Mission del Blog: esprimere libere opinioni su fatti di cronaca ritenuti significativi circa la Sfida, in corso da tempo, tra i Paradigmi dominanti del Nostro Tempo: da una parte, il Riduzionismo (il Tutto è uguale, riducibile, alla somma e alle relazioni delle parti di cui è composto), dall’altra l’Olismo (il Tutto è maggiore della somma e delle relazioni delle parti di cui è composto). Il Riduzionismo, paradigma analitico, razionale, algoritmico, induttivo, lineare. L’Olismo, paradigma sintetico, intuitivo, euristico, deduttivo, non-lineare. Con tutte le conseguenze (teoriche, filosofiche, gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, pratiche, lavorative, quotidiane) che ne conseguono …. (e ne devono conseguire …. legittimamente e liberamente ….. per il progresso della Società …..)

giovedì 7 febbraio 2019

Approfondimento - 2


Post 271 

Approfondimento – 2 

Continuando dal precedente post 270 (vedi): 

A fronte del sempre maggior successo dell’Olismo (tanto generale quanto declinato nelle sue varie forme ed applicazioni specifiche), Olismo che è ritornato, riemerso, dall’Antichità e che sta vivendo una sua Nuova Vita confortata tanto dalla Scienza moderna e contemporanea (relatività einsteiniana, fisica quantistica, proprietà emergenti della materia, teoria della complessità, teoria dei sistemi, ecc.) quanto dalla moderna e contemporanea Filosofia della Scienza, esistono specifici e particolari comportamenti e reazioni da parte di chi segue altri due paradigmi (o meglio, da parte di chi segue un altro paradigma – il Riduzionismo - e da parte di chi “fabbrica appositamente” uno pseudo-paradigma cioè lo pseudo-olismo): 

a) il paradigma del Riduzionismo, il cui principio generale è, lo sappiamo, “il tutto è uguale, riducibile, alla somma delle parti di cui è composto”, si configura esattamente come il contrario, l’opposto, dell’Olismo, ed anche ed ovviamente riguardo al modus operandi che per il Riduzionismo è razionale*-analitico-induttivo-algoritmico tant’è che l’Olismo viene giustamente definito, in alcuni libri, da alcuni autori, anche come antiriduzionismo. (*per razionale si intende solo razionale. Nell’Olismo invece vi è tanto l’intuizione - nella forma specifica di sintesi intuitiva iniziale - quanto la razionalità - come deduzione e specificatamente come deduzione dall’intuizione). Anche per il Riduzionismo abbiamo la declinazione specifica e circostanziata del suo principio generale e quindi riduzionismo epistemologico, riduzionismo semantico, riduzionismo giuridico, riduzionismo sociologico, riduzionismo biologico, riduzionismo ecologico, riduzionismo agronomico, riduzionismo medico, riduzionismo, comunicativo, ecc. Il Riduzionismo è ancora il paradigma dell’Establishment (politico, economico, finanziario, burocratico, accademico, professionale, imprenditoriale, editoriale, ecc.) che, tutto intento a difendere solo i propri interessi, le proprie posizioni e il proprio potere, nega e rifiuta l’Olismo perché lo teme, ne ha paura, non riuscendo a intravedere dove esso può portare in termini di organizzazione o meglio di ri-organizzazione del potere, benché l’Establishment sa benissimo che l’Olismo è scientificamente migliore, più adeguato, superiore, rispetto al Riduzionismo, e che dunque ha più possibilità, molte più probabilità, sempre rispetto al Riduzionismo, di risolvere per davvero i problemi che affliggono tanto le entità individuali quanto quelle collettive in senso alla Natura, e tanto le entità individuali quanto quelle collettive in senso alla Società. Un vero crimine di ipocrisia, dunque, compie l’Establishment. E quindi vai con le etichette tipiche dall’Establishment nei confronti dell’Olismo: “pseudo-scienza”, “anti-scienza”, ecc. ecc. Ovviamente, niente è più falso, niente è più lontano dalla realtà attuale così come dalla Storia. Ed infatti il gioco va perdendo sempre più terreno, perde sempre più colpi. Il Riduzionismo risulta essere sempre più inadeguato nel sempre più complesso Mondo di Oggi. Il vento è già cambiato. Il definitivo ritorno dell’Olismo (in chiave moderna) è nel destino del Mondo. E la Tecnologia come mezzo nel paradigma dell’Olismo - e non più come mezzo (e, a volte, anche come fine in sé) nel paradigma del Riduzionismo - ne è la chiave di volta per non subirlo ma per viverlo da protagonisti. L’antichissimo Passato è stato dell’Olismo, l’antico Passato è stato del Riduzionismo, il recente Passato è stato ed il Presente è un campo di battaglia paradigmatico, il Futuro prossimo e il lontano e il lontanissimo Futuro saranno dell’Olismo. Come a disegnare una figura, a chiudere degnamente un nobile cerchio, e non a continuare, per continuare in sé, un’anonima linea!  

