Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

lunedì 2 gennaio 2023

One Health (& One Medicine)

Post 412

One Health (& One Medicine)   

N.B. aggiornamento (in giallo – vedi nel testo) del 17/01/2023

N.B. aggiornamento (in verde – vedi nel testo) del 18/01/2023

Si fa un gran parlare di “One Health” cioè di “una sola salute” per indicare come effettivamente la salute umana, la salute animale, la salute vegetale e la salute dell’ambiente-ecosistema, siano tutte intimamente legate e tutte intimamente interdipendenti tra di loro, a formare un unicum multidimensionale ed integrato ma anche e soprattutto olistico.

In sé, questo gran parlare non è un male. Anzi …  

Il problema è la superficialità (specialmente giornalistica e specialmente politica, come in tante altre questioni del resto) con cui si affronta il tema One Health. Così come la manipolazione, la distorsione, ecc. sempre in merito a questa cruciale tematica. Per esempio, l’Establishment affronta questa tematica che è appunto una tematica olistica cioè collocata nell’Olismo rimanendo nel Riduzionismo! Usa pure l’aggettivo olistico senza però entrare nell’Olismo, restandone fuori, facendo pseudo-olismo dunque, snaturando lo stesso e autentico carattere olistico della questione traducendolo solamente come “integrato”, “multidisciplinare”, “interdisciplinare”, “transdisciplinare” , ecc. Sappiamo che così non è.

La multidisciplinarità, l’interdisciplinarità, la transdisciplinarità, l’integrazione, ecc. possono essere certamente buone strade, buone vie, per arrivare all’Olismo, per favorire l’Olismo, ma non sono esse stesse l’Olismo! L’Olismo è qualcosa di più, di ancora di più. E l’Olismo deve essere innanzitutto in seno all’individuo, alla singola persona, conquista individuale, prassi professionale individuale, ecc. non si acquisisce nella dimensione collettiva. La dimensione collettiva può essere un fattore di risoluzione in casi e in situazioni caratterizzati da difficoltosa componente logistico-organizzativa, questo sì. Ma in un collettivo occorre entrarci già da olisti.  

Del resto, siamo abituati a queste manipolazioni-distorsioni (stolte o furbesche che siano). Pensate, che, di recente, giusto per fare un ennesimo esempio, ho visto trattare l’argomento olistico One Health su un quotidiano (nazionale!) che per “approfondire” l’argomento è andato ad intervistare esponenti accademici della scienza analitico-riduzionistica! Cioè i nemici giurati dell’Olismo paradigma nel quale è invece collocata One Health! Una tale contraddizione (stolta o furbesca che sia) se non fosse soprattutto tragica, ci farebbe solo ridere …. Niente di nuovo, dunque, se non che sulla Salute non si scherza e non si deve consentire a nessuno di scherzare. Ma di questo si occuperà la Legge, grazie anche al contributo di denunce civico-culturali come quelle di questo blog, come quelle dei miei libri, ecc. Tempo al tempo (e avete già visto - su altre tematiche trattate da questo blog, anche di recente - di come il Tempo sia sempre Galantuomo in tal senso ….). Ma ora andiamo avanti (con il post):

la tematica One Health è antica ma viene “riscoperta” solo Oggi perché Oggi gli scenari sanitari sono diventati davvero tragici (per tutte le entità: uomini, animali, piante, ambiente-ecosistema) e quindi sono diventati inaccettabili. Beh, specialmente in ambito scientifico e tecnico, le cose andrebbero comprese, “viste” e “previste” con il potere della mente (intuizione e/o logica deduttiva) e comprovate sperimentalmente, e non certo “acquisite” perché ci si va a sbattere contro! Ma tant’è … (evidentemente non tutti gli scienziati e non tutti i tecnici sono davvero tali ….   Sopravviveremo!).

La Salute non è questione solamente di Medicina (umana, animale, vegetale). La Salute non è questione solamente di medici (che sono: per le persone, i medici-chirurgi; per gli animali, i medici veterinari; per le piante, i dottori agronomi; per l’ambiente-ecosistema: geologi, ingegneri, biologi, dottori agronomi, fisici, chimici, ecc.). E in Medicina - e con tutte le tipologie di medici - non è nemmeno e solo questione di “materia” ma anche di “energia” (o meglio è solo questione di energia: E=mc2 docet) e di “contesto” :

-le persone senza sintomi e segni fisici di malattia non è detto che siano in salute! (esistono anche malattie inizialmente asintomatiche. E comunque esclusa pure ogni dimensione fisica di malattia, la salute è anche questione di benessere psicologico e di benessere sociale);

-le piante agrarie che producono non è detto che siano in salute! (esistono anche malattie che permettono la produzione ma che poi, e specialmente nel medio-lungo termine - 5-10-15 anni -  come per gli alberi in produzione agraria, diventano gravi ed anche mortali. E comunque, una pianta agraria può produrre anche se “accanita terapeuticamente” e/o “dopata” e/o “avvelenata” ecc.: possiamo parlare di “salute”? anche in rapporto ai consumatori e/o all’ambiente e/o all’etica-deontologìa?);

-i suoli (urbani, forestali, ecc.) sistemati prima dei cambiamenti climatici in corso non è detto che siano in “salute” solo perché non hanno ancora manifestato segni di “malattia idrogeologica” (andrebbero comunque compensati in funzione dei mutati regimi di piogge, temperature, ecc.);

-gli alberi urbani “capitozzati” non sono e non saranno più sicuri! Si continua a potare “alla selvaggia” (in tutte le città italiane, compresa la mia …) senza selezionare i rami da tagliare distinguendoli, dunque, da quelli da lasciare. Si tagliano tutti i rami! Credendo e illudendosi ma soprattutto facendo credere e facendo illudere i cittadini che così gli alberi cresceranno più forti e più stabili. Niente di più falso: gli alberi selvaggiamente potati-capitozzati avranno maggiori probabilità – rispetto agli alberi potati con criterio e dunque e paradossalmente meno potati - di ammalarsi (di malattie fungine, batteriche, virali, ecc.), di subire attacchi e danni da parte di insetti, di avere squilibri metabolici ed energetici, di avere rami in sovrannumero e più deboli, di essere più instabili (con maggiori probabilità di schiantarsi al suolo e/o di far schiantare al suolo o su macchine o su persone, ecc. parti di essi). Cioè … si otterrà esattamente il contrario di ciò che si credeva di dover ottenere!  Mamma mia … quanta incompetenza e/o quanta speculazione (economica, logistica, ecc.) continuano ad esserci …. (continuano …..);

ecc.

