Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

sabato 19 novembre 2022

Intermezzo (di servizio) – LIBRI: piano editoriale completo (e aggiornato)

Post 407 

N.B. post aggiornato il 12/12/2022

Intermezzo (di servizio) – LIBRI: piano editoriale completo (e aggiornato)

Carissimi Lettori,

venendo incontro all’esigenza di alcuni di voi, ma ringraziandovi tutti (per il successo che i 4 libri già pubblicati hanno avuto e che l’ultimo pubblicato – il quarto, sulla comprovazione della mia teoria scientifica sul fenomeno Xylella-CoDiRO - sta continuando ad avere), pubblico il piano editoriale completo e aggiornato. Tutti i libri sono sempre disponibili ed acquistabili. Ricordo, infine, che l’ultimo libro – l’ottavo che uscirà tra un buon anno, in dicembre 2023 – è un po’ la summa di tutto il mio percorso paradigmatico-editoriale di questi anni, che è anche e soprattutto un libro-dossier di denuncia civica e che attorno ad esso sta nascendo un legittimo e libero movimento politico-culturale. Pertanto, vi è sempre il mio invito a informarsi in merito e/o a partecipare. L’aspetto politico ovviamente è indipendente dagli aspetti tecnico-scientifici, così come gli aspetti tecnico-scientifici sono indipendenti da quelli politici. Una ovvietà, ma è meglio essere chiarissimi! I miei libri sono per tutti, poi per chi condividesse anche le mie idee politiche (di vera Sinistra) ci sarebbe – in più – la possibilità del nascente movimento politico-culturale. Un carissimo saluto a Tutti, e come sempre ad maiora!

PIANO EDITORIALE (completo – 8 libri):

Scrivendo all’indirizzo mail lucaf73x@gmail.com a partire dalla data di disponibilità/auto-pubblicazione  indicata per ognuno dei libri si riceveranno tutte le istruzioni per procedere all’acquisto del libro scelto. Eventuali Info in più: scrivendo su WhatsApp al 389.4238195. Grazie. L’Autore: Luca Fortunato, dottore agronomo, olista, artista (Matera):

A – LIBRI pubblicati (in PDF, in self-publishing)

1 – Dal 20 dicembre 2016 (in riedizione corretta ortograficamente dal 1° gennaio 2017):  TITOLO:  Esempi di Olismo – Libro Primo; Sottotitolo: Stabilità degli alberi; Xylella; Agricoltura; Dissesto idrogeologico; Stime - Autore: Luca Fortunato – pagine 75  – Prezzo: euro  20. 

2- Dall’8 dicembre 2017:  TITOLO:  Esempi di Olismo – Libro Secondo; Sottotitolo: Aree “protette”; Xylella (ulteriori sviluppi); Medicina vegetale; Assicurazioni; Giuridica; Didattica “verde”-  Autore: Luca Fortunato – pagine 50  – Prezzo: euro  20. 

3 – Dal 20 dicembre 2018:  TITOLO:  Esempi di Olismo – Libro Terzo; Sottotitolo: Cambiamento climatico: il punto di vista dell’Ipotesi Gaia; Agricoltura: aspetti lavorativi sociali, economici e politici; Verde urbano d’Italia: nobili scopi, metodi sbagliati ( … e discutibili compromessi)  -  Autore: Luca Fortunato – pagine 62  – Prezzo: euro  20. 

4 - Dal 1° ottobre 2022 (in riedizione corretta ortograficamente dal 20 ottobre 2022):  TITOLO: Comprovazione di teoria scientifica di tipo olistico (del 2016-2017) sul disseccamento degli olivi (fenomeno Xylella-CoDiRO). Sottotitolo: Una terza via (nel vero Olismo), tra l'attuale Riduzionismo (delle Istituzioni) e lo pseudo-olismo (di alcune associazioni, ecc.) - Autore: Luca Fortunato – pagine 69 – Prezzo: euro 45,00. 

B- LIBRI da pubblicare – in fase di ultimazione (in PDF, in self-publishing)

5- Dal 1° febbraio 2023: sulla tecnica del taglio di ritorno (potatura piante) - mia teoria olistica (e inedita) – Prezzo: euro 20.