b) lo pseudo-olismo cioè una sorta di imbroglio teorico-pratico, una specie di minestrone, che mira tanto a non staccarsi dal Riduzionismo quanto a non essere estromesso dai successi dell’Olismo. Lo pseudo-olismo, pertanto, manipola la multidisciplinarità, la interdisciplinarità, la multidimensionalità, il 360°, il contesto, l’integrazione, il lavoro di gruppo, ecc. cercando di piegarli ai suoi subdoli scopi, spacciandoli per Olismo (la multidisciplinarità, la interdisciplinarità, la multidimensionalità,  il 360°, il contesto, l’integrazione, il lavoro di gruppo, ecc. sono neutri e neutrali rispetto alle specifiche paradigmatiche e possono essere presenti tanto nell’Olismo quanto nel Riduzionismo e senza nemmeno tanto bisogno di loro, sia nell’uno che nell’altro paradigma. Sono enfasi, insomma). Lo pseudo-olismo utilizza anche l’aggettivo olistico, il sostantivo olismo, ecc. per poi, però, agire sempre e comunque in modo riduzionistico, nel Riduzionismo. Predica bene e razzola male, insomma. Gli pseudo-olisti fanno sempre parte dell’Establishment riduzionistico (per vigliaccheria vi restano dentro, per vigliaccheria restano in quel che conoscono) ma tentano anche l’ ”amicizia” con l’alternativa olistica (perché dato  il suo incalzante successo, meglio starle vicino, non si sa mai. Che squallido opportunismo ….. Ma ci sono anche questi esseri nel Mondo. Fanno parte del Tutto!).

Ad ogni modo, l’intero scenario, in termini utili, è dunque il seguente (messo in cifre percentuali per darne rapidamente il senso): 

-l’Olismo assicura una conoscenza delle cose, da parte della mente umana anche ed eventualmente aiutata dalla Tecnologia, pari al 90% (il 100% è impossibile) e quindi assicura conseguenti azioni e pratiche con una efficacia ed una efficienza – considerando il quadro d’insieme generale unitamente ai singoli aspetti particolari - pari all’80% (la differenza tra il 90% teorico-conoscitivo e l’80% pratico-applicativo esiste perché la realtà esterna è e sarà comune e sempre maggiore della realtà mentale, anche quando la realtà mentale è stata e sarà stata confermata sperimentalmente);

-Il Riduzionismo, invece, assicura una conoscenza delle cose, da parte della mente umana aiutata dalla Tecnologia, pari al 70% (anche se crede di essere arrivato al 99,99% perché non ritiene esista differenza tra la realtà razionale e la realtà esterna quando la realtà razionale è stata sperimentalmente verificata) e quindi assicura conseguenti azioni e pratiche con una efficacia ed una efficienza – considerando il quadro d’insieme generale unitamente ai singoli aspetti particolari - pari al 60% (anche se le crede sempre pari al 99,99% perché non ritiene esista differenza tra la realtà teorico-conoscitiva provata e gli aspetti pratico-applicativi derivati); 

-lo pseudo-olismo, infine, non assicura una reale conoscenza delle cose (e se qualcosa, a volte, salta fuori è semplicemente perché dal gran minestrone di saperi e di persone qualcosa - statisticamente parlando, per la legge dei grandi numeri – può saltar fuori!) e quindi non assicura nemmeno conseguenti azioni e pratiche (e se qualcosa, a volte, si fa è semplicemente per “far vedere” che la moda del Fare è stata seguita!). 