Così come non bisogna confondersi e far confondere (spesso anche appositamente, in modo furbesco, truffaldino, speculativo, ecc.) tra cura (correlata alla guarigione, che può portare alla guarigione, che porta alla guarigione, che ha un termine temporale quello appunto della guarigione, ecc.) e terapia o rimedio o altro (di supporto, di miglioramento, di trattamento dei sintomi, di convivenza con la malattia, di contrasto alla malattia, di trattamento della malattia cronica, di aiuto continuativo nel tempo, ecc.). Sono cose ben diverse. A parte le cure palliative (capitolo particolarissimo, anche come vocaboli ed espressione) e che sono un discorso completamente a parte, le cure (propriamente intese) sono particolari terapie finalizzate alla guarigione. Esiste la grande famiglia delle terapie (protocolli di supporto, di miglioramento, di trattamento dei sintomi, di convivenza con la malattia, di contrasto alla malattia, di trattamento della malattia cronica, ecc.) all’interno della quale vi sono anche le cure (protocolli terapeutici di guarigione). La confusione (colposa o dolosa che sia), nasce anche dal fatto che del vocabolo “cura” esiste anche un significato comune (non tecnico, non scientifico) cioè “premura, interessamento, impegno, riguardo, attenzione, custodia, manutenzione virtuosa, gestione positiva, ecc.“ o esistono significati anche tecnici e scientifici ma non-medici, non-sanitari che riguardano altri importanti aspetti ma che prescindono dalla salute/malattia, come ad esempio “cure parentali” , “cure colturali”, ecc. C’è da dire che anche nella comunicazione medica (umana, animale, vegetale, ambientale, che sia) a volte vengono commessi errori di confusione-comunicazione, anche gli addetti ai lavori sbagliano. Il punto, però, è capire la natura dello sbaglio: se è solo distrazione, un farsi trascinare nel linguaggio comune, ecc. poco male, da correggere comunque e in seguito (sia chiaro), ma ci può stare. Altro discorso, invece, è speculare (economicamente, commercialmente, politicamente, mediaticamente, ecc.) sui significati dei vocaboli, marciare, giocare su di essi  e con essi. Del resto, la differenza tra terapia e cura rispecchia anche la differenza (culturale di base) tra l’Antica Grecia e l’Antica Roma: “terapia” infatti viene dal greco antico ed è un concetto tipicamente ampio, generale, omnicomprensivo, (olistico), ecc. mentre “cura” viene dal latino ed è un concetto tipicamente ristretto, specifico, settoriale, (riduzionistico), ecc. Ma andiamo avanti:

ed Oggi, in un Tempo di estrema complessità (con dinamiche di tipo emergente per l’accentuata multifattorialità e multidimensionalità dei fenomeni), anche in Medicina (umana, animale, vegetale, ambientale) c’è da aspettarsi sempre di più – realisticamente – scenari di terapia o di rimedio (e quindi di convivenza con i fenomeni patologici, contrastandone o prevenendone i danni maggiori) e non invece scenari di cura (e quindi il raggiungimento della guarigione, del superamento dei fenomeni patologici). Parallelamente, il concetto di salute (umana, animale, vegetale, ambientale), Oggi in un Mondo e in una Società sconvolti come non mai deve necessariamente – e realisticamente – purtroppo, essere rivisto (ammorbidito, reso più sfumato, relativizzato, ecc.), pensando alla salute più come uno stato in cui l’organismo (umano, animale, vegetale) o l’ecosistema riesce a vivere evitando o  contrastando il più possibile i danni maggiori o severi (tenendosi – aimè – i danni, i sintomi e i segni minori e meno gravi) piuttosto che uno stato in cui l’organismo (umano, animale, vegetale) o l’ecosistema vive nel completo benessere (senza sintomi, senza segni, senza danni, ecc. O senza più sintomi, senza più segni, senza più danni, ecc. cioè guarito).

E non è questione nemmeno di Farmacia, così come di Tecnologia, ecc. ecc. ecc.

La Salute è anche Economia (che evidentemente non può essere quella capitalistica, consumistica, di mercato, “occidentale”, ecc.); è anche Ecologia (la scienza ecologica, di competenza dei laureati nelle Facoltà di Biologia, Scienze, Agraria, ecc. che tra le tante cose mostra e dimostra i limiti degli ecosistemi e qui si ritorna all’Economia e nel senso evidenziato); è anche Geografia fisica (e non Geografia politica: i virus, i batteri, i miceti, gli insetti, gli inquinanti, ecc. non badano certo ai confini nazionali, regionali, provinciali, …. O no?); è anche Psicologia e Cultura (specialmente nel senso di porre l’accento non sull’Avere ma sull’Essere per favorire anche il benessere mentale che insieme al benessere fisico va a determinare l’intera e olistica Salute tanto individuale quanto collettiva); ecc. ecc. ecc.

One Health … si riempiono la bocca, la penna e la tastiera di One Health ma non sanno nemmeno che cosa veramente sia o lo sanno ma vanno all’imbroglio … One Health, come no ….

Del resto, è da decenni che la logica olistica alla base di One Health ha ispirato documenti e impegni ufficiali (Dichiarazione di Alma Ata del 1978, Carta di Ottawa del 1986, ecc.)  ma alla fine, in pratica, i suoi principi (olistici) e i suoi logici risvolti (olistici) sono stati completamente disattesi o solo parzialmente seguiti (dall’Establishment) sia per l’imbroglio pseudo-olistico (prima evidenziato) che porta soprattutto a non far funzionare le cose (l’Olismo o lo si fa per davvero e per intero o è inutile, così come è per ogni altra cosa complessa), sia per la mancanza di buon senso (come appena evidenziato) specialmente di tipo previsionale, sia per giganteschi interessi economici (industriali, farmaceutici, ecc.) tutti basati sul Riduzionismo e che sono da difendere a spada tratta! E della verità scientifica (che ce l’ha l’Olismo)? Chi se ne frega! Questa è l’attuale situazione!  

Arricchisco, dunque, questo blog con 3 brevi ma significativi contenuti. Che possano contribuire ad orientare correttamente il lettore sulla vera natura teorica di una tematica così importante e dunque, di conseguenza, sul giusto ed efficace modo di portarla avanti, di gestirla, di praticarla, di valorizzarla, di farla funzionare, di applicarla, di farla essere utile e risolutiva.

