Post 405
Sovranità alimentare (e Paradigmi)
(inizio
della nuova serie di post “Generàlia”, vedi post 404)
(post pubblicato lunedì 07/11/2022 ore 08:53)
Per conoscere la (vera)
nascita e la (vera) natura della sovranità
alimentare dobbiamo tenere presente il decennio 1986 - 1996:
a partire dal 1986, infatti,
e nel corso di diversi e successivi negoziati internazionali, si pervenne alla
decisione di includere la produzione
primaria all’interno dell’Accordo Generale sulle Tariffe Doganali e sul
Commercio. Apriti cielo! L’effetto di tale decisione, infatti, sarebbe stato
che il neoliberismo (che è cosa di Destra)
avrebbe influenzato la produzione e il commercio del cibo, l’accesso alla terra da coltivare, ecc. nel senso specifico
(tecnico-economico) di renderli subordinati alle regole e alle logiche del
Mercato internazionale (scenario perfettamente di Destra).
Contro questo, come
reazione a questo, in opposizione a questo, in lotta dialettica a questo (e
dunque contro quella cosa e quello scenario di Destra, sopra descritti) a
livello mondiale sorsero diversi movimenti
contadini con lo scopo principale di difendere il cibo come diritto (di tutti) slegandolo dal
concetto (riduzionistico) di sola merce, sola entità commerciale, sola entità
economica, ecc.
Questa nuova (e
olistica) dimensione concettuale (diritto, alimentazione, salute, economia,
ecc.) venne poi, nel 1996, chiamata sovranità
alimentare (appunto). In particolare, fu l’organizzazione internazionale di
agricoltori-contadini “Via Campesina” (fondata nel 1993, in Belgio) a coniare
l’espressione sovranità alimentare.
Dunque niente di più
lontano dalla Destra, così come dal sovranismo, così come dall’autarchia. Non
si confondano le cose. E non si facciano confondere le cose. Del resto, è
Storia. Ed è Vocabolario. Non si può sfuggire.
Ma se è facile
confondersi e/o far confondere (se non altro per una certa assonanza) tra il sovranismo politico (Fratelli d’Italia,
Lega, Front National, ecc.) e la sovranità
alimentare (cose quanto mai distinte e lontane, come abbiamo appunto ed
appena visto), è semplicemente ridicolo confondersi e/o far confondere tra
sovranità alimentare ed autarchia
(quest’ultima semplicemente impossibile nel Mondo moderno. Giusto o sbagliato
che sia, è altro discorso. L’impossibilità autarchica è diventata oggettiva.
Giusto per ricondurre il discorso a Noi Italiani, basta ricordarci che l’Italia
è auto-sufficiente solo per il vino, il riso ed il pollo! Mentre il 40% del
grano - per fare la pasta - ci arriva dall’Estero! Così come dall’Estero ci
arriva anche il 40% delle carni per la preparazione dei salumi! Oltre il 90%
del pesce in scatola! Il 100% del caffè! E la lista estera potrebbe continuare
per molto. Ma l’idea è resa. Ricordiamocelo quando consumiamo semplicemente un
“caffè italiano”(?!?) al bar! Giusto per fare un esempio emblematico e
“identitario”!).
Ma guardiamolo un po’
meglio il vero, positivo, importante (e certamente non di Destra) concetto
olistico di sovranità alimentare:
esso è ricompreso nel
più ampio e generale concetto di autodeterminazione
dei popoli (approfondisca il lettore);
con esso si mira a
produrre quello che serve, che basta, per soddisfare i reali bisogni delle
persone e delle comunità e non per soddisfare i bisogni - spesso “gonfiati” -
del Mercato. Sovranità alimentare è
soprattutto in questo senso (del resto la sovrapproduzione di cibo è anche la
principale causa della crisi della GDO, sempre per raccordare i grandi temi al
nostro quotidiano …… Così come dello spreco alimentare, ecc.);
con esso si mira al
rispetto e alla valorizzazione del lavoro
umano che c’è dietro e durante la produzione mettendo in secondo piano la
proprietà, il capitale, la tecnologia, ecc.: lavoro contadino, dunque. Questo è un altro pilastro del concetto
di sovranità (… e ritornano i grandi principi del grande Karl …
Anzi, non se ne sono mai andati!);
con esso si mira a
produrre con il minor danno possibile all’Ambiente e all’Ecosistema (e quindi: agro-ecologia,
no alla monocoltura, no ai fitofarmaci, ecc.);
con esso si mira a
superare la pratica ma soprattutto la “filosofia” della cosiddetta “Rivoluzione
Verde” che dal 1944 in poi ha visto l’impiego, in Agricoltura, di varietà
vegetali geneticamente selezionate (poi anche modificate, gli OGM) e di enormi
quantità di fertilizzanti, di fitofarmaci, di acqua, di mezzi meccanici, di tecnologie,
di capitali, ecc: tale approccio quantitativo-industriale (molto di Destra …,
caro all’Establishment, al mondo accademico, ai “poteri forti”, ecc. ecc.) benché
sia riuscito ad incrementare notevolmente le quantità di cibo prodotto, non è
mai riuscito a risolvere – e nell’arco di diversi decenni, si noti bene – il
problema della Fame nel Mondo e questo specialmente per la mancanza, in esso,
di essenziali aspetti etico-qualitativi vale a dire l’accesso al cibo, la
distribuzione – anche solidaristica ed altruistica – dello stesso, una vera e
sistemica lotta allo spreco alimentare, ecc.
con esso si mira a
superare la pratica ma soprattutto la “filosofia” della WTO che - per sintetizzarla
brutalmente ma efficacemente - prevede la subordinazione dell’integrazione
politico-diplomatica tra gli Stati del mondo alla loro integrazione
commerciale!
con esso si mira a
superare il concetto, la logica e la pratica della “sicurezza alimentare” (non
a caso, infatti, alcune delle storiche proteste – tra il 1986 e il 1996 – dei
movimenti contadini internazionali hanno fatto leva sulla disillusione circa il
sistema della sicurezza alimentare che, difatti, non ha portato, non ha
garantito, ciò che si prefiggeva);
mira a integrare in
modo positivamente dialettico, realistico ed olistico la dimensione locale con la dimensione
globale (facendosi carico di entrambe, e quindi rifuggendo tanto il
Riduzionismo che vede solo globalizzazione, tanto il Riduzionismo che vede solo
localizzazione);
Ecc. ecc. ecc.