Del resto, anche chi, in buona fede, per 50 anni e più, ha tentato di conciliare Olismo e Riduzionismo, non ci è riuscito. L’Olismo non nega il Riduzionismo, lo supera solamente. Ma superandolo non ne ha più bisogno. E pretendere dall’Olismo di considerare ancora il Riduzionismo, equivarrebbe a pretendere da una persona nel frattempo sfebbrata del tutto e senza che abbia assunto l’acido acetilsalicilico precedentemente prescritto, che lo assumesse lo stesso il farmaco, in ossequio alla ricetta medica. Giusta ricetta ma ormai superata dall’evoluzione della situazione. Reso l’idea?  

Tornando, ora, al principio generale olistico “il tutto è maggiore della somma delle parti di cui è composto”, se esso nella mente di qualcuno, o meglio nella mentalità di qualcuno, può suonare “strano”, “illogico”, “irrazionale”, “misterioso”, “non-dimostrato”, “non-dimostrabile”, “troppo filosofico”, ecc. ecc. ecc., faccio notare che si tratta di falsi problemi ricordando 3 cose: 

1. la Scienza è piena di “misteri”, di aspetti non-razionali, da cui poi addirittura ci si muove per costruire deduttivamente sistemi di conoscenza e di applicazione, che poi funzionano. Pensiamo, ad esempio, agli assiomi (e non solo in Matematica). Ogni volta che un qualcosa (un teorema, una teoria, una metodica, una tecnologia, un protocollo, ecc.) poggia e si basa su un assioma, poggia e si basa su un qualcosa che, per definizione (assioma in greco significa dignità o degno, valenza o valido) è evidente di per sé (cioè conosciuto per via puramente intuitiva e/o empirica), che non ha bisogno di essere dimostrato, di fatto indimostrato, considerato vero pur essendo privo di dimostrazione e quindi pur privo di conoscenza razionale. Così come la Scienza è piena di casi di serendipità. Un esempio per tutti: Alexander Fleming e la scoperta casuale della penicillina. Ma di questi aspetti atipici della Scienza ce ne dimentichiamo troppo spesso. O meglio, ne recitano la dimenticanza i riduzionisti. Quanto agli pseudo-olisti, invece, essi se li ricordano pure, magari, ma sono troppo vigliacchi per ammettere che l’Establishment riduzionistico sbaglia anche quando cerca di ridurre tutto a razionalità e a certezza oppure a  procedura e a metodo. E quindi cercano di stare in mezzo, a cercar di salvar capra e cavoli. Facendo perdere, così, tra le altre cose, tempo prezioso alla Società nel risolvere i suoi problemi. Che poi si possa sostituire un assioma con un altro, diverso e migliore assioma (nella costruzione deduttiva di un sistema teorico e/o applicativo), questo è un altro aspetto. Ed è interessantissimo. Ma il senso della questione non cambia. Che poi, come nel caso di Fleming, il puro caso passerebbe inosservato o non compreso se non ci fosse l’intuizione e favorita e guidata da preparazione e competenza, questo è un altro discorso ma che non va a cambiare la sostanza e il senso della questione e dello scenario;  

2. fino al 1600-1700, la cultura umanistica e la cultura scientifica erano due facce della stessa medaglia, o meglio della stessa moneta: la Cultura. Tra il Seicento e i primi anni del Novecento, la cultura umanistica è diventata una moneta e la cultura scientifica un’altra moneta. La maggiore varietà di mezzi di ricchezza che l’Umanità credeva di aver conquistato, si è ben presto tramutata in un’illusione (sociale, ecologica, sanitaria, agronomica, economica, politica, etica, ecc.). Nel corso del Novecento, le nuove scoperte scientifiche avutesi anche con il “vecchio modo” di fare scienza (e quindi anche intuitivo e non solo razionale; anche direttamente sintetico e non analitico prima e sintetico in conclusione; anche deduttivo e non solo induttivo; anche euristico e non solo algoritmico; anche qualitativo e non solamente quantitativo; anche inizialmente solamente teorico e solo successivamente sperimentale e non solamente dall’esperimento alla teoria; ecc.), ha cambiato, ri-cambiato, rimescolato le carte in tavola. Tra le varie e diverse conseguenze, quella di riavere l’unica e buona moneta (di una volta). Ma ci sono ancora coloro che continuano a vedere, o a voler vedere, due monete, “due culture”; 

