alle ore 12.30,

dal lunedì al venerdì. Grazie mille)