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Post aggiornato con video - Alla Basilicata ferita e al suo diverso Futuro
N.B. aggiornato con video in calce al post
notte del 5 aprile 2026
In occasione di questa Pasqua, ho scambiato gli auguri anche
con gli amici che risiedono e lavorano nelle zone lucane duramente colpite dal
maltempo degli scorsi giorni.
In alcuni casi è stato davvero difficile al telefono: avevano
voci rotte da pianti di disperazione e al tempo stesso con punte di rabbia.
Andrò a trovarli nei prossimi giorni. Mi riesce difficile dormire stanotte. E
dunque sto ancora lavorando al mio nuovo libro. E ne approfitto per scrivere
anche qui.
Ora mi sento solo di dire questo: gli sono vicino con il
cuore e con la testa. Ma la mia testa, e loro lo sanno e me ne hanno dato atto
anche in questo doloroso frangente, ci aveva visto giusto e da tempo. Dunque
ribadisco e meglio esplicito un solo punto del mio più ampio e complessivo punto
di vista - che è insieme e al tempo stesso di agronomo che quei territori e
quei campi li conosce direttamente e da 20 anni, di olista specialistico di
Agraria ma soprattutto di olista generale che paradossalmente anche su questo
enorme problema pratico-materiale è il profilo più cruciale. Precisando che il
mio lavoro è stato sempre onorato e che dall'anno prossimo il mio futuro lavoro
di imprenditore (libri, corsi, ecc.) avrà la sua buona e positiva strada. Per
dire che non ho alcun interesse a dire ciò che sto per dire se non quello di
avere nella zucca qualcosa che effettivamente funziona e che potrebbe tornare
utile a chi oggi è in difficoltà ma soprattutto a chi oggi si trova a dover
gestire il problema e a chi domani (sperando che siano persone diverse da
quelle di oggi! Scusatemi tanto!) dovrà continuare a gestire il problema
(perché non finisce mica qua):
stavolta vuoi per l'estensione e l'intensità dei fenomeni,
vuoi per la fragilità già in essere del territorio lucano, vuoi soprattutto per
la combinazione dei due aspetti, la Basilicata o cambia paradigma e risorge o
rimane morta.
Il cambio di paradigma dal Riduzionismo all'Olismo, sia
tecnicamente sia politicamente, è articolato in diversi punti e in altro
momento e in altra sede sono disponibile eventualmente. Ma ora mi basti dire
una cosa che potrebbe sembrare scontata ma non lo è affatto (come dimostrano
infatti anche molte dichiarazioni inadeguate in queste ore). Fermo restando i
doverosi provvedimenti di emergenza nel brevissimo e nel breve tempo, occorre
avviare subito e parallelamente progettazioni olistiche, pianificazioni
olistiche, programmazioni olistiche che tengano conto di una miriade di
parametri e fattori olistici (che non sto qui a elencare, appunto, anche perché
ci vorrebbero ore) ma soprattutto di questo:
scarsità idrica ed eccesso idrico sono facce della stessa
medaglia. A causa dei cambiamenti climatici, esse si alterneranno, come hanno
già fatto (a ben vedere), e come continueranno a fare per decenni, scrivendo o
meglio proseguendo una nuova regola ciclica che non è più eccezione. Dunque è
stato, è e sarà un errore occuparsi di scarsità idrica. Dunque è stato, è e
sarà un errore occuparsi di eccesso idrico. Dunque ed invece sarà giusto
occuparsi in modo integrato, intero, sistemico, totale ma soprattutto in modo
olistico (che è qualcosa di oltre l'integrato, l'intero, il sistemico, il
totale) di entrambe le facce del fenomeno. Contemporaneamente e costantemente.
E i soldi? Quelli straordinari e quelli ordinari (che ci sono e senza sprecarne
un solo centesimo!)
Per non disperdere energie, tempo, risorse, ecc.
La Basilicata non può più sbagliare.
Un abbraccio olistico a tutti, di realismo ma al tempo stesso
di speranza.
Forza Basilicata!
Luca Fortunato, cittadino lucano
WhatsApp 389.4238195
Aggiornamento - video del 5 aprile mattina:
Articolo e video pubblicati anche sul mio profilo Facebook

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