3. aneddoto: si racconta che Albert Einstein trovatosi di fronte ad enormi problemi fisico-matematici per la razionalizzazione delle sue intuizioni (problemi che poi risolse brillantemente, dando alla luce la teoria generale della relatività, che oggi ci spiega l’Universo ma che ci fa anche funzionare il GPS sulla nostra auto) adottò tale e paradossale strategia: si mise a suonare il violino e ad ascoltare musica molto più frequentemente di come era solito fare, e non a scopo di rilassamento e di svago ma a scopo di lavoro e di studio per i suoi problemi fisico-matematici! anziché insistere solo con la Matematica e con la Fisica! Quel genio di Albert aveva intuito anche questo! E cioè un aspetto olistico nel funzionamento della mente umana. Vale a dire una cosa che, Oggi, la moderna Psicologia riesce a spiegare: se un fisico teorico vuole aumentare e migliorare le proprie conoscenze, competenze e abilità specialistiche, deve allargare e stimolare la sua mente anche con tutt’altro (musica, letteratura, pittura, poesia, filosofia, ecc.) per permettere ad altra Matematica e ad altra Fisica di entrare nella sua mente nel frattempo divenuta più larga e più spaziosa grazie soprattutto a quel tutt’altro. La stessa cosa vale per un fisico sperimentale, per un chimico, per un medico, per un biologo, per un agronomo, per un economista, per un geologo, per un avvocato, per un agricoltore, per un meccanico, ecc. La stessa cosa vale per tutti: uscire dal proprio settore per migliorarsi nel proprio settore! Paradossale ma vero. Nella Nostra odierna Società, invece, circolano ancora falsi concetti di specializzazione, di competenza, di formazione, di impegno, ecc. di cui la maggior parte delle persone è ancora schiava. Purtroppo. E circolano altresì idee sbagliate e metodi sbagliati su come acquisire specializzazione, competenza, formazione, ecc. Ma non tutte le persone ci cascano e ci abboccano, per fortuna. 

Ciao a Tutti e al prossimo post d’approfondimento, tra qualche giorno, che tratterà di Olismo e Agraria (sempre in funzione di esigenze d’approfondimento segnalate da voi lettori). Luca Fortunato (Matera). Contatti: lucaf73x@gmail.com fortunato.luca73@libero.it   WhatsApp 389.4238195