I 3 e seguenti contenuti sono riferiti – come testo - alla Medicina umana ma valgono anche per la Medicina animale e per la Medicina vegetale. Anzi, Oggi sappiamo con certezza che così è, e che dunque sia assolutamente necessario farle valere per tutte e 3 le Medicine (umana, animale, vegetale) come appunto indica “One Health” per ottenere anche e soprattutto un unicum concettuale, paradigmatico e metodologico – fermo restando le specificità e le differenze tra organismo umano, organismo animale, organismo vegetale  - tra medici-chirurgi, medici veterinari, dottori agronomi. Dunque, anche e soprattutto “One Medicine”. Che sia incentrata soprattutto sull’abbandono del Riduzionismo, sulla lotta anche legale-giudiziaria  allo pseudo-olismo e sull’adozione dell’Olismo, e che infine venga trasferito al resto della Società (insomma, fare sul serio, basta chiacchiere e/o contraddizioni e/o imbrogli e/o manipolazioni. Giusto per stare alle ultime ed emblematiche cronache delle ultime settimane:

-Covid: un virologo ha affermato “la pandemia è finita”, il giorno dopo un altro virologo ha affermato “la pandemia non è finita” ! Oppure: “l’influenza sarà peggiore del Covid” ! Oppure ancora: “La pandemia è colpa della Cina”, quando invece la zoonosi Covid si è originata e si evolve (muta) in Cina ma la pandemia Covid si è scatenata e si scatena per i numerosissimi viaggi da e per la Cina per affari e/o turismo in perfetto stile di vita occidentale! Ed il modello cinese di gestione del Covid resta valido, comunque valido (specialmente se consideriamo la popolazione della Cina - 1 miliardo e 400 milioni di persone ! -  in confronto a quella di piccoli Paesi come l’Italia - 60 milioni di persone  … (!) - e che dopo 3 anni stanno ancora al punto di prima! Ma di che parliamo …..). Ecc. Se fosse solo commedia (e invece e purtroppo è anche e soprattutto tragedia, specialmente comunicativa) ci divertiremmo solo, come “cittadini-spettatori” ….

- Xylella degli Olivi: ci sono cure per gli olivi (!?!). La Società tutta aspetta con ansia di constatare il risultato di guarigione degli olivi dalla malattia del disseccamento rapido (se è cura deve esserci guarigione che interrompe/interromperà la stessa cura). Per brindare tutti alla fine della tragedia ma soprattutto per festeggiare il Premio Nobel (per la Medicina, o per la Chimica, o per la Fisica, ecc.) che verrà conferito a chi ha ideato e/o scoperto tali cure (come minimo il Premio Nobel per loro) … Mah …. Se fosse solo una barzelletta (e invece è tragedia di tipo illusorio-speculatorio in più,  in una tragedia agro-ecosistemica già grande di suo) ci faremmo solo una bella risata …..Dopo l’illusione preventiva (monitoraggio del batterio; abbattimenti delle piante positive al batterio; lotta al principale vettore del batterio cioè all’insetto sputacchina; resistenze e/o tolleranze genetiche al batterio in cultivar/genotipi d’olivo; ecc.) vanno verso l’illusione curativa! Poveri ulivi …. Sono passati anni e anni, ma la pace per loro sembra essere ancora molto lontana …… Mamma mia …. Contro il disseccamento rapido degli ulivi – che non è causato dal batterio (come da narrazione da Establishment) ma emerge da un complesso di fattori tra cui vi è anche e a volte il batterio, cosa molto e ben diversa (come da mia teoria 20216-2017 comprovata 2020-2022 e per giunta con esperienze positive di applicazione dei rimedi di convivenza) - non c’è alcuna possibilità di prevenzione così come non c’è alcuna possibilità di cura. È un fatto oggettivo. C’è solo la possibilità di conviverci cioè di prevenire e/o di contrastare i danni maggiori e più severi (tenendosi, mettendo in conto, i danni minori e meno severi). Anche questo è un fatto oggettivo. Purtroppo, non lo vogliono capire o meglio, ora, non lo vogliono accettare (visto che il sottoscritto ha appunto comprovato scientificamente – e sia a livello teorico sia a livello tecnico - la cosa: resoconto nel mio recente libro di ottobre 2022, che comunque il suo successo - di vasto pubblico e in tutta Italia - l’ha avuto, l’ha già avuto, giusto per la cronaca …. Fessi coloro che non lo conoscono e/o non lo seguono. Coloro che invece lo conoscono e lo seguono, si troveranno bene). Gli ulivi: sarà il Tempo e/o la Legge a pensarci (a meno che qualcuno dell’Establishment non riesca a trovare onestà intellettuale & coraggio: mi mandi una bella PEC e si lavori – insieme – sulla giusta strada ……. Senza tante storie. Chi o cosa impedisce questo? Per me, sarebbe un qualcosa in più e di soddisfazione in più, certo. Ma per gli ulivi e i per i territori olivicoli sarebbe qualcosa di diverso, qualcosa di base … altro che chiacchiere); 

- Xylella degli Agrumi: … vi ricordate che tra i miei prossimi libri (come da Piano Editoriale, vedi post 407) vi è anche quello – disponibile dal 1° Marzo 2023 - sulla Salute e sulla Malattia delle Piante - mia teoria olistica generale (e inedita)? Ebbene, la Xylella degli Agrumi di cui stiamo avendo notizia in questi giorni (dal Portogallo) ci calza proprio a pennello! Vi ho aperto e aggiunto, infatti, il relativo capitolo (…. anche perché, qui da noi in Italia – stando alle primissime cronache e dichiarazioni – già iniziano a sbagliare, già iniziano con un approccio sbagliato, già iniziano a confondere entità in gioco, concetti e quant’altro, già iniziano a scegliere direzioni di azione sbagliate, già - in preda alla paura, N.B., altro che Scienza e Tecnica …..  – iniziano a concepire solo muscoli, forza, ecc.  già il Riduzionismo inizia a posizionarsi  …..  E quindi già mi forniscono - a me olista nell’Olismo e con teorie perfettamente calzanti anche per altre colture oltre all’olivo – materiale su cui scrivere o meglio contro-scrivere. E faccio notare che l’esistenza della mia e inedita teoria generale è stata dichiarata pubblicamente su questo blog da tempo, e dunque in tempi non sospetti. Si dice che la fortuna aiuti le menti preparate. Ed è proprio così! Avanti dunque con un'altra e fondata battaglia! Per amore degli alberi (tutti). Sempre);

