Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

martedì 12 marzo 2019

La Xylella avanza. E allora?


Post  288

La Xylella avanza. E allora?

Dal Libro Primo “Esempi d’Olismo” – Autore: Luca Fortunato – Self-Publishing, PDF, 2016-2017: 

[…] è ragionevole supporre ed immaginare che anche una eventuale ed ancora ulteriore “espansione” più a Nord dei territori brindisini e tarantini attualmente “toccati” (dunque territori baresi, territori materani ecc.) farà materializzare un quadro d’insieme serio ma non grave cioè con uguale prevalenza degli ulivi sani rispetto agli ulivi disseccati o in disseccamento (così come ogni anno accade, in Italia, per il quadro d’insieme influenzale di noi umani ……).
[…] Quanto all’espansione verso Nord del fenomeno del disseccamento rapido, in realtà non si tratta di una espansione, di un avanzamento, di contagio, di espansione territoriale del contagio, dell’insetto vettore che si muove o che viene mosso (con i mezzi di trasporto, ad esempio) ecc. Si tratta, invece, di un materializzarsi locale di quelle particolari condizioni multifattoriali di stress (medio e soprattutto alto) per le piante d’ulivo. Ed esse si materializzano in seguito, successivamente a quelle avutesi nelle prime zone e nei primi tempi del fenomeno perché man mano che ci si sposta dal Salento leccese gallipolino verso Nord Est, verso Nord e verso Nord Ovest il clima si fa man mano più stabile nel suo complesso e l’habitus degli ulivi diventa man mano più simile a quello degli ulivi delle altre zone della Puglia, delle zone della Basilicata ecc. Sempre nel complesso. [….]
[…] Il batterio Xylella fastidiosa, certamente presente nell’agro-ecosistema salentino, di per sé innocuo o non particolarmente problematico per gli ulivi, può divenire uno dei tanti fattori negativi per gli ulivi in una eventuale e casuale e non lineare ed anche caotica sinergia con altri fattori negativi presenti. Può concorre anch’esso a rendere complessa, ancora più complessa, la preesistente situazione di stress per le piante d’ulivo e dunque concorre anch’esso all’emergere del disseccamento rapido. Ma non come concausa, bensì come ulteriore elemento di complessità da cui il fenomeno del disseccamento rapido emerge, emerge spontaneamente. [….]
[…] è evidente che la prospettiva generale di rimedio non può che essere quella della convivenza con la problematica che è stata, è, e sarà condizione cronica, con picchi acuti, ma oramai e per sempre cronica. Cercando, se ci si riesce, e non è detto che ci si riesca, con l’augurio ovviamente di riuscirci, di farle materializzare i danni minori. La prospettiva dell’eradicazione così come quella della prevenzione così come, e addirittura, quella della cura sembrano o meglio sono del tutto irrealistiche e destinate allo scacco. [….] 

Dal Libro Secondo “Esempi d’Olismo” – Autore: Luca Fortunato – Self-Publishing, PDF, 2017:

 [….] Vi è certamente una correlazione tra i batterio e il disseccamento, questo sì (cosa, del resto, prevista anche dalla mia teoria olistica) nel senso che il batterio Xylella fastidiosa è un “approfittatore” (come precisato prima), anche ed eventualmente aggravante la situazione già compromessa – da altri fattori - degli ulivi. Ma la correlazione non è tale da giustificare l’affermazione che il disseccamento è causato dal batterio. [….]  
 […] se avessero capito o se capissero il parametro Sm della mia teoria saprebbero che il fenomeno interessa già tutti gli ulivi dell’Area Mediterranea - Italia, Spagna, Grecia ecc. - ma che poi si acutizza, e si manifesta anche macroscopicamente (disseccamento), per l’altro parametro Sf della mia teoria, come sta accadendo – per ora - in Salento per le specificità territoriali ed agronomiche – parametro (h) della mia teoria - che ho evidenziato nel Libro Primo ….). [….] 

Autore: Luca Fortunato - Tutti i diritti riservati (Legge 22 aprile 1941, n. 633 Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio).