mercoledì 6 febbraio 2019

Approfondimento - 1


Post 270

Approfondimento – 1 

Olismo (etimologicamente dal greco hòlos “intero”, “totale”, globale”, “tutto”)  significa - secondo l’attuale ed esplicita versione corroborata dalla Scienza moderna e contemporanea (proprietà emergenti della materia, teoria della complessità, teoria dei sistemi, ecc.) - che “il tutto è maggiore della somma delle parti di cui è composto”. Questo principio generale ci giunge, nella sua forma originaria ed implicita, già ad opera di Aristotele, che già aveva compreso come di tutte le cose infatti che hanno più parti e il cui insieme non è come un mucchio, ma è qualcosa di intero oltre le parti, c'è una qualche causa”. Successivamente, dopo secoli, nel corso del Settecento e dell’Ottocento, questo principio generale inizia a riaffiorare, in modo implicito ma significativo, ad opera di Goethe, Durkheim, Marx, ecc. Poi, nel 1926, questo principio generale ricompare, esplicito ma elaborato, ad opera di Jan Cristiaan Smuts, un singolare e controverso militare e politico sud-africano ma con notevoli ed interessanti attitudini filosofiche e di scrittura, nel suo libro Olismo ed evoluzione. Poi ancora, durante tutto il corso del Novecento, tale principio generale trova la sua formalizzazione definitiva, trova la sua declinazione in tutte le varie branche del Sapere e del Fare (Scienza, Tecnica, Sociologia, Economia, Diritto, ecc.) e trova la sua fortuna. Questo in Occidente.
In Oriente, invece, vi sono tracce implicite, di tale principio generale, già nelle antichissime filosofie mistiche (Taoismo, Buddhismo, Zen, Induismo, ecc.) così come nelle correlate ed ugualmente antichissime pratiche mediche (valide ancora Oggi, ed anzi alcune addirittura riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità).
Se non è stata una coincidenza, è avvenuta una “comunicazione” tra l’Antico Oriente e l’Antico Occidente a testimoniare tratti in comune tra le due grandi Civiltà. Ma se anche fosse stata una coincidenza, la cosa sarebbe ugualmente importante: come a dire, che l’Uomo, sulla Terra, coglieva la realtà secondo questo unitario principio (prima che piombasse la frattura, la scissione, ad opera del Riduzionismo, inizialmente in Occidente, a partire dal 1600-1700).
E si nota subito la specificità della cosa: secondo l’Olismo il tutto non è semplicemente integrato ma è integrato tale da far emergere un qualcosa in più così che la sola somma delle sue parti costitutive è inferiore ad esso stesso intero o, per dirla meglio, esso stesso intero è maggiore della somma delle sue parti costitutive. E tanto la Filosofia quanto la Scienza (moderne e contemporanee) hanno appurato che mentre le parti costitutive, le loro relazioni e la loro somma, si riescono a trovare, a conoscere, tanto in modo razionale-analitico-induttivo-algoritmico quanto in modo intuitivo-sintetico-deduttivo-euristico, quel qualcosa in più (che va a completare il quadro d’insieme) si riesce a trovare, a conoscere, solo in modo intuitivo-sintetico-deduttivo-euristico. Inoltre, per quanto riguarda le entità biotiche (persone, piante, animali, microorganismi) e le entità ibride biotiche-abiotiche (il terreno, ad esempio; un’azienda agricola, altro esempio; ecc.) quel qualcosa in più è un vero e proprio quid caratterizzante e determinante. Per esse, cioè per le entità biotiche e per le entità biotiche-abiotiche, possiamo anche trovare e studiare tutte le loro parti costitutive e tutte le loro relazioni (e magari anche con raffinata ed evoluta tecnologia). Ma se poi non vi aggiungiamo il quid in più, a completare il tutto, abbiamo fatto male, anzi malissimo. I conti, prima o poi, non torneranno, e specialmente nel lungo periodo. Mentre, sempre riguardo ad esse, possiamo anche basarci solo e direttamente sul loro quid in più. E avremo fatto bene, anzi benissimo.
Per le entità abiotiche, invece, (cemento, asfalto, acciaio; pilastri, pali, palazzi, ponti,  ecc.), possiamo anche trascurare quel loro qualcosa in più (che comunque esiste) e limitarci alla sola somma delle loro parti costitutive. Avremo fatto bene ugualmente.
Ma cos’è tutto, o il tutto, o un tutto? È ciò che ogni volta la mente (della singola persona, notare bene) vuol conoscere e/o vuole gestire. Può trattarsi del corpo umano. Può trattarsi di un albero. Può trattarsi di un animale. Può trattarsi di un microorganismo. Così come può trattarsi di un gruppo di persone, o di una folla, o di un popolo, o di una società; di un filare di alberi, di un bosco, di una coltivazione; di uno stormo, di uno sciame, di un branco; ecc. Cosi come può trattarsi di una città, di una azienda, di un territorio; di un ecosistema, di un paesaggio; di un Paese; del Mondo, dell’Universo; Così come può trattarsi del Web, della Costituzione, dell’ordinamento giuridico, della cultura di un popolo, del lavoro, del mercato, della Storia, ecc.  ecc. ecc. Dipende da chi siamo (medico, veterinario, agronomo, geologo, astronomo, fisico, chimico, matematico, filosofo, sociologo, avvocato, magistrato, politico, ecc.) e da cosa dobbiamo conoscere e da cosa dobbiamo fare.
Dunque, nella Scienza e nei suoi vari settori, nella Tecnica e nei suoi vari settori, nelle Professioni e nei suoi vari esercizi, nell’Economia e nelle sue varie scuole, nel Diritto e nelle sue varie interpretazioni, ecc. gli aspetti olistici (dichiarati e/o agiti) sono declinazioni specifiche e circostanziate del principio generale “il tutto è maggiore della somma delle parti di cui è composto” e che richiedono, come abbiamo visto, un particolare modus operandi (intuitivo-sintetico-deduttivo-euristico).
Gli olismi particolari (olismo epistemologico, olismo semantico, olismo giuridico, olismo sociologico, olismo biologico, olismo ecologico, olismo agronomico, olismo medico, olismo comunicativo, ecc.) altro non sono che declinazioni ed applicazioni particolari del principio generale “il tutto è maggiore della somma delle parti di cui è composto” e sempre secondo il particolare modus operandi di tipo intuitivo-sintetico-deduttivo-euristico.
Bene. Si conclude così questo primo post della nuova Rubrica di Approfondimento, che è stato dedicato ad alcuni aspetti generali dell’Olismo, in funzione di esigenze segnalatemi da alcuni di voi lettori. Aspetti generali fondamentali, da non dimenticare mai, anche per comprendere il resto della Rubrica che verrà. E tutti i lettori, anche nuovi, possono sempre ed eventualmente segnalarne altre di esigenze. Vedrò di soddisfarle tutte! Contatti: lucaf73x@gmail.com , fortunato.luca73@libero.it , WhatsApp 389.4238195. Ciao a Tutti, e a presto. Luca Fortunato (Matera)
 