- Verde sportivo: “Quando entravo in campo, ricordo che l'erba aveva un odore strano, non naturale, certamente diverso da quello che senti quando la tagli nel giardino di casa tua. Ecco, vorrei sapere cosa c'era nei pesticidi che usavano per la manutenzione dei campi da gioco o magari nei coloranti che facevano rimanere il manto di un bel verde". Anche così si è espresso, con coraggio, in questi giorni, Dino Baggio (ex calciatore, centrocampista, allenatore di calcio) – fonte: “La Repubblica” 17/01/2023. Ebbene, l’ipotetica correlazione anche tra la gestione-manutenzione dei prati dei campi di calcio e le numerose e frequenti morti di calciatori e per malattie di un certo tipo, andrebbe effettivamente indagata e studiata. Anche qui, vi è tutto il senso olistico di “One Health” (e che sempre ed in ogni caso non deve guardare in faccia a nessuno! e a nessun tipo di interesse! La Salute al primo posto. Sempre. Per di più, che in questo tipo di scenario abbiamo anche un certo tipo di paradosso salute/malattia visto che trattasi soprattutto e comunque di sport. Ed estenderei tutta la questione anche e più in generale al verde ornamentale, al verde urbano, al verde industriale, ecc. Non si sa mai ….);

-Ischia: “la tragedia è stata colpa dell’abusivismo”, “bisogna combattere l’abusivismo” ecc. ecc. ecc. Sappiamo invece che la frana si è originata sulla sommità del monte (senza case) per una combinazione di “malattia ambientale”, di “scarsa salute ambientale”, tra una pioggia eccezionale (per cambiamento climatico) e la fragilità costitutiva del terreno di origine vulcanica. Che poi, giù, a valle, case (che hanno subìto il fenomeno naturale) non dovevano proprio esserci (ma da sempre, dall’intera storia dell’isola ….), non dovevano proprio essere costruite (per Scienza nel corso della Storia …. su un isola dal terreno vulcanico non si deve proprio abitare, costruire, edificare, …. Al massimo coltivare, passeggiare, ecc. Pochissime persone, dalla presenza saltuaria, con rischi bassissimi, ecc.) è cosa verissima … ma è altro discorso! I “minestroni concettuali” (autentici aimè o recitati apposta …) di certo non aiuteranno a risolvere o a contenere il problema! O no? Voi che dite?

-cinghiali: annoso problema ed ancora irrisolto per l’approccio sempre riduzionistico adottato! Il problema dei cinghiali (sovrannumero, incidenti stradali, danni agricoli, diffusione della PSA, ecc.) è un problema complesso, multifattoriale e multidimensionale che c’entra con la salute/malattia dell’ecosistema in generale e non può essere certamente ridotto a misure “settoriali”, “mirate”, “specifiche”, “monotematiche”, “di forza”, ecc.: chiusini, recinti, sterilizzazioni, ecc. per arrivare  all’ultima “genialata fascistoide” della caccia urbana tipo Far West! Mamma mia …. (povera Scienza, povera Tecnica, povera Cultura, povera Società, povera Italia ….);

Ecc.

Ma ora veniamo ai 3 contenuti che vi annunciavo (e impariamo qualcosa sulla vera natura di One Health):  

1 - […] Alla medicina olistica della persona, attenta alla sintesi di sintomi e segni basata sull’osservazione di reazioni e comportamenti, si è sostituita rapidamente una medicina analitica, che disseziona organi e apparati e si basa, in larga misura, su rilevazioni oggettive di laboratorio e strumentali. […] La medicina viene così intesa sempre più come servizio e spinta ad attrezzarsi con opportune tecnologie e competenze per questo servizio. […] Va da sé che questa mentalità “asettica”, favorita da una crescente burocratizzazione della professione medica, riduce e ridurrà sempre di più, nel prossimo futuro, le occasioni per il tradizionale rapporto fiduciale medico-paziente […] Per quanto riguarda i medici esperti in tecnologie sofisticate, occorre la disponibilità a riconoscere che l’uomo è assai di più della somma di dati analitici e che l’osservazione e l’esperienza sono ancora elementi essenziali al ragionamento clinico […] - Dal Volume 13, alla voce “Medicina”, de “L’Enciclopedia – La biblioteca di Repubblica” - UTET (2003).  

