Post n. 81:
Un altro saluto ….
E’ piaciuta la foto (cliccarci su ..) che (ri)propongo qui di seguito, in calce al post. Tanto da farne un saluto
ferragostano ai lettori del mio blog. Visto che ci siamo, però, brevi ma
significative righe di accompagnamento. In due punti essenziali. Nella quiete della vigilia
ferragostana mi è piacevole farlo. 1.
La distinzione tra scienza pura e scienza applicata è un errore. Lo ha ben
chiarito il grande H. Poincaré. E questo ci basta. Sebbene molti continuino
nell’errore. Quello che invece esiste davvero e’ la distinzione all’interno
della Scienza così come all’interno di ogni singola scienza (Fisica, Chimica,
Biologia, Ecologia, Agronomia, Geologia ecc.) del momento sperimentale e del
momento teorico e dunque della scienza sperimentale e della scienza teorica e
dunque ancora degli scienziati, dei tecnologi e dei tecnici sperimentali, da
una parte, e teorici, dall’altra. Due facce della stessa (ed olistica) medaglia:
la conoscenza scientifica. Le cose dunque stanno ben diversamente da come spesso
le stesse cose vengono intese o presentate (in buona fede o in mala fede). Nell’invitare
i lettori ad autonomi approfondimenti alquanto interessanti (per la cultura, per
lo studio, per la ricerca, per la professione, per il lavoro, per l’impresa
ecc.) ricordo brevemente la reale
distinzione: la descrizione dei fenomeni e la formulazione delle leggi
scientifiche (attraverso osservazioni e misurazioni; rilevamento, raccolta ed
elaborazione anche matematica dei dati; effettuazione di esperimenti, prove,
test ecc.; impiego di strumentazioni, tecnologie ecc.) così come la verifica
empirica e sperimentale delle previsioni teoriche è compito della Scienza
sperimentale, è compito del momento sperimentale delle singole scienze, è
compito degli scienziati, dei tecnologi, dei tecnici sperimentali o quando
fanno o devono fare gli sperimentali. E’ invece compito della Scienza teorica, è
compito del momento teorico delle singole scienze, è compito degli scienziati,
dei tecnologi, dei tecnici teorici o quando fanno o devono fare i teorici,
connettere, coordinare, sistematizzare e
armonizzare le leggi scientifiche in teorie scientifiche dedotte o da fatti
sperimentali accertati o dal libero lavoro mentale (intuizioni, immaginazioni,
ipotesi, ragionamenti, idee, principi, esperimenti pensati ecc.). E, fatto ciò,
procedere deduttivamente, specialmente con metodo matematico anche euristico,
oltre i risultati sperimentali azzardando ed ottenendo conseguenze che spetterà
poi alla scienza sperimentale verificare. 2.
La Scienza (sperimentale e teorica) così come tutte le singole scienze (nella
loro parte sperimentale e nella loro parte teorica) così come gli scienziati, i
tecnologi e i tecnici (sperimentali e teorici o nel loro momento sperimentale o
nel loro momento teorico) forniscono conoscenze e consulenze (indipendenti). Le
applicazioni, poi, delle conoscenze e delle consulenze (applicazioni da fare o
da non fare, da fare in un modo o in un altro, da fare oggi o domani ecc.) è
altra questione e che va a toccare sempre aspetti non solo scientifici, tecnologi
e tecnici ma anche economici, politici, istituzionali, giuridici, culturali,
etici ecc. E che per questo (le applicazioni) devono essere sempre momento di
tipo sociale (nel senso più ampio e più nobile del termine). Le applicazioni. Per Xylella, ma non solo. Ad maiora! E buon ferragosto. Luca
Fortunato