P.S. 1 Soddisfo la curiosità di un lettore: gli olisti veri (come me e alla luce del sole come me) che attualmente conosco personalmente – grazie a questo blog, ai miei libri e al mio lavoro - e con i quali mi sento e mi confronto spesso e volentieri, sono quasi tutti all’estero ma qualcuno è anche qui in Italia (del Nord), sono complessivamente equamente divisi tra uomini e donne, sono quasi tutti miei coetanei (qualcuno è più giovane) e sono così divisi per tipologia lavorativo-professionale: 5 medici, 3 biologi, 1 matematico, 1 fisico, 2 chimici, 1 geologo, 2 sociologi, 1 giurista, 2 psicologi, 3 agricoltori, 1 industriale, 1 politico, 1 filosofo, 6 artisti. Non male, vero? 

P.S. 2 Il prossimo approfondimento sarà dedicato ai rapporti esistenti, in Società, tra l’Olismo e gli altri paradigmi cioè il Riduzionismo (“il tutto è uguale, riducibile, alla somma delle parti di cui è composto”) e lo pseudo-olismo (subdola manipolazione riduzionistica, solo travestita di olismo, di: multidisciplinarità, interdisciplinarità, multidimensionalità, 360°, contesto, integrazione, lavoro collettivo, ecc.).     

lunedì 4 febbraio 2019

Comunicazioni di servizio - 3


Post 269 

Comunicazioni di servizio – 3 

In attesa della realizzazione e del lancio del mio unico e nuovo sito che avverrà in questo 2019, penso tra la primavera e l’estate, al massimo in autunno (vedi post 258 e 268), accolgo con piacere la richiesta, giuntami da più parti, di una rubrica di Approfondimento sui tanti e diversi aspetti dell’Olismo da me trattati (tanto nei post del presente blog quanto nei miei 3 libri “Esempi d’Olismo”che, ricordo, sono sempre disponibili ed acquistabili, da parte di tutti, in formato PDF in self-publishing, scrivendo al mio indirizzo lucaf73x@gmail.com ). A breve, dunque, partirà la Rubrica di Approfondimento (i post saranno denominati Approfondimento – 1, Approfondimento - 2, ecc.). Del resto, chi ha letto il mio 3° libro “Esempi d’Olismo” o chi lo farà, avrà notato o noterà, che questo tipo di attività l’avevo in qualche modo prevista ed anzi incoraggiata (nell’Introduzione dello stesso libro). Benissimo, dunque. Anche perché in tal modo il mio unico e nuovo sito avrà più materiale a disposizione, ed anche meglio circostanziato, per continuare la mission intrapresa e svilupparla in modo ancora più incisivo ed adeguato. A prestissimo, quindi. E come sempre, ad maiora! Luca Fortunato (Matera).   

sabato 2 febbraio 2019

Comunicazioni di servizio - 2


Post 268
Comunicazioni di servizio - 2

Proseguendo dal post 258 del 30 dicembre 2018 (vedi): 