2 - […] Nell’intera storia della scienza occidentale lo sviluppo della biologia è andato di pari passo con quello della medicina. È naturale quindi che la visione meccanicistica della vita, una volta affermatasi saldamente in biologia, abbia dominato anche gli atteggiamenti dei medici nei confronti della salute e della malattia. L’influenza del paradigma cartesiano sul pensiero medico produsse il cosiddetto modello biomedico che costituisce la fondazione concettuale della moderna medicina scientifica. Il corpo umano è considerato una macchina che può essere analizzata scomponendola nelle sue parti; la malattia è vista come il cattivo funzionamento di meccanismi biologici che vengono studiati dal punto di vista della biologia cellulare e molecolare; il ruolo del medico consiste nell’intervenire, fisicamente o chimicamente, per correggere il cattivo funzionamento di un meccanismo specifico. Tre secoli dopo Cartesio la scienza della medicina è ancora fondata, come scrive George Engel, sulla “nozione del corpo come macchina, della malattia come conseguenza di un guasto della macchina e del medico come colui che ha il compito di intervenire per riparare la macchina”. Concentrandosi su frammenti di corpo sempre più piccoli, la medicina moderna perde spesso di vista il paziente come essere umano, riducendo la salute ad un fenomeno meccanico [….] Il concetto di salute, come quello di vita, non può essere definito con precisione e in effetti le due cose sono strettamente connesse. Il significato che si attribuisce alla parola “salute” dipende dalla concezione che si ha dell’organismo e della sua relazione con l’ambiente. Al mutare di questa concezione da una cultura ad un’altra, e da un’era ad un’altra, mutano anche le nozioni di salute. Il concetto ampio di salute di cui avremo bisogno per la nostra trasformazione culturale – un concetto che comprende dimensioni individuali, sociali ed ecologiche – richiederà una concezione sistemica degli esseri viventi, e corrispondentemente, una concezione sistemica della salute. Per cominciare, può essere utile la definizione di salute fornita dall’OMS nel preambolo della sua costituzione: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia o di infermità”. Benché la definizione dell’OMS sia un po’ irrealistica, descrivendo la salute come una condizione statica di perfetto benessere, anziché come un processo in continua mutazione ed evoluzione, essa include però la natura olistica della salute [….] La relazione tra medicina e salute è difficile da valutare perché la maggior parte delle statistiche sanitarie utilizzano l’angusto concetto biomedico di salute, definita come assenza di malattia. Una stima significativa, dovrebbe occuparsi tanto della salute dell’individuo quanto di quella della società [….] Le cause della nostra crisi sanitaria sono molteplici. Esse possono essere sia all’interno sia all’esterno della scienza medica, e sono connesse inestricabilmente alla più ampia crisi sociale e culturale [….] L’influenza dell’industria farmaceutica sulla pratica della medicina ha un parallelo interessante nell’influenza dell’industria petrochimica sull’agricoltura. Gli agricoltori, come i medici, si occupano di organismi viventi che subiscono danni gravi dall’approccio meccanicistico e riduzionistico della nostra scienza e della nostra tecnologica. […] L’uso massiccio dei fertilizzanti chimici e degli insetticidi modificò l’intero tessuto dell’agricoltura e dell’allevamento. L’industria riuscì a convincere i coltivatori che potevano far denaro coltivando su vaste estensioni di terreno una singola pianta molto redditizia e controllando con sostanze chimiche lo sviluppo di erbacce e di insetti. I risultai di questa pratica delle monocolture furono grandi perdite di varietà genetica nei campi e di conseguenza un grave aumento del rischio che grandi colture venissero distrutte da un singolo insetto nocivo. Le monocolture incisero negativamente anche sulla salute delle persone che vivevano nelle aree agricole, che non poterono più procurarsi una dieta bilanciata da cibi vegetali prodotti in luogo e furono quindi più esposte a malattie. […] Gli effetti a lungo termine di una “chemioterapia” eccessiva in agricoltura si sono dimostrati disastrosi per la salute del suolo e delle persone, per i nostri rapporti sociali e per l’intero ecosistema del pianeta. In conseguenza del fatto che un anno dopo l’altro si coltivano le stesse piante usando fertilizzanti sintetici per restituire fecondità al terreno, l’equilibrio del suolo viene sconvolto. La quantità di materia organica diminuisce, e con essa la capacità del suolo di conservare umidità. Il contenuto di humus viene esaurito e la porosità del suolo si riduce. Questi mutamenti nella struttura del suolo comportano una quantità di conseguenze interconnesse […] - Dal libro: “Il punto di svolta” (1982) di Fritjof Capra (fisico, scienziato).

3 - […] La caratteristica più importante della concezione del mondo orientale – si potrebbe quasi dire la sua essenza – è la consapevolezza dell’unità e della mutua interrelazione di tutte le cose e di tutti gli eventi, la constatazione che tutti i fenomeni del mondo sono manifestazioni di una fondamentale unicità. Tutte le cose sono viste come parti interdipendenti e inseparabili di questo tutto cosmico, come differenti manifestazioni della stessa realtà ultima. Le tradizioni orientali si riferiscono costantemente a questa realtà ultima, indivisibile […]  Nella vita ordinaria, non siamo consapevoli di questa unità di tutte le cose, ma dividiamo il mondo in oggetti e in eventi separati. Naturalmente, questa divisione è utile e necessaria per muoverci nel nostro ambiente quotidiano, ma non è un aspetto fondamentale della realtà. È un’astrazione ideata dal nostro intelletto che distingue e classifica. Credere che i nostri concetti astratti di “cose” e di “eventi” separati siano realtà della natura è un’illusione. […] La fondamentale unicità dell’universo non è solo la caratteristica principale dell’esperienza mistica, ma è anche una delle più importanti rivelazioni della Fisica moderna […] – Dal libro: “Il Tao della Fisica” (1975) di Fritjof Capra (fisico, scienziato).

·         

 Salutissimi

Luca Fortunato (Matera)

P.S. ricordatevi delle prossime disponibilità di auto-pubblicazione 2023 riguardo ai miei nuovi libri PDF, così come della costante possibilità di acquisto riguardo ai miei libri PDF (vecchi e recenti) già auto-pubblicati (rileggete il mio Piano Editoriale completo, aggiornato a dicembre 2022, post n. 407. Grazie a tutti per i successi già ottenuti … e già vi dedico i futuri successi!).

martedì 13 dicembre 2022

Occidente & Oriente

Post 411

Occidente & Oriente

(anticipo di pubblicazione per notevoli impegni sopraggiunti, positivi ma totalizzanti! Ed è ultimo post dell’anno. Dunque, buon prossimo periodo natalizio a Tutti Voi Lettori. Il blog proseguirà ad Anno Nuovo. Un carissimo saluto e come sempre … ad maiora!, amici, ad maiora! Luca Fortunato – Matera, WhatsApp 389.4238195)

Si fa un gran parlare di Occidente (intendendo la civiltà occidentale, il mondo occidentale, la società occidentale, la cultura occidentale) e specialmente rispetto all’Oriente (ugualmente inteso). Il che non è un male. Anzi … Anche perché tante radici dei mali che specialmente Oggi affliggono le Società risiedono proprio in questo. E per le soluzioni occorre considerare proprio questo. Il problema è la superficialità (specialmente giornalistica e specialmente politica, come in tante altre questioni del resto) con cui si affronta il tema Occidente o meglio ancora il tema Occidente/Oriente. Così come la manipolazione, la distorsione, ecc. sempre in merito a queste cruciali tematiche.

Occorre ricordare i fondamentali. E ripartire da essi.

E quindi arricchisco questo blog in tal senso, sperando di contribuire ad una seria riflessione in merito e che porti, poi, sempre di più, progressivamente (nella Scuola, nell’Università, nelle Professioni, nelle Aziende, nelle Imprese, nella Pubblica Amministrazione, nella Cultura, ecc.) a smorzare i caratteri troppo occidentali dell’Occidente! Unica e vera via d’uscita …..

Infatti, i problemi tipici del Nostro Tempo  (il problema geopolitico, specialmente in termini di pace/guerra; il problema ecologico: climatico, energetico, idrogeologico, ecc.; il problema sanitario, unico per umani, animali e vegetali, “One Health”; il problema migratorio; ecc.) sono problemi di tipo complesso (cioè maggiori della somma delle loro parti costitutive) che il Riduzionismo non riesce ad affrontare e a gestire, che l’Olismo invece riuscirebbe ad affrontare e a gestire, e che quindi c’entrano anche con la dimensione Occidente/Oriente, essendo stato ed essendo tuttora l’Occidente la culla del Riduzionismo, e l’Oriente la culla dell’Olismo.