6- Dal 31 marzo 2023: sulla Salute e sulla Malattia delle Piante - mia teoria olistica generale (e inedita) – Prezzo: euro 30.

7- Dal 20 maggio 2023: su Idee e Proposte olistiche (e inedite) per la Città di Matera – Prezzo: euro 15.

8 - Dal 31 dicembre 2023: TITOLO: Il Libro Nero dei Paradigmi. Sottotitolo: Dai guai del Riduzionismo e dello pseudo-olismo alla speranza dell’Olismo (di Tutti) – Dossier - Autore: Luca Fortunato – pagine 500 - Prezzo: euro 50,00.

 

         

 

lunedì 14 novembre 2022

Energia nucleare: la IV generazione è da valutare

Post 406

Energia nucleare: la IV generazione è da valutare

(N.B. nuova serie di post “Generàlia”, vedi post 404, 405)

Tutto quello che ho sempre detto e scritto sul nucleare lo confermo pienamente. Ma occorre precisare e ricordare una cosa: tutto quello che ho sempre detto e scritto sul nucleare si riferiva al nucleare a fissione (sul nucleare a fusione è tutto un altro discorso). E nell’ambito della fissione nucleare, tutto quello che ho sempre detto e scritto si riferiva alla II e alla III generazione (la I generazione è stata costituita da prototipi). Dunque, sono stato e sarò sempre contrario alla produzione di energia derivante da reattori nucleari a fissione di II, e di III generazione. Per tutte le ragioni sempre espresse.

Ma il discorso sul nucleare a fissione di IV generazione è diverso. E dunque anche la mia posizione – da cittadino liberamente pensante – è diversa. Mi spiego in questo post.

Ma prima è necessario – seppure in modo sintetico e a livello di cittadini informati non certo di specialisti, ci mancherebbe – ricordare le generazioni di reattori nucleari (il tema di cui si parla):

Premessa generale:

le tipologie dei reattori nucleari a fissione si distinguono in funzione del fluido refrigerante utilizzato (acqua, acqua pesante, gas, metalli liquidi, sali fusi) e del moderatore (sostanza in grado di rallentare i neutroni, favorendo le fissioni: acqua, acqua pesante e grafite. Ma esistono anche reattori che funzionano senza moderazione e che vengono detti “reattori veloci”).

I generazione (prototipi):

il primo storico reattore nucleare si chiamava “Chicago-Pile 1” ed era costituito da blocchi di grafite purissima tra i quali erano inseriti cilindri di uranio naturale. Sviluppò una potenza di solo ½ Watt ed era privo sia di un sistema di raffreddamento che di uno scudo anti-radiazioni. L’operazione di rimozione delle barre di controllo con inizio della prima reazione a catena artificiale fu effettuata dal grande e geniale fisico italiano Enrico Fermi. L’esperimento avvenne nell’ambito del famoso progetto Manhattan, i cui scopi erano certamente e solo militari, ma che portò - alla fine della Guerra – a studi circa la possibilità di sfruttamento della fissione nucleare per scopi civili (produzione di elettricità). I primi reattori di tipo commerciale entrarono in funzione negli anni ‘50 e ’60.

II generazione:

dalla seconda metà degli anni ’60 in poi, le potenzialità applicative della fissione nucleare diventarono patrimonio di conoscenza della maggior parte delle potenze mondiali. E fino a metà degli anni ‘80, il nucleare visse la sua fortuna: in tale periodo, infatti, furono costruiti la maggior parte dei reattori operativi ancora oggi (inizialmente progettati per funzionare 40 anni molti di essi hanno ricevuto o stanno ricevendo estensioni della loro vita operativa in quanto ancora in “ottime condizioni”). I design più utilizzati furono: ad acqua pressurizzata e ad acqua bollente (nei primi, l’acqua del circuito di raffreddamento primario è mantenuta liquida grazie all’altissima pressione, ed è l’acqua del circuito secondario a trasformarsi in vapore e a far girare la turbina; nei secondi, l’acqua del circuito primario va in ebollizione e il vapore va in turbina direttamente. Questi reattori ad acqua bollente sono più semplici da costruire, ma il fatto di avere sia acqua che vapore nel circuito primario rende più complicata l’operatività. Oltre a queste due principali tipologie di reattori, vennero sviluppati - tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80 - anche i CANDU (reattori raffreddati e moderati ad acqua pesante, tuttora utilizzati in Canada), gli AGR (evoluzione dei reattori MAGNOX con raffreddamento a gas) e gli RBMK dell’ex URSS (questi sovietici erano altamente efficienti dal punto di vista economico-energetico ma  presentavano molte problematiche sotto il profilo della sicurezza come purtroppo il mondo ha scoperto con il disastro di Chernobyl del 1986).