Il presente blog (insieme ai miei 3 libri “Esempi d’Olismo” ad esso collegati) sta compiendo in pieno la sua mission. Ne è testimonianza anche la statistica generale dello stesso blog che vede i miei post (ed ultimamente anche i miei libri) costantemente letti e diffusi nei seguenti Paesi: Italia, Francia, Belgio, Germania, Polonia, Russia, Ucraina, Irlanda, Portogallo, Stati Uniti d’America, Giappone, India. Grazie. Grazie di Cuore. Davvero. Oltre le mie previsioni. Scrivo perché mi piace scrivere. E dunque doppiamente felice d’esser così utile!
L’Olismo è una cosa seria e seriamente è ben distinto tanto dal suo nemico dichiarato, il Riduzionismo, quanto dal suo nemico subdolo, lo pseudo-olismo.
Il blog (con i miei libri) ne dà conto.
Ma l’Olismo è una cosa seria specialmente quanto esso viene esercitato, applicato, fatto, agito e declinato nello specifico e cioè nei vari ambiti della Società (Scienza, Tecnica, Economia, Sociologia ecc.) ed in coerenza con i suoi aspetti generali, altrimenti che Olismo sarebbe? Il Riduzionismo e lo pseudo-olismo possono infatti permettersi l’incoerenza, di perdersi e di tradirsi andando dalle premesse agli aspetti particolari, dalle definizioni alle pratiche, ecc. Del resto è facile verificare la coerenza o l’incoerenza: presi il vocabolario, l’enciclopedia, i libri di testo, i saggi ecc. si confrontano le loro definizioni, le loro spiegazioni ecc. con le parole, con gli scritti e con le azioni delle persone. Ed ecco gli olisti oppure i riduzionisti oppure gli pseudo-olisti. Certo, i vocabolari, le enciclopedie ecc. sono storicamente dinamici, si evolvono, si aggiornano ecc. Ma imbrogliare, barare, non è comunque possibile.  Ad esempio, l’aggettivo olistico (declinazione: plurale maschile: olistici, singolare femminile: olistica; plurale femminile: olistiche), significa questo: “che si riferisce all’olismo” (Vocabolario Treccani); “che si riferisce o è ispirato all’olismo” (Dizionario Garzanti); “relativo alla teoria dell’olismo”(Dizionario Hoepli); ecc. . E quindi chi lo utilizza in relazione al sostantivo olismo ne fa un uso corretto, chi l’utilizza slegato dal sostantivo olismo ne fa un uso scorretto, improprio, arbitrario (spesso superficialmente modaiolo). E olismo sappiamo tutti cosa significa: “teoria secondo la quale l’organismo non è la semplice somma delle parti che lo compongono, ma una totalità ad essa superiore” (Vocabolario Hoepli); “teoria biologica generale derivata dal vitalismo, proposta negli anni Venti in contrapposizione al meccanicismo [….]” (Vocabolario Treccani); “tesi secondo cui il tutto è più della somma delle parti di cui è composto” (Enciclopedia Treccani); “termine che indica la teoria della conoscenza secondo la quale i sistemi complessi (organismi biologici, menti, sistemi sociali e normativi) presentano caratteri che non sono presenti nei loro singoli elementi costitutivi, per cui devono essere studiati nella loro totalità e non in quanto somma di parti” (Dizionario Simone); ecc. E quindi la necessità di una metodologia sintetica (e non analitica), deduttiva (e non induttiva), euristica (e non algoritmica), intuitiva (e non solamente razionale), ecc. come la moderna bibliografia in merito all’olismo dimostra, come la moderna pratica degli olisti (nella Scienza, nella Tecnica, nell’Economia, nella Sociologia, ecc.) dimostra. Del resto, vi è un aspetto cruciale in merito alla coerenza o alla incoerenza di un Paradigma e delle relative e conseguenti azioni, per cui non conviene barare: la prima – la coerenza - permette una forza conoscitiva enorme ma anche un meccanismo di auto-correzione qualora qualcosa non quadri; la seconda – l’incoerenza - permette una forza conoscitiva debolissima ma anche la difficoltà e spesso l’impossibilità di aggiustare il sistema conoscitivo e applicativo. I furbi, insomma, prima o poi si danno, e sempre si daranno, la zappa sui piedi. Conviene scegliere l’intelligenza-coerenza (anche se più faticosa) e non la furbizia. Sempre.  
Il blog (con i miei libri) anche e soprattutto di questo, ne dà conto, ed anche per mia testimonianza diretta (personale, professionale, ecc.).
Ecco perché questo blog viene ben seguito, anche geograficamente parlando, nel Mondo. Ora posso ben dirlo (dati alla mano).
Di tutto ciò, confermatomi anche direttamente, in questi giorni, da alcuni di voi lettori (anche lontani e molto lontani geograficamente), ne terrò conto ed anzi cercherò di sottolinearlo e di valorizzarlo ancora di più, nel mio nuovo ed unico sito che sto ideando e che lancerò nel corso di questo 2019. Promesso.
Ovviamente, nel frattempo, per chi volesse (anche chi finora non mi ha mai scritto) i miei contatti sono sempre gli stessi: lucaf73x@gmail.com oppure fortunato.luca73@libero.it oppure WhatsApp 389.4238195 Ciao a Tutti e a presto.  Luca Fortunato (Matera)