Ma leggiamo e riflettiamo: il lettore saprà cogliere il terribile Riduzionismo dell’Occidente che appunto va superato con l’Olismo magari all’occidentale cioè secondo una nostra via, che deve e dovrà certamente attingere all’Oriente – per un fatto oggettivo - ma che tuttavia può essere declinata anche secondo la nostra storia-cultura. Anche l’Oriente ha avuto ed ha i suoi difetti. Ci mancherebbe! Ma anche con tutti i suoi mali (certamente esistiti ed esistenti), l’Oriente ha da insegnare tantissimo a noi occidentali. Comunque, non c’è storia e non c’è paragone tra il modo di pensare e di fare all’occidentale e il modo di pensare e di fare all’orientale. Il secondo è comunque ed oggettivamente migliore. Chi lo negasse, stupido o imbroglione sarebbe.

Del resto, emblematico e comprovante della tesi - anche paradossale, se vogliamo - Occidente/Oriente sopra espressa è proprio quello che sta andando in scena in questi giorni e in queste ore, Qatar & Qatargate: una parte malata d’Oriente - guarda caso “occidentalizzata”, un “Oriente occidentalizzato” -  trova terreno fertile - per il Male – in un Occidente iper-occidentale! E allora (e a maggior ragione):  

1 - […] modo occidentale di pensare, la cui caratteristica peculiare è riscontrabile proprio nell’intervento umano sullo svolgimento naturale delle cose per piegarle al volere dell’uomo. Questo atteggiamento, che Nietzsche segnalerà come volontà di potenza, è alla base tanto del modo di agire (prassi) quanto del modo di costruire (tecnica) dell’uomo occidentale che non lascia le cose come sono, ma tende a piegarle in conformità ai propri progetti. Questo modo di fare, che è innanzitutto un modo di pensare, spiega perché l’Occidente sia proteso nella conquista della Terra […]  - Da: “Filosofia – Storia del pensiero occidentale” – Volume 1 – Curcio Editore.

2 - “Il pensiero produttivistico promosso dall’Occidente ha trascinato il mondo in una crisi per uscire dalla quale è necessario rompere radicalmente con la vertigine del «sempre di più», sia in ambito finanziario sia in quello delle scienze e della tecnica. È ormai tempo che etica, giustizia ed equilibrio duraturo, diventino preoccupazioni prioritarie. Perché i rischi cui siamo esposti sono gravissimi, e potrebbero mettere fine all’avventura umana su un pianeta che diventerebbe inabitabile”- Stéphane Hessel

3 - “In Occidente noi viviamo in una specie di assurdo millenario compiacimento. Siamo persuasi di essere non solo i più bravi, i più belli, i più buoni, i più tutto, ma anche i prescelti degli dèi, i possessori delle chiavi del mondo. Pensiamo che il Cristianesimo sia talmente superiore a qualsiasi altra forma di vita spirituale che, al suo mero apparire sull'orizzonte, tutti debbano abbracciarne gli insegnamenti con entusiasmo. Questo atteggiamento costerà nel futuro non solo gigantesche delusioni, ma sangue e miseria senza fine” – Fosco Maraini

4 - “L'Occidente saprà rinnovarsi? Oppure un continuo sovvertimento interno finirà semplicemente per accelerare la propria fine e/o la propria subordinazione ad altre civiltà economicamente e demograficamente più dinamiche? - Nei prossimi decenni assisteremo perciò alla persistente ascesa del potere e della cultura non occidentali e allo scontro dei popoli non occidentali sia tra loro sia con l'Occidente” -  Samuel P. Huntington

5 - “Voi occidentali, avete l’ora ma non avete mai il tempo” – Mahatma Gandhi

6 - La visione del mondo meccanicistica cartesiana ha esercitato una vigorosa influenza su tutte le nostre scienze e sul modo di pensare occidentale in generale. Il metodo della riduzione di fenomeni complessi a elementi basilari e della ricerca dei meccanismi con cui questi elementi interagiscono, è ormai cosa profondamente ingranata nelle nostra cultura che è stata spesso identificata con il metodo scientifico. Opinioni, concetti o idee che non si conciliavano con il sistema concettuale della scienza classica non furono presi sul serio e furono in generale disprezzati, se non messi in ridicolo. In conseguenza di questo accenno dominante posto sulla scienza riduzionistica, la nostra cultura è andata progressivamente frammentandosi e ha sviluppato tecnologie, istituzioni e stili di vita che sono profondamente malsani. – Da: “Il punto di svolta – Scienza, società e cultura emergente” di Fritjof Capra – Feltrinelli Editore.

7  - Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute” – Dalai Lama  

8 -  Il tenore di vita dell' Occidente non è morale - Non vi è dubbio che la distruzione dell'ambiente incrementa il prodotto nazionale lordo - Oggi è ormai incontrovertibile il fatto che le società industriali dell'Occidente non possono più mantenere le loro attuali tendenze di sviluppo senza che noi precipitiamo in un abisso -  Una delle cause principali della crisi ecologica sta nel fatto che noi in primo luogo non sappiamo ciò che facciamo, e in secondo luogo quando ci vengono rese note le conseguenze del nostro agire non disponiamo di un meccanismo che ci induca a modificarlo – Vittorio Hosle



 

 

 

giovedì 1 dicembre 2022

L’ufficialità serve … ma non garantisce proprio niente! (Ischia, Xylella, PA, ecc.)

Post 410

L’ufficialità serve … ma non garantisce proprio niente!(Ischia, Xylella, PA, ecc.)

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Avviso ai lettori: per sopraggiunti e positivi impegni, pubblico anticipatamente questo post (che avrei dovuto pubblicare la settimana prossima). Per quanto riguarda, poi, in generale, il prosieguo di questa nuova rubrica - “Generàlia”- ci dobbiamo aggiornare nei prossimi giorni. Un caro saluto a Tutti e a presto. Luca Fortunato (Matera) – Per qualunque cosa, scrivere su WhatsApp: 389.4238195 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 12. Grazie).

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Noto con soddisfazione che il pubblico (italiano ed estero) dei miei lettori si sia ben evoluto negli ultimi tempi. I miei contenuti (del blog così come dei miei libri) hanno contribuito molto, ma sono le cronache che hanno favorito tale evoluzione (critica, di coscienza critica, paradigmatica, ecc.). Certo, ne faremmo volentieri a meno di certe cronache e dai risvolti sempre più tragici, ma purtroppo è un dato di fatto: le persone maturano anche e soprattutto con il dolore e nel dolore.