III generazione:

è stata sviluppata tra la seconda metà degli anni ‘80 e i primi anni ‘2000 portando anche ad una terza generazione avanzata (III +): a questa generazione appartengono quasi tutti i reattori oggi in costruzione. La terza generazione è molto simile alla seconda per quanto riguarda le tipologie di reattori e le componenti di base, ma presenta sistemi di sicurezza all’avanguardia con anche la sicurezza passiva (attivazione delle misure di emergenza in modo automatico, senza l’intervento umano). Tuttavia, il disastro di Fukushima del 2011 solleva non pochi dubbi sulla sicurezza (seppure tecnologicamente avanzatissima) di questa generazione di reattori nucleari;

IV generazione:

ed eccoci arrivati al punto. La quarta generazione di reattori nucleari dovrebbe portare ad una vera e propria svolta rivoluzionaria. Si tratta di rendere la tecnologia nucleare flessibile cioè adattabile a diverse esigenze e molto più sicura, con produzione significativamente ridotta di scorie, ecc. In generale, con la quarta generazione si mira all’abbandono dell’acqua come refrigerante (in favore di fluidi che consentano di operare a temperature più alte e a pressioni più basse, con combustibile riciclato e con composizioni del combustibile più efficienti). Alcune linee di ricerca: reattori ad altissima temperatura (moderati a grafite e refrigerati a elio) in grado di produrre idrogeno sfruttando solamente il calore di scarto; reattori refrigerati con metalli liquidi (principalmente sodio, ma anche piombo) con riciclaggio delle scorie nucleari e chiusura del ciclo combustibile; reattori a sali fusi: a seconda del refrigerante possono essere reattori veloci (con bruciatura delle scorie nucleari) o reattori ad altissima temperatura (con generazione di calore di scarto utilizzabile in processi industriali). Inoltre, alcuni sistemi di quarta generazione prevedono la possibilità di stoccare l’eccesso di energia nei momenti di bassa domanda per poter seguire meglio il carico di rete elettrica, mentre altri ancora puntano a sfruttare il torio invece dell’uranio come combustibile. Di quarta generazione vi sono già diversi prototipi attivi e altri saranno accesi nei prossimi anni.

Nucleare modulare:

reattori nucleari di piccola taglia. L’intuizione nasce infatti negli anni ‘50 e il primo ambito dove trova applicazione è la propulsione navale (ancora oggi esistono numerosi vascelli a propulsione nucleare). Possono essere sia di terza generazione sia di quarta. Ma oggi che la Tecnologia permette sia la quarta generazione che elevati livelli di miniaturizzazione si cerca di costruire reattori di quarta generazione e contemporaneamente di piccola taglia, anche per la produzione di energia elettrica. Una delle caratteristiche principali di questi reattori, infatti, è la modularità: possono essere fabbricati in serie e successivamente trasportati e installati in funzione delle diverse esigenze (con vantaggi anche di tipo logistico-economico). Nel mondo esistono già allo stadio di prototipo.