P.S. Ricordo ai Lettori del blog che a partire dal prossimo Aprile verrà pubblicato un solo post al mese selezionando, tra i diversi fatti di cronaca che saranno avvenuti o tra i temi che saranno stati particolarmente discussi in Società, il fatto o il tema ritenuto più significativo relativamente ai Paradigmi (Olismo, Riduzionismo, pseudo-olismo).

mercoledì 6 marzo 2019

Cambia il clima ma non cambia l'Agricoltura


Post 287

Cambia il clima ma non cambia l’Agricoltura  

Il clima sta cambiando. E gli effetti negativi del cambiamento climatico si abbattono, ed in misura sempre maggiore, anche e soprattutto sull’Agricoltura. Le cronache degli ultimi mesi, anche delle ultime settimane, anche qui in Basilicata, ci consegnano uno scenario allarmante. E l’anticipo di primavera, ora in corso, va certamente bene per fare un giro in bicicletta o un pic-nic, ma non è certo salutare per l’Agricoltura (e quindi per gli aspetti quantitativi e qualitativi dei consumi alimentari di tutti noi, giusto per focalizzare un aspetto tra i tanti in gioco).
Ma il mondo agricolo (nel suo complesso, a parte rare e virtuose eccezioni) non sta reagendo in modo adeguato. Non sta cambiando.
E la tipologia di cambiamento che il mondo agricolo deve attuare è un cambiamento totale, intero, integrale (non si possono cambiare alcune cose e altre no). Inoltre, deve trattarsi di un cambiamento interno, endogeno, proprio, non indotto dall’esterno, non calato dall’alto.
Né si possono sempre aspettare i soldi del Governo o dell’Europa, giusto per dirne una. Che quando arrivano fanno bene, certo. Ma l’Agricoltura moderna è chiamata a ruoli molteplici – alimentare, industriale, salutistico, ecologico, ambientale, turistico, sociale, urbanistico, ecc. - che non possono essere schiavi di una logica-prassi del genere che tampona situazioni di crisi ma che non migliora la struttura del sistema Agricoltura né previene alcunché, una logica-prassi di natura essenzialmente politica e che dipende troppo dalle oscillazioni della Politica.
Certo, il cambiamento richiesto è difficile. Ed è comprensibile il ritardo di reazione adeguata. Ma non c’è alternativa ad una vera e propria rivoluzione delle logiche e delle prassi. Considerando anche la competizione globale. Occorre, insomma, darsi una mossa, ma nella giusta direzione.
E la svolta, ancora prima che tecnica, deve essere culturale. Anzi, la svolta culturale è la necessaria premessa perché ci possa essere la svolta tecnica (… ma l’Establishment fa la svolta tecnico-culturale a parole, ancora a parole. Nei fatti, resta conservatore, chiuso, blindato, ingessato, burocratico, militare, autoritario, maggioritario, convenzionale. Nel Paradigma del Riduzionismo, ovviamente. Con, a volte, recite  pseudo-olistiche. Ma niente di più. Del resto, l’Olismo vero, per sua natura, ha tratti diametralmente opposti. E questo dovrebbe far molto riflettere gli agricoltori, i professionisti tecnici, i sindacalisti, ecc. Perché poi possano pretendere cose diverse).
Anche perché in termini di clima anomalo, i prossimi anni e i prossimi lustri, probabilmente i prossimi decenni, non saranno certamente diversi, non andranno meglio. Anzi, sembra proprio che ci troviamo solo nella fase iniziale di un cambiamento climatico abbastanza importante. Nessun pessimismo, nessun catastrofismo. Solo realismo.
Per fronteggiare un nuovo fenomeno (il cambiamento climatico e i suoi effetti, in questo caso) occorre pensare ed agire in modo nuovo. Concretamente, dal mio punto di vista olistico: 
a) in meteorologia: adeguamento euristico dei modelli matematici  (con conseguenti previsioni meteo più vicine alla nuova Realtà che si è venuta a creare); in climatologia: revisione euristica delle tipologie di clima (con maggiore caratterizzazione geografico-zonale-ambientale in quanto in regime di cambiamento climatico i quid territoriali-ambientali giocano un ruolo maggiore);
b) adeguamento euristico al cambiamento climatico delle scelte colturali, delle tecniche colturali, del lavoro agricolo, dell’organizzazione aziendale, delle strategie di benessere animale, della selvicoltura, della meccanizzazione, delle strutture aziendali, ecc. in funzione del punto a);
c) adeguamento euristico delle filiere, in funzione del punto b);
d) studi statistico-attuariali di tipo euristico per adeguamento delle basi di calcolo dei rischi assicurativi in regime di cambiamento climatico;
e) tavoli integrati ed euristici (quindi olistici) a carattere sperimentale con contemporanea presenza dei “4 mondi”: mondo assicurativo, mondo agricolo, mondo tecnico-scientifico, mondo bancario, in funzione dei punti a), b), c), d);
f) stipulazione agevolata, concordata e sperimentale di polizze complete (multirischio) per le avversità climatiche (grandine, colpo di sole, eccesso di neve, eccesso di pioggia, sbalzo termico, vento forte, vento caldo, siccità, gelo, brina, alluvione) per l’intera annata agraria, in funzione del punto e).  