Una delle evoluzioni, riguarda il concetto e l’esistenza dell’ufficialità:

l’ufficialità è un dato di fatto ma essa non garantisce né la legalità né la validità scientifica. L’ufficialità deve esserci, è una oggettiva e funzionale esigenza in senso all’organizzazione della Società. Ma essa non è sinonimo di legalità né di scientificità. L’ ”italiano medio” purtroppo si lascia fuorviare e abbagliare in tal senso. Ma tant’è.

Quanto appena detto sull’ufficialità, è questione di pura logica (favorita nell’Olismo, sfavorita nel Riduzionismo). Direi pure di intelligenza ….. Ma tant’è.

Purtroppo è solo attraverso le cronache (scandalose e/o tragiche) che questa “evidenza logica” si fa coscienza individuale ma soprattutto collettiva. C’è poco da fare. La maggior parte degli esseri umani non perviene spontaneamente a conquiste intellettuali del genere. Del resto, mi sembra che valga ancora un detto che ascoltai da ragazzino sui monti della mia Basilicata (traduco in italiano dal dialetto del posto): “dialogo, discussione, tribunale, strada”. Che vuol dire: “Io prima te lo spiego con le parole buone. Poi, se non hai ancora capito, te lo spiego con le parole arrabbiate. Poi, se non hai ancora capito, ti porto in tribunale. Stop. Ma metti il caso che la Giustizia tale non sia stata, ci penserò quando ti incontro – per caso o apposta – in mezzo alla strada”.

Ad ogni modo, arricchisco il blog con il buono che abbiamo (sperando ovviamente in una ulteriore evoluzione delle cose):

1. Mi scrive Marco, da Napoli, sulla tragedia di Ischia (ne sintetizzo il pensiero): fossero anche case in regola, ufficialmente apposto (qualche casa in regola a Ischia ci sarà pure, no?), la loro esistenza-collocazione è comunque sbagliata da un punto di vista scientifico: ai piedi di un monte fatto di terra vulcanica (fertilissima ma fragilissima). Giustissimo, dico io. È un esempio di come la Scienza sia stata subordinata – nel corso del tempo - all’ufficialità (politica, istituzionale, burocratica, ecc.). E quindi che l’ufficialità (esistente, valida, ecc.) non sia stata e non sia garante della scientificità delle scelte/azioni. Anzi, in questo caso, le è stata e le è proprio contro! Ed il risultato non poteva che essere tragico. Come lo è stato da sempre, ad Ischia. A parte, l’abusivismo (che certamente esiste, che certamente va combattuto, che certamente ha aggravato un quadro già e di per sé negativo, “naturalmente” negativo). Stesso discorso – riprendo il discorso di Marco – per le case sul Vesuvio e attorno al Vesuvio (interi Comuni): abusivismo a parte (che – anche qui - certamente esiste, certamente va combattuto, certamente  aumenta il pericolo ed il rischio di tragedie in un quadro-contesto già e di per sé negativo, “naturalmente” negativo,  ecc.), le case regolari, ufficialmente a posto, (e ce ne sono. O tutte le case – anche di interi Comuni – sono abusive?), non dovrebbero proprio essere lì dove sono (per criteri scientifici). Ed io, anche qui, dico giustissimo. Dunque la questione è molto complessa e non va ridotta all’abusivismo, al condono, ecc. (che certamente sono parti del problema ma non sono l’intero problema. A Ischia la frana si è originata sulla sommità del monte a causa di una pioggia eccezionale che ha impattato su un terreno fragilissimo di suo e per di più pieno d’alberi lungo tutto il monte-percorso di frana. Le case – abusive o non abusive – giù, in basso, hanno subìto il tutto. Certo è, che le case lì proprio non dovevano essere costruite, abusive o regolari che siano state. È diverso. Anche la storia dell’isola non ha insegnato proprio niente). Il problema, dunque, è culturale e la soluzione non può che essere culturale: non solo la Scienza non va mai subordinata a niente e a nessuno ma l’ufficialità di per sé non garantisce proprio niente in termini di Scienza;    

2. Mi scrive Silvia, da Taranto, sullo scandalo delle consulenze ARIF Puglia su Xylella (ne sintetizzo il pensiero): i 160 consulenti esterni dell’ARIF Puglia impegnati nel monitoraggio del batterio Xylella fastidiosa hanno firmato un regolare, ufficiale, contratto di lavoro. Eppure, la Corte dei Conti ci dice – dopo anni, con quelli che sono i tempi della Giustizia purtroppo – che quelle consulenze sono state e sono irregolari (con tutte le conseguenze che ci saranno. Quasi 2 milioni di euro spesi irregolarmente …..). Qui l’ufficialità non ha garantito la legalità, è evidente. Ma la domanda è: lo si poteva capire prima? Rispondo: sul piano legale, solo un esperto avvocato avrebbe potuto intuire e poi comprendere approfonditamente la cosa. Pertanto, è sempre bene, prima di firmare qualsiasi e ufficiale contratto, farlo visionare, quel contratto, da un avvocato. Non si sa mai! Sul piano, invece, della pura intuizione personale (e olistica): siccome sul nesso di causa effetto tra batterio e disseccamento vi è sempre stata e vi è ancora oggi un postulato di Koch insoddisfatto cioè coperto da percentuali inferiori al 100%, è chiaro che si andava a implementare un sistema di lavoro dubbio sul piano scientifico. Pure al netto di tutte le giustificazioni fornite sul perché il postulato non sia stato e non sia soddisfatto al 100%, di fatto si andava a implementare un sistema di lavoro dubbio in termini di reale scientificità. Ma allora uno potrebbe chiedere: ma cosa c’entra questo con la legalità? Infatti, io ho esordito dicendo “sul piano della pura intuizione personale (e olistica)”: a buon intenditor poche parole o meglio pochi segnali …. Come mai io, personalmente, ho proprio e sempre ignorato i bandi ARIF? Sesto senso? Sesto senso olistico? Boh … fate voi, etichettate voi. L’importante è capire il senso delle cose: se gente è stata disposta a “compromessi” su una cosa oggettiva e chiara come l’universale 1° postulato di Koch, figuriamoci a che altro tipo di “compromessi” sarebbe potuta arrivare! O no? E infatti …. Ed oggi, siamo in grado di fare altre previsioni? Certo che sì: ad esempio, le “resistenze” e/o le “tolleranze” di genotipi di olivi in merito al batterio sono viziate - allo stesso modo - sul piano scientifico. Dunque, le spese pubbliche, i soldi pubblici (non privati), i progetti pubblici (non privati), ecc. in tal senso, sono legittimi? Fate voi, prevedete voi cosa “potrebbe” accadere nei prossimi anni ….). Problema culturale, soluzione culturale: nella Scienza non ci possono essere compromessi, mediazioni, ecc. O dentro o fuori. O bianco o nero. E se si costruiscono – anche ufficialmente – azioni, progetti, investimenti, ecc. basati su “compromessi scientifici” si può esser certi che - prima o poi -  si finirà nei guai (sia in termini di non funzionamento delle cose, sia in termini di legge. Sembra che le leggi della Natura richiamino le leggi della Società, e viceversa. In una sorta di “equilibrio olistico” tanto misterioso quanto giusto e anche bello!);