Ebbene, di fronte al fatto che il nucleare in sé è privo o quasi del tutto privo di emissioni di CO2 (e che tutto ciò che è stato pensato e fatto finora non è servito ad un bel niente!) e di fronte al fatto che gli assetti geo-politici mondiali non sono affatto garantiti in uno scenario di Pace (e dopo ben 2 guerre mondiali! L’Umanità non ha imparato un bel niente!) non è proprio possibile - da un punto di vista razionale e scientifico  - non essere a favore della ricerca (e del successivo sviluppo industriale, civile, ecc.) riguardo al nucleare a fissione di quarta generazione (modulare e non). I rischi e i pericoli di una catastrofe climatica e/o energetica (quest’ultima, aimè, anche su base geo-politica conflittuale) fanno razionalmente stimare minori quelli certamente legati al nucleare a fissione di quarta generazione (modulare e non). Oggi, una vera sintesi - complessa e olistica - del tutto (cambiamento climatico, guerra, tecnologia, ecc.) non può che condurre ad una apertura o ri-apertura valutativa nei confronti del nucleare. Il nucleare a fissione di IV generazione (modulare e non) potrebbe essere un bene o comunque un male minore rispetto a un male certamente e già maggiore quale è appunto il Clima sempre peggiore (sia in senso naturale sia in senso politico. Quest’ultimo, tra l’altro, non esclude affatto la minaccia atomica. Pertanto tra il nucleare in senso bellico e il nucleare a scopo civile-energetico, tanto vale correrlo il rischio, nel segno almeno della risoluzione del problema energetico). Stavolta l’Umanità non può dire NO al nucleare. Certamente, non deve nemmeno dire SI. O meglio: occorre valutare, ri-valutare, ricercare, sperimentare, testare, ecc. IV generazione appunto e in funzione della IV generazione. E dopo lunga valutazione, e nel caso di “bilancio” più positivo che negativo, dire di SI. E augurandoci - e sperando - che il bilancio valutativo alla fine risulti essere più positivo che negativo per poter dire di SI. Perché, altrimenti, cosa rimarrebbe? Cosa ci rimarrebbe? Cosa rimarrebbe ai nostri figli? A parte un’intuizione geniale e risolutiva di qualcuno nel mondo circa la fusione nucleare (tutt’altra questione: pulita, pacifica ma ad oggi ancora irrisolta circa enormi problemi di tipo teorico e dunque, di riflesso, di tipo tecnologico-applicativo), il Nulla.    

(… e chissà che le grandi intuizioni olistiche sull’Energia di quel genio assoluto che è stato Albert Einstein non trovino, finalmente, la loro giusta e pacifica dimensione, come da loro vera natura, del resto. Forse l’Umanità ebbe, ed ha avuto, troppa “fretta applicativa” rispetto alle sue splendide ma comunque complesse e difficili teorie, generando “mostri” – la bomba atomica, le centrali nucleari di II e di III generazione – e contro cui lo stesso Einstein si impegnò moltissimo. Una cosa, infatti, è la conoscenza pura, altra cosa la sua applicazione … spesso distorta! speculatrice! ecc.). Forse, dopo tanto tempo, siamo ad una svolta positiva anche in tal senso … Chissà)     

 

 

domenica 6 novembre 2022

Sovranità alimentare (e Paradigmi)

Post 405

Sovranità alimentare (e Paradigmi)

(inizio della nuova serie di post “Generàlia”, vedi post 404)

(post pubblicato lunedì 07/11/2022 ore 08:53) 

Per conoscere la (vera) nascita e la (vera) natura della sovranità alimentare dobbiamo tenere presente il decennio 1986 - 1996:

a partire dal 1986, infatti, e nel corso di diversi e successivi negoziati internazionali, si pervenne alla decisione di includere la produzione primaria all’interno dell’Accordo Generale sulle Tariffe Doganali e sul Commercio. Apriti cielo! L’effetto di tale decisione, infatti, sarebbe stato che il neoliberismo (che è cosa di Destra) avrebbe influenzato la produzione e il commercio del cibo, l’accesso alla terra da coltivare, ecc. nel senso specifico (tecnico-economico) di renderli subordinati alle regole e alle logiche del Mercato internazionale (scenario perfettamente di Destra).

Contro questo, come reazione a questo, in opposizione a questo, in lotta dialettica a questo (e dunque contro quella cosa e quello scenario di Destra, sopra descritti) a livello mondiale sorsero diversi movimenti contadini con lo scopo principale di difendere il cibo come diritto (di tutti) slegandolo dal concetto (riduzionistico) di sola merce, sola entità commerciale, sola entità economica, ecc.

Questa nuova (e olistica) dimensione concettuale (diritto, alimentazione, salute, economia, ecc.) venne poi, nel 1996, chiamata sovranità alimentare (appunto). In particolare, fu l’organizzazione internazionale di agricoltori-contadini “Via Campesina” (fondata nel 1993, in Belgio) a coniare l’espressione sovranità alimentare.   