Approfondimenti:
-Libro Primo “Esempi d’Olismo”, 4° Capitolo – Autore: Luca Fortunato – Self-Publishing, PDF, 2016-2017;  
-Libro Secondo “Esempi d’Olismo”, 4° Capitolo  – Autore: Luca Fortunato – Self-Publishing, PDF, 2017;
-Libro Terzo “Esempi d’Olismo”, 2° Capitolo – Autore: Luca Fortunato – Self-Publishing, PDF, 2018;  
  
Luca Fortunato (Matera) 

P.S. Comunicazione ai lettori: il blog continuerà la sua mission ma con cadenza mensile. Positivi ma aumentati impegni mi impongono la cosa. Cercherò dunque di fare sintesi tra il nuovo assetto delle mie giornate, da una parte, e l’esigenza di tanti di voi lettori di continuare ad avere i miei punti di vista, dall’altra parte. Sono realtà entrambe importanti. A partire dal prossimo Aprile, dunque, verrà pubblicato un post al mese selezionando, tra i diversi fatti di cronaca che saranno avvenuti o tra i temi che saranno stati particolarmente discussi in Società, il fatto o il tema ritenuto più significativo relativamente ai Paradigmi (Olismo, Riduzionismo, pseudo-olismo). Per eventuali segnalazioni di fatti o di temi o per qualsiasi info: WhatsApp 389.4238195. E come sempre, ad maiora! amici, ad maiora!




lunedì 4 marzo 2019

Anche ad Altamura, un albero è venuto giù.


Post 286 

Anche ad Altamura, un albero è venuto giù. 

Sabato scorso, nella vicina e amica Altamura (BA), un albero di pino è venuto giù. In piazza Stazione. Fortunatamente, senza ferire o ammazzare. L’evento mi è stato segnalato da un amico e l’ho trovato su diversi media locali on-line. Che dire? Rimando ai precedenti post n. 282, n. 276, n. 273, ecc. ecc. ecc. (perché se è vero che ogni schianto arboreo è un caso a sé, è anche vero che i problemi di fondo per spiegarne cause e dinamiche così come per prevenirlo, sono ancora e sempre gli stessi. Purtroppo). Ma vi aggiungo qualcos’altro (anche a mo’ di ultimo commento su fatti del genere). Ciao a Tutti. E a presto (ma su altre cose ….). Luca Fortunato (Matera)   