3. Mi scrive Tommaso, da Rimini (ne sintetizzo il pensiero su un tema generale): tutto ciò che viene fatto, emesso, rilasciato, prodotto, ecc. dalla Pubblica Amministrazione è ufficiale. Eppure, ci sono migliaia e migliaia di cause contro la Pubblica Amministrazione (cause che spesso la Pubblica Amministrazione perde) il che dimostra che l’ufficialità della Pubblica amministrazione non è sinonimo, garanzia automatica, di legalità (e ancor più in generale di cosa giusta, fatta bene, sicura, intoccabile, ecc.). E’ proprio così, caro Tommaso (… mi sembra di sentirmi in tanti anni di battaglie su cose del genere! Bravo). Ma aggiungo questo. Tu hai colto giustamente sul lato della legalità. Se ci aggiungi anche la questione della scientificità, ottieni il quadro completo. Anzi, ti dirò di più: spesso la Pubblica Amministrazione finisce in causa giudiziaria proprio per mancanza di scientificità nelle cose, per mancanza di sostanza scientifica delle cose (più che per errori di altra natura): pensiamo all’uso di fonti - ufficiali certamente - ma anacronistiche rispetto a ciò di cui si tratta (e quindi oggettivamente, scientificamente, inidonee al caso in questione, benché ufficiali); pensiamo all’uso di fonti - ufficiali certamente - ma generiche, astratte, medie,  rispetto alle specificità di ciò di cui si tratta (e quindi oggettivamente, scientificamente, inidonee al caso in questione, benché ufficiali); pensiamo alle casistiche burocratiche (in moduli, format, ecc.) che spesso risultano essere ridotte rispetto alle casistiche reali e spesso e per giunta senza nemmeno prevedere virtuose e flessibili possibilità di adattamento al reale … Apriti cielo! O meglio apriti aula di Tribunale! Per fortuna, per tutti i cittadini che meritano rispetto (anche della propria intelligenza). Ma c’è anche un altro aspetto (forse più grave) collegato a tutto ciò: ci sono esterni alla Pubblica Amministrazione (che sbaglia) che pur di non mettersi contro il Potere (sono dunque dei vigliacchi) fanno lo stesso gioco della Pubblica Amministrazione (che sbaglia). Trincerandosi dietro l’”ufficialità” si giustificano nell’uso di fonti inidonee (anacronistiche e/o generiche e/o ridotte, ecc.) ma non si rendono conto di una cosa (paradossale): è proprio facendo così (pensando di “mettersi al sicuro”  - vigliacchi - o di “mettere al sicuro” – vigliacchi di sistema) che invece si espongono e si esporranno ai guai  (che prima o poi arriveranno). Ma tant’è. Come sempre, … ci godremo lo spettacolo!;

4. Mi scrive Federica, da Padova, su scandali in merito a concorsi pubblici: quello del 2017 per dirigenti scolastici (su cui indaga la Procura di Roma), quello annullato presso il Comune di San Donà (VE), ecc. (ne sintetizzo il pensiero): tutto ciò che viene predisposto, svolto ed applicato in merito ad un concorso pubblico è ufficiale. Eppure,  succede quel che leggiamo. Per fortuna, perché chi imbroglia va punito. Ma il punto è un altro: si può prevenire questo tipo di fenomeni? La domanda è giustissima e pure bellissima. Ma è una domanda da 100.000.000 di dollari! La risposta io non ce l’ho, ovviamente, la lascio agli esperti in materia, ovviamente. Ma per quel che posso, da cittadino olistico, mi limito ad un solo spunto di riflessione portando una mia testimonianza (se così di può intendere): recentemente, avrei potuto benissimo partecipare ad un concorso pubblico. Per giunta che con il mio curriculum e con le mie esperienze in merito avrei potuto benissimo vincere. Ma ho proprio ignorato la cosa. Per due motivi: il primo, è che sono un libero professionista per scelta, per scelta convinta, per vocazione; il secondo: era fin troppo evidente che il concorso era stato “costruito a tavolino”, “su misura”, ecc. per chi poi infatti ha “vinto” e anche per chi ha “vinto per estensione” (immaginate un po’ …. Più posti finali per un concorso ad 1 posto!). Ed è chiaro che nel tempo, prima o poi, nei prossimi anni, la cosa uscirà, salterà fuori, con tutte le conseguenze. Ma come ho fatto a ipotizzare l’imbroglio? Ma scusate: c’è stato nel corso degli anni uno “sponsorizzatore” (diciamo così) per far fare sto benedetto concorso. E guarda caso un intimo amico (che poi ha vinto il concorso) dello sponsorizzatore si aggirava ultimamente in zona! Poi, escono i nomi della commissione d’esame e guada caso, anche qui, tutti amici dello sponsorizzatore e dunque amici del futuro vincitore! Morale della Favola: la gente osserva, ascolta, ricorda, porta a sintesi le cose, ecc. Dunque, gente del genere o è ingenua (candidi sprovveduti) o è furba (stupidi che si credono intelligenti). Fate voi. Ad ogni modo, dovranno rispondere dell’imbroglio (questo è poco ma sicuro. Vedrete. Vedranno). Ma quel che voglio dire – per rispondere parzialmente a Federica – è questo: una parte della soluzione di prevenzione è certamente questo: osservare, ascoltare, ricordare, portare a sintesi i dati, i fatti, le notizie, le cose. E poi avere il coraggio di comportarsi di conseguenza.

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Un giorno, l’Italia potrà diventare per davvero il Bel Paese, se solo ognuno di noi facesse la sua parte (etica, legale, scientifica). E l’Olismo può certamente favorire la cosa. Questo dobbiamo pretendere da noi stessi ed insegnare ai nostri figli. Il resto è, e deve essere, chiacchiera o galera.