La Treccani definisce
così la sovranità alimentare:
“il diritto dei popoli a gestire le proprie risorse alimentari avendo
come fine primario esclusivamente la soddisfazione delle esigenze delle
persone, sulla base di una produzione sostenibile, rispettosa del lavoro di chi
produce il cibo, fondata sulle economie locali, in modo da ridurre lo spreco e
la dipendenza dal circuito della grande produzione e distribuzione a carattere
multinazionale”.
Discende anche che la
“tutela delle eccellenze”, la “difesa delle proprie produzioni”, la “lotta ai
falsi”, ecc. siano ovviamente tutte cose positive, condivisibili ed augurabili ma sono cose che non c’entrano
propriamente con la sovranità alimentare o c’entrano in modo molto indiretto.
Perseguire certamente anche esse, anche queste cose, ma si evitino i
“minestroni” concettuali e operativi.
Ad ogni modo, da tempo
(dal 2008), la (vera) “sovranità alimentare” è presente nelle carte costituzionali
e/o nelle leggi nazionali di diversi Paesi del mondo: in America Latina abbiamo
l’Ecuador, il Venezuela, la Bolivia; in Africa, il Mali, il Senegal; in Asia,
il Nepal; in Nord-Africa/Medio Oriente, l’Egitto. Inoltre, un documento governativo
del Quebec (Canada) datato 2013 indica la sovranità alimentare come una priorità
da perseguire al fine di “mettere al
centro la soddisfazione delle esigenze alimentari delle persone e non la
massimizzazione del profitto economico, incoraggiare lo sviluppo delle realtà
locali ed eliminare gli sprechi”.
Ora, in Italia si è
creato un fatto curioso: la sovranità alimentare (che certamente non è cosa di
Destra) è stata istituzionalizzata – almeno sotto il profilo di nuova nomenclatura
ministeriale, peraltro già esistente in Francia - da un Governo di Destra. Il
che non è un male. Sia chiaro. Anzi. È stata fatta una cosa oggettivamente
giusta. Per tutti. E va bene per tutti. Ben venga. E ben venga un suo buon uso.
Occorre riconoscere alla Destra di governo di aver fatto bene su questa
specifica istituzionalizzazione. Perché no. Vi sono però 2 punti critici che la
pubblica opinione, i cittadini tutti, devono conoscere:
il primo, è la
chiarezza su cosa sia effettivamente la sovranità alimentare (come è nata,
quando è nata, chi l’ha creata, i suoi veri scopi, ecc.). E questo blog, con
questo post, contribuisce, nel suo piccolo, a questa operazione di
chiarezza-verità (anche per evitare indebite appropriazioni, meriti non propri,
strumentalizzazioni, illegittime rivendicazioni, furbizie, demagogie, ecc.);
il secondo, è
sintetizzabile in queste domande: saprà la Destra governare, ben gestire, non
s-naturalizzare, non compromettere, questa sua stessa istituzionalizzazione? Che,
certo, è oggettivamente buona ma che non è nel suo DNA politico-culturale? In
pratica: come farà la Destra a portare avanti la sovranità alimentare? Con
quale modus operandi? Anche questo lo prederà dalla Sinistra? Perché la
legittima natura della Destra:
non
prevede il soddisfacimento dei reali bisogni delle persone e delle comunità
(prevede, al contrario, il soddisfacimento dei bisogni del Mercato, della
Finanza, del Profitto economico, ecc. Legittimamente. Per carità. È Destra);
non
prevede l’agricoltura ecologica (prevede, al contrario, l’agricoltura capitalistica.
Legittimamente. Per carità. È Destra);
non
prevede la complessa e olistica integrazione locale-globale (prevede, al
contrario, o la riduzione alla sola dimensione localistico-nazionalistica o la
riduzione alla sola dimensione globalistico-finanziaria. Legittimamente. Per
carità. È Destra);
ecc.
(….. la dormiente ed
attuale pseudo-Sinistra si è fatta scippare qualcosa di buono ma soprattutto di
suo … Un’altra bella lezione che mi auguro serva - anch’essa - a farla sparire
del tutto - almeno dalla scena politica nostrana - per dare la possibilità alla
vera Sinistra di ritornare, di rinascere. Sotto lo sguardo attento di Marx
(perché senza Karl non è mai vera Sinistra). Facendomi anche ritornare la
voglia di riprendere in mano la tessera elettorale, di recarmi alle urne e di
votare in modo sensato …. Anche contribuire alla rinascita-ritorno della vera
Sinistra? Perché no. Ci sto pensando. Sto valutando inviti, proposte, ecc. Si
vedrà …. Per Tutti, i miei contatti sono sempre questi: lucaf73x@gmail.com
; fortunato.luca73@libero.it
; WhatsApp 389.4238195 Anche per queste cose! …. E alla prossima! La settimana
prossima ….)