La questione valutazione visiva/valutazione strumentale è un falso problema. È un’illusione gnoseologica ed epistemologica ritenere la valutazione strumentale migliore, più affidabile, più potente, più certa, della valutazione visiva relativamente ad una entità biotica e complessa come è appunto un albero. Tanto è vero che i protocolli esistenti in merito alla valutazione di stabilità degli alberi parlano di discrezionalità (e non di obbligatorietà) della valutazione strumentale ad eventuale integrazione della valutazione visiva. Un minimo di saggezza (scientificamente fondata) è pur presente nei  protocolli esistenti (sebbene siano nel Riduzionismo e vadano superati con altri protocolli collocati nell’Olismo). Ma andare pure a manipolarla, questa minima saggezza, da parte di alcuni, è cosa che si commenta da sola. Dunque, discrezionale valutazione strumentale per personale preferenza di iter diagnostico, ma non certo per superiorità oggettiva (altrimenti ci sarebbe stato obbligo). Valutazione visiva che, dunque, se ritenuta esaustiva dal valutatore (dottore agronomo o dottore forestale) vale tanto per prescrivere la potatura quanto l’abbattimento quanto ancora per lasciare l’albero così come è. Invece, relativamente ad entità abiotiche (semplici o articolate) quali pali, pilastri, ponti, edifici, ecc. la questione valutazione visiva/valutazione strumentale effettivamente esiste. Ma per gli organismi viventi no (per l’esistenza di quid emergenti particolarmente influenti e solamente intuibili). Dunque, la vera questione è una questione di Paradigma (Olismo, Riduzionismo, pseudo-olismo) e non di occhio o di strumentazione o di altro. Mi rendo conto che è molto difficile comprendere la cosa. Sia per il cittadino in generale sia per molti addetti ai lavori non pratici di Olismo. Ma nei miei libri lo spiego in modo esauriente e con tanto di riscontri reali e suggerimenti bibliografici per letture adeguate (se poi uno le letture non le fa …). Così come nei miei blog, così come dal vivo (non ho mai fatto mancare il mio aiuto professionale a chi me l’ha chiesto in modo corretto e legittimo). Se poi proprio alcuni non capiscono o non vogliono capire, beh signori miei, allora per gli alberi, e sotto gli alberi, non ci resta, e non vi resta, che deporre le possibilità della terrena Scienza e affidarci, ed affidarvi, alla dea Fortuna ….. (…  sperando che ci ascolti, e vi ascolti ….  E sempre che esista tale dea ….).
   

sabato 2 marzo 2019

In difesa dell'opinione


Post 285 

In difesa dell’opinione 

La scienza (epistème) e l’opinione (dòxa) sono, ovviamente, cose diverse. Chi però le contrappone sempre e comunque, sbaglia. Non conosce o non coglie il rapporto costruttivo che, a volte, l’opinione ha, o può avere, nei confronti della scienza.
Specialmente in questioni complesse e/o nuove, specialmente quando su di esse la scienza è in difficoltà o addirittura è ferma, l’opinione (specialmente se qualificata: opinione professionale, opinione ben motivata, opinione credibile, ecc.) ha, o può avere, la funzione di inizio (iniziare una via di conoscenza che, poi, diventa scientifica); ha, o può avere, il ruolo di cominciare un percorso di Sapere (che, poi, diviene scientifico); ha, o può avere, la funzione di sbloccare le menti, di spronarle alla Ricerca scientifica (teorica e sperimentale); ha, o può avere, il ruolo di iniziare una via tecnica di tipo euristico per la risoluzione di specifiche problematiche che richiedono urgenza (specialmente quando l’algoritmica fa, o fa ancora, un buco nell’acqua).   
Del resto l’opinione (nel bene o nel male) e specialmente il suo esercizio  (virtuoso o meno), Oggi, nel Nostro Tempo, nella Nostra complessa Società, nell’Era del Web e dei social, è diventato un qualcosa di strutturale e di inevitabile e di fronte al quale la comunità scientifica e tecnica non si può comportare con il girare la testa dall’altra parte (compiendo così un atto riduzionistico. Il tutto, la realtà integrata è infatti composta anche dalle opinioni). Oppure non si può comportare mettendo in atto atteggiamenti denigratori (la deontologia professionale, per esempio, lo vieta). Occorre, invece, che si confronti. Necessariamente e con senso olistico della realtà. E deve farlo con apertura e rispetto. Anche perché potrebbe capitare che gli opinionisti (tanto puri cioè cittadini non addetti ai lavori, quanto competenti cioè cittadini addetti ai lavori), ci abbiano azzeccato. Abbiano davvero ragione (una ragione magari da argomentare meglio, da esprimere diversamente, da precisare maggiormente, da aggiustare, da migliorare, ecc. Ma ragione. Ragione sostanziale).     
Infatti, come vedremo anche qui di seguito con alcune importanti citazioni, la contrapposizione assoluta tra scienza e opinione (quasi sempre con una vera e propria demonizzazione dell’opinione, dell’opinionismo, ecc.) non solo è sbagliata (come il buon senso ci indica ma come anche la Storia ci dimostra in qualche caso) ma nasconde spesso anche motivazioni (negative) di natura extra-scientifica (di natura - invece e purtroppo - culturale, etica, comportamentale, personalistica, ecc.).  
Anche su questa delicata tematica (scienza e opinione) occorre avere, insomma, flessibilità, apertura, intelligenza e cultura. Per far nascere un approccio obiettivo che, poi, possa permettere di “assolvere” o di “condannare” l’opinione a seconda dell’oggetto specifico a cui si riferisce, a seconda di chi la esprime, a seconda del contesto, ecc.
Generalizzare ed etichettare, e magari in fretta, è sempre un errore. Se poi, inoltre, lo si fa anche con piglio autoritario (magari in Italia, dove il Fascismo non c’è più dal 1943 - 1945) diventa anche un po’ ridicolo. No?
Infine, anche questo tipo di tematica (scienza e opinione) è strettamente collegata all’esigenza generale di dialettica (tesi, antitesi, sintesi). Dialettica che per essere davvero tale (e non semplicemente dibattito) deve prevedere l’esistenza di una contrapposizione (tra una tesi ed una antitesi) e successivamente la sua risoluzione in una sintesi (che deve avere natura superiore – maggiore della somma di tesi e antitesi - e che quindi sarà ben diversa dal compromesso – minore della somma di tesi e antitesi o uguale alla loro somma). Dialettica che, dunque, è olistica. Dialettica che non va negata. Anzi, va garantita.   
Ed ora, buon proseguimento (illuminante) di lettura con le citazioni. E buon weekend. Luca Fortunato (Matera)

1. La nostra prima reazione di fronte all’affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o una opinione tendiamo subito a pensare “è ingiusto”, “è stupido”, “è anormale”, “è irragionevole”, “è scorretto”, “non è gentile”. Molto di rado ci permettiamo di “capire” esattamente quale sia per lui il significato dell’affermazione. – Carl Rogers 

2. Uomini arretrati e uomini precorritori. Il carattere sgradevole, che è pieno di diffidenza, che prova invidia per ogni successo del suo competitore e del suo prossimo ed è violento e collerico contro le opinioni divergenti, mostra di appartenere a un livello precedente di cultura, e di essere dunque un residuo: infatti il suo rapporto con gli uomini era giusto e adeguato in un'epoca in cui vigeva il diritto del più forte: è un uomo rimasto indietro. Un altro carattere, che partecipa alla gioia altrui, si fa amici dappertutto, sente amore per tutto quanto cresce e diviene, gode insieme con gli altri dei loro onori e successi e non si arroga la prerogativa di essere il solo a conoscere la verità ed anzi è pieno di un'umile diffidenza – questo è un uomo che precorre, che aspira a una cultura umana superiore. Il carattere sgradevole proviene dai tempi in cui le rudimentali fondamenta dei rapporti umani erano ancora da costruire, l'altro vive sul piano più alto di tali rapporti, il più lontano possibile dalla belva selvaggia che infuria e urla nei sotterranei, rinchiusa sotto le fondamenta della cultura. - Friedrich Nietzsche  

3. Come noi stimiamo le nostre opinioni, considerandole utili, nel caso che siano ammirate dagli altri ed anche quando non lo sono, nello stesso modo dobbiamo stimare le opinioni altrui, purché ne siano degne. – Epicuro 

4. In ogni campo in cui è possibile una differenza di opinioni, la verità dipende dall'individuazione dell'equilibrio tra due gruppi di ragioni contrastanti. Anche nella filosofia naturale, è sempre possibile fornire un'altra spiegazione degli stessi fatti; una teoria geocentrica invece di quella eliocentrica; il flogisto invece dell'ossigeno […] - John Stuart Mill  

5. Bisogna dare il benvenuto a chi magari ha opinioni diverse ma viene a partecipare a un evento condiviso. – Pietro Ingrao 

6. Rifiutare di avere delle opinioni è il modo di averle. – Luigi Pirandello