Dunque niente di più lontano dalla Destra, così come dal sovranismo, così come dall’autarchia. Non si confondano le cose. E non si facciano confondere le cose. Del resto, è Storia. Ed è Vocabolario. Non si può sfuggire.

Ma se è facile confondersi e/o far confondere (se non altro per una certa assonanza) tra il sovranismo politico (Fratelli d’Italia, Lega, Front National, ecc.) e la sovranità alimentare (cose quanto mai distinte e lontane, come abbiamo appunto ed appena visto), è semplicemente ridicolo confondersi e/o far confondere tra sovranità alimentare ed autarchia (quest’ultima semplicemente impossibile nel Mondo moderno. Giusto o sbagliato che sia, è altro discorso. L’impossibilità autarchica è diventata oggettiva. Giusto per ricondurre il discorso a Noi Italiani, basta ricordarci che l’Italia è auto-sufficiente solo per il vino, il riso ed il pollo! Mentre il 40% del grano - per fare la pasta - ci arriva dall’Estero! Così come dall’Estero ci arriva anche il 40% delle carni per la preparazione dei salumi! Oltre il 90% del pesce in scatola! Il 100% del caffè! E la lista estera potrebbe continuare per molto. Ma l’idea è resa. Ricordiamocelo quando consumiamo semplicemente un “caffè italiano”(?!?) al bar! Giusto per fare un esempio emblematico e “identitario”!).

Ma guardiamolo un po’ meglio il vero, positivo, importante (e certamente non di Destra) concetto olistico di sovranità alimentare:

esso è ricompreso nel più ampio e generale concetto di autodeterminazione dei popoli (approfondisca il lettore);

con esso si mira a produrre quello che serve, che basta, per soddisfare i reali bisogni delle persone e delle comunità e non per soddisfare i bisogni - spesso “gonfiati” - del Mercato. Sovranità alimentare è soprattutto in questo senso (del resto la sovrapproduzione di cibo è anche la principale causa della crisi della GDO, sempre per raccordare i grandi temi al nostro quotidiano …… Così come dello spreco alimentare, ecc.);

con esso si mira al rispetto e alla valorizzazione del lavoro umano che c’è dietro e durante la produzione mettendo in secondo piano la proprietà, il capitale, la tecnologia, ecc.: lavoro contadino, dunque. Questo è un altro pilastro del concetto di sovranità (… e  ritornano i grandi principi del grande Karl … Anzi, non se ne sono mai andati!);

con esso si mira a produrre con il minor danno possibile all’Ambiente e all’Ecosistema (e quindi: agro-ecologia, no alla monocoltura, no ai fitofarmaci, ecc.);

con esso si mira a superare la pratica ma soprattutto la “filosofia” della cosiddetta “Rivoluzione Verde” che dal 1944 in poi ha visto l’impiego, in Agricoltura, di varietà vegetali geneticamente selezionate (poi anche modificate, gli OGM) e di enormi quantità di fertilizzanti, di fitofarmaci, di acqua, di mezzi meccanici, di tecnologie, di capitali, ecc: tale approccio quantitativo-industriale (molto di Destra …, caro all’Establishment, al mondo accademico, ai “poteri forti”, ecc. ecc.) benché sia riuscito ad incrementare notevolmente le quantità di cibo prodotto, non è mai riuscito a risolvere – e nell’arco di diversi decenni, si noti bene – il problema della Fame nel Mondo e questo specialmente per la mancanza, in esso, di essenziali aspetti etico-qualitativi vale a dire l’accesso al cibo, la distribuzione – anche solidaristica ed altruistica – dello stesso, una vera e sistemica lotta allo spreco alimentare, ecc.

con esso si mira a superare la pratica ma soprattutto la “filosofia” della WTO che - per sintetizzarla brutalmente ma efficacemente - prevede la subordinazione dell’integrazione politico-diplomatica tra gli Stati del mondo alla loro integrazione commerciale!  

con esso si mira a superare il concetto, la logica e la pratica della “sicurezza alimentare” (non a caso, infatti, alcune delle storiche proteste – tra il 1986 e il 1996 – dei movimenti contadini internazionali hanno fatto leva sulla disillusione circa il sistema della sicurezza alimentare che, difatti, non ha portato, non ha garantito, ciò che si prefiggeva);     

mira a integrare in modo positivamente dialettico, realistico ed olistico la dimensione locale con la dimensione globale (facendosi carico di entrambe, e quindi rifuggendo tanto il Riduzionismo che vede solo globalizzazione, tanto il Riduzionismo che vede solo localizzazione);

Ecc. ecc. ecc.

La Treccani definisce così la sovranità alimentare:

il diritto dei popoli a gestire le proprie risorse alimentari avendo come fine primario esclusivamente la soddisfazione delle esigenze delle persone, sulla base di una produzione sostenibile, rispettosa del lavoro di chi produce il cibo, fondata sulle economie locali, in modo da ridurre lo spreco e la dipendenza dal circuito della grande produzione e distribuzione a carattere multinazionale”.

Discende anche che la “tutela delle eccellenze”, la “difesa delle proprie produzioni”, la “lotta ai falsi”, ecc. siano ovviamente tutte cose positive, condivisibili ed augurabili ma sono cose che non c’entrano propriamente con la sovranità alimentare o c’entrano in modo molto indiretto. Perseguire certamente anche esse, anche queste cose, ma si evitino i “minestroni” concettuali e operativi.

Ad ogni modo, da tempo (dal 2008), la (vera) “sovranità alimentare” è presente nelle carte costituzionali e/o nelle leggi nazionali di diversi Paesi del mondo: in America Latina abbiamo l’Ecuador, il Venezuela, la Bolivia; in Africa, il Mali, il Senegal; in Asia, il Nepal; in Nord-Africa/Medio Oriente, l’Egitto. Inoltre, un documento governativo del Quebec (Canada) datato 2013 indica la sovranità alimentare come una priorità da perseguire al fine di  “mettere al centro la soddisfazione delle esigenze alimentari delle persone e non la massimizzazione del profitto economico, incoraggiare lo sviluppo delle realtà locali ed eliminare gli sprechi”.

Ora, in Italia si è creato un fatto curioso: la sovranità alimentare (che certamente non è cosa di Destra) è stata istituzionalizzata – almeno sotto il profilo di nuova nomenclatura ministeriale, peraltro già esistente in Francia - da un Governo di Destra. Il che non è un male. Sia chiaro. Anzi. È stata fatta una cosa oggettivamente giusta. Per tutti. E va bene per tutti. Ben venga. E ben venga un suo buon uso. Occorre riconoscere alla Destra di governo di aver fatto bene su questa specifica istituzionalizzazione. Perché no. Vi sono però 2 punti critici che la pubblica opinione, i cittadini tutti, devono conoscere:

il primo, è la chiarezza su cosa sia effettivamente la sovranità alimentare (come è nata, quando è nata, chi l’ha creata, i suoi veri scopi, ecc.). E questo blog, con questo post, contribuisce, nel suo piccolo, a questa operazione di chiarezza-verità (anche per evitare indebite appropriazioni, meriti non propri, strumentalizzazioni, illegittime rivendicazioni, furbizie, demagogie, ecc.);

il secondo, è sintetizzabile in queste domande: saprà la Destra governare, ben gestire, non s-naturalizzare, non compromettere, questa sua stessa istituzionalizzazione? Che, certo, è oggettivamente buona ma che non è nel suo DNA politico-culturale? In pratica: come farà la Destra a portare avanti la sovranità alimentare? Con quale modus operandi? Anche questo lo prederà dalla Sinistra? Perché la legittima natura della Destra:

non prevede il soddisfacimento dei reali bisogni delle persone e delle comunità (prevede, al contrario, il soddisfacimento dei bisogni del Mercato, della Finanza, del Profitto economico, ecc. Legittimamente. Per carità. È Destra);

non prevede l’agricoltura ecologica (prevede, al contrario, l’agricoltura capitalistica. Legittimamente. Per carità. È Destra);

non prevede la complessa e olistica integrazione locale-globale (prevede, al contrario, o la riduzione alla sola dimensione localistico-nazionalistica o la riduzione alla sola dimensione globalistico-finanziaria. Legittimamente. Per carità. È Destra);

ecc.

(….. la dormiente ed attuale pseudo-Sinistra si è fatta scippare qualcosa di buono ma soprattutto di suo … Un’altra bella lezione che mi auguro serva - anch’essa - a farla sparire del tutto - almeno dalla scena politica nostrana - per dare la possibilità alla vera Sinistra di ritornare, di rinascere. Sotto lo sguardo attento di Marx (perché senza Karl non è mai vera Sinistra). Facendomi anche ritornare la voglia di riprendere in mano la tessera elettorale, di recarmi alle urne e di votare in modo sensato …. Anche contribuire alla rinascita-ritorno della vera Sinistra? Perché no. Ci sto pensando. Sto valutando inviti, proposte, ecc. Si vedrà …. Per Tutti, i miei contatti sono sempre questi:  lucaf73x@gmail.com ; fortunato.luca73@libero.it ; WhatsApp 389.4238195 Anche per queste cose! …. E alla prossima! La settimana prossima ….)

     

 

 

 

venerdì 4 novembre 2022

"Generàlia"

“Generàlia”

Post 404

Anche sull’onda dell’ottima vita che il mio nuovo libro (del 1° ottobre scorso sul fenomeno Xylella-CoDiRO) sta già ottenendo (e che ormai viaggia e viaggerà da solo, risvolti compresi), ho deciso di venire incontro a tanti che in queste ultime settimane mi hanno manifestato il bisogno di continuare a leggere - in questo blog - mie riflessioni  su notizie, fatti, episodi, ecc. anche di carattere generale e che come non mai necessitano di “orientamento”, di approfondimento, ecc. (anche di tipo paradigmatico). Mi son detto:  perché no?

Le uniche “limitazioni” saranno queste:

- il prosieguo del blog tratterà di argomenti generali e in generale (per esempio: “sovranità alimentare”; “decreto anti-rave”; Destra e Sinistra, “economia circolare”, “energia nucleare”, “Occidente”, ecc. …. vi è – e vi sarà certamente - solo l’imbarazzo della scelta!) e secondo il libero pensiero di un cittadino attento osservatore, attento ascoltatore, ed esperto di Paradigmi di Conoscenza e di Metodo (Olismo/Riduzionismo). Per argomenti specifici e specialmente sotto il profilo tecnico-scientifico, invece, ci sono i miei libri, sia quelli già usciti, sia quelli che usciranno (vedasi prospetto nel post 401 e in generale nel blog). Nonché il mio lavoro (ovviamente). E vi sarà facile intuire come io vada sempre di più verso un dovuto e ancor più forte riserbo (su certi specifici ma anche molto delicati temi, argomenti, fenomeni, ecc. Il che ovviamente è un onore ed  un successo ma il nuovo corso merita e meriterà un riserbo particolare. Mi avete capito. E sia che la partita la si potrà giocare anche in ambito pubblico (?), sia che la si giochi già in ambito privato. Le “divulgazioni”, in ogni caso, quando dovranno esserci, saranno “ufficiali”, formali, ecc. e da parte di chi dovrà farle);      

-pubblicherò 1 solo post a settimana (gli impegni di lavoro e di famiglia per fortuna e per merito ci sono. Come sempre, anzi … sono aumentati! Mi avete capito …. E pertanto una frequenza maggiore di pubblicazione mi sarebbe  proprio impossibile da sostenere. Pertanto, anche ed eventuali fatti di cronaca “da grido” verranno sempre e comunque trattati con la nuova frequenza generale del blog, cioè 1 volta a settimana. Aspetterete un po’ , ma sarete sempre soddisfatti!  

Dunque, cominciamo questa nuova avventura di scrittura dalla prossima settimana. Il primo post di questo nuovo corso del blog sarà pubblicato tra lunedì 7 e sabato 12 (almeno la domenica … lasciatemela solamente in famiglia, nell’arte, nella natura! Scherzo (ovviamente. Ma poi mica tanto!).  

Tranquilli! Anche stavolta non Vi deluderò!

A presto! E ad maiora!

Luca Fortunato, cittadino olistico